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Clown in a Cornfield (2025): il Clown di Kettle Springs

L’argomento è uscito fuori l’altro giorno in uno dei commenti qui sulla Bara: siamo davvero nel mezzo del malinconico revival degli anni ’90? Lo dico perché dal mio osservatorio non proprio sopraelevato, secondo me l’ondata è già finita con The Last Dance.

Lo so, la sto prendendo un po’ alla lontana, ma ho la sensazione che per quanto riguarda gli Slasher, siamo ancora in piena ossessione per il decennio dei jeans a vita alta, faccio il paragone diretto tra l’ultimo Fear Street e questo “Clown in a Cornfield”, uscivo qualche giorno fa su Shudder, un titolo che per altro, arriverà anche da noi, proprio con il titolo che ho buttato lì (con poca convinzione) nel titolo del post, senza saperlo nemmeno! (storia vera). Anche perché nei cinema americani, al netto di un milioncino di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti non uccisi da pagliacci, l’ultima fatica di Eli Craig ha incassato dieci volte tanto, numero tutto sommato valido anche per gli Horror che sono investimenti piuttosto sicuri, che pagano dividendi nell’immediato.

Nel caso aveste qualche dubbio sul titolo di questo film.

Tratto dal primo di una serie di romanzi “Young adult” con lo stesso titolo, pubblicato nel 2020 da Adam Cesare, “Clown in a Cornfield” è proprio questo, lo Slasher per ragazzi, ma parliamo un po’ della trama e poi scendiamo nei dettagli.

Il prologo ci porta proprio negli anni ’90, il 1991, dove un gruppo di ragazzi viene trucidato da Frendo il Clown, la mascotte della locale fabbrica di sciroppo di mais, un buon inizio che riassume alla perfezione il titolo, qualcosa si muove ancora tra i filari.

Grano, clown, motoseghe, sulla carta il film perfetto. Ecco, sulla carta.

Stacco in avanti, quello che resta della famiglia Maybrook si trasferisce nella cittadina di Kettle Springs, Missouri, arrivano dalla grande città, mamma è morta e papà, il Dr. Glenn Maybrook (Aaron Abrams) ormai ha attacchi di panico ogni volta che entra in ospedale, quindi ha scelto qualcosa di più tranquillo come dottorino locale per provare a ricominciare, con lui sua figlia adolescente Quinn, ed io ve lo dico, Katie Douglas al momento sembra la migliore tra le nuove promesse in circolazione, specialmente tra le attrici della sua leva, richiestissime ma estremamente carenti anche in termini di numeri, se il film fa il suo, lo dobbiamo molto alla sua prova.

Katie Douglas che buca lo schermo anche solo con gli occhi.

La storia si sviluppa subito sullo scontro facile tra chi arriva dalla città e chi invece vive da sempre in una cittadina ormai morente, l’economia di Kettle Springs era tutta basata sulla fabbrica ed ora che ha chiuso, è rimasto poco o nulla, campo da caccia perfetto per Frendo e so già cosa stata pensando: abbiamo bisogno di un altro Slasher con i pagliacci?

La risposta è probabilmente no, specialmente se “Clown in a Cornfield” lo si guarda in quest’ottica, certo abbiamo sangue, colpi di scena non impossibili da intercettare, altro sangue, la presenza di Kevin Durand nella parte del sindaco (una delle poche facce quasi note di un film, che ti toglie anche questo tipo di appiglio come spettatore), ammazzamenti pieni di sangue, qualche altro pagliaccio e… Vi ho parlato del sangue? Ok andiamo avanti.

Mi sento di dover chiedere scusa a tutti i coulrofobici per la selezione delle foto di questo post.

Non so come fosse il romanzo originale, ma il film di Eli Craig, pur non arrivando a riflettere sul genere d’appartenenza come gli era riuscito, di più e meglio (anche in termini di divertimento) con “Tucker & Dale vs. Evil” (2010) è riuscito comunque a far fare una riflessione a me, perché “Clown in a Cornfield” mantiene quello che promette, ovvero essere uno Slasher rivolto a ragazze e ragazzi, che poi voglio dire, non lo eravamo anche noi quando abbiamo iniziato a guardare gli Horror?

Perché qui il salto generazione si avverte di più? Senza rovinarvi la visione, perché è integrato nella trama e a ben guardare, anche tipico del genere. Quanti Slasher avete visto dove gli adulti sono totalmente assenti? In questo caso la tradizione si ripete con una piccola ma sostanziale differenza, anche un personaggio ben cesellato come papà Glenn, alla fine sempre rientrare tra le fila di quella forza conservatrice che è l’età adulta, non lo fa nemmeno con intenti malefici, sembra scivolarci dentro per puri motivi anagrafici lo stesso.

«Oddio siete dei vecchiacci!!»

Quindi ad una prima occhiata distratta, pagliacci assassini a parte, potrebbero non esserci differenza tra questo e un Fear Street a caso, sono entrambi Slasher buoni per lo streaming, pensati per un pubblico giovane e basati sulla malinconia intrinseca in un sottogenere Horror, che ha avuto il suo periodo d’oro negli anni ’80. In realtà la differenza è abissale, Fear Street è pensato per accalappiare noi … ‘enni anche se interpretato da un cast che arriva dalla generazione Z, “Clown in a Cornfield” quasi oppone due generazioni, quasi a voler dire: cari voi… ‘enni, non siete parte della soluzione, al massimo siete parte del problema. Peccato che tutto questo, lo dica in maniera spesso didascalia, scrivendo tutto con il pennarellone a punta grossa, tanto da sprecare il potenziale, quello che resta è solo un altro generico Slasher per ragazzi, bisogna solo specificare di che generazione.

Più riuscito di un meme con su scritto “OK Boomber” (anche perché al massimo sarebbe (“OK Millenial”), ma con lo stesso livello di profondità e comunque esattamente quello che potreste aspettarvi da un film così, uno Slasher per un pubblico “Young adult”, posso dirlo? La parte davvero divertente secondo me sarà gustarsi le reazioni a questo film, da entrambe le parti della barricata generazionale, penso che sarà un ottimo modo per sgamare la vera età delle persone in rete. Coulrofobici ovviamente attenersi, ma per assurdo, alla fine i clown non sono nemmeno il cuore del film, più che altro un mezzo per spargere sangue e messaggi didascalici.

Che ne sai tu di un campo di grano
Poesia di uno Slasher profano
la paura d’esser preso da un clown, che ne sai…

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