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Codice 999 (2016): Ma in caso di rapina non bisognava chiamare il 911?

La prova del
nove, ve lo ricordate a scuola che ci facevano fare la prova del nove? Ecco,
una prova di calcolo matematico che in maniera chiara, semplice e infallibile
permetteva di verificare se avevi eseguito l’operazione nel modo giusto,
consisteva nel prendere il dividendo, no il divisore… O forse era il risultato
finale? Vabbè, insomma si divideva per nove, o forse si moltiplicava… Oh, al
diavolo, il film di oggi è “Codice 999” di John Hillcoat, tanto io in
matematica ero una pippa.

Giovanni
Collinacappotto non so come andasse in matematica, ma con i film se la cava
benino e poi è amicone di Nick Cave, cosa che ti salva sempre la serata. Al
cinema ha fatto cose interessanti come il Western australe “La proposta” (2009)
e la commedia romantica tutta battute, gag e sorrisoni “The Road” (2009), una
cosa che ai tempi arrivai a definire, non post-apocalittica, ma “Post-speranza”,
anche perché essendo tratta da un romanzo di Cormac McCarthy, ogni sentimento
positivo è bandito.
In ogni caso,
meglio il dramma di “The Road” a quella noia mortale di “Lawless” (2012) ero
partito tutto gasato a vederlo, per la presenza di Tommaso Resistente e per il
soggetto del film, ricordo solo che sono arrivato ai titoli di coda sui
gomiti, anzi, rotolando sulle gonadi.
Ora arriva
questo “Codice 999”, titolo italiano abbastanza sensato che traduce l’originale
“Triple 9” e pensate, nel cast ci sono ben nove attori Casey Affleck, Chiwetel
Ejiofor, Anthony Mackie, Aaron Paul, Woody Harrelson, Kate Winslet, Norman
Reedus, Gal Gadot, Clifton Collins Jr. Beh, in realtà ha molti più di nove
attori e forse è proprio questo il problema principale di nove-nove-nove.



“Quanta gente hai portato? Ti ho detto chiama qualche amico, non una squadra di football”.
Ambientato
nella sudata Atlanta (Georgia, non Bergamo) il film parla di un gruppo di
poliziotti corrotti ricattati dal cartello della mafia russa ebraica (“la mafia
eschimese!” cit.), per ripagare il loro debito, rapinano banche sfruttando le
loro conoscenze da sbirri, ma di fronte ad una rapina apparentemente
impossibile, gli agenti capiscono che l’unico modo è generare il caos tra i
loro colleghi, in modo da poterlo sfruttare per mandare a segno il colpo, il massimo
livello di allerta per la polizia è il codice 999: agente colpito in azione.



Se ti beccano quelli della mafia russo-ebraica, è meglio se dici che ti piace Woody Allen.
Sulle loro
piste il sergente Jeffrey Allen e il fratello di Ben Affleck, o qualcosa del
genere, perché la sceneggiatura dell’esordiente Matt Cook, riesce a mandare in
noia, confusione e personaggi caratterizzati poco e frettolosamente, un
soggetto che da solo ha causato la mia (temporanea) custodia presso le locali
forze dell’ordine, sapete ho scoperto che se alle tre di notte, prendete a
calci la porta di un cinema (chiuso) gridando “Prendetevi i miei soldi!! Voglio
vedere il film”, i gendarmi vi porteranno via per una cosa che si chiama,
aspettate che leggo sul verbale: “Disturbo della quiete pubblica”.
Ora non so
voi, ma io gradisco abbastanza i film di rapine in banca, dev’essere qualcosa
che deriva dalla mia passione per i Western, ma le rapine in banca, al pari
degli inseguimenti in auto, per me sono le basi del cinema, poco importa che a
ripulire le casse sia una leggenda delle rapine, o magari quattro surfisti mascherati da Ex presidenti, i film di rapina in banca mi esaltano sempre
un sacco.
Giovanni
Capottocollina apre “Triple 9” con una sequenza esageratamente bella, tesa,
tirata, davvero ben girata, dove il colpo di genio dei fumogeni rossi delle
mazzette false resta sicuramente la trovata più memorabile dell’intera
pellicola, non è un caso se è ripresa pari pari anche sulla locandina del film.

Se ve lo state chiedendo, no, non è una scena del film Deadpool.
Anche la
rapina impossibile è diretta veramente alla grande, dimostrazione che Hillcoat
non è l’ultimo della pista anzi, è uno che sembra davvero pronto a girare un
film della stramadonna se avesse per le mani la sceneggiatura giusta, il
problema è che quella di “Codice 999” non lo è affatto.
Perché tra la
prima e l’ultima rapina del film, ci perdiamo in una marea di personaggi
gettati nella mischia, tanti, troppi per garantire a tutti il giusto spazio, un’evoluzione e degli archi narrativi decenti, il risultato è una partita delle
stelle, una marea umana di facce note e talento da far girar la teste, prestati
a personaggi piccoli, o a volte piccolissimi. Qualche esempio?
Casey Affleck
è il veterano che non si è ancora ripreso dalla guerra, lo capiamo perché preferisce
fissare un muro, invece di dedicare attenzioni alla sua (poco vestita)
mogliettina. Fine, tutto quello che ci dicono di lui è qui e fatevelo bastare,
per gli altri personaggi va persino peggio.
Chiwetel
Ejiofor che sappiamo essere carismartico,
qui si perde in un generico capoccia maniaco del controllo, Anthony Mackie ha il
fisico giusto per il film con l’azione,
qui sembra una specie di Chris Rock serio, quello che ogni tre per due dice “C’mon
maaaaaaan!”.

Chiwetel Ejiofor dopo il dodicesimo “C’mon maaaaaaan!” di Anthony Mackie.
Aaron Paul è
il fratello minore che si droga e vederlo in queste parti da macchietta, dopo
cinque stagioni di “Breaking Bad” fa male agli occhi, il fratello maggiore,
invece, è Norman “Daryl Dixon” Reedus, che non si droga, ma ha la faccia di uno
che lo ha fatto parecchio negli anni, compare all’inizio poi torna a tirare
frecce agli zombie in The Walking dead.



“Ho sentito che gira della roBBBa blu troppo buona…”.
Il tempo di
dire: “Quella è quella che fa Wonder Woman!” e Gal Gadot è già fuori dal film,
Clifton Collins Jr è un mito, si vede parecchio, ma è anche il meno famoso
della compagine, almeno per chi non ha visto “Pacific Rim” 278 volte come il
sottoscritto. Il bonus talento sprecato in particina inutile, però, va al grande Michael
K. Williams, che compare tre secondi nei panni di un transessuale (roba da far
paura pure alla Cinzia Otherside di Ortolaniana memoria), tanto perché dopo
Omar in “The Wire” e Hap & Leonard,
i ruoli gay-friendly sono tutti suoi.
Il peggio la
sceneggiatura la riserva per i due attori più famosi e un po’ mi sbilancio,
dai, anche i più talentuosi del gruppo, il grande Woody Harrelson qui è un
(True) Detective molto, forse anche troppo simile al suo stesso ruolo in “Rampart”,
però… Con i baffi.
Il monologo al
distretto in cui urla fortissimo: “Do you believe in Jeeeeeeeeeeeesus?” è
qualcosa che nemmeno il suo talento può rendere credibile e se non può farlo
Woody, allora su questo gnocco minerale che ruota intorno al Sole nessuno può.

Dai Woody non fare così, sei sempre il numero uno!
Kate Winslet che in un film del genere non ti aspetteresti tanto di vedere,
s’inventa un accento russo del tutto credibile, per una cattiva rosso-vestita
(non si sa perchè, forse per fare essere allineata alla locandina del film) che
quando entra in scena ad inizio pellicola, fa il vuoto. Roba da cambiare posizione
sulla poltroncina pensando: “Ok, questa è una cattiva con gli attributi”.
E poi? E poi
ciccia perché la Winslet compare ogni tanto sfoggiando regale sdegno, il suo
arco narrativo si conclude in un modo che posso riassumere solo così:
Facciapalmo!



Però Kate è sempre un bel vedere…
“Codice 999” spende un sacco di tempo a battezzare chi sono i personaggi principali e quali sono quelli che servono solo a mandare avanti la storia, il problema è che avendo una faccia nota in ogni ruolo, questo confine presso il pubblico diventa meno labile e puntualmente Matt Cook fa di tutto per buttare carne sul fuoco, l’effetto collaterale è che l’effettiva importanza del “Triple 9” del titolo, personalmente non mi è arrivata molto, in questo mare magnum di drammi umani, familiari e di squadra, tutta l’esigenza e il climax drammatico di un agente a terra mi è scivolato via senza troppo coinvolgimento.

Peccato, perché
Giovanni Collinacappotto gira tutto credendoci, dopo quattro film non ho ancora
ben capito quali siano le tematiche del suo cinema, ho capito che è bravo, ma
anche che “Codice 999” non è la prova del nove del suo talento… Ma alla fine si
divideva per nove o si moltiplicava? Ma poi il moltiplicando e il
moltiplicatore quali erano? Ma che ne so! Io volevo solo vedere un film con le
rapine!
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