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Compulsion (2025): Kirk smettila di accoltellare la carriera di Marshall, è già morta!

Ci risiamo, un tempo per me era una delle massime gioie della vita avere l’occasione per scrivere di uno dei miei preferiti di sempre, il Maresciallo, quel gran mito di Neil Marshall, anche noto come il mio vero padre biologico, ma ultimamente ve lo giuro, sta diventando una tortura per me farlo, anche se forse si intravede una piccola luce alla fine del tunnel. Speriamo non sia il faro del treno che sta arrivando.

Marshall ha sempre onorato le sue protagoniste, spesso intrise di sangue, fin dai tempi del fondamentale The Descent, anche con una certa predilezione nell’infrangere gli schemi dei generi, per questo, trovo abbia una certa cittadinanza il fatto che il Maresciallo si sia lanciato in uno Slasher, con spennellate di Giallo (nel senso di Giallo all’Italiana), il risultato però è una sorta di Passion in tono (molto) minore, abbastanza fiacco e come sempre Charlotte Kirk-centrico.

«Quello laggiù è Cassidy, parla sempre male di me e non so nemmeno il perché…»

“Compulsion” è la storia di Evie (Anna-Maria Sieklucka), una giovane donna in vacanza nella villa del suo ricco patrigno sull’isola di Malta, proprio nel mezzo di una serie di brutali omicidi, la vacanza dei sogni insomma. Dopo un veloce incontro in un piccolo minimarket, va in scena un imbarazzante incidente in bicicletta per la nostra Evie, una roba da dolore alle coronarie se penso che lo ha davvero diretto Marshall.

In soccorso della protagonista arriva la vicina di casa, che a tratti pare l’unica altra donna dell’isola (almeno a sua detta) ovvero Diana, essendo fatta a forma di Charlotte Kirk, di lei sappiamo subito molte cose: è gnocchissima, perennemente in tiro e in ansia di apparire uber-patata, qui ci aggiunge il fatto che in ogni scena beva, tipo vostro suocero durante le feste di Natale, ma meglio in Bikini di quanto, immagino, risulti il vostro parente prossimo.

Diana convive con un socio violento e criminale fatto a forma dell’uomo con un trattore in gola (basta ascoltare la sua voce per capirlo) ovvero Zach McGowan, che Marshall aveva già diretto in alcuni episodi di Black Sails, insomma una rimpatriata.

Ho visto dei film che iniziavano così, ma non erano dei Thriller.

Il compare di Diana ha accumulato un debito con criminali locali, il tutto mentre su questi personaggi indagano una detective (Giulia Gorietti) e il suo collega alle prime armi (Harvey Dean), non potrete mancarli, sono al centro di lunghi dialoghi in ufficio allunga brodo.

Pronti via, Neil Marshall cerca di mettere le cose in chiaro, “Compulsion” dovrebbe essere uno di quei film un po’ porno (cit.) che inizia con una soggettiva dal punto di vista dell’assassino in tuta di pelle (puoi mandare Marshall in esilio a Malta, ma non puoi togliergli il John Carpenter che si porta dentro), che inizia già con un ribaltamento di genere, il morto ammazzato a culo nudo nella doccia è un manzo e non la solita gnocca nuda, per quelle ci sarà tempo, modo e maniera, per questo prologo mio padre si concentra sull’omicidio, senza tirar via la mano sul sangue e il numero di coltellate.

Tutto quello che resta di mio papà Neil nel prologo del film, il resto è tutto doveri contrattuali.

Ora, io vorrei stare qui a mettere su un bel discorso sul lavoro fatto da Neil Marshall, ma risulterei un poveretto che prova ad arrampicarsi sugli specchi, sul serio avete bisogno di un altro “recensore” (o presunto tale) che si lancia nel descrivere le Katane utilizzate nel film come un chiaro simbolo fallico e altre menate del genere? No, la verità è che qui, il massimo che abbiamo, è che la bella di turno spiata dall’assassino risulta essere un maschietto, perché anche “Compulsion” è pensate per essere l’ennesimo Charlotte Kirk Show.

Va bene fare leva sull’elemento queer che la figura della Femme Fatale si porta dietro, storicamente è un personaggio dagli abbondanti appetiti che utilizza le sue armi femminili per ammaliare chiunque, quindi tra Diana e Evie succede quello che deve succedere, solo che sapendo di avere solo quello da giocarsi, Marshall sposta sempre più in là il momento “sporcaccione” e quando arriva, viene messo su da un maschietto chiaramente eterosessuale, che nei casi migliori, si sta ispirando a quei film scollacciati anni ’70 di cassetta, nei casi peggiori invece, è in rotta con la sua protagonista, sempre in posa, sempre intenta ad apparire fighissima, perché tanto, brava a recitare non lo è mai stata. Ma su questo punto tenetevi l’icona aperta, stiamo per tornarci.

Bau! Bau bau bau! Bau!

Non ricordo chi aveva detto che per recitare un orgasmo, qualcuno bisogna averne anche avuto e Kirk è cagna maledetta anche nelle scene porno-zozze, va detto che è talmente bella che in coppia con Anna-Maria Sieklucka, alle due basta giocarsi inquadrature “a posteriori” per vincere facile, però sul serio, se non per vedere quelle due fare finta di fare robe sullo schermo, questo film non ha davvero altro da offrire. Scusa papà Neil.

Certo la messa in scena è competente, però spiegatemi come mai la fotografia sia TUTTA virata verso il giallo, forse era questa l’idea di Marshall? Gli hanno detto fai un Giallo e lui beh, ha fatto tutto giallo? No, ma sul serio, ma io posso farmi del male così? Non solo vedendo, ma anche commentando la caduta verticale di uno dei miei miti? Quando ad Ottobre ho avuto modo di dirgli: Neil, sei uno dei miei registi preferiti, ho visto tutti i tuoi film, anche l’ultimo, su questo persino papà Neil ha fatto una smorfia (storia vera).

Visto che non c’è cinema di cui parlare qui, vi chiudo quell’icona lasciata aperta lassù, affidandomi a qualcosa che francamente odio, i pettegolezzi. Si, sono ridotto a questo perché “Compulsion” non è brutto come Duchess, non arriva a quegli abissi di Kirkitudine, però resta una robetta sull’inguardabile andante lo stesso, con una piccola scintilla, rispetto al solito film prodotto dalla Saban in cui Marshall ha i segni del collare tenuto stretto da Kirk sul collo, qualcosa si nota.

Anche qui, ho visto dei film iniziare così, si spera che Kirk si dedichi a quelli.

Sui suoi profili Social, Charlotte Kirk ha ovviamente fatto il conto alla rovescia per l’uscita (in streaming) di “Compulsion”, materiale, trailer, tutto il cucuzzaro. Neil Marshall invece? Zero, sui suoi di profili al massimo pubblica i festeggiamenti per The Descent, ma soprattutto, si fa vedere in giro con una nuova bionda, si tratta di Jadey Duffield, scrittrice e regista di film d’azione, con cui va al cinema, annuncia accordi per film d’azione 100% Inglesi, ed è venuto in visita anche a Torino ad Ottobre. Mi dispiace per l’adorabile Cavalier King che il Maresciallo e Captain Kirk condividevano, rimasta evidentemente senza “papà”, però la sensazione è chiara, il nostro Neil Marshall ha trovato il modo di liberarsi dal giogo di Charlotte Kirk, questo “Compulsion” forse era il prezzo da pagare, per mettere fine – si spera – allo sprofondare della sua filmografia, certo, ormai lo sappiamo, il Maresciallo, non riesce proprio a tenere separate questioni di cuore e lavoro, gli vorremo eternamente bene anche per questo, perché al nostro Neil piacciono tanto due cose, la seconda sono i suoi film di genere, però speriamo che questa volta si sia “sposato” bene, perché la parentesi Kirk della sua carriera è una costante fonte di dolore per il mio povero cuore. Padre, perché mi fai questo!?

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