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Bordello of Blood (1996): Il piacere del sangue (e della Notte Horror)

Certi orrori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano, perché come ci ha insegnato zio Stevie a volte ritornano, proprio come la Notte Horror, l’iniziativa di noi blogger che ogni martedì sera, andremmo in onda con un doppio spettacolo, uno alle ore 21 e un altro alle ore 23, per tutta l’estate, in onore della storica Notte Horror di Italia 1.

«Guarda che gli Horror di solito li presento io, mi vuoi rubare il mestiere Cassidy?»

Anche quest’anno, ho l’onore di farvi da Zio Tibia, da guardiano della Bara (o della cripta) e darvi il mio benvenuto a questa iniziativa, con un film che spegne le sue prime trenta candeline, che per puro caso inizia quando i protagonisti entrano in una Bara per ritrovarsi… Vabbè, nel paginone centrale di Playboy tra le altre cose, ma che è anche il mio omaggio alla Notte Horror di Italia 1, perché è proprio lì che lo vidi.

Stando al calendario del mio compare Lucius (non perdetevi il suo film alle ore 23!) era il 4 luglio del 2000, quando andò in onda questo episodio speciale di I racconti della cripta, nel cuore della notte, spolliciando con il telecomando, vedo la bella Erika Eleniak che sale in auto con il barbuto Dennis Miller, la scena è fantastica, non voglio raccontarvela perché è l’ultima prima del ritorno in scena di Creepy e della mummia (impersonata da William Sadler) perché ahimè, io di “Bordello of Blood”, da noi noto anche come “Il piacere del sangue”, la prima volta che lo vidi, beccai solamente gli ultimi cinque minuti, perdendomi tutte le popp… Ehm, il divertimento precedente (storia vera).

«Prima la Morte, ora la Mummia, ma questo è specializzato in mostri che iniziano per M?»

Il film ho avuto modo di recuperarlo successivamente, al videonoleggio, perché questo horror è il fratellino del sottovalutato Il cavaliere del male, il primo titolo nato da una costola della mitica serie televisiva, prodotta da Joel Silver e Walter Hill, un titolo diventato a suo modo di culto, nato per essere il primo di una trilogia. Purtroppo “Bordello of Blood” ha faticato, l’uscita dritta in cassetta non lo ha aiutato e nemmeno il fatto che quando gli americani poterono vederlo la prima volta, ad agosto del 1996, era un soggetto in qualche modo sorpassato, un titolo che sembrava la versione poverina di Dal tramonto all’alba, uscito nei cinema a gennaio di quell’anno.

L’insuccesso commerciale rese l’idea di una trilogia tratta da I racconti della cripta, una bellissima incompiuta, peccato perché anche se in tono minore, “Bordello of Blood” è molto divertente, pur avendo spesso un taglio televisivo dato, un po’ dalle facce che lo popolano (se riuscite a notarle tra tutte quelle tette), un po’ dalla regia di Gilbert Adler, più attivo come produttore ma spesso dietro la macchina da presa per molti episodio di “Tales of the crypt”, ma sapete qual è la curiosità più gustosa sul film? Il suo acronimo.

Chi meglio di lui quando si tratta di vampiri?

Bordello of Blood. BOB. Che è anche il nome dei due autori del soggetto, i due Bob, Zemeckis e Gale, che prima di sfondare con Ritorno al futuro, hanno bussato a tutte le porte, vedendosi bocciare tutte le loro commedie, ed essendo due compagnoni (come vi ho già raccontato) non è detto che l’indagine dietro alla scomparsa di due ragazzi, che vanno in un bordello, non sia… Non voglio dire autobiografica però ehi, leggete tra le righe no?

Il film inizia con Creepy che ci racconta l’antefatto, Vincent Prather (Phil Fondacaro) riporta in vita la rossa Lilith (Angie Everhart), signora di tutti i vampiri per scopi inizialmente misteriosi, ma direi che scopi è un po’ la parola chiave. Per tenere a bada Lilith viene usata una chiave che contiene il sangue di Cristo, che è lo stesso artefatto del film precedente, Il cavaliere del male, ma poi il guardiano della Cripta ci introduce il nuovo racconto, dopo una partita a chi si affetta più parti del corpo con una mummia, per altro impersonata da William Sadler, giusto per provare a creare altri piccoli intrecci con il film precedente.

«Scusa, tu che sai, ma non doveva volare la bara?»

La nuova trama ruota attorno a Katherine Verdoux (Erika Eleniak), timorata di Dio e devota al reverendo Current, che essendo fatto a forma di Chris Sarandon è già sospetto di suo. La ragazza ha un fratello che è il suo opposto, un mezzo metallaro guidato dagli ormoni di nome Caleb (o Calèb stando al doppiaggio italiano) impersonato da Corey Feldman, giusto per dare un tocco di anni ’80 al tutto.

Caleb e il suo amico, usciti a far serata, si imbattono in quello che poi si scoprirà essere il Renfield della situazione: vanno prima in una casa mortuaria, poi attraverso il passaggio segreto nella bara, nel “Bordello di sangue” del titolo, un trionfo di strappone più che mezze nude e poppe al vento, come se il film non fosse del 1996 ma almeno di un decennio precedente, ovviamente non faranno una gran fine, visto che il postribolo serve ad attirare tipi laidi da trasformare in donatori non volontari dell’AVIS, il tutto con Lilith e il reverendo nella zona delle operazioni.

Come convincere qualunque uomo a farsi trasformare in un vampiro, svolgimento.

La “matta” uscita dal mazzo è rappresentata dall’investigatore privato Rafe Guttman (Dennis Miller), lo stereotipo del “P.I.” tutto alcool, cinismo ed ex moglie alle calcagna, la sua telefonata con la donna («La tua chiamata mi ricorda perché la tua voce mi ha quasi condotto sull’orlo dell’omosessualità») riassume il loro rapporto, e il detective, in coppia con la santarellina, si metteranno sulle piste di Caleb, ovviamente fa tutto ridere perché i ruoli del film, sembrano assegnati a caso.

Partiamo dall’argomento che vi sta più a cuore, perché come ci insegna il film il modo migliore per rubare il cuore ad un uomo è dalla cassa toracica. La risposta che volete è NO, per quello dovrete andare a riguardarvi Trappola in alto mare, in un trionfo di casting composto da colleghe una più nuda dell’altra, Erika Eleniak è vestita tutto il tempo, lei che arrivava da Baywatch e da Plyaboy, mentre il vero piantagrane sul set, è stato Dennis Miller.

Capitemi, vedo un horror con “Doppia E”, anche se sta per finire che fai, non lo guardi?

Persone con cui Miller non ha litigato sul set, forse voi ed io, ma solo perché non eravamo presenti. Con Corey Feldman storie tesissime, volte in cui ha preso in mano il copione? Non pervenute perché Miller pretendeva di improvvisare tutte le sue battute (storia vera). Forse il regista Gilbert Adler avrebbe preferito i vampiri, perché il suo protagonista era da mal di testa costante, non so quanto dell’improvvisazione di Miller sia rimasta nel film, ma questo forse in parte spiega perché il suo Rafe Guttman parla SOLO usando battute sceme, alcune veramente idiote altre esilaranti, come quando dice alla vampira vestita di niente: «Non ci crederai ma stavo per indossare lo stesso abito, sai che imbarazzo poi?»

Per chi come me ama gli elementi anticipatori della trama, tutti i preparativi per il “Laser Show” del reverendo, sembrano inutili ma troveranno la loro splatterosa utilità nel finale, perché ovviamente “Bordello of Blood” procede per accumulo di poppe e morti ammazzati, fino ad una scena che altrove sarebbe stata geniale, se non fosse già stata in parte anticipata da Rodriguez, mi riferisco all’irruzione nel postribolo tutti armati di Liquidator (esiste una cosa più anni ’90 di così?) caricato ad acqua santa, sulle note di Ballroom Blitz degli Sweet, perché come sempre per l’apertura della Notte Horror ci vuole un titolo di classe, qualcosa di alto, ricercato, quasi poetico e la Bara Volante risponde sempre presente con stile e punte di galateo.

«Io vi accetto così come siete!»

Il finale come detto, è fantastico, tanto da avermi convinto a cercare il film pur conoscendo già il suo punto di arrivo, che è quello tipico di un Horror, solo che in più ha la fine della sfida tra Creepy e la mummia Sadler, anche se in mezzo, considerando che il produttore Joel Silver era il capo del mondo o giù di lì, “Bordello of Blood”, in una scena in ospedale, può permettersi anche un’apparizione, completamente a caso, di Whoopi Goldberg che si lamenta del casino. Mi sa che hai scelto il film sbagliato per farlo Whoopi.

«Non bastavano i fantasmi che fanno i vasi di creta, ora anche i vampiri!»

Un vero peccato che “Bordello of Blood” si sia limitato ad un’uscita in DTV, questa decisione tragica (per altro spernacchiata dal guardiano della Cripta e della mummia nel prologo) ci ha tolto l’ultimo capitolo di quella che resterà per sempre una Non-Trilogia, peccato, però avendolo scoperto grazie a Notte Horror, mi sembrava giusto fare il giro completo e riportare idealmente “Bordello of Blood” al luogo a cui appartiene, ed ora, non perdetevi il poster di Lucius sulla pagine de Il Zinefilo, per il resto del calendario della nostra Notte Horror, lo trovate qui sotto e come sempre… Unpleasant dreams (cit.)

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