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Battling Boy: All the young dudes…


La sconfinata città di Arcopolis è sotto la protezione del giustiziere Haggard West, i mostri e le creature che minacciano i cittadini e rapiscono i bambini devono vedersela con l’astuzia e i gadget tecnologici del mascherato eroe… Sfiga! Haggard West è morto combattendo e chi chiamerai?

Paul Pope è uno spericolato dei generi, uno che mescola fumetto mainstream e underground, estetica da Manga ad uno stile grafico dettagliato e aggressivo, ha raggiunto la fama sulle pagine di “Batman Year 100” e “100%” (sarà il suo numero fortunato) , “Battling Boy” e la sua ultima opera, ma chi è Battling Boy?

Un ragazzino biondo di 12 anni, mandato ad Arcopolis per intraprendere il cammino che lo farà diventare un uomo, perché il misterioso ragazzo arriva da un mondo parallelo, una specie di Asgard, popolata di un pantheon di Dei che ricordano molto quelli della tradizione nordica, già resi celebri nella versione della Marvel Comics, basta dire che il padre del protagonista, è identico a Thor, ma senza martello… Mi spiace Miley Cyrus, è andata male questa volta.

“Così questa sarebbe la Terra… Mi immaginavo tutta un’altra roba”.
Il ragazzino è una specie di semi-Dio molto poco convinto della sua nuova condizione di protettore della città e ancora meno convinto del Sindaco e del suo entourage che lo vogliono, pettinato e ordinato da presentare agli elettori. Il biondino non conosce ancora bene l’entità dei suoi poteri e può contare solo su 12 t-Shirt bianche, ognuna con un totem stampato sopra, un animale guida di cui può evocare i poteri, si va dai classici Leone e Grifone, per arrivare alla Volpe e perché no, un T-Rex.
Ad attenderlo anche la figlia di Haggard (poco convinta del nuovo paladino della città) e loschissimi mostri, i meno felici di tutti di doversela vedere con un altro eroe.
“Battling Boy” ha una trama minimale, la storia si concluderà nel secondo volume, ma il bello del fumetto di Paul Pope è la velocità con cui si legge la storia e le invenzioni visive con cui riempie le tavole. Pope pare divertirsi a pescare a piene mani da tutte le parti, Haggard West ha un look che ricorda gli eroi Pulp, sembra un lontano parente di Rocketeer. Come detto, i genitori del protagonista ricordano gli Dei di Asgard Marveliani e ci sono almeno un paio di mostri giganti debitori del talento di Jack “The King” Kirby.

Oh man i need TV when i got T-Rex.
Pope come un grosso frullatore mescola tutto questo e ci propone un fumetto fresco e innovativo, seppure con radici così riconoscibili, i mostri sono uno spettacolo, la banda degli incappucciati ha un look fighissimo, così come i ragni giganti che gli producono vestiti, teli e reti… Personalmente quando ho visto uno dei ragni inforcare gli occhiali (a otto lenti) per leggere le istruzioni, volevo alzarmi ad applaudire.

Insomma, “Battling Boy” è un fumetto che si legge (troppo) in fretta e che finisce ancora prima, ma è un ottimo modo per fare conoscenza con un autore veramente creativo. Non vedo l’ora di leggermi il secondo volume dove spero di vedere una bella svolta nella storia, all’altezza di tanta creatività nel disegno.
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