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Buffy L’ammazzavampiri – Stagione 6: Al tre, tutti insieme, ed uno, e due e tre…

La mia
cavalcata Buffiana continua, dopo aver mandato in archivio le stagioni quattro e
cinque, mi sono gettato sulla sesta stagione come un Vampiro su un bel collo,
il risultato è una delle stagioni con le zampate più clamorose.

Ho paragonato
spesso “Buffy” alle serie a fumetti di super eroi, dopo il finale clamoroso
della stagione precedente, avevo ipotizzato scenari grandiosi, cose clamorose
del tipo “Buffy va avanti altre due stagioni senza la protagonista… Fiiiiiiiigo!”,
oppure una situazione transitoria, stile “La Morte di Superman”, in cui tutti
gli altri personaggi, fanno un passo avanti per compensare l’assenza
dell’eroina (non la droga, Buffy!), d’altra parte Big Blue veniva sostituito da
versioni più giovani di se stesso (Superboy) o versioni semi-robotiche (Steel),
che qui avrebbero potuto essere Dawn e Buffy-Bot.

La cosa in
parte accade, ma il tempo passato senza la Cacciatrice è piuttosto breve, i
primi due episodi iniziali (1×01/02 – Bargaining part 1&2), anche se
l’inizio di stagione potrebbe ricordarvi “Sons of Anarchy” per via della banda
di demoniaci motociclisti, che porta il concetto di “Hell’s Angels” ad un altro
livello.



La notte delle Buffy viventi…
Il ritorno di
Buffy mette subito sul tavolo quelli che saranno i temi principali della
stagione: Willow che ormai è una maga sempre più potente e la cacciatrice che
deve fare i conti con il suo ritorno. Ora, avendo clamorosamente toppato la
previsione sull’andazzo della serie, ovviamente non mi tiro indietro e continuo
a ipotizzare bizzarre teorie, mettetevi comodi che vi aggiorno sulle mie
balzane idee.
Secondo me,
quella che è tornata non è Buffy, o almeno, sia nel rito di ritorno, che negli
indizi sparsi lungo tutta la stagione (il suo torrido rapporto con Spike)
Whedon ci fa intendere qualcosa e ormai ho capito che in questa serie, gli indizi
sono fondamentale per comprendere le svolte future.
Apparentemente
la sesta stagione cerca di essere leggera, dopo la fine di quella precedente mi
sono chiesto: ok hanno sconfitto un Dio (o una Dea fate voi) cosa potranno
affrontare ora di più pericoloso e potente di così? La risposta era facile… i
Nerds!
L’idea è quella di
prendere tre sfigati, visti nel corso delle sei stagioni, fare Team-up
nominandosi Super cattivi di questa stagione. In un posto come Sunnydale dove
mostri, demoni e maghi sono la normalità, l’idea di tre omini normali che
sfruttano questi poteri per cercare un riscatto sociale non è affatto male,
anche se dovrete sorbirvi un sacco di citazioni Nerd (le più quotate quella ad
“X-Files”).



Quando la serie cambia la grafica iniziale, di solito arriva un gran episodio…

La sesta
stagione contiene poi uno degli episodi più atipici di sempre, il famigerato “Once
More, With Feeling” (6×07) ovvero l’episodio Musical. Sì, perché Joss Whedon è
un paroliere mancato, dopo aver scritto le parole della sigla di “Firefly” (Storia
vera) si è occupato anche della bellissima “Dr. Horrible’s sing along blog” in
cui Neil Patrick Harris, era un canterino scienziato pazzo da fumetto, (mini)
serie bellissima che consiglio a chiunque, in cui Whedon raduna i suoi amici
(tra cui il mitico Nathan Fillion in uno ruolo favoloso per lui) e si occupa di
dirigere e scrivere testi e canzoni, personalmente spero che Joss prima o poi
ci regali la seconda stagione di Dr. Horrible. Ma le prove generali le ha fatte
in questo gustoso episodio, posso dire che per due giorni dopo la visione ho
continuato a cantare “Walk through the fire” per due giorni?

“Che ne dite se facessimo un intero episodio in stile musical?” , “Ah ah ah Joss sei troppo simpatico!”.
Ma
la leggerezza in questa stagione è solo apparente, “Buffy” è stato un lungo
braccio di ferro tra Whedon e il Network, in una serie con un target
chiaramente adolescenziale e abbastanza ripetitiva nella struttura (il
famigerato combattimento del minuto 35 che è presente in TUTTI gli episodi), il
bello è vedere come Joss sia riuscito a piazzare delle stoccate mica da ridere,
dei momenti “adulti” davvero non da poco. Vi dirò solo che c’è un intero
episodio (6×14 Older and Far Away) che omaggia palesemente “L’Angelo
sterminatore” di Luis Buñuel, non proprio la pizza con i fichi.
Non vi voglio
rovinare la visione, ma in questa stagione ci sono Metaforoni sulla dipendenza
da droga o sostanze, ammazzamenti eclatanti e una morte (Joss Whedon che uccide qualcuno? Ma dai?) tanto clamorosa quanto inattesa, il finale si trasforma in un’unica
tirata dove la cacciatrice viene messa clamorosamente da parte, in favore del
resto del cast, di fatto sembra la “Sindrome di John Locke” (Copyright me
stesso medesimo 2015) ovvero quando i personaggi di contorno salgono in
cattedra.



Il sangue dovrebbe farvi capire che Joss Whedon è passato da queste parti…
Ed ora sono pronto ad affrontare Gara 7, l’ultima
stagione, non conosco i dettagli (e non li voglio conoscere), ma so che il
finale di Buffy ha diviso: a molti e piaciuto ad altri no, quindi non vedo l’ora
di capire cosa è uscito dalla rossa testa di quel geniaccio di Joss Whedon.
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