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Black Sails – Stagione 3: L’uomo che volle farsi re (dei pirati)

Il tempo è
quello che determina se una serie tv ha ancora delle cose da dire, o è
destinata a spegnersi e scomparire, giunti alla fine della terza stagione,
possiamo dire che il vento soffia forte, gonfiando le vele (nere) di “Black
Sails”!

Alla fine
della scorsa stagione, abbiamo
lasciato la bella Eleanor Guthrie (Anna Nuova) prigioniera degli Inglesi e
proprio da qui ripartiamo, con una terza stagione veramente spettacolare, con
un finale esplosivo, che mette in chiaro molte cose, tra cui il fatto che gli
amici di oggi, potrebbero essere gli avversari di domani.
Flint (un sempre
intensissimo Toby Stephens) porta avanti la sua personale vendetta,
trasformandosi nell’uomo nero personale della Marina Inglese, ma i suoi uomini
ormai lo seguono più per paura che per vero rispetto, in questo senso la fuga
all’interno della tempesta (3×03 – XXI. ) è rappresentativa di quanto il
capitano guidi i suoi uomini con pugno di ferro, anche attraverso scelte a dir
poco azzardate.



“Cos’è? Non ti piace il mio nuovo look alla Walter White?”.
Un altro
capitano a tener banco è Edward Teach, che finalmente fa il suo esordio in
questa serie, interpretato dal grande (in tutti i sensi) Ray Stevenson il Frank
Castle di Punisher: War Zone. Mi
aspettavo parecchio dal personaggio di “Barbanera”, a dirla tutta non è mai
davvero stato all’altezza delle aspettative, ma bisogna dire che Teach è perfettamente
integrato nella lunga trama tessuta da Jon Steinberg e Robert Levine, il
capitano che arriva da un’idea di pirateria vecchio stile, inizialmente smuove
le coscienze degli abitanti di Nassau, ma alla lunga si rivela un potente
alleato.



“Se ti avvicini con quella lametta da barba finisci impallinato”.
Parlando della
prima stagione di “Vele Nere”, avevo
candidamente ammesso che l’idea stessa di sfornare un prequel al classico della
letteratura “L’isola del Tesoro” di Robert Louis Stevenson, era un’idea
balorda, giunti alla terza stagione posso dire che l’idea di base può far
storcere il naso, ma la gestione di trama e dei personaggi è talmente appassionante
da farti dimenticare (almeno fino al clamoroso finale di stagione) il
pericoloso intento, questo è sicuramente una lancia da spezzare a favore dei
due showrunner.
L’evoluzione
dei personaggi è gestita con grande intelligenza tutti, anche
quelli apparentemente secondari, optano sempre per scelte di trama coerenti e
logiche, senza mai lasciarsi influenzare dal pubblico, pensate che un colpo di
scena (CLAMOROSO!) come quello del penultimo episodio di questa stagione,
non sarebbe mai replicabile in una serie come che so The Walking dead? Dove i beniamini del pubblico sono ormai
immortali? Non credo proprio…
Se durante la
prima stagione, mi avessero detto che personaggi come Jack o Annie, sarebbero
stati centrali per la storia, non ci avrei mai creduto, invece, entrambi fanno
la differenza, il primo arriva addirittura a comandare una nave tutta sua, la
seconda è ormai uno dei personaggi più sfaccettati della serie, forte e
indipendente, per altro ho recentemente letto un’intervista all’attrice che la
interpreta, Clara Paget e devo dire che è proprio una matta per cui vale la
pena fare il tifo.



“Sorpresa! Adesso anche noi siamo protagonisti della serie”.
L’unica nota
negativa è che Idelle purtroppo resta ancora nelle retrovie… Peccato! Per
fortuna il resto dei personaggi femminili, in particolare Eleanor e Max,
portano in scena dinamiche inedite, mostrandoci come nasce, si evolve e cresce
la ribellione di Nassau.



Questa ragazza ha qualcosa di magnetico, saranno gli occhi non so.
Ok Scusa scusa! La smetto con le battutacce!
Ma “Vele Nere”
si conferma come una delle migliori serie in circolazione, proprio perché può
permettersi di dare sonori coppini sulle nuche delle proprie rivali, la
battaglia finale che conclude la stagione, non è solamente spettacolare, ma
viene combattuta su due piani differenti: quello dello scontro fisico e su un
duello, quasi scacchistico, tra Flint e John Silver.
La
chiacchierata notturna dei due, si alterna alle cannonate e alle sciabolate,
gettando le basi per la quarta stagione, i due approcci differenti
di John e Flint, sono il vero filo rosso che ha tenuto insieme tutta questa
terza, riuscitissima stagione, non voglio rovinarvi la visione, ma attraverso il
personaggio di Dobbs, passa tutta la differenza di peso specifico tra i due
alleati per ora, destinati a scontrarsi in un prossimo futuro.



Beer Rum drinkers and hellraisers.
Non so voi, ma
io voglio un posto in prima fila per assistere a quello scontro: da una parte
il risoluto capitano mosso dalla vendetta, dall’altra l’uomo partito dalla
cucine, destinato a diventare il re dei pirati, affilate le spade in attesa
della quarta stagione!
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