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C’è spazio per tutti: Nello spazio nessuno può sentirti fare battute sulla cacca

Il senso di vuoto
lasciato dalla fine della serie di Rat-Man, è vasto e sconfinato come lo spazio, ed è proprio dallo spazio che
arriva la prima storia di Leo Ortolani della sua vita (artistica) post-Ratty:
Un piccolo passo per un fumettista, un grande passo per noi lettori.

In realtà questo
volume era già stato annunciato per tempo,
anche prima dell’ultima edizione di Lucca Comics, la Panini Comics come John
Hammond non ha badato a spese, il volumone di 240 su carta patinata lascia un
po’ spiazzati, dopo vent’anni passati a leggere il piccolo formato di “Rat-Man
collection”, sembra davvero che il personaggio abbia fatto un grande salto di
qualità ormai.

“C’è spazio per
tutti” nasce dalla collaborazione tra Leo Ortolani e la A.S.I. (Agenzia
Spaziale Italiana) e la E.S.A. (European Space Agency), la storia si divide
fondamentalmente in due fasi, una principalmente incentrata sulla vita sulla I.S.S.,
la Stazione Spaziale Internazionale, mentre l’altra parte più espositiva del
volume, ci racconta la lunga corsa allo spazio dal 1947 in poi… Dovrei aver
finito con gli acronimi. Almeno credo.


Mai lasciare il pianeta senza il vostro specchietto!

Voi direte e cosa
centra Rat-Man con tutto questo? Niente! Proprio questa sua generale mancanza
di talento (di alcun tipo!) fa di lui il candidato ideale per viaggiare nello
spazio, perché se un super eroe vestito da topo, che combina solo casini può
arrivare lassù, allora lo possono fare davvero tutti, un tentativo (decisamente
estremo) per rilanciare la curiosità nei confronti dell’esplorazione spaziale, che
nella in gran parte della popolazione mondiale ormai è andata persa.

Un’operazione che
sembra la versione moderna delle storiche campagne sociali di Lupo Alberto, come
quella ultra celebre per sensibilizzare i giovani sul problema dell’AIDS (se
siete della mia leva la ricorderete di certo), ad oggi, anno di grazia 2017, in
questo strambo Paese a forma di scarpa, c’è davvero un solo personaggio a
fumetti che può permettersi di raccogliere il testimone del lupastro di Silver,
ed è proprio il Ratto di Leo Ortolani.
Il viaggio nello
spazio di Rat-Man insieme al povero sfortunato che dovrà badare a lui, Rover,
la versione cartacea del vero astronauta italiano Paolo Nespoli, che per altro
nella realtà a suo modo, ha davvero scortato Rat-Man nello spazio, visto che
ora Nespoli si trova proprio sulla stazione spaziale internazionale, e con se
ha portato una copia di questo fumetto.


Solo l’ottusità di Rat-Man è più immensa dello spazio cosmico.

L’occasione è
perfetta per Ortolani per riproporre le sue collaudate dinamiche tra un
personaggio autoritario (Rover) e un cretino (ovviamente Rat-Man!), ma non
mancano anche numerose gag una più spassosa dell’altra, ad esempio la cagnetta
che viaggia con Ratty si chiama Laika, diminutivo di Laikavirgin. Ma da grande
appassionato di Jack Kirby, Ortolani non perde l’occasione nemmeno di omaggiare
“The King”, insomma, ci si diverte anche questa volta dai!

Ah! Ovviamente
non mancano le battute sulla cacca! Dai cavolo era un’occasione troppo ghiotta
per Ortolani non scherzare sulla cacca a gravità zero. Ma come suo solito il
Maestro non perde occasione nemmeno per sfruttare le potenzialità del media
fumetto, in un paio di pagine Leo si diverte a costringere il lettore e girare
il volumone su se stesso durante la lettura, per offrire un’esperienza su carta
del volo a gravità zero. Occhio a non vomitare.
Questa porzione
della storia si impone l’obbiettivo (piuttosto ardito) di ricordare a tutti che
una volta sognavamo di essere tutti astronauti, Ortolani ci riesce senza scadere
troppo nella retorica, ma più che altro sono molto felice di essermi ritrovato
a leggere un fumetto vero, scritto e disegnato con la solita cura, lo dico
fuori dai denti, temevo che “C’è spazio per tutti” avrebbe potuto essere una
grossa marchetta spaziale prodotta per cavalcare la fine della serie di Rat-Man.
Scusi se ho dubitato Maestro! Per punizione vado a portare Laika a fare la
cacca. Fuori dalla stazione spaziale.


La fine che farò io per aver dubitato.

L’altra porzione
della storia come detto, è una riuscita esposizione, realizzato quasi in tono
divulgativo (ma satirico) della corsa allo spazio, in pratica è la versione di
Ortolani del film Uomini Veri, ma
condita con molte più battute e battutacce, tipiche del suo stile!

Insomma “C’è
spazio per tutti” è il primo piedino di Rat-Man messo fuori dalle pagine della
sua serie, non credo nemmeno sia improbabile per il Ratto di Ortolani di
prestarsi ad altre operazioni divulgative come questa, specialmente se la
maestria di Leo resta sempre a questo livello, quindi non so dirvi se c’è vita
nello spazio (giusto un po’ il sabato sera), ma per il Ratto e il suo autore
sicuramente, l’unico limite è beh… Lo spazio!
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