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ControNatura Vol. 1: Quelli che benpensano

Sacro/Profano ha messo
la sua autrice, Mirka Andolfo, sulla mappa geografica dei maggiori talenti del
fumetto italiano in circolazione. C’era parecchia curiosità intorno al suo
nuovo progetto, il misterioso “ControNatura”, pubblicato per Panini Comics,
protetto dal segreto di editore e autrice.

Leslie è una ragazza di 25 anni, con curiosi
capelli blu, è formosa e quindi in lotta con la bilancia, in lotta contro il
tempo, anche solo per arrivare al lavoro, un posto da cameriera pagato poco e
male con un capo viscido al limite (ed oltre) la molestia sessuale, non ha un
fidanzato, ma un’amica di nome Trish e divide il suo tempo tra la passione per
sushi e musica. Insomma: è una ragazza normale anche nelle curve, se non fosse
che è una maialina… Ma non in quel senso! È una maialina antropomorfa! Per la
miseria state con la bava alla bocca! Non vedete una donna dal ’92!


Come canta Springsteen: You can look (but you’d better not touch).

Nel mondo di “ControNatura” tutta la
popolazione è composta da animali antropomorfi, antica tradizione fumettistica
che va dai paperi della Disney a, beh, Howard il papero, che la Andolfo decide
di abbracciare per fare metafora anche dei nostri complicati tempi.

Sì, perché la società del mondo in cui vive
Leslie, spinge tutti ad accoppiarsi e riprodursi il prima possibile, un
programma governativo organizza incontri con possibili candidati, oh! Nessuna
imposizione eh, però se il partner scelto dal computer non fosse di vostro
gradimento, sappiate che potreste incappare in multe salatissime che molti non
sono in grado di pagare, quindi o così, oppure ciccia.
Le coppie sono scelte in base alla razza (la
macchina che misura le METAFORONE ha tutte le lucine accese…) maiali con
maiali, cani con cani e via dicendo, gli incroci tra razze miste sono
assolutamente vietati, quindi niente scambi strani come diceva Benigni: l’oca
con la porca, la porca l’oca, chiaro?


Il metaforone riassunto in un comodo cartone animato.

Più vietati degli incroci tra razze diverse
soltanto quelli tra membri dello stesso sesso (la macchina che misura le
METAFORONE ha una sirena che urla fortissimo!), quindi ogni forma di
omosessualità o coppia non convenzionale è considerata contro natura. Cos’avete detto? Fertility day? Non vi sento ho una sirena nelle orecchie.

Fino a qui, tutto bene, o meglio, si fa per
dire, perché comunque Leslie ogni notte sogna focosi incontri con un lupo
bianco e non perché ha letto troppo romanzi di “Twilight”.


Stephenie Meyer, sai chi ti saluta tantissimo?

Ci vuole poco per scadere nel banale
utilizzando metafore di questo tipo, eppure Mirka Andolfo fa un ottimo lavoro,
la caratterizzazione dei personaggi è ben fatta e tutta la parte iniziale del
volume scivola via molto bene, anche grazie a qualche momento comico riuscito,
malgrado il fatto che “ControNatura” s’imponga di andare in direzioni
differenti rispetto alla spassosa ironia di Sacro/Profano.

Non dev’essere stato semplice anche
affrontare un formato di storia più lunga rispetto a Sacro/Profano che era, in
un certo senso, più vicino alle strisce a fumetti come tipo di narrazione, certo
ci sono alcune ingenuità nella trama, ma che non rovinano la lettura. Forse la svolta misteriosa (con venature di fantasy) della seconda parte del
racconto, risulta meno originale della premessa iniziale, ma staremo a vedere
in che direzione andrà la storia nei prossimi volumi.


Leslie, una Miss Piggy versione 2.0.

I disegni sono davvero belli, in equilibrio
tra le tendenze caricaturali di certe espressioni (comiche in particolare) e
lo stile da fumetto, leggendo “ControNatura” ci si dimentica la natura
antropomorfa dei personaggi e ci si appassiona alle loro vicende. Un risultato
non semplice da ottenere, considerando anche quando sia importante la
componente animale dei personaggi, nell’economia della storia.

Con la stessa naturalezza Mirka Andolfo
gestisce le parti erotiche della storia che, alla fine, non risultano erotiche
per nulla e non lo dico per sminuire il lavoro dell’autrice, ma perché sono
tutte mostrate con grande naturalezza che poi è anche il messaggio della
storia: accettare come normali, atteggiamenti che i benpensanti etichettano
come contro natura.


Frutto di carta, matita e talento di Mirka Andolfo.

Sempre per il discorso “nessuna pressione
addosso” il volume esce anche con una copertina variant firmata da Milo Manara,
roba da niente proprio, l’ultimo della pista. Scherzi a parte, immagino che per
Mirka Andolfo sia stato più un onore che una pressione.

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