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Buffy L’ammazzavampiri – Stagione 7: This is the end (Beautiful friend)

Una lunga
cavalcata per recuperare tutti gli episodi della creazione più famosa di Joss
Whedon, trovate i commenti alle stagioni precedenti QUI.

Raramente le
stagioni che concludono una serie sono anche le migliori, anche se ci sono
serie tv che sono immuni a questa regola, di solito le “Series Finale” sono
memorabili proprio perché definitive, l’ultima di “Buffy” secondo me
non è da meno, avevo sentito che il finale scelto per la serie aveva fatto parlare
di sé, ma posso dire che a me è piaciuto, mi sembra quello giusto per questa
serie… Anche se sono arrivato alla (semi) intolleranza più totale per la sua
protagonista.
Nella prima
parte vediamo gli effetti che il semi-apocalittico finale della stagione
precedente ha avuto sui personaggi, specialmente Willow che torna a Sunnydale
solo al terzo episodio (7×03 Same time, same place), ne troviamo uno
che fa un po’ di luce sul passato di Anya (7×05 Selfless) e ci tocca sorbircene
pure uno con il petulante Andrew che fa il narratore (7×16
Storyteller).



Buffy? Hanno chiamato i Power Ranger, rivogliono la loro ascia da guerra.
Il problema di
questa stagione è che tutti i personaggi ormai storici della serie, vengono
messi un po’ troppo in secondo piano e ripescati solo in caso di necessità,
emblematico il caso di Willow, ridotta a coprire il ruolo che prima fu di Tara,
ovvero: una riga di dialogo ed episodio e poi zitta. Ma forse il caso più
doloroso riguarda Spike…
Ridotto ormai
ad un servo della gleba, l’ossigenato è l’ombra di se stesso, penso sia il più
clamoroso caso di personaggio cazzuto, ridotto a zerbino, la cosa davvero
odiosa, è il modo in cui Buffy si comporta con lui per tutto il tempo, in un
tedioso tira e molla, degno di “Cara Ti Amo” degli Elii.
Non entrerò
nel dettaglio per non rovinare il finale a chi di voi ancora non ha visto la
serie (anche se vederla più tardi di me sembra impossibile…), però basta una
mezza ricomparsa di un certo Vampiro titolare di uno Spin-Off e Buffy
ricomincia a perdere le bave andando in giro con gli occhi a forma di cuore e
Spike? Spike ciccia biondino… Circolare.



“Ti prego, posso fare anche io qualcosa in questa stagione? Il tappeto laggiù ha più battute di me”. 
Ad aggiungere
altro guacamole ci pensa il giovane Preside Wood con il suo look alla Michael
Jordan, diventa presto titolare di una sottotrama molto interessante, ma anche
un po’ invadente, nell’economia di una stagione già abbastanza piena di temi,
però il personaggio mi è sembrato quasi un omaggio a Blade, il cacciatore di
Vampiri della Marvel, sono sicuro che Joss Whedon lo conosca bene.
Il cattivo di
turno in questa stagione è il Primo, no non quello della prima stagione, il
Primo… No, non il primo classificato, il Primo nel senso di male supremo, un
cattivone mutaforma che prende le sembianze di tutti i personaggi morti. La
nemesi suprema riesce a piazzare parecchi colpi decisivi, costringendo Buffy a
radunare tutte le potenziali cacciatrici, nel tentativo di evitare che il Primo
le uccida una dopo l’altra.
Il risultato è
che casa Summers si trasforma nella succursale di “Otto sotto un tetto”, per
aumentare a multipli di otto, in un mini esercito di ragazzine tutte da
addestrare. Uno degli episodi più riusciti è Showtime (7×11) dove
Buffy uccide il potente vampiro Turok-Han davanti alle ragazze, per motivarle
in vista della battaglia che devono affrontare, classico momento di spavalderia
Buffiana che di solito arriva dopo due episodi di auto-commiserazione, uno
schema ormai collaudato di questa serie.



Buffy alle prese con il classico momento del “Discorso alle truppe”.
La leadership
di Buffy viene presto messa in discussione, anche perché la biondina (come già
detto nei commenti delle stagioni precedenti) ha la capacità naturale di
attirarsi l’odio, ci sono dei momenti in cui l’ho trovata davvero
insopportabile, l’apice della sua acidità, coincide con il ritorno di Faith. Ora, forse sono io che sono mal pensante, ma perché Joss Whedon ha fatto solo
una serie tv con Sarah Michelle Gellar, mentre con Eliza Dushku ne ha fatte due
(questa e Dollhouse)? Ok, sono io che sono cattivo, va bene….
A proposito di
gente che arriva dal Whedonverse, il personaggio che ha portato lo scompiglio e
il brio in questa stagione è stato sicuramente il Predicatore Caleb,
interpretato da quella faccia da schiaffi di Nathan Fillion, il Mal Reynolds di
“Firefly”, che anche dopo sette stagioni di “Buffy” resta la mia serie di Joss
Whedon preferita.



Dopo “Firefly” è difficile non fare il tifo per questa faccia da schiaffi, anche quando fa il cattivone…
Fillion
vestito come il Jesse Custer di Preacher è difficile da prendere sul serio come
cattivo, specialmente dopo aver fatto il tifo per lui in “Firefly”, eppure
riesce ad essere convincente, perché fisicamente è il più grosso del cast (il
paragone con Sarah Michelle Gellar è impietoso… Persino Dawn è più alta di
lei) e con i dialoghi da Vecchio Testamento che Whedon scrive per lui, Caleb è
una vera minaccia. Pensateci: in una serie piena di giovani ragazze e con un
target di pubblico di altrettante giovani ragazze, metterci un cattivo misogino
è un’idea brillante, infatti quando arriva Caleb (7×18 Dirty girls) fa il
vuoto, non scendo nei dettagli, ma sappiate che qualcuno ne pagherà
dolorosamente le spese…
Siccome questa
serie l’ho seguita “in diretta dal futuro” ho il vantaggio di poter valutare il
finale con il senno di poi, quello che non hanno avuto coloro che hanno
criticato Whedon di presunto maschilismo dopo Avengers – Age of Ultron,
evidentemente nessuno (come me) aveva visto “Buffy”, o nessuno degli altri
lavori di Whedon… Oppure sono solo un branco di social-scemi, ecco forse è
questa la risposta.
Pur non
essendo la stagione migliore della serie, concordo con chi dice che sia stata
conclusa dal suo autore nel modo giusto, quindi alla fine va bene così. In
generale, dopo queste sette stagioni, posso dire che capisco perché “Buffy” sia
considerata una serie di culto, ha avuto la fortuna di avere successo nel
momento in cui andava in onda (e non anni dopo come capita a tante serie). Pur
essendo tante volte abbastanza standard (il combattimento del minuto
35) e con un target molto preciso, resta una serie da vedere per alcuni
incredibili acuti, nell’eterno braccio di ferro con il network, Joss Whedon ha
saputo piazzare alcuni episodi davvero geniali ed adulti, se ne dovessi
scegliere due direi (3×13 The Zeppo e 5×11 The Body), dimostrando di essere un
talento come pochi.



Ciao Buffy, è stata una bella corsa…
Adesso dovrei
guardarmi lo Spin-Off… Ma fatemi disintossicare prima, ora come ora, ho
bisogno di time out.
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