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American Horror Story – Stagione 5 – Hotel: La prossima volta vado a dormire in campeggio

Ho sempre
ritenuto gli alberghi una cosa fighissima, per me un bell’albergo è la mia idea
di lusso sfrenato, nemmeno “Shinning” di Stanley Kubrick o “Four Rooms” di
Rodrigez e Tarantino sono mai riusciti a farmi cambiare idea, fra l’altro, sono entrambi presenti
tra le (vistose) citazioni di questa quinta stagione di “American Horror Story”.

Anche
riducendo il numero di episodi e di attori presenti nel cast, la trasferta
alberghiera di questa serie risulta sempre carica di eventi e sottotrame, questa
stagione in particolare, deve sottostare alla (vistosa almeno nel look)
presenza della sostituta di Jessica Lange, non so come abbiano fatto, ma sono
riusciti a convincere Lady Gaga a venir giù per coprire il ruolo della
Contessa, vampira centenaria vera padrona del Hotel Cortez.
Probabilmente
tra le richieste della popstar c’era quella di potersi strofinare con una serie
di manzi tipo Matt Bomer, anche lui nuovo acquisto di questa serie,
considerando che Lady Gaga si è portata a casa un Golden Globe per interpretare
la parte di se stessa, le consiglierei di tenersi stretto il suo attuale
agente.



Pare che in questa stagione reciti Lady Gaga, ne hanno parlato solo tipo… TUTTI!

Anche perché, quando
si tratta di fare la Vampira poco vestita dai look eccentrici è perfettamente a
suo agio, quando la trama richiede qualche espressione drammatica, diciamo che
siamo ancora parecchio alle aste a livello di espressività, ma tanto chi se ne
accorge, se soap opera pruriginosa dev’essere, che lo sia fino in fondo.

Per fortuna,
esiste anche un minimo di trama orizzontale, che vede protagonista il Detective
John Lowe (Wes Bentley), in crisi dopo aver perso come un mazzo di chiavi il biondissimo
figlio, provocando una crisi matrimoniale con la SVEGLISSIMA moglie, la
Dottoressa Alex Lowe (continua la striscia negativa di ruoli simpatici affidati
a Chloë Sevigny).

“Mamma ma ci sei o ci fai? Dimmi almeno che sono stata adottata”.

Bisogna anche
dire che dopo circa cinque minuti del primo episodio di questa quinta stagione,
quando ho visto che l’ufficio della polizia si trova in una specie di antica
biblioteca, del tutto simile a quella in cui lavoravano i Detective Brad Pitt e
Morgan Freeman in “Seven” di David Fincher mi sono detto: vuoi vedere che anche
in questa stagione c’è di mezzo il solito Serial Killer? Infatti, il figlio
scomparso di John e la sua indagine sull’assassino dei dieci comandamenti s’intrecceranno, portando lo sbirro a soggiornare all’Hotel Cortez.



Ha telefonato l’Overlook Hotel, rivuole indietro la sua moquette.

Difetti? I
soliti: un eccesso fuori controllo di melodramma e trame che vengono prese,
mollate, dimenticate, ricomposte o semplicemente abbandonate lasciando spesso
con qualche dubbio (vocabolario alla voce buchi di sceneggiatura), ma dopo una
maratona di cinque stagioni in ben pochi giorni, ho quasi imparato come
guardare questa serie, quindi mi godo le adorabili mattane che Ryan Murphy e
Brad Falchuk sono in grado di sfornare.

Angela Bassett
che ti fa sospettare di essere davvero una Vampira visto che sembra non
invecchiare mai, ma che in compenso con il suo personaggio omaggia la blaxploitation
e la grande Pam Grier e, tra le citazioni cinematografiche, c’è tempo anche per
scene flashback girate in stile film muto, con protagonisti Rodolfo Valentino e
Friedrich Murnau uno che due cose sui vampiri in carriera le ha anche dette.



Villaggio dei dannati non vaccinati.

Come sempre, la notte di Halloween in questa serie è centrale, in un episodio
(apparentemente) scollegato dagli altri come “Devil’s Night” (5×04) mi sono
divertito a riconoscere alcuni dei più celebri Serial Killer d’America, una
chicca molto gustosa visto che in passato mi divertivo molto a leggermi le
biografie degli assassini più celebri (storia vera, lo so suona inquietante, ma
storia vera). Quindi, mi sono molto divertito a vedere le ospitate di Zodiac, Ricky
Ramirez e Jeffrey Dahmer, anche se i due ospiti più azzeccati sono stati senza
ombra di dubbio John Wayne Gacy (detto Pogo il Clown, guarda caso interpretato John
Carroll Lynch il Clown di Freak Show,
che recitava anche in “Zodiac” di Fincher, giusto per chiudere il cerchio), ma
la migliore resta sempre Lily Rabe, quasi irriconoscibile nei panni di Aileen Wuornos,
non era semplice dare un’interpretazione personale dopo l’ottima prova di
Charlize Theron in “Monster”, la Rabe s’inventa un tick con la testa e una
risata spaventosa, dimostrandosi ancora una volta una delle migliori attrici di
questa serie. Alt! Un raduno di serial killer in un hotel? Qualcuno qui mi sa che legge Sandman, l’idea mi suona familiare.

Charlize Theron è… KAPUT!

In soldoni,
tappandomi il naso sui vari vuoti della sceneggiatura e rischiando l’orchite
per l’eccesso di melò, la storia generale di questo “Hotel” non è nemmeno così
male, ho apprezzato questa idea di famiglia allargata, composta di fantasmi e
vampirelli, tutti chiusi dentro un decadente albergo di lusso, famiglie
disfunzionali e alberghi in rovina, a ben pensarci sembra una trama che
potrebbe piacere a Wes Anderson, ma grazie ad alcuni personaggi in particolare,
a Sarah Paulson che riprende il suo stesso personaggio della prima stagione, la storia è anche simpatica, ho
fatto fatica ad arrivare alla fine e non posso proprio dire di essere stato
proprio proprio sveglio tutti gli episodi (fate pure che qualcuno me lo sono
dormito completamente), ma tirando una linea la storia non è così male, o forse
ero solo felice di essere arrivato alla fine della maratona.

Menzione
speciale per Evan Peters, il suo architetto pazzoide James Patrick March ruba
la scena ogni volta che entra in scena, grazie a dei baffi alla Clarke Gable e
ad un accento impossibile, non so da dove sia andato a pescarlo, ma risulta
davvero spassoso.



Evan, dovesse andare male sei già pronto per una serie sulla famiglia Addams.

MVP della
stagione un po’ a sorpresa, Denis O’Hare dopo quattro stagioni da gregario
vince tutto nei panni di Liz Taylor, il personaggio forse con più melò e meno
Horror di tutti, ma che alla fine risulta anche uno dei più riusciti. Tanto ormai
ho capito: questa serie va presa così, anche se continuo a preferire Ryan
Murphy e Brad Falchuk quando fanno gli scemi in Scream Queens.



“Oh Scream Queens, mi fa tanto tanto ridere quella serie”.
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