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Caccia a Ottobre Rosso (1990): limitati a scriverle Jack

Giochiamo al gioco delle associazioni, io vi dico una parola voi mi dite la prima cosa che vi viene in mente, iniziamo con una cosa facile per scaldarvi: Pamela Anderson! Eeehhh vi avevo promesso una cosa facile no? Ok, ora facciamone una più difficile, cosa mi rispondete se vi dico “Caccia a Ottobre Rosso”? Se siete personcine come si deve, non rispondete, fate un sorriso e vi alzate in piedi di colpo esultando, o al massimo mi dite Sean Connery, questo vi annovera comunque tra le personcine a modo.
Se qualcuno facesse questo giochino a me, la prima cosa che risponderei di getto alla domanda “Caccia a Ottobre Rosso”? Sarebbe senza ombra di dubbio… Il soggiorno di casa dei miei. Flashback in arrivo, con la propulsione silenziosa, ma in arrivo.

L’Ottobre Rosso, per l’occasione nei panni di un Flashback in avvicinamento.
La prima volta che ho visto “Caccia a Ottobre Rosso” nella mia piccolezza è stato dove ho visto la maggior parte dei film durante la mia infanzia, nel soggiorno di casa dei miei, il registratore era sempre quello leggendario de Il Vento e il Leone film che ha più di una cosa in comune con questo (tenetemi l’icona aperta…). Mio padre lo stava guardando in VHS, non so dirvi se per la prima volta o per la milionesima (opterei per la seconda opzione). Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Tom Clancy che è lo scrittore preferito del Sig. Cassidy Sr.
Personalmente allora non sapevo chi fosse Tom Clancy, conoscevo solo Sean Connery, perché faceva l’agente segreto prima di diventare padre di un figlio di nome Henry Indiana Jones Jr. Le facce attorno a Connery non mi dicono molto, anche se di lì a poco Sam Neill sarebbe diventato il più grande attore degli anni ’90 spiegando al mondo che i dinosauri discendono dagli uccelli e si muovono in branchi. A ben pensarci avrei dovuto riconoscere anche il rosso che faceva l’Occulto Super Sovrano dell’Universo e il ripieno del Clown Pennywise, come attenuante, alla mia causa posso solo portare che dopo la visione di “Caccia a Ottobre Rosso” nella mia testa ci sono solo i sommergibili.

«Comandante ha detto Dinosauri? Cosa centrano i dinosauri con me?»
I mari gelati da ammirare prima di immergersi e non vedere più il sole (magari per giorni), l’ignoto degli abissi, fondali inesplorati, tipo lo spazio profondo, ma molto più umido. La mia capoccetta si riempie di nomi fighi tipo rivoluzione d’ottobre, di sottomarini che scoppiano («Sei contento, stronzo? Ci hai ammazzati»), di mega esperti di Sonar che raccontando di quella volta che stavano ascoltando Pavarotti («Pavarotti è un tenore, Paganini era un compositore»). quello che succede in questo film era tutto pazzesco e fighissimo, tipo quando il protagonista (non Connery, l’altro) deve saltare dall’elicottero sull’Ottobre Rosso e, per ribadire quanto sia una pessima idea, dice a se stesso la frase tormentone di mio padre e me: «Un’altra volta Jack, certe idee scrivile e basta», amichevolmente sintetizzata e personalizzata nella più comoda «Limitati a scriverle Jack».

Jack, impegnato a regalarci una frase storica e una grande lezione di vita.
Ma soprattutto ci sono i Russi, quello che sapevo di Russi l’ho imparato guardando Rocky e Rambo (il valore educativo di Sly Stallone come insegnante di storia è molto sottovalutato…), ma qui i cattivi del mondo mi sembrano tutti fighissimi e fanno cose fighissime (tipo sfuggire con il più grosso e cazzutto sottomarino mai visto) e lo fanno con tale sprezzo del pericolo che si mettono anche a cantare («Credo di… Li ho sentiti cantare» cit.) sotto gli occhi compiaciuti del Comandante Marko Ramius (che io chiamo Marko RaDius, non so perché) che mi sembra un capitano Nemo appena più tosto e cazzuto. Finisce il film e anche se non capisco una parola di Russo, da grande voglio essere Russo, per manifestare le mie buone intenzioni e la mia volontà di essere insignito dell’Ordine di Lenin (che non so cos’è ma lo voglio) canto per ore la canzone del film, che nella mia versione fa: eh Ottrebrie! Ottebrieeeee! … Per qualche oscura ragione, i miei genitori non mi strangolano.
«Io da grande, così, uguale, spiccicato, sputato, anche io, si così!» (Cit. Me stesso, anno 1990)
Balzo in avanti nel tempo: Mentre quando al lavoro devo quotare i raggi, il comando “Radial” mi riporta alla mente RaDius e d’istinto mi metterei a cantare, questo per dirvi dei miei problemi…

Citando gli U2: a sort of homecoming.
Qualche sera fa, ho deciso di riguardarmi “Caccia a Ottobre Rosso” per la prima volta in lingua originale, ora, non so che livello di familiarità avete voi con questo film, ma io ne cito abitualmente di dialoghi a memoria, quindi mi piace pensare che abbandonare il porto sicuro del doppiaggio che ben conosco, in favore della lingua originale, sia un rischio degno del Comandante Ramius, ecco, magari anche no, però se dovessi scoprire che i dialoghi fighissimi che ricordavo, siano frutto del doppiaggio o peggio della mia rielaborazione mentale, sarebbe una bella delusione.

Nel frattempo sono cresciuto, Sean Connery si è ritirato a vita privata, e la prima cosa che mi colpisce è la carrellata di volti noti a contorno del film, “Caccia a Ottobre Rosso” sfoggia tutto il meglio dei caratteristi degli anni ’90.

«Avrà ‘L’ordine di Lenin’ per questo, Comandante» (Qualcuno mi fermi!)
Jeffrey Jones, Tim Curry, Joss Ackland, James Earl Jones coprono tutti i ruoli di esperto tecnico, ammiraglio, dottore pavido e ambasciatore come se fossero il cast di Star Trek dei sogni e, a differenza di allora, oggi so che il film è diretto da John McTiernan… Oh signore John McTiernan!
Una volta dovrò scrivere come si deve dei suoi film, perché la filmografia del vecchio John è composta per tre quarti da Classidy, quindi ripasserò sicuramente anche perché non mi spiego come mai McTiernan non venga onorato come merita.

Tre miti e un sommergibile fighissimo, penso che la macchina fotografica che ha immortalato questa immagine sia esplosa per eccesso di mitichezza.
[Nota: ….F-F-Fatto!]

“Caccia a Ottobre Rosso” rivisto oggi è ancora un pietrone miliare dei film di spionaggio a sfondo politico, capace di mandare a segno scene action e scene non-action esaltanti in ugual misura (caso più unico che raro). Di fatto è il primo film dedicato al personaggio simbolo di Tom Clancy, ovvero Jack Ryan, che in questo film è interpretato per la prima (ed unica) volta da Alec Baldwin e successivamente avrebbe avuto il volto di Harrison Ford (“Giochi di potere” e “Sotto il segno del pericolo”), di Ben Affleck (“Al vertice della tensione”) e di Chris Pine (“Jack Ryan: L’iniziazione” che sembra un rito sessuale massonico) in quello che forse è l’unico caso in Occidente, di una saga cinematografica il cui protagonista cambia faccia/attore senza che a nessuno importi una mazza di nulla.

L’Interprete della più bella frase sui Russi mai sentita al cinema.
Il film è invecchiato bene, la terrificante Torpedine inseguitrice in CG mostra un po’ il fianco ma tiene botta, per il resto ci sono alcune ingenuità che da adulto posso capire, tipo i dialoghi in cui gli agenti della CIA spiegano per filo e per segno cos’è la Rivoluzione d’Ottobre, ma bisogna considerare il pubblico Americano che va dagli Huppies di Wall Street ai contadinacci dal collo rosso rosso che non conoscono i libri di storia, o non hanno guardato i film di Stallone con la mia volontà di carpire nozioni storiche… Quello e per le esplosioni.
Da adulto noto con piacere alcuni dettagli importanti, tipo che Stanley, l’orsacchiotto di pezza della figlia di Jack Ryan, nei titoli di coda è accreditato come HIMSELF (storia vera) e che le musiche di Basil Poledouris tengono botta fortissimo, la colonna sonora composta da solenni cori in Russo sovrasta tutto. Ho già ampiamente spiegato che secondo me Poledouris dovrebbe essere considerato tra i migliori compositori del Cinema di sempre e “Caccia a Ottobre Rosso” è un altro gallone sulla sua già blasonata divisa. A distanza di anni, ancora non parlo Russo e anche se a grandi linee il senso del testo lo conosco quando il film finisce ed io sono ancora qui a cantare eh Ottrebrie! Ottebrieeeee!

«Credo di… Li ho sentiti cantare un pezzo di Basil Poledouris»
L’altra cosa che anche in lingua originale rimane strapotente e che rappresenta una delle più belle conferme della mia vita di cinefilo sono i dialoghi, quasi tutti farina del sacco di… John Milius. Pensavate di stare senza un Milius alla volta questa settimana?



Sean Connery, fortemente voluto dalla produzione, dopo aver letto la sceneggiatura originale di “Caccia a Ottobre Rosso” non era per nulla convinto. Pensava che fosse poco interessante e il suo personaggio molto poco carismatico, quindi avanzò le pretese da Divo: “O mi riscrivete dei dialoghi decenti e io questo film non lo faccio”. Alla Paramount iniziano a sudare nei loro doppiopetti e chiedono «Chi vuoi Sean? Fai un nome noi te lo portiamo qui per direttissima», magari non gli hanno detto proprio così, ma mi piace pensare di sì.

«Portatemi Milius, ripeto, John Milius a rapporto dal Comandante in plancia»
Lo Scozzese si ricorda del regista che lo ha diretto ne Il Vento e il Leone (quella icona aperta lassù? Possiamo chiuderla ora), Milius si arrotola le maniche e riscrive tutti i dialoghi del personaggio, il risultato è un comandante nobile risoluto e colto, se guardando il film notate che Ramius cita sciolto strategie navali dell’antichità e frasi di Cortez e Cristoforo Colombo, è solo perché sono tra le letture abituali di Milius, che pesca a piene mani per creare un vero tipo tosto, gelido come il ghiaccio in cui comanda il suo Ottobre Rosso, capace di mantenere la calma anche se inseguito da una torpedine.
Il risultato è che in un film americano sulla CIA, il comandante Russo (Lituano per l’esattezza) si mangia tutte le scene in cui è protagonista, mettendo ripetutamente in ombra il divo Yankee, il tutto ad un anno dalla caduta del muro di Berlino, brutto? A distanza di anni Connery ancora si vanta che tutte le frasi riuscite pronunciate dai Russi nel film, siano merito suo, diciamo che ha fatto assumere la persona giusta per il compito, dai.

«Anche questa volta, sono il più maranzo di tutti»
Ancora oggi “Caccia a Ottobre rosso” è uno dei film di riferimento del genere sommergibilistico, anche se in lingua originale, mi sono ritrovato a chiedermi come mai personaggi Russi parlano in Inglese tra di loro (NOTA: Di questo parliamo nei commenti qui sotto), la qualità dei dialoghi, il bilanciamento tra riuscite scene d’azione e non, mi hanno fatto sorvolare su questo marginale dettaglio, tutto questo, unito al carisma con cui Connery da volto e corpo a Marko Radius, fanno di questo film una pietra miliare del genere, Classido? Assolutamente sì!

Ed ora per concludere, una cosa vorrei dirla: Quando la nera signora verrà con la sua falce a cogliermi per portarmi con lei nell’ultimo viaggio verso l’ignoto, spero di avere la lucidità necessaria per andarmene con la schiena dritta e far sì che le mie ultime parole prima di lasciare questa valle di lacrime siano: «Mi sarebbe piaciuto vedere il Montana». Ed ora, tutti insieme a testa alta! Eh Ottrebrie! Ottebrieeeeeeeeeeeeee!

P.S. L’Autore ci tiene a sottolineare che questo commento è stato scritto fischiettando per tutto il tempo QUESTO:

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