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Conan l’Avventuriero di Robert E. Howard: Questo si che è un libro per Crom!


Ho sempre una
certa difficoltà a reperire i romanzi di Conan, anche perché il suo creatore
Robert E. Howard nella sua carriera è stato appena appena prolifico, quindi
cercare di leggere i romanzi del Cimmero in maniera cronologica mi risulta
sempre complicato, potete capire da voi che quando sono inciampato in questo
volume ho invocato il Dio Crom in segno di gioia!

“Conan
l’Avventuriero” è un’antologia di racconti del più celebre personaggio creato
da Howard, l’edizione che ho letto io è particolarmente gustosa: una
vecchia ristampa della Nord con copertina di…
Alzatevi in piedi e
toglietevi il cappello… Frank
Frazetta… Ora vi potete risedere. Insomma, una bomba che mi è dispiaciuto
finire di leggere.
L’antologia
raccoglie tre cicli di storie, tre porzioni della vita del gigantesco Cimmero,
a dare man forte a Robert E. Howard ai testi troviamo L. Sprague de Camp e Lin
Carter. Si inizia forte con la prima parte intitolata Conan lo Zingaro, catene
non ha, Conan è uno zingaro e vaaaaaaa…
Ehm, scusate…

Colpa di ‘sti Cimmeri che vengono qui ci rubano le donne, le pantere e il lavoro…

Lacrime Nere
(1968, di de Camp/Carter), Ombre a Zamboula (1935, di Howard), Il diavolo di
ferro
(1934, di Howard) e Il pugnale di Fiamma (1955, di Howard de Camp e
Carter) sono le storie della parte più gitana di Conan, qui il nostro eroe ha
circa 31 anni e dopo essere sopravvissuto ad una trappola dei predoni Zuagir,
va in cerca di vendetta contro Vardanes di Zamora colpevole di averlo tradito.
Dopodichè, nella storia scritta da Howard, si ritrova a dover cercare di
sopravvivere a Zamboula, la città in cui ogni notte le strade vengono prese
d’assalto da gruppi di cannibali, quindi è meglio andare a letto presto e
chiudere bene la porta…
Per finire
con le avventure di Conan in Iranistan, dove si scontra con il suo arcinemico
Olgerd Vladislav, dopo essere diventato capo di una banda di predon Kozaki.
Questi quattro racconti sono un tripudio di nemici affettati con rabbioso
slancio e bellissime femmine conquistate da Conan, la capacità di Howard è
quella di far trasparire la potenza del Cimmero, ma soprattutto di trasportare
il lettore in un mondo fatto di spade, sabbia e costanti combattimenti.
Il secondo
ciclo è quello che dà il titolo al libro, ovvero: “Conan l’Avventuriero”. Qui
troviamo i racconti Gli accoliti del cerchio nero (1934, Howard), L’ombra che
scivola
(1933, Howard), I tamburi di Tombalku (1966, Howard/de Camp) e Lo
stagno dei neri
(1933, Howard).

La copertina di “La spada selvaggia di Conan”… Non ho potuto resistere!

Qui Conan è
già capo della tribù di Afghuli in Vendhya e dopo un giretto nei Regni Neri
della Stygia del sud, finisce a fare il bucaniere. Se dovessi indicare solo una
storia sceglierei Lo stagno dei neri, lo so che il titolo sembra stato scelto
da Matteo Salvini, ma in realtà è una storia pazzesca, perché mentre il Cimmero
è sulle tracce di alcuni Bucanieri, si ritrova a dover fare i conti con quelli
che lui chiama “Neri”: delle creature altissime, slanciate, fortissimi e
letali, dalle quali Conan riesce a salvarsi solo grazie alla sua forza sovra umana.
La
dimostrazione che in un racconto di Robert E. Howard, voltando pagina puoi
trovare delle creature semi Lovecraftiane pronte a fare la pelle al
protagonista, per altro gestite alla grande dallo scrittore, cosa fa Conan di
fronte a queste creature misteriose, prima le studia e poi al primo cenno di
minaccia… Estingue la loro minaccia per sempre, d’altra parte è Conan
l’avventuriero, mica Conan il mediatore culturale.

“Hey tu porco, levale le mani di dosso!” (cit.)

L’ultimo ciclo
di storie intitolato “Conan il Bucaniere” è un unico lungo racconto diviso in
capitoli, scritto da Lin Carter, Robert E. Howard e L. Sprague de Camp
pubblicato nel 1971. Con la stessa semplicità con cui Conan può ritrovarsi a
combattere con una letale razza misteriosa, può anche diventare Bucaniere.


In the navy! Yes, you can sail the seven seas… In the navy!
Voi direte
come fa un Cimmero a diventare Bucaniere? Semplice, prima insegue la nave a
nuoto dalla costa, poi una volta salito a bordo gonfia di botte il marinaio più
grosso e pericoloso della ciurma e dopo pochi giorni, guadagnandosi la fiducia
di tutti a colpi di cazzotti e bevute, fa fuori il capo diventando capitano, Conan
Signore e Signori, se non vi divertite a leggere cose del genere, vuol dire che
non avete ancora fatto la conoscenza della magnetica prosa di Robert E. Howard,
o del suo mitico personaggio. Si arriva all’ultima pagina dispiaciuti di dover
lasciare l’era Hyboriana per Crom!
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