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Alieni coprofagi dallo spazio profondo di Marco Crescizz: Per veri fanatici di B-Movie

Dopo
l’ennesimo film di Schwarzenegger commentato dal sottoscritto, Marco mi ha
chiesto se avevo voglia di leggere il suo romanzo. Sì, dai, come si chiama?
“Alieni coprofagi dallo spazio profondo”. Stavo già ridendo.

Certo mi rendo
conto che non proprio tutti tutti siano interessati ad una storia che dal
titolo, sembra il sogno erotico di un complottista fanatico delle leggende
urbane sugli UFO e su Gianni Morandi, bisogna avere una certa passione per una
storia di serie B, se non proprio di serie Z. Ma lasciarsi influenzare dal
titolo sarebbe un (madornale) errore, perché la storia è uno spasso, Marco ha una prosa che
fila via liscia e la storia è molto divertente.
… Sì, gli
alieni che mangiano la cacca ci sono, non vorrei deludere i lettori fanatici di
leggende urbane.
L’inizio è
micidiale! Nel primo capitolo facciamo la conoscenza di Nunzio, impiegato delle
poste italiane afflitto da una sfiga nerissima e con ancora più gravi problemi
di sovrappeso. Marco Crescizz inquadra da subito una situazione lavorativa con
risvolti grotteschi, ma sinistramente molto (troppo) simili a tanti posti di
lavoro che voi ed io possiamo aver frequentato, tra colleghi stronzi (giusto
per stare in tema) e un capo con una visione tutta sua del femminismo.
Ma dove Marco
mi ha convinto è nella descrizione della vita di Nunzio: un solitario schiavo
di una bugia (quella di aver detto a mamma e papà di essere dimagrito) e
proprio per questo non può andare a trovarli, inventando di volta in volta
delle scuse. In un attimo si passa dal riso amaro per una situazione grottesca
e fin troppo realistica, ad un dramma personale che ti fa subito provare
empatia per il protagonista, terminati (al volo) i primi due capitoli, ho
immediatamente pensato all’umorismo agrodolce dei romanzi di “Fantozzi” scritti
da Paolo Villaggio, il che se non si fosse capito è un complimento.
Forse la parte
più divertente della caratterizzazione di Nunzio, è un dettaglio che sottolinea
la sua solitudine, una specie di spirito guida che vede e sente solo lui. Avete
presente quando Woody Allen in “Provaci ancora, Sam”, vedeva apparire Humphrey
Bogart pronto a consigliarlo? Ecco, qui è la stessa cosa, ma con Arnold Schwarzenegger
al posto di Boogey.



“Se tu restassi, un giorno saresti presa e terminata”.

Ovviamente,
Arnold cambia look e modo di parlare a seconda dei personaggi, l’inconscio di
Nunzio gli manda Conan, John Matrix, Terminator, Ben Richards o Dutch a seconda della situazione e
Marco, da appassionato, si vede che si è divertito a pescare da tutto il
variegato parco di personaggi di Schwarzenegger.

Naturalmente,
gli alieni ci sono, ma prima arriva Chen, un Cinese con una parlata, beh, da Cinese, con il fisico ultra scolpito e un nome che è un omaggio grosso come una
casa. Chen propone a Nunzio una cura dimagrante troppo bella per essere vera: se
vuoi dimagrire, prima devi mangiare fino a scoppiare.
Non sto
nemmeno a raccontarvi come si complicano la cose, su un paio di trovate sono
scoppiato a ridere come lo scemo che sono e su altre mi sono allegramente
disgustato. Visto l’argomento non è una cosa poi così improbabile!



Quando si dice immedesimarsi con il proprio protagonista.

Ad esempio, mi
ha divertito la caratterizzazione degli alieni, dei “Bimbominkia”, fanatici di Star Wars (con tanto di magliette
personalizzate) non particolarmente svegli, cosa che Marco Crescizz ci fa
intuire grazie ad un dettaglio: se ami così tanto Jar Jar Binks e la “Prequel Tragedy” di Star Wars, tanto sveglio
non sei!

Marco ha un
umorismo un po’ macabro che sento molto vicino al mio, un discreto gusto per le
trovate disgustose (se vi piacciono “i Griffin”, potreste davvero divertirvi)
e, di fatto, mette su una storia di fantascienza demenziale che mescola rapimenti
alieni e teorie che nemmeno in “Alieni nuove rivelazioni” avrebbero il coraggio
di raccontare. Potete immaginare la paura di ritrovarsi su una nave aliena
lontani dal proprio pianeta? E riuscite a pensare all’imbarazzo quando dovrete
(se riuscirete a salvarvi) perché gli alieni vi avevano rapito? Di nuovo, l’umorismo
tragicomico di cui parlavo prima.



“Che fico! Il mio personal trainer privato! ” (Quasi cit.)

Il tutto
condito da una strizzata d’occhio ai B-Movie, la seconda parte del titolo “Dallo
spazio profondo” dovrebbe già farvi capire che siamo dalle parti dei Clown dei Fratelli Chiodo, o dagli (S)cult di Ed Wood, il tutto portato su carta, con una
narrazione veloce sospinta dal tifo per Nunzio e il suo austriaco spirito
guida.

Insomma, mi
sono divertito, ci va un discreto fegato a presentarsi da un editore con un
libro con un titolo del genere, leggerlo, invece, è semplicissimo perché è un
vero spasso. Ho finito, correte a leggere, io me ne vado, anzi… I’ll be back!

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