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Avengers – Infinity War (2018): Se non schiocchi le dita, godi solo a metà

Avete visto che roba gente? Per dirla come Mantis, la
missione della Marvel era quella di fare a strisce tutti i culi (cit.) quindi
si può aggiungere solo una cosa: Missione compiuta! Leggete pure tranquilli,
quando arriveranno gli SPOILER vi avviserò per tempo.
Quando nel 1980, George Lucas lasciò in sospeso il finale de
L’Impero colpisce ancora, il barbuto
amante del camice da boscaiolo riuscì ad imporre un nuovo standard per
raccontare i seguiti al cinema, un modello che altri hanno provato ad imitare
in maniera più o meno riuscita (ricordate il secondo Matrix? Naaa meglio
dimenticarlo). Per certi versi, il diciannovesimo film dell’Marvel Cinematic
Universe, l’ultima fatica di Anthony e Joe Russo può essere considerato un punto di arrivo, l’apice di un piano
decennale di conquista dei botteghini iniziato dieci anni fa con il primo Iron Man.
Anche perché “Avengers – Infinity War” è davvero l’ultima
gemma sul guanto dell’Infinito di Kevin Feige, un trionfo di lungimiranza e
organizzazione che può piacere o meno, ma rappresenta lo standard con cui tutti
gli altri ad oggi, devono competere. La Marvel come Serhij Bubka ha piazzato
l’asticella piuttosto in alto, ed ora da lassù guarda tutti facendo ciao ciao
con la manina.
Un tempo, restare in sala fino alla fine dei titoli di coda
era qualcosa che facevano solo pochi sfigati come il sottoscritto, sistematicamente
guardato storto da quella santa donna della mia wing-woman (storia vera), ma
grazie alla comparsata di Samuel L. Jackson dietro la benda di Nick Fury nel
primo Iron Man, ora abbiamo una scusa
per restare a leggere i nomi sullo schermo, senza sembrare dei nerd, cioè,
ancora più nerd. Ma per quanto mi riguarda, la migliore scena dopo i titoli di
coda di sempre, quella che ha davvero alzato la posta in gioco, è stata quella
di “The Avengers” (2012), quella che mi ha fatto urlare a squarciagola in una
sala in avanzato stato di svuotamento: «THANOS!» (storia vera). A mio avviso,
la più grande promessa fatta da Kevin Feige al suo allora nascente pubblico,
perché andiamo dai, onore e gloria eterna a Joss Whedon a cui vorrò sempre
bene, ma pensare a quanto ci ha fatto esaltare vederlo mettere insieme ben SEI
Vendicatori, per certi versi ora è una cosetta quasi naif, considerando che il
cast di “Infinity War” è lungo come l’elenco telefonico del Molise.

Un saluto a tutti i lettori del Molise.

Kevin Feige ha mantenuto in pieno la sua promessa, certo nel
percorso non è mancato qualche scivolone,
ma la lungimiranza con cui l’MCU è stato costruito è degna del non-finale
smonta mascelle de L’Impero colpisce ancora, nell’anno di grazia 2018, anno del cane secondo il calendario
Cinese, i blockbuster si fanno così, durante i 149 minuti di “Avengers –
Infinity War” ho voluto dedicare venti secondi ed un pensiero a Steppenwolf e
alla Justice League, che al confronto
di Thanos e del film dei Russo, sembrano un branco di cosplayer pezzenti senza
arte né parte. Excelsior!

Ma il vero successo della Marvel per me è un altro, ovvero
quello si essere riuscita in pieno a replicare sé stessa al cinema, i fumetti
hanno avuto una pazzesca esplosione negli ultimi anni, ma trovo ancora incredibile
come un genere così ripiegato su sé stesso come quello dei super eroi americani
(che in patria e nel mondo vendono tantissimo, ma sono solo UNA tipologia di
fumetto, con delle regole molto precise) sia diventato così tanto popolare.
Pensateci, persone che nel 2008 sono andate a vedersi Iron Man senza aver mai letto un fumetto del personaggio (o un
fumetto in generale) ora sono qui a divertirsi con questo film, anzi la dico
bene, a divertirsi, emozionarsi e raccogliere la mascella caduta a terra alla fine
del film, perché “Avengers – Infinity War” questo fa, ma lasciatemi l’icona
aperta, più avanti ci torno.
Proprio con questo film la Marvel ha “venduto” al grande
pubblico il concetto stesso di “Maxi saga” (ho detto SAGA!), un evento
fumettistico che raccoglie insieme tutti gli eroi in calzamaglia della Casa
delle Idee alle prese con una minaccia globa… no! Non è ancora questa la parte
con gli SPOILER ho detto che vi avviso tranquilli!

“Vendicatori Uni… ah no scusa, avevo capito spoiler, come
non detto”.

Che si chiami Civil War, “Maximum Secutiry”, “Guerra segreta” oppure “House of M” (che sta per
Magneto, non per quello che pensate voi!), il più delle volte la maxi saga di
turno, lascia qualche personaggio illustre sul terreno di battaglia senza vita,
e altera lo status quo PER SEMPRE, che nei fumetti Marvel vuol dire almeno fino
alla prossima maxi saga. Di fatto “Avengers – Infinity War” è proprio questo,
l’evento che altera lo status quo (Whatever you want, whatever you like…)
dell’MCU, quindi più che il punto di arrivo di un piano durato dieci anni,
sembra quello di partenza per la conquista dei botteghini per i prossimi dieci,
perché come detto, è anche un film maledettamente riuscito, ok, è il momento di
chiudere quell’icona.

“Infinity War” ha il compito di portare avanti la famigerata
continuity della Marvel, quindi anche se vi siete persi che so Ragnarok, potreste risultare un po’
spaesati, ma tutto sommato funziona perché il film dei Russo riesce ad evitare
alla grande quello che temevo potesse essere il più grosso pericolo di un’operazione
come questa: L’autocompiacimento.
Si perché quando nel cast hai tutti, ma proprio TUTTI, il
rischio è che diventi solo una gara a chi stipa più clown dentro un’utilitaria,
invece “Infinity War” è un film vero in cui si ride, ci si esalta, si viene
colpiti al cuore e presi a schiaffoni in faccia, fin dalla scena introduttiva,
che porcaccia miseria non mi stancherà mai di ripetere che i primi cinque
minuti di un film ne determinano tutto il tono, quelli di questa pellicola sono
incredibilmente cupi e senza speranza. Basta dire che Thanos, fa fuori un
personaggio, anzi, non solamente un personaggio a caso, ma uno che, voglio
darvi un indizio, uno che è MOLTO amato, specialmente dal pubblico femminile (vi
ho dato un indizio che non è tale, sono più crudele di Thanos!) con tanto di
frase: «Niente resurrezioni questi volta», che oltre che una beffa sa tanto di epitaffio.

Cap nel remake di “Over the Top”.
I 146 minuti di durata sono giustificati anche dal fatto che
vanno introdotti tutti i personaggi, che non sono 146 ma forse due o tre in
meno sì. Ed è proprio qui che i Russo si dimostrano abili, perché se hai nel
cast del tuo film, Robert Downey Jr., Benedict Cumberbatch, Rossella Di
Giovanni, Mammolo, Chris Evans, Chris Hemsworth, Cucciolo, Dave Bautista, Gwyneth
Paltrow, Eolo, Benicio del Toro, Tom Hiddleston, Dotto ed Elizabeth Olsen
(sempre sia lodata), vuol dire che alle calcagna hai anche i loro agenti pronti
a farti causa se il loro assistito non ha il giusto numero di primi piani.
Quindi il rischio è di allenare una partita delle stelle che sembra più una
parata di nomi noti, invece i Russo diligentissimi fanno un gran lavoro e il
risultato finale è davvero mitico!
Si perché ormai questi personaggi li conosciamo così bene,
che ci basta guardarli per capire a cosa stanno pensando, è sufficiente un
dettaglio (tipo Cap che si è strappato la stella dal costume, ed è sempre più
vicino alla sua controparte cartacea senza patria, noto come Nomad) per capire
a che punto sono della loro evoluzione. Diventa perciò fantastico lo “Scambio
di coppie” che crea strambe alleanze, ad esempio Tony Stark e Stephen Strange avranno pure entrambi il
pizzetto, ma tra di loro intercorre la differenza che c’è tra la scienza e la
magia.

Stesso barbiere, approcci diversi.

Ero preoccupato del fatto che i Guardiani della galassia, si sarebbero limitati ad essere l’elemento
comico, invece quando vedi Thor che si rivolge a Rocket chiamandolo “Coniglio” e
poi lo lusinga scambiandolo per il capitano della Milano, boh, ti puoi proprio
rilassare e goderti Star Lord che fa la voce grossa (letteralmente!) in
competizione diretta con il Dio del tuono e altre trovate comiche di questo tipo.
Si perché i dialoghi del film fanno ridere, in alcuni momenti pure forte, tipo
è una settimana che imito il potere di invisibilità di Drax con i colleghi al
lavoro (storia vera).

Punirò i miei colleghi con i tuoi insegnamenti maestro.

Ma oltre ad essere incredibilmente divertente il film si
gioca bene le scene d’azione che non sono solo il prezzo da pagare tra una gag
e l’altra (lo ammetto, la battuta su di Spidey su Aliens Scontro finale mi ha fatto sentire più Tony Stark come età, che
Peter Parker), ma servono davvero a portare avanti la trama, so che qualcuno ha
criticato il montaggio del film, ma personalmente l’ho trovato davvero
riuscito, pur saltando di palo in frasca, dal Wakanda allo spazio profondo, è
sempre chiaro dove si trovano i tanti personaggi e cosa stanno facendo, anche
quando le azioni avvengono in contemporanea, perciò parliamo dei difetti? Si
dai, togliamoci il dente, prima di passare alle cose serie.

“No sul serio esistono blog su Aliens? Esistono ancora i blog!?”.

Difetti, beh sicuramente malgrado l’ottimo lavoro dei Russo,
qualche personaggio ha meno spazio, e guarda caso è ancora una volta la Vedova
Nera di Rossella Di Giovanni, che fa registrare un clamoroso nulla di fatto
nemmeno dopo essere andata dallo stesso parrucchiera di Atomica Bionda, anzi il momento “Girl Power” («Lei non è da sola»)
mi è sembrato cacciato in gola alla storia a forza. Quando e se, arriverà mai
quel film solista su Natasha Romanoff sarà sempre troppo tardi!

Non ti preoccupare Rossella, qui sulla Bara avrai sempre un posticino tutto per te.

Altro difetto, il piano generale di difesa del Waka-Wakanda
modello “Under the dome” conferma la cinematografica inutilità di Pantera Nera,
no sul serio, che razza di strategia è: «Ci stanno entrando da dietro, apriamogli
la porta davanti». Oh guardate che facendo così ci si fa una brutta fama eh?
Poi è un attimo che la gente mormora e va a dire in giro che quelli del Wakanda
sono facili. Ehm, mi rendo conto che per chi non ha visto il film la frase può
sembrare più ambigua del necessario, perdonatemi mi è venuta fuori così. In
ogni caso peccato, perché la location africana è fantastica e la battaglia
finale esaltante il giusto, è proprio questo Black Panther carisma leso che ancora non mi ha convinto nella sua
versione cinematografica.

“Dov’era Gondor quando il Wakanda è stato
circondato!?” , “Chi ha deciso che il capo lo devi fare tu?”.

Ultimi due difetti, se vogliamo minori, il primo sono le
musiche del mio adorato Alan Silvestri, è dal 2012 che ripeto che il tema
principale di Avengers è sottovalutato, qui nei momenti in cui viene ripreso
tuona davvero epico e perfetto per le scene del film. Purtroppo alcune delle
tracce minori della colonna sonora, sanno un po’ troppo di riciclato, proverò
ad ascoltarmela con comodo in cuffia, ma in certi passaggi non sapevo se stavo
guardando Avengers o una scena di Ritorno al futuro.

Ma IL difetto principale per me è uno soltanto, sarà che
sono particolarmente legato al personaggio, ma relegare Hulk, anzi Bruce Banner
a macchietta comica è uno spreco, sono sicuro che il Golia Verde tornerà in
scena in “Avengers 4” alla grande, ma davvero voi trattereste come un cretino
uno che se mai dovesse incazzarsi, potrebbe prendervi a calci da qui alla luna
con il suo piedone verde? Per questa volta perdonati, ma rivoglio indietro il
mio Hulk scalcia culi!

No Hulk! No peace! (riportiamo il verde nei nostri film Marvel).

“Avengers – Infinity War” è il classico film che fa venir voglia
di raccontare ogni scena, per quante trovate mitiche ci sono dentro (quanto
bisogna essere scemi, nel senso migliore del termine intendo, per trasformare Peter
“Più grande attore del mondo” Dinklage, nel più grande attore del mondo, nel
vero senso della parola?), ma staremmo qui a parlare della fuffa condita dalla
nebbia se non fosse per quello che di fatto è il VERO protagonista di un film
che ha poco meno di duecento protagonisti (tanto che gli assenti come Ant-Man e Occhio di Falco, devono
portare la giustifica firmata da casa), è mi riferisco ovviamente a lui:
Thanos!

Thanos, il lilla che invoglia.

Il titano pazzo rischiava di essere la montagna che
partorisce il topolino, invece quello che abbiamo è una vera nemesi, perché essere
un super cattivo dei fumetti è un lavoraccio, ci vuole il triplo del carisma
dell’eroe per emergere (citofonare il Teschio Rosso ad esempio, nome che non ho
scelto a caso, wink-wink), quando la tua missione è quella di sterminare metà
della popolazione mondiale. Thanos è la scommessa vinta, la promessa mantenuta,
perché il suo piano di “Sostenibilità” galattica alla fine è quasi… giusto? Ok,
non è il metodo più gentile del mondo il suo, ma per assurdo potrebbe
funzionare e di sicuro l’obbiettivo del Titano color lilla che invoglia, non è
certo inseguito senza sacrifici e sofferenza personale. La sua ricerca delle
gemme dell’Infinito è l’arco narrativo travagliato e sofferto di un personaggio
con una sua etica e una sua morale, il risultato è un cattivo davvero riuscito,
così potente da richiedere il più affollato esercito di eroi per opporsi a lui,
ma che in ogni caso non riesce a vincere in termini di minutaggio, perché alla
fine, alla faccia degli agenti di tutti gli attori, quello che occupa più
minuti sullo schermo è proprio il Thanos di Josh Brolin. E no, nemmeno questo è
uno SPOILER, fate i bravi.

Come definire un grande cattivo, con una sola piccola scena.

Lo avevo in parte già descritto parlando di Ready Player One, ma ormai è chiaro che
una volta introdotto una piccola percentuale di “stranezza” nel personaggio (la
pelle viola e il mento a “Scroto”, per dirla alla Star Lord, aiutano) la motion
capture può diventare quasi un oggetto di scena per la prestazione di un
attore, qui in ogni sopracciglio corrucciato ed in ogni espressione malinconica
di Thanos è impossibile non vedere Josh Brolin, anzi, a voler essere
complottisti, Thanos è la vendetta di Brolin contro i nerd, per quella volta
che lo hanno legato alla poltrona e gli
hanno sgonfiato le ruote della bicicletta nuova.

Vogliamo dire che la parte con gli SPOILER inizia adesso? Anzi per essere proprio sicuri di non
rovinare la visione a nessuno, lo annuncio, con uno schiocco di dita: SNAP!

“Abbiamo riso, scherzato, ascoltato Cyndi Lauper, ma ora si fa sul serio”.

Da QUI in poi SPOILER!!!

Oh salve, vi è piaciuta la trovata dello schiocco di dita? Perché
alla fine è tutto qui, se “Avengers – Infinity War” è l’equivalente
cinematografico di una maxi saga fumettistica che deve sconvolgere lo status
quo, e Thanos il vero protagonista, ci sta che alla fine a vincere sia proprio
lui. Ho trovato bellissimo il modo in cui questo film riesca a coinvolgere, far
ridere, far venire la pelle d’oca (come il “Senso di ragno” di Spidey) e alla
fine, SBAM! Anzi, SNAP! Con uno schiocco di dita, i buoni hanno perso, e tu sei
lì che cerchi la mandibola caduta improvvisamente a terra. Quanti di voi si
sono ritrovati in una sala cinematografica di colpo zittita dal finale? Alzate
le mani, lo so che siete in tanti.

Senso di ragno? Non era la pelle d’oca? Ma quindi tu sei Goose-Man!

Con metà della popolazione, spariscono anche metà degli eroi
più potenti della terra, qui mai così impotenti, la doppia morte di Visione ad
esempio è una vera sofferenza, così come l’appello di Peter Parker che si
aggrappa a Tony Stark come farebbe con la vita stessa, è uno schiaffo in faccia
dato con il dorso del guanto dell’Infinito in piena faccia.

Poi è chiaro che molti di quelli che sono rimasti a terra,
non sono destinati a restare morti a lungo (il seguito di Homecoming è già in lavorazione), ma bisogna riconoscere alla
Marvel e a Kevin Feige di avere due palle monumentali, quanti avrebbero il
coraggio di scontentare i bimbi in sala in questo modo? Facendo di fatto
perdere, e pure malamente, i loro beniamini? Ve lo dico io, solo qualcuno che
sa benissimo quello che sta facendo, non farà che portare nuova linfa all’MCU,
e non mi riferisco solo al “Capitano” (questa volta senza barba, statene pur
certi!) che viene evocato da Nick Fury nella scena dopo i titoli di coda. Mi
sto già fregando le mani!
Si perché con queste premesse “Avengers 4” o la seconda
parte di “Avengers – Infinity War” (chiamatelo come volete) ha tutto per essere
un film ancora più epico e grandioso di questo, e visto che siano in piena zona
post-schiocco di dita, state pur certi che se Strange ha sacrificato la gemma
del tempo per salvare Stark, è solo perché il baffuto miliardario avrà un
ruolo, in quell’unica realtà (su 14.000? Oppure erano 14 milioni?) in cui gli
Avengers riusciranno a vincere. Fateci caso, chi si è salvato? Tony con la sua
nano tecnologia a doppio click, Cap ancora senza scudo e patria, e Thor che proprio
qui riesce a ritornare “Degno”, proprio come la sua controparte cartacea, e armato
di ascia “Strombreaker”. Nome che mi ha fatto tantissimo sperare di veder
spuntare anche il mitico Beta Ray Bill, lo ammetto!

“Dannazione Cassidy, saremo tutti morti e ancora non avrai finito la rubrica su di me!”.

Tre personaggi che devono completare il loro arco narrativo,
ma anche tre membri fondatori dei Vendicatori, a cui aggiungere Nebula (Karen
Gillan) che nel fumetto originale scritto dal grande Jim Starlin, giocava un
ruolo davvero fondamentale nella caduta del Titano pazzo.

Sbaglio, oppure Thanos ha modificato la realtà per eliminare Hulk dal montaggio finale di questa scena?

Perché d’altra parte i fumetti di super eroi sono così,
tutto può cambiare, ma tutto si può rimettere a posto, magari con uno schiocco
di dita, in quella che è una lunga soap opera con botte, mazzate e momenti
epici. I lettori di fumetti lo sanno bene, ed ora lo scopriranno anche tutti
quelli che gli eroi Marvel li seguono solamente al cinema, Kevin Feige e i
Marvel Studios come Thanos sono potenti ed in questo momento, impossibili da
sconfiggere per la (distinta) concorrenza, con film come questo, il loro
dominio è destinato a continuare altri dieci anni, ma il loro trionfo vero è
quello di aver trasformato anche tutti quanti voi in Marvel fan. Con uno
schiocco di dita.

SNAP!
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