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1923 – Stagione 1 (2023): forse è ora di scendere un po’ da cavallo Sheridan

Lo sapete bene, la mia stima per Taylor Sheridan vola su questa Bara, anche se è innegabile che i suoi ultimi lavori… MAH!

Parliamo di uno che da solo, sta tenendo alta la bandiera del Western, anche in chiave moderna, con gioiellini come Hell or highwater oppure il bellissimo Wind River. Su Yellowstone cosa devo aggiungere? Mi piacciono anche i suoi (parecchi) difetti, al momento come dico sempre, non è la serie migliore in circolazione, ma quella che amo di più guardare.
1883 è un altro gioiello per certi versi sommerso, un ottimo Western a puntate, che cammina, anzi corre sulle sue gambe, vivendo di vita propria, anche se è un prequel di “Yellowstone”, forse tra i migliori prodotti visti nel 2022.
Sheridan sfoggia i suoi pezzi forti (oltre ad un gran cappello)
Nel frattempo è arrivato Tulsa King, dove Sheridan ha scritto il soggetto in mezza giornata (e si vede!) ma ha avuto la fortuna di avere dalla sua zio Sly motivato, vi faccio la previsione facile? Stallone si prenderà presto la serie e forse meglio così, visto che Sheridan secondo me sta lavorando troppo.
Sorvolo sui casini produttivi relativi alle prossime stagioni di “Yellowstone”, dico solo: fate fare il suo Western a Kev! Perderlo sarebbe gravissimo per la serie. In compenso gli svariati spin-off a quattro cifre stanno proliferano, su 1883 sapete tutto, in compenso devo dire che mi interessa anche “6666”, anche solo per godermi qualche altro rodeo.
«Scansati nonno, io ero Bronn in Giocotrono», «Non vorrai davvero giocartela così contro di me, vero?»
Va detto che “1923” era molto atteso, anche per la coppia Jacob e Cara Dutton, i capifamiglia fatti a forma di Harrison Ford ed Helen Mirren, a mani basse la sola ragione per cui ho trovato questa serie valida, il resto? Mah!
«Minchiaaaa quanto sono bravaaaaa!»
Va bene seguire il modello imposto da Coppola, il capofamiglia ferito, il figlio prediletto reduce di guerra, chiamato ad assumersi la responsabilità per salvare la famiglia, ma parliamoci chiaro, la trovata del capofamiglia ferito (quasi) a morte, si era già vista in Yellowstone e qui sembra di assistere ad una replica, malgrado Ford sia carisma su gambe, anche se l’età è importante, quindi ci sta affidargli un personaggio immobile e lo so a cosa state pensando, verso fine giugno saranno dolori, ma non mi riferisco a quelli muscolari del mitico Ford.
Il cappello non è un Fedora, ma sa proprio portarlo.
Helen Mirren cosa gli vogliamo dire? Ogni volta che entra in scena se lo mangia quel riquadro che la contiene, imbarazzante nel far sembrare tutti, colleghe e colleghi più giovani compresi, gentucola appena sfornata dalla scuola di recitazione.
«Minchia non vedo nemmeno l’ombra di qualcuna più brava di me»
Il problema è che la lunga sotto trama del figliol prodigo sarebbe anche interessante, se non fosse appesantita da momento da telenovela in odore di Titanic si, ma in versione poverina.
L’imbarco, le differenze di classi sociali a bordo, l’inevitabile naufragio, si salva giusto il marinaio rude di Peter Stormare, comunque un po’ poco, per quando una minima esultanza, quell’urlo a distanza tra amanti («Ci rivedremo nel Montana!») la serie me lo ha strappato, ma solo perché so che i Dutton spalle al muro, diventano dodici volte più pericolosi.
Non so voi, ma io “La mummia” (1999) lo ricordavo un po’ diverso.
La parte meno riuscita? Purtroppo la più interessante, quella legata alla nativa Magdalene, perfetta per portare in scena un tema caldo, ciò freddo gelido, ma tornato bollente a livello di attualità, ovvero i maltrattamenti patiti dai nativi nelle scuole cattoliche, citofonate agli amici Canadesi, loro ci stanno facendo i conti proprio in questi ultimi anni.
Le violenze contro la ragazza calamitano l’attenzione e fanno patteggiare per lei, la prima volta. Poi a Sheridan scappa la mano e procedere a colpi di violenze, sempre più esagerate, non giova molto alla riuscita di una serie che va detto, sembra seguire un po’ troppo il canovaccio già raccontato in “Yellowstone”.
La faccia di una a cui sta salendo il Geronimo nel sangue.
Di sicuro la prima stagione di “1923” è il capitolo iniziale di una trama chiaramente più lunga, Sheridan ha chiaro in testa tutto l’albero genealogico di quelli che è chiaro, sono sempre stati i suoi Corleone (ma che non taglierebbero mai la testa ad un cavallo!), però al momento, il primo colpo sparato da “1923” se non è a salve, ha almeno le polveri bagnate.
Solo sull’andazzo del personaggio del vecchio Tim qui, ci sarebbe parecchio per cui storcere il naso.
Pensando ad altre serie Western, “1923” al momento non sembra tenere il passo, almeno per ora. Il sospetto è che Sheridan stia giocando su un po’ troppi tavoli da gioco, il pubblico in patria risponde sempre alla grande con livelli di ascolti da record, quindi si galoppa così, anche se nel confronto diretto con 1883 la differenza si nota, eccome.
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