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Ash vs Evil Dead – 3×04 – Unfinished Business: La vita è Groovygliosa

Pensavate mi fossi dimenticato dell’appuntamento settimanale
con questa serie? Assolutamente no! Iniziamo subito ma prima il solito avviso:
Seguono SPOILER!


Come abbiamo visto nel finale dello scorso episodio, il nostro Ash ha rimandato al creatore la versione
malvagia di suo padre Brock Williams (Lee Majors), ma visto che è la settimana
della festa del papà, lo spirito del buon Brock torna a far visita al figlio, in
una versione molto più Groovy di “La vita è meravigliosa”.

Bisogna dire che Ash non fa nemmeno una piega a rivedere sua
padre sbrilluccicante nemmeno fosse lo spirito di Obi-Wan Kenobi, perché in
fondo aveva già avuto questa “Apparizione” nell’ultimo episodio della seconda stagione, che come sappiamo è stato scritto
in fretta e furia e modificato in corsa rispetto ai piani originali.

Quando si accende una motosega, ad un angelo spuntano le ali.

Mi sarei aspettato un minimo di spiegazione, perché nel
corso della saga di Evil Dead, non mi pare di ricordare fossero previste apparizioni
in forma spiritica, e per lo stesso Ash sembra tutto piuttosto normale. Capisco
che quando c’è di mezzo il Necronomicon tutto diventa bizzarro, e diciamo che
la spiegazione è questa, una più convincente di così non credo arriverà.


L’altra sotto trama importante invece prevede la possessione
demoniaca di Pablo (Ray Santiago) che aggredisce subito Kelly e Brandy che per
sfuggire dall’indemoniato, si rifugiano nella roulotte di Ash, questo non basta
ad impedire di piazzare un mozzico sul polpaccio di Kelly, dettaglio che si
rivelerà gustoso più avanti nell’episodio. Anche se mi rendo conto che forse
gustoso non è la parola più azzeccata da usare, però vabbè questa frase mi è
venuta fuori così, portate pazienza.
Il titolo “Unfinished Business” fa riferimento alla parte
più sostanziosa della puntata, ricordate la profezia di Brock Williams? Quell’importante
informazione che l’uomo avrebbe dovuto comunicare al figlio, un attimo prima di
morire spappolato sotto le gomme della Oldsmobile Delta 88 (meglio nota come “The
Classic”)? Ecco finalmente gli autori si sono decisi a chiudere finalmente
questa sotto trama, il modo in cui decidono di farlo però non è proprio pesche
e crema.

La camicia blu è il capo d’abbigliamento preferito dai Williams.

La rivelazione è che trent’anni prima, nella sua ferramenta
il vecchio Brock ricevette una visita da uno dei Cavalieri di Sumeria venuto a
spiegare all’uomo che suo figlio Ash, sarebbe stato fondamentale nella lotta
contro le forze del male. Poi per via di un piccolissimo disguido, l’uomo è
accidentalmente voluta giù per le scale dello scantinato del negozio spaccandosi
la testa.

Lo sceneggiatore dell’episodio Nicki Paluga, riesce con un
paio di dialoghi azzeccati a mascherare l’indifferenza con cui papà Brock ha
reagito, peccato che con il passare dei minuti la coperta si rivela corta. In
visita allo scantinato i due Williams, scoprono che l’uomo non solo non era
morto, ma è sopravvissuto per un po’ divorando le scorte di cibo accumulate da
Brock, ma ha anche tappezzato le pareti dello scantinato con delle scritte in
Sumero, che gli appassionati de La Casa,
sanno portare sempre con loro un sacco di guai.

“Sumero, io odio lo stramaledetto Sumero”.

Ma ora io dico, questo poveretto è rimasto nello scantinato
non è dato sapere chissà quanto tempo, senza mai provare ad uscire? Senza
chiamare aiuto? No, è rimasto lì in silenzio, ha mangiato qualcosa, fatto due
graffiti e poi è morto. Chissà se giustificheranno anche le forzature della
sceneggiatura usando la parola magica: Necronomicon!

Quello che funziona alla grande dell’episodio sono
sicuramente le trovate sanguinolente, anzi direi proprio “Groovy”, grazie ad un
sapiente utilizzo di effetti speciali rigorosamente vecchia scuola, “Unfinished
Business” si gioca un paio di scene davvero riuscite.
La prima sono gli effetti collaterali del morso di Pablo,
che trasforma la gamba di Kelly in un polpaccio demoniaco con bocca, naso (e
baffi) di Pablo, non siamo dalle parti dell’occhio sulla spalla di Ash in L’Armata delle tenebre, però l’idea è
chiaramente quella, e non vedo l’ora di vedere dove porterà questa trovata.

Scordatelo proprio, ma nemmeno se ti tagli i baffi!

L’altra scena mica male è lo scontro tra Ash e la parete
ricoperta di scritte in Sumero, perché le parole forse non uccidono, ma se sono
in grado di evocare tentacoli allora possono farlo! Bruce Campbell non si tira
indietro nemmeno se c’è da farsi appendere al soffitto con i cavi e recitare l’ennesima
versione della sua lotta solitaria contro il male, il suo entusiasmo è pari
solo alla sua faccia da schiaffi!

Notevole anche la scena finale, in cui il nostro Ash cerca
di liberare, facendo meno rumore possibile (quindi conoscendo Ash, aspettatevi
come minimo un gran casino) la ragazzona presa in ostaggio da Ruby, il tutto
senza svegliare il diabolico figliolo partorito dalla donna, ovviamente senza
riuscirsi, l’ultima frase del protagonista è emblematica: «Come si dice essere
nella merda senza essere volgare?».

“Hey c’è nessuno in casa? In casa avete capit… ok la smetto”.

Insomma, al netto di un paio di svarioni (più o meno grandi)
di sceneggiatura, anche questa puntata porta a casa il risultato, quindi
godiamoci anche questo episodio, perché intanto la serie continua a vagare alla
ricerca di una conferma per una quarta stagione che ancora, purtroppo, tarda ad
arrivare. Tenete le dita della mostra mano meccanica incrociate, abbiamo
bisogno di tutto l’aiuto possibile.

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