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Bloodsucking Bastards (2015): Il lavoro nobilita l’uomo e lo rende simile… Ad un vampiro

Il lavoro è una brutta bestia, ti abbrutisce e ti aliena,
succhiandoti via tempo e vita per una quarantina di anni, ma senza non si può
stare, per via dei soldi, che sono come il sangue: a volte troppo a volte
troppo poco…

Ora io non so voi, ma il mio di lavoro è da ufficio, open
space, macchinetta del caffè, Conf. Call, “Non funziona chiama l’IT” (che sono
io… Pensa che culo che ho!), quello che odia quell’altro, ma quando lo incontra
“Ciaaaaaao! Come stai?”, quello che cerca di sbolognarti il lavoro che dovrebbe
fare lui, per cui è pagato, anche meglio di te (“Ci pensi tu?” Cit.), avete
presente no? Abbrutiti, alienati… Ora, lavorare in miniera, tirare su i bolli
della lamiera a fondo linea e spegnere gli incendi sono lavori più tosti e
difficili, però il lavoro da ufficio ti succhia via la vita un po’ alla volta…
Dr. God (Dottor Dio… Alla
faccia del soprannome) ha scritto il suo primo film, il Supremo Dottore è in
realtà una gruppo di cinque artisti Californiani, una squadra
(dove lavoro io direbbero Team, che fa più figo) di attori, sceneggiatori e registi, stando ad IMDB, tra i loro prodotti più famosi la serie tv “MOCKpocalypse” che, però,
non ho mai visto… Quindi posso parlavi solo di “Bloodsucking Bastards”.

Questi due potrebbero diventare i miei colleghi di lavoro preferiti.
In un open space illuminato solo da luci al neon (quindi
identico a tutti gli open space del mondo…) seguiamo le vicende del gruppo di
venditori più scazzati d’America: Evan (Fran Kranz, ricordate il simpatico
fattone di “Quella casa nel bosco”? Ecco lui) sales manager ad interim, ha
qualche problema con Amanda (la guardabile Emma Fitzpatrick) del reparto HR, i
due sono fidanzati ma al “Ti amo” della ragazza Evan ha risposto nel peggiore
dei modi possibili…
In compenso il lavoro va avanti, le vendite telefoniche
di pomate maschili, sex toys e rumenta varia procedono, tra partite a spara
tutto online, scommesse sul campionato di basket NCAA (dannata Duke!), palline
di carta scagliate e lancio acrobatico di oggetti di cancelleria, insomma, il
livello di scazzo e cazzeggio medio tipico degli uffici statali di uno strambo
Paese a forma di scarpa, oppure paragonabile ad alcuni dei vostri colleghi… Io
ne ho che fanno anche di peggio (storia vera… Purtroppo).

Una dura giornata di lavoro in ufficio…
La svolta arriva con l’arrivo nel nuovo Sales manager
incaricato, ovvero Max (Pedro Pascal… l’Oberyn Martell di Giocotrono e Narcos) che non
solo tromba Evan rimandandolo al fondo della scala gerarchica aziendale (a condividere
la scrivania con la stampante), ma in passato aveva anche avuto un flirt con Amanda,
generando una situazione appena appena tesa…

“Siiii! Sono tornato… La montagna che cammina mi aveva fatto solo un graffietto”.
Il nuovo odioso commerciale (perché ne esistono di
simpatici?) impone una strategia di marketing aggressiva, lacrime e sangue, ma
facciamo ance solo sangue visto che Max è un vampiro… Anche se io gli avrei
piantato un paletto nel cuore solo per il fatto che è un commerciale, pare sia
l’unico modo per ucciderli. Forse.
Il film diretto da Brian James O’Connell, imposta il metaforone, gli impiegati trasformati in vampiri al fine di renderli lavoratori più efficienti, è la scusa che serve a creare quante più scene comiche possibili, forse O’Connell non era interessato a fare Satira, ma solo una riuscita commedia horror, da questo punto di vista, obiettivo semestrale raggiunto!

Utilizzo creativo della cancelleria da ufficio.
Gli attori sono tutti molto azzeccati e i dialoghi
volano via belli lisci, non manca qualche tormentone, o aspirante tale (Bam-Snap!) che strappa la risata, il ritmo da commedia è ben rodato e
funziona, il collettivo del Dottor-Dio dimostra di saperci fare e, grazie ad
alcuni personaggi in particolare, si ride: lo scansafatiche Tim, o il guardiano
invasato (Red Bull dipendente) Frank si caricano sulle spalle i momenti più
spassosi.
Non si ride dei Vampiri, come succedeva ad esempio in What we do in the shadows, ma anche se il film è solo una commedia horror, per
fortuna è una di quelle fatte bene, personalmente mi sono divertito, la gustosa
variante in questo caso è il modo in cui i Vampiri muoiono.

“Hey amico non puoi bere la Red Bull come fanno tutti?”.
Abbiamo visto vampiri dissolversi in polvere, bruciare o scomparire
in una nuvola nera dopo essere stati impalatati a morte, ma non abbiamo mai
visto nessun vampiro reagire come quello di “Bloodsucking Bastards”, non vi
dico cosa gli succede, ma l’effetto finale è volutamente esilarante.
Insomma, se i ragazzi di Dr. God volevano esordire con una
commedia horror fatta bene, hanno decisamente raggiunto il target aziendale
imposto, certo viene un po’ da mordersi le nocche delle mani per l’occasione
satirica sfumata, ma se siete vostro malgrado incastrati in dinamiche da open
space, cameratismo da macchinetta del caffè e l’eterna lotta tra compiti da
svolgere e pesante burocrazia, sicuramente “Bloodsucking Bastards” vi farà
ridere, ma soprattutto ricordatevi che il vampirismo dura tutta l’eternità, il
lavoro solo una quarantina d’anni, poi è tutto finito.
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