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Chew Vol. 11 – Le ultime cene: Masticate bene, la cena sta (purtroppo) per terminare

L’undicesimo
volume di “Chew” ha un difetto, anche molto grosso: si tratta del penultimo numero, dopodiché
la serie sarà terminata, non riesco a pensare ad un difetto più grosso di
questo. Mettere la parola fine ad un fumetto grandioso come questo dovrebbe
essere considerato un crimine!

La serie
creata da John Layman e dal disegnatore Rob Guillory si avvicina a grandi passi
alla sua conclusione, best seller, successo di critica e pubblico, vincitore di
numerosi Harvey e Eisner awards, viene proposta in Italia dalla Bao Publishing
che non mi paga per parlarne bene, perché non serve, è talmente una bomba che
se non l’avete mai letta, vi state privando di una gioia.
Di che parla “Chew”?
Di Tony Chu, inflessibile agente dell’FDA, l’agenzia governativa americana per
la regolamentazioni di farmaci e prodotti alimentari. L’FDA ha scalato
rapidamente le vette, superando a destra gli altri acronimi più famosi come CIA
ed FBI, quando nel mondo è scoppiata una tremenda influenza aviaria che ha
sterminato una buona fetta della popolazione. In tutta risposta, il governo ha
bandito la commercializzazione e il consumo di pollo, un proibizionismo aviario
che considera la carne di pennuto peggiore di qualsiasi droga.



Copertina interna in stile Tarantiniano.

Provate a
pensare ad un mondo senza pollo, se siete Vegani non è complicato, un pelo più
difficile se siete Yankee, grandi consumatori di pollo fritto e sue gustose
varianti, tra i contestatori, anche il gruppo terroristico noto come E.G.G. che
reclama il suo diritto al consumo di uova, insomma la situazione potrebbe
essere più grottesca di così? Solo in un modo: mettete che un giorno nel cielo,
compaiano strane scritte infuocate in una lingua illeggibile. Ecco, in “Chew”
succede anche questo.

Come può un
agente dell’FDA contrastare tutto questo? Non può, ma Tony Chu non è un agente
qualunque, è un “Cibopatico” uno dei pochi al mondo, il suo talento è semplice:
se mangia una mela, può dirvi da che albero è stata colta, che pesticidi sono
stati usati, come si chiamava la primogenita del contadino che l’ha coltivata,
un super potere utilissimo nelle indagini, perché funziona con tutto, anche le
cose più schifose, basta mangiarle (gulp!).



It’s Christmas in Heaven. All the children sing (Cit.)

I cibopatici non si limitano a questo, il loro potere si manifesta in svariate
forme, ad esempio, Amelia Mintz, l’amore della vita di Tony, è una Scriboletica,
capace di descrivere scrivendo i piatti, in maniera talmente dettagliata, che i
suoi lettori riescono a sentirne gusti e sapori. Ma in tanti volumi di “Chew”
letti, ormai ho perso il conto degli strampalati poteri legati al cibo che quel
matto di John Layman ha saputo inventarsi, leggere per credere, per darvi un’idea della follia: in questo volume Tony incontra un Vittolocatore, capace in
base all’anzianità del cibo che mangia, di trasportarti nel periodo storico da
cui il suo pasto proviene. In pratica un teletrasporto e una macchina del tempo
a portata di forchetta. Se questo non è uno dei fumetti più folli del mondo mi
mangio tutti gli undici volumi della mia collezione (Fumettopatico!).



Penso sia il caso di dirlo… Yabba Dabba Chew!

Dopo lo
scontro con il Collezionista del volume precedente, Tony è sempre più vicino a scoprire il mistero dell’influenza
aviaria, delle milioni di persone uccise e degli strambi simboli nel cielo, tra
lui e la verità si frappone un solo uomo, piuttosto corpacciuto bisogna dirlo,
il cibopatico, ex alleato ed ora tremendo avversario Mason Savoy e se pensate
che il volume si concluda con un duello Western, lasciatevi stupire dall’enorme
colpo di scena con cui Layman conclude il volume, lasciandoci tutti in ansia
per il finale.

In compenso, l’ultima
storia di questo “Le ultime cene” è un racconto speciale, il primo crossover di
“Chew” con un’altra serie a fumetti, ovvero “Revival” (Image Comics, qui da noi
Saldapress), Tony Chu e il suo compare, finiscono nella piccola cittadina di
Rothschild, Wisconsin, dove i morti sono tornano a vivere.



Chew Clearwater Revival (è una caSSata ma non potevo non dirla!).

Rob Guillory
ai disegni fa un ottimo lavoro anche in questo volume, il suo tratto
semi-cartoonesco sottolinea la natura satirica di “Chew”, che fa della
chiarissima ironia sulle idiosincrasie della nostra società, il tutto condito
da comicissime scene splatter, personaggi assurdi, amori, senso di giustizia e
gente cannibalizzata, insomma: il grottesco e l’umorismo nero al suo meglio.

Se pensate che
questa roba possa fare per voi, fate ancora in tempo a sedervi a tavola prima
dell’ultima portata, poi ognuno ha i suoi gusti, ma se fossi in voi questo
banchetto non me lo perderei!
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