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Cattivi vicini 2 (2016): Il politicamente corretto vi seppellirà

I film
stupidi, quelli che si guardano a cervello spento, che piacciono perché sono
leggeri e fanno ridere, quelli che di solito a me stanno profondamente sulle
palle.

Badate bene,
dovreste aver intuito che l’umorismo è una cosa che gradisco sempre, il mio
problema è che le commedie che dovrebbero essere scritte per far ridere tutti,
normalmente mi lasciano tiepidino, cosa che non è accaduta con il primo
capitolo di questa serie, quel “Cattivi vicini” (Neighbors, 2014) che
pur inventando pochissimo riusciva ad essere davvero divertente, forse per una
certa dose di coinvolgimento con i protagonisti, non solo Seth Rogen e Rose
Byrne soffrono il pessimo vicinato… Solidarietà ragazzi!



“Anche tu hai dei vicini di merda? Qua la mano amico!”.
“Cattivi
vicini 2”, sfrutta lo schema consumato dei seguiti, ovvero: riproporre la stessa
trama, ma di più, più grande e con più casino, forti anche di un budget
rafforzato e un numero di sceneggiatori passati da due a cinque (!) tra iquali oltre al regista Nicholas Stoller, il protagonista Seth Rogen e il suo compare
Evan Goldberg, che per altro sono la coppia di showrunner della serie tv Preacher… Ancora mi devo
prendere a schiaffi in faccia, non ci credo ancora nemmeno quando lo vedo
scritto!
Trovo Seth
Rogen abbastanza simpatico, il problema del comico canadese è che una volta
riesce a farti ridere con un film spassoso (“This Is the End” 2013) e
un altro davvero fiacco e spento (“The Interview” 2014), nel grafico
che tratteggia la curva di divertimento di Rogen (non cercate la google, me la
sono appena inventa), questi due film forse soffrono dello stesso problema.
“Cattivi vicini 2” ha i suoi momenti comici in grado di strapparvi la risata,
ma in generale non pareggia in freschezza il primo film, lo so sono un
cagacazzo, ma ve l’ho detto che io e le commedie abbiamo un rapporto difficile.



“No sul serio, questo filo non serve per ricaricare il telefono?”.
Mac e Kelly
Radner (Seth Rogen e Rose Byrne) in attesa del secondo figlio meditano di
vendere casa e trasferirsi, ma incastrati in un vincolo contrattuale (che hanno
ignorato), il compratore ha trenta giorni per cambiare idea, non aiuta la buona
riuscita della vendita, il fatto che una confraternita universitaria si
trasferisca nella casa accanto, siete liberi di chiedere: “Ma non è la stessa
trama del primo film?”. Bravi, è proprio la stessa, solo che questa volta la
confraternita è tutta la femminile ed è guidata da Chloe Moretz, evidentemente
in vacanza dai film impegnati o a quelli dove e ricoperta di sangue (suo o
altrui).



“Ciaoooo! Siamo le vostre nuove silenziosissime vicine”.
La costante
impazzita in questo fronte di battaglia tra “Vecchi” (virgolette obbligatorie)
e giovani è Teddy (Zac Efron) il party boy definitivo del primo film, è rimasto
senza lavoro, senza casa e senza amici, quindi sfrutta il suo talento per fare
da “Padrino” alla ragazze, forte della sua esperienza di festaiolo
professionista… A questo punto avete già capito cosa succederà nel film e come
andranno le cose… No, dai sul serio, è impossibile non capirlo!
“Cattivi
vicini 2” si barcamena tra gag riuscite (il clown pazzo, i muscoli posticci di
Rogen o l’inseguimento con tanto di “Sabotage” dei Beastie Boys, che si ascolta
sempre volentieri), altre meno efficaci ripetute anche un po’ troppe volte (i
Minion…) ed alcune che sono decisamente dei buchi nell’acqua (quella d’apertura
che fa iniziare in salita il film).



Perchè tanti problemi per la prova costume, quando si può fare come Seth Rogen.
Ad un certo
punto, ho quasi pensato che tutta la pellicola fosse una specie di metafora
sulla carriera (se così possiamo chiamarla) di Zac Efron, uno che quando ha
provato a recitare sul serio ha raccolto risate (se penso al film con Nicole
Kidman ancora mi viene da ridere…) e che ormai inizia ad essere troppo vecchio
pure per lo standard di Hollywood, dove i divi invecchiano più velocemente che
ne “La fuga di Logan”.
Anche la nuova
sorellanza, purtroppo, non rappresenta lo stesso tipo di minaccia di Zac Efron e
Dave Franco (qui utilizzato poco e male) nel primo film: le ragazze sono tutte
un po’ anonime, l’unica che spicca è proprio Chloe Moretz, ma solo perché è già
famosa e perché viene continuamente da chiedersi: “Ma perché ha accettato di
recitare in questo film?”.



“Cosa ci faccio qui, ma soprattutto cosa vuole Pennywise qui?”.
Ci sarebbe, poi,
la questione del femminismo, che tiene banco per tutta la durata della
pellicola. Le ragazze della sorellanza fondano la loro confraternita per non
dover essere fare la parte degli oggetti sessuali nelle feste Universitarie, l’argomento
è molto valido, peccato che non penso proprio sia il film giusto per parlarne,
infatti il risultato è che tutto questo buonismo, fa l’effetto del freno a mano
tirato per il film.



Ecco, sei poi lo gestite così, difficile che qualcuno vi prenda sul serio.
Il primo
capitolo non si faceva troppi problemi a prendere in giro un po’ tutti, ma
siccome l’argomento femminismo (e in senso più ampio il politicamente corretto) domina
nel Bosco di Holly, tutto si risolve con l’antica tecnica di sceneggiatura nota
come: il tarallucciatore.
Vino e tarallucci
per tutti e mi raccomando non facciamo incazzare nessuno, che qui bastano già
le polemiche sul nuovo “Ghostbusters” potreste averne sentito parlare, a meno
che non siate stati su Marte negli ultimi dieci anni, in ogni caso, non vi
siete persi poi molto.



“Se parli male del nuovo Ghostbusters, ZAC! Sei un uomo morto”.
In soldoni: se
avete adorato visceralmente il primo film, questo seguito potrebbe piacervi se,
invece, anche il primo capitolo non vi ha detto niente, lasciate pure perdere
tranquillamente. Se non altro in questo film non troviamo Robert De Niro che
si sputtana completamente anche gli ultimi scampoli di stima accumulata negli
anni.
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