Lo sapevo in cosa andavo a cacciarmi con questo Bat-Ripasso,
ero pronto, anzi “Sono nato pronto” (cit.), però devo dire che ogni volta che ho
una pessima idea, riesco a sorprendermi da solo, dal casino in cui mi sono
messo con questa rubrica non mi salverà nemmeno Nanananananana…Batman!
Batman – Il ritorno
è un successo, certo, non come il precedente Batman,
anche perché tra linguaggio e morti ammazzati, qualche associazione genitori inizia
a mormorare, Tim Burton ha l’occasione di abbandonare il progetto, anzi, ha più
di una mezza intenzione di farlo, perché il ragazzo dai buffi capelli si
sarebbe messo in testa – oltre che parecchia lacca – anche l’idea di provare a
dire la sua sull’altro grande nome della Distinta Concorrenza. Rilanciare
Superman con Nicolas Cage dentro il costume di Azzurrone. Un piano che come abbiamo visto, non è andato
benissimo, anche perché nel 1995 Burton era ancora ufficialmente il regista di
Batman.
quelle cose che uno si fa tatuare, salvo, poi pentirsi la mattina dopo quando
passa la sbornia, oppure peggio, una roba che si potrebbe giusto scrivere sulla
“Smemoranda”, nemmeno a Tim Burton piaceva (storia vera) tanto che finché era a
bordo, il titolo sarebbe dovuto essere l’altrettanto fiacco “Batman Continues”.
Ho cercato di fare il punto, perché la girandola di attori attorno a questo
terzo capitolo è roba da mal di testa!
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| “Bravo Cassidy, avrai tutto il mio supporto… Non è vero! Bat-uscita di scena!”. |
Burton era rimasto impressionato da Brad Dourif fin dal suo
provino per il Joker e lo avrebbe voluto vedere sotto il cappuccio dello
Spaventapasseri, ve lo immaginare un cattivo di Batman che parla con la voce di
Chucky? Niente male, no? Ecco,
dimenticatelo, perché ci sarebbe il contratto con Billy Dee Williams da
onorare. Il mitico Lando Calrissian
aveva firmato per la parte di Harvey Dent, aspettando il suo momento di
impersonare anche Due Facce, eppure, la produzione vorrebbe anche l’Enigmista
come cattivo e per la parte ci starebbe benissimo Robin Williams che, però,
dopo essere stato usato come “esca” per convincere Nicholson ad accettare il
ruolo del Joker nel primo film, di
Batman e della Warner Bros. non ne vuole proprio sapere (storia vera).
turno, ma la chicca più interessante è che pur di digerire l’odiato Robin che
la produzione voleva a tutti i costi – mentre a Burton faceva venire l’orticaria
solo sentirlo pronunciare il nome di quel pettirosso – l’attore che viene
chiamato ad interpretarlo è, tenetevi forte… Marlon Wayans!
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| La mia stessa identica reazione, quando ho scoperto la notizia. |
Può sembrare strano, ma nemmeno tanto, se considerate che nel
film di Superman mai girato da Burton, Perry
White avrebbe dovuto essere interpretato da un attore nero (prima che accadesse
davvero in L’uomo d’acciaio), eppure
niente, troppe pressioni, troppe richieste, il vecchio Tim decide di mollare
tutto e restare a bordo solo in veste di produttore, chiamalo scemo, il ragazzo
aveva capito che con il crociato di Gotham c’era ancora da farci i soldoni.
altrettanti attori e attrici che hanno rischiato di finire in questo film, ma
sul regista, è come se Joel Schumacher fosse stato la prima ed unica
candidatura, forse perché, a differenza di Tim Burton, Schumacher ha sempre
dichiarato di amare Batman e le sue idee per il personaggio
andavano a braccetto con quelle delle Warner Bros. di sfornare qualcosa di meno
oscuro rispetto a Batman – Il ritorno.
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| Joel, intento a descrivere i momenti riflessivi del suo film. |
Da una parte abbiamo i finanziatori che vogliono più colore,
dall’altra un regista solido con un’idea chiara in testa, abbiamo la benzina,
la dinamite, cosa manca? Il fuoco, che solo i soldi possono portare e con cento
milioni di ex presidenti defunti stampati su carta verde, “Batman Forever” ha
tutto per fare un botto che si vedrà fin dallo spazio.
ispirato a Batman – Anno Uno di Frank
Miller viene presto archiviata, ma quando Michael Keaton legge la sceneggiatura
scritta da Lee Batchler, Janet Scott Batchler e dal famigerato Akiva Goldsman,
inizia a sbuffare. Ufficialmente Keaton appende il mantello al chiodo perché
trova che la svolta d’azione presa dalla saga non sia di suo interesse, anni
dopo, invece, ha candidamente ammesso che la sceneggiatura gli faceva schifo
(storia vera).
attori, perché Rene Russo è troppo vecchia per la parte della fiamma del nuovo
Batman, Val Kilmer, scelto da Schumacher dopo essere rimasto impressionato dal
suo – ammettiamolo, notevole – Doc Holliday in un mio cult personale,
“Tombstone” (1993) di George Pan Cosmatos. Capisco che con il senno di poi,
hanno tutti dieci decimi di vista, ma provate a guardare una foto di Rene Russo
oggi, anno di grazia 2019 ed una di Val Kilmer, poi ditemi quale dei due è
quello che sembra più vecchio.
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| “Stupido sexy |
Per il ruolo di Harvey Dent/Due Facce, Joel Schumacher si
porta dietro uno dei suoi, Tommy Lee Jones che aveva appena diretto in “Il
cliente” (1994) dando così il benservito a Billy Dee Williams, ma tanto, quando
hai cento milioni di bigliettoni per realizzare un film, puoi permetterti anche
questo, no? L’unica piccola soddisfazione di Williams? Aver prestato la sua voce
a Due Facce in LEGO Batman (storia
vera).
altro: a Marlon Wayans viene indicata la porta d’uscita in favore di ogni
attore di Hollywood che sia BIANCO, come lo stesso Wayans ha sottolineato ad
ogni intervista sull’argomento. Avevano tutti a disposizione e tutti i soldi
per pagarli e chi hanno scelto? Chris O’Donnell. Ora, io ho dei problemi,
solo cinematografici ci tengo a sottolinearlo, con tutti i Wayans che non
si chiamano Damon, ma sostituito da Chris
O’Donnell, Chris O’Donnell! Vi rendete conto!? Uno che era sfigato anche per
interpretare un personaggio sfigato come Robin, no sul serio Marlon amico mio,
non ti perdonerò mai “White Chicks” (2004), ma questo non te lo meriti.
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| Pronto Marlon? Beeeeeeella! |
Per me la prova che “Batman Forever” aveva tutti i soldi
e le attenzioni necessarie per potersi permettere di avere a bordo chiunque, ma
proprio chiunque, sono l’attrice che interpreta la dottoressa Chase Meridian –
personaggio creato per il film senza corrispettivi fumettistici – e quello che
interpreta Edward Nigma, ovvero l’enigmista.
fiato dai polmoni, anche in piena rampa di lancio, basta dire che arrivava da Da morire di Gus Vant Sant, che ancora oggi rappresenta la più azzeccata
associazione tra titolo del film e attrice che lo interpreta che io ricordi.
Mentre Jim Carrey era rovente, forse il più grosso divo degli anni ’90, nel
pieno di un successo raggiunto in maniera fulminante. Con una squadra così Joel
Schumacher può fare quello che vuole e se vi dico che i primi cinque minuti di
un film ne determinano tutto l’andamento, quelli di “Batman Forever” sono uno
schiaffo in faccia dato dalla realtà dei fatti.
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| Recitazione morigerata, all’insegna dell’intimismo quasi. |
Da bambino ho visto e rivisto questo film, lo trovavo
pacchiano, scemo, ma tutto sommato divertente, rivedendolo per questa rubrica è
inutile girarci attorno: Gente, è proprio brutto. Brutto nel modo di chi ha
tutti i soldi e il talento del mondo e li utilizza per fare qualcosa che è
semplicemente sbagliato. Quello che ti colpisce in faccia, come una Bat-Pizza
data con cinque dita di violenza, è l’estetica del film: esagerata, coloratissima,
un tripudio di luci e lucette al neon, curate da un direttore della fotografia
di indubbio talento come Stephen Goldblatt.
spericolato, è uno che quando gli hanno proposto di fare un film di vampiri con
dei bambini, lui ha capito che non puoi raccontare i succhia sangue senza il
sesso, li ha trasformati tutti in adolescenti immergendoli in un’estetica anni ’80
marcatissima, una scelta estrema che ha prodotto un cult come Ragazzi perduti. Qui il principio è lo
stesso, ho un film tratto da un fumetto? Allora rendiamo lo schermo
cinematografico la pagina di un fumetto, un fumetto come quelli che Schumacher
leggeva da ragazzino, coloratissimi, anche se erano quelli di un “Darkettone”
come Batman.
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| Ci scommetto che Debi Mazar e Drew Barrymore in versione sexy non le ricordavate vero? |
I cattivi devono avere piani esagerati e risate allo stesso
livello, una scelta spericolata dopo i film di Burton? Forse, ma una scelta
coerente, perché “Batman Forever” ricorda volutamente la vecchia serie tv dell’Uomo
Pipistrello degli anni ’60 realizzata da uno che ha tutti i soldi del mondo
per farlo, che nel 1995 era un po’ come fare le capriole su una corda, solo uno
spericolato come Schumacher potrebbe decidere di farlo, peccato che la corda
sotto i piedi del regista sia sfilacciata, tesa malamente e puoi anche avere
tutto il fegato del mondo per fare le tue acrobazie, ma il rischio è di finire
sospesi nel vuoto scoprendo di avere solo l’aria sotto i piedi, in puro stile
Willy il Coyote, la fine che il povero Schumacher fa in questo film. Apprezzo
il suo coraggio, perché è stato l’unico (prima di Sam Raimi) a non aver paura di negare la natura fumettistica dei personaggi,
facendolo con quel tristone complessato e nero vestito di Batman, e non con un personaggio “colorato” come Spidey. Belle palle, davvero
Joel, ma la capriola non paga i dividendi sperati.
del film, l’estetica è volutamente esagerata, Gotham City è gotica
nelle forme, ma illuminata dalla luci al neon – ispirate a Tokyo secondo
Schumacher – un’orgia di Neon, una roba che sembra dire: Nicolas Winding Refn, levati, ma levati proprio.
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| Lo avete riconosciuto Don “The dragon” Wilson, con tutti questi neon? |
Dopo tutta questa fatica a mettere insieme il miglior cast
di attori e tecnici che i soldi possano pagare, “Batman Forever” riesce a
sbagliare tutto, quando l’attore è giusto i dialoghi sono sbagliati, quando, invece,
è quello giusto, qualcosa nella storia o nel suo utilizzo lo rende urticante,
il risultato è che tutto risulta fuori posto.
in medias res, un brevissimo
flashback per spiegare il suo volto sfigurato per metà e il povero Jones è già
lì, con su metà della faccia il trucco di una divinità del settore come Rick
Baker (scusate se è poco) che, però, sembra una pezzentata posticcia impietosa
sotto quelle luci al neon. Con addosso un completo per metà Armani e per metà
coprisedili di un autoarticolato tedesco di fine anni ’80. Tommy Lee Jones va sopra
le righe sfornando una pessima imitazione del Joker di Nicholson, con l’unica differenza della moneta con cui
fare a testa a croce, prima dello Chigurh di “Non è un Paese per vecchi”, in
cui Jones recitava.
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| “Testa vado a recitare per i Coen, croce faccio un Batm… Dannazione!”. |
Quindi, se la caratterizzazione del personaggio è povera
rispetto alla controparte cartacea, la prova di Jones è imbarazzante, se ricordate
il personaggio un minimo carismatico, bisogna ringraziare il doppiaggio italiano
del film che qui salva letteralmente la faccia (entrambe) a Tommy Lee e lo
dico con il cuore in mano, è un attore che mi fa impazzire, ma quando va sopra
le righe mi spiace, non è materia sua, va bene un po’ matto mentre ascoltava
gli U2 in “Blown Away – follia esplosiva” (1994), siamo già al limite nel suo
folle ruolo in “Assassini nati” (1994), ma qui no, è troppo. Poi chiedetevi
perché sul set Jones non poteva vedere Jim Carrey, anzi lo odiava proprio
(storia vera), perché qui l’attore texano non solo è fuori cast, ma il suo
personaggio finisce per fare la valletta durante i giochini dell’Enigmista, tipo
Paola Barale che girava le caselle per Mike Buongiorno, però con metà faccia
rosa, come quando io sto più di tre secondi al sole d’agosto.
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| Dal punto di vista di Jones, un po’ come il collega di lavoro che il lunedì mattina è felice, solare e ti rivolge la parola prima delle undici (di martedì). |
Anzi! Visto che ho citato Tommy Lee Jones e gli U2, dopo
aver rivisto il film, sono ancora più convinto che fosse più “Batmaniano” (si
dice? Ho inventato una parola?) il video della loro canzone “Hold me, Thrill
me, Kiss me, Kill me”, di tutto questo film. Alla pari di un’estetica da
cartone animato, almeno quello era a cartoni davvero e Bono in versione pelle
nera, contro il suo alter-ego di allora Macphisto, incarna meglio il
dualismo tra Batman e i suoi nemici di tutto “Batman Forever”.
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| Tipo Mark Zuckerberg, ma più in fissa con i colori brillanti. |
Vogliamo parlare dell’Enigmista di Jim Carrey? Il comico canadese è mattatore assoluto, si vede che questo è il suo film, nel 1995 era
all’apice della sua fama, lui sembra saperlo, infatti domina tutte le scene e complice il colore verde delle sue tutine, Carrey fa nuovamente The Mask, senza che però, la trama
giustifichi le sue mosse e mossettine da cartone animato umanoide come, invece,
accadeva in quel film. Ma poi, andiamo, Edward Nigma cerca di risucchiare l’intelligenza
delle persone usando una roba tipo il decoder del digitale terreste (un piano
applicabile solo nel 1995, oggi tra Smartphone e Social-Cosi, ci sarebbe ben
poco da rubare nella testa delle persone) commercializzato dalla Nigma-Tech, un’azienda
che spara fulmini verdi da un’isola dove anche le pietre su cui è costruita
sono posticce (come tutto questo film) e Batman, il miglior detective del
mondo ci mette più di cento minuti per capirlo!? Ti giustifico solo se mi dici
che eri distratto dalla presenza di Nicoletta Ragazzino.
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| Edward… Nigma-Tech… mmm Nicoletta ciao! Di cosa stavamo parlando? |
A proposito di Nicoletta, Chase Meridian è più matta di
Selina Kyle, sbaciucchia Batman e vuole Bruce Wayne, limona Wayne e vuole
Batman, il tutto mentre l’attrice è costretta a recitare dialoghi con l’Uomo
Pipistrello che sono tanto brutti, quanto la Kidman è bella da vedere. Parliamo
di roba tipo «Sono un libro aperto. Sai leggere?», oppure «Prova con un pompiere,
fai prima a spogliarlo», anche se la mia preferita resta: «É la macchina, vero?
Piace a tutte le ragazze».
la trovo inguardabile con quelle ruote che nemmeno girano, stanno sempre fisse
con il logo di Batman in bella vista. Ma poi tutta la millantata azione del
film dove sarebbe? Vogliamo parlare della scena in cui la Batmobile si
arrampica sulla facciata del palazzo? Ok, è scema e messa li per ridere, ma
perché Batman dovrebbe scappare da Due Facce, al massimo dovrebbe essere il
contrario, no?
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| Ogni volta che parcheggiava, i pipistrelli sulle ruote erano a testa in giù, quindi li ha bloccati con la bat-colla vinilica. |
Le scene d’azione cosa sarebbero? Avere Don “The Dragon” Wilson
a capo della gang al Neon? Oppure, Robin che fa due mossette pseudo marziali per
strizzare i panni e stenderli? Non ci siamo, al film mancano proprio i personaggi
e una storia che possa sostenere questa estetica volutamente esagerata. Robin è
un ottimo esempio, la scena del circo se messa a confronto con i momenti circensi diretti da Burton va sotto bevendo
dall’idrante, ma è proprio il personaggio di Dick Grayson a mancare, è facile
prendere per i fondelli il “ragazzo meraviglia”, ma è lui il
personaggio che offre il punto di vista dei lettori più giovani per avvicinarsi
all’Uomo Pipistrello, perché tutti vorrebbero essere fighi come Batman, ma alla
fine Dick Grayson è l’unico che si è avvicinato, visto che nei fumetti è
diventato Nightwing (per altro, velocemente citato anche in questo film con una
piccola strizzata d’occhio).
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| “Per fortuna ho un pettirosso sul casco, avessi avuto un ornitorinco saremmo stati Batman e Platypus”. |
Ma se tu Robin lo fai interpretare ad uno senza carisma come Chris O’Donnell (che ai tempi aveva 25 anni, ma ne dimostrava già 43), non basta fargli fare una “ragazzata” come rubare la Batmobile per fare il pirla in giro. Cazzarola vuoi vendicarti di Due Facce, scopri che l’uomo che ti ha appena adottato è Batman, in pratica la concreta possibilità di scontrarti davvero con Due Facce e tu cosa fai? Gli fotti la macchina e poi scapricci come un bimbetto (per quanto fumettisticamente accurato) dandogli dei pugnetti da ragazzina? Il risultato è sempre lo stesso, un finto giovane, Steve Buschemi in “30 Rocks”.
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| Finalmente un personaggio con cui i GGGiovani possono immedesimarsi. |
Inoltre, per favore, non fatevi dire niente su quanto sia
compromettente il fatto che un ricco miliardario, lo scapolo più ambito di
Gotham City, si porti a casa un 25enne (con la faccia da 43enne) ufficialmente
per “adottarlo”. Già il povero Robin è stato al centro della campagna censoria
più bacchettona della storia dei fumetti, ma qui davvero entriamo in zona battute
di Leo Ortolani su Rat-Man e Tòpin!
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| “È affetto per chi lo sa” (Cit.) |
Capite perché fin da bambino, non ho mai trovato efficace la
scena finale, un vero classico, in cui l’eroe messo di fronte ad una scelta
oppure l’altra, deve affrontare tutta la sua scala di valori, lo ha fatto anche
Sam Raimi nel primo Spider-Man, lì l’Uomo
Ragno doveva scegliere se salvare i bambini nella funivia, oppure la donna che
ama. Qui, invece, Batman deve scegliere se salvare Robin oppure Chase. No, ma sul
serio, mi spiegate cosa ci sarebbe da scegliere? Con una Nicole Kidman così
stiamo ancora qui a farci i dubbi morali se salvare l’inutile Chris O’Donnell? Ma
davvero!? Mai avuto un singolo dubbio in tutta la mia vita.
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| No ma sul serio sei ancora li a domandartelo? Ma ti è andato di volta il bat-cervello!? |
In tutto questo non ho detto niente del Batman di Val
Kilmer, Bob Kane ha dichiarato che è quello con la mascella più azzeccata per
il personaggio, a me ha sempre turbato il fatto che durante i momenti in cui
ricorda il passato e la morte dei suoi genitori, Kilmer reciti con lo sguardo
sperso nel vuoto, come se stesse ancora interpretando il Jim Morrison di “The
Doors” (1991), evidentemente per il vecchio Val – che, ovviamente, è riuscito a litigare
con Schumacher durante la produzione, giusto per non smentire la sua fama di diva isterica – una
piccola confusione tra Uomo Pipistrello e Re Lucertola, ecco. Ma forse va anche
capito, tutti i colori di questi film, devono aver riattivato certi ricettori
del cervello, perché alla fine questo è “Batman Forever”: Un trip di acido che viene
via per meno dell’LSD. Alla faccia di tutti quei genitori che compravano
fumetti ai figli, per tenerli lontani dalla droga, senza sapere che stavano
solo sostituendo una dipendenza con un’altra. Sì, perché alla fine la droga e i
fumetti sono per sempre… Ho appena capito il titolo del film! Ci ho messo il
mio tempo, ma ci sono arrivato!
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Nemmeno una riga di testo sull’argomento più controverso del
Batman di Joel Schumacher direte voi? Avete ragione, ma è una carta che mi
tengo nel taschino fino alla prossima settimana con il prossimo capitolo di
questa Bat-rubrica, però vi lascio con un indizio. “Batman Forever” è stato un
successo al botteghino anche grazie alla campagna pubblicitaria, la prova che
anche un film così così può sfornare una colonna sonora che tutti ricordano, ad
esempio, Schumacher (come da sua abitudine) ha diretto anche il video di Seal per
la canzone “Kiss from a rose”, quello in cui il cantante si esibiva a petto nudo
davanti al Bat-segnale. A petto nudo e con i capezzoli a vista. Meditate
gente, meditate, perché tra sette giorni qui, sarà un trionfo di Bat-capezzoli e se ricordavo “Batman Forever” come un film meno peggio, solo per
ritrovarlo brutto forte, ora capite davvero in che guai mi sono messo con
questa rubrica.
Intanto non perdetevi la locandina d’epoca del film dalle pagine di IPMP!






















