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Cool Runnings (1993): 4 Principessi Disney (parte due)

Seconda parte della lunga missiva di Giocher, con cui festeggiamo i trent’anni di “Cool Runnings – Quattro sottozero”, se vi siete persi l’inizio di questa incredibile storia dietro alla produzione del film, trovate la prima parte QUI. Buona lettura!

HIT DELL’ESTATE 1987 LÍ:


Mesi dopo questo edificante siparietto post colonialista e reaganiano fradicio al midollo, quando George Fitch ha recuperato la sobrietà, tonnellate di risate, pernacchie sputi & pallini da caccia riguardo il suo Progetto Bobbisti Giamaicani; ed un tormentone dedicatogli, adorato dalle emittenti locali, che vaticina esattamente il futuro del Cimento, guadagna il proscenio il Terzo Principesso della fiaba.
Il Colonnello a Vita Roderick Kenrick Barnes, from the City of Port of Spain, Trinidad!
Di base sarebbe la Live Action Version di Isaiah Bradley, Il primo Black Captain (piú probabilmente una delle fonti d’ispirazione dirette), unica pecca essere nato nel paese sbagliato. Supersoldato Apolide geneticamente ulteriore, seguace dei dettami del Principe di Machiavelli, di quelli bellici di SunTsu e Olandesi di Calcio Totale, Eroe dei Tre Mondi, scintillante nella sua divisa trasformata in corazza dalle decorazioni di due patrie non sue, é un Cavaliere d’Ebano dentro, fuori ma soprattutto in ogni fibra del suo carattere di lignea ossidiana. Hercules e Scar del Re Leone, in American Gangster.
É stato il braccio violento dell’Indipendenza della Giamaica nel 1962: il suo battaglione di ululanti, addestrato a puntino dai britannici prima di rivoltarglisi contro, ora é il nucleo nevralgico delle Forze di Difesa del neo costituito incasinatissimo Stato d’adozione ed autografa fattura. Oltre ad essere il comandante ombra delle forze armate, é ministro dello sport e di tutte le attività ricreative, nonché primo pretoriano dell’attuale governo filo fascista che ha personalmente fatto subentrare ad un ventennio di socialismo tribale, dietro sponsorizzazione entusiasta dell’ex pistolero delle fictions Zio Ronald, per il quale é stato anche appena principale e diretto operatore sul campo in quel pasticciaccio brutto che fu Grenada, con pieno successo.

Arrivare fino all’interessamento particolare di questo Soldato d’Estate con gli hobbies, il piglio brillante ed il giro d’affari di Testarossa lo Snatchato di Ritchie non é molto semplice o economico, per George Fitch.
Dopo aver stampato splendidi volantini di reclutamento invano e percorso una mappa burocratica da Ottava Fatica di Asterix squottata di Urukhai, ha compreso tristemente infine che né la logica, che vorrebbe gli autoctoni primeggiare in qualsiasi disciplina atletica perché selezionati dal buon padrone bianco e trasferiti in catene a prosperare pasciuti zappando quel lussureggiante eden generoso e spietato, né il desiderio di gloria olimpica (ma che c’entra l’ “Invernale”! ), né le sovvenzioni statali, del C.I.O. e le usuali mazzette nere C.I.A, possono riuscire a fare breccia negli orgogliosi superginnasti indigeni ed i loro allenatori, oltraggiati a belva dalla sola ipotesi di andare a rendersi ridicoli come macchiette per gli ariani delle nevi in mondovisione. Cosí si rassegna a fare E.T.
A casa, gli agganci, le entrature di famiglia e i contatti di una fulgida carriera baciapile, che lo porteranno a concludere gloriosamente la sua vita politica come sindaco con mandato quasi ventennale della ridente e prosperosa comunità di Warrenton, Virginia, innescano il piú tipico degli effetti “National Prayer Breakfast” l’egemone massoneria evangelica. La Comunione e Liberazione Repubblicana a Stelle e Strisce si mette poderosamente in moto e la sua Azione Protestante giunge implacabile fino ad un telefono sulla scrivania appartenente ad un John Smith qualsiasi, ma non qualunque, nella Tatcherissima Liverpool. All’anonimo ma importante personaggio calcistico vien solo chiesto, da voce amica, autorevole e creditrice, di concedere la caritá cristiana e la benevolenza del buon pastore al  provino di un certo attaccante in erba che sta facendo fatica ad emergere, giovane benestante cresciuto ed educato nei collegi e nei campetti del Regno di Sua Maestà Elisabetta Seconda.

 IL PRINCIPE CERCA MAGLIA:


Il promettente rampollo è lì per la sua stessa sicurezza e soprattutto per realizzare il piú classico, stravisto sogno mancato di Papone.
Non é il quarto Principesso della mia favola bensì il terzo, ultimogenito e UNICO desideratissimo MASCULO & IN SALUTE di Casa Colonnello a Vita Ken Barnes.
Il legamento crociato, gli impegni continui ad accartocciare regimi a cottimo, i massacri, i sigari, il racket e le responsabilità di Padre della Patria, i traffici di armamenti pesanti, due figlie femmine, le pazze giornate alle riunioni del Condominio di The Raid in assetto Athena, i tosti banchetti di lavoro a districarsi tra dittatori angolani, canaglie haitiane e Moguls di ogni commercio fuorilegge concepibile, non hanno mai cancellato in quel Cuore di Tenebra la totalizzante passione che condivideva con l’altro eroe nazionale Marley, o l’attuale Bolt. Ne era talmente troppo emotivamente quanto notoriamente coinvolto, da rinunciare sua sponte al dicastero Calcio nel Ministero dello Sport Giamaicano (tenendosi tutti gli altri), affidando l’imperio di uno dei gangli vitali della Cultura del Paese al suo secondo in comando e fedelissimo veterano sui campi, sia di battaglia che di gioco. Rambo che fa Rocky Provolone con Pelé, Michael Cane e tutti gli Expendables.
Il Giovane Barnes con la maglia del Liverpool sulle spalle e il futuro in Premier League assicurato rendono l’Old Barnes molto, molto molto piú bendisposto verso l’iniziativa olimpionica di Fitch, di cui non poteva che essere a conoscenza da tempo. Quello, e la sua percentuale da Gengis Khan, ovvio perché non si può dire scontato, che pare facile ironia.
Le ritrosie tecniche, le perplessità logistiche, l’orgoglio dell’atletica nazionale, l’assenza completa di candidati adatti e/o interessati, le lacune culturali, la ferocissima diffidenza verso le iniziative di certi personaggi palliducci e maneggioni, la carenza di mezzi e maniera di realizzare il tutto in troppi pochi mesi sia a livello locale che internazionale, svaniscono come con un tocco di bacchetta magica della Fata Madrina. Presente i sorci trasformati in tiro a quattro per la carrozza di quella con le decolté Swarovski ? Stesssissima cosa.

L’UNICA SCENA REALMENTE ACCADUTA ESATTAMENTE UGUALE DAVVERO:

https://youtube.com/watch?v=o3qccz1Mdjo


Bibbidibobbidibú, quattro robusti ufficiali dell’ampio vivaio del Colonnellissimo saltano sú, sull’attenti.
Ben poco ci importa di identità, sogni e loro destini: eseguivano solo degli ordini.
Garba ricordarceli così, gl’indomiti coscritti: strappati all’avita caserma assediata di tafferugli armati settimanali più frequenti dei pasti in mensa, mentre decollano in prima classe con meno entusiasmo del Principe di BellAir, lanciati verso il villaggio olimpico innevato. Un luogo che sappiamo impervio, alieno, gelido, ma organizzato un pelo più rilassato moralmente di un PornhubParty e farcito oltre l’irragionevole di patata a maggioranza scandinava iperatletica, spregiudicata, quanto notoriamente in carenza agonistica di Cioccolato Fondente nel menù di gara. Uomini e Top# nel Furore delle 120 Giornate di Sodoma. Una prece…
Con la partecipazione coattiva dei nostri tre Principessi e di tutti i crismi governativi acquistabili, viene costituita ufficialmente The JBF, la Jamaican Bobsleigh Federation, mangiatoia per Sottosegretari, Enti al Turismo, Pro Loco varie, Relazioni Pubbliche incredibilmente En-tu-sias-te, Imboscati, Comitati e compagnia grufolante.
Da qui in poi, la storia ufficiale molto documentata, quanto già abbondantemente ricostruita e celebrata, procede verso la Leggenda rapida, ripida e oltraggiosamente dispendiosa tale & quale la pistona da bob che stanno organizzando per il prossimo appuntamento di malaffare olimpionico dalle tue parti sabaude.
George Fitch sprigiona il superpotere di Batman: vinta la scommessa é, il Cash scorre prorompente in lui.
Coaches con medaglie e pedegree di specialità, managers, preparatori tecnici, programmi Frequent Flyers per gli allenamenti acclimatanti A/R transoceanici in 2 continenti, attrezzature, alberghi, fogli di giornali della stampa specializzata, viene tutto profusamente messo a disposizione per acciuffare a rotta di collo i parametri cronometrici di iscrizione e qualificazione.
Gli effetti combinati delle aderenze internazionali del Trio Lescano giungeranno a schierare addirittura un Vero Principe Ereditario di Casata Reale, per abbattere anche l’ultimo bastione di integrità sportiva che li separa dall’Impresa: l’Albertone Monegasco, degno figlio di cotanta pianta attrice, entra in modalità Benetton by Toscani e promuove senz’appello l’iniziativa presso il Comitato Olimpico ben poco convinto. Non é dato a referto per quale tariffa.

Il finale preciso come nella canzone:


In scorno della figura da cioccolatai performata in pista, la squadra diventa il fenomeno mediatico globale previsto da George e la macina da interviste e magliettine/pin/berretti-con-la-parrucca-rasta/bottiglie di rum griffate che satolla le quote associative di Willy e Ken. Atleti ed organizzatori a cose fatte giamaicani sguazzano orgiastici in Fama, Fregna e Festini, dimentichi di infortuni a catena, risultati ed iniziali perplessità.
Ma é l’ultimo Principesso della nostra Storia Vera Favolosa a straripare d’entusiasmo anche piú di loro, sulla faccenda, pur limitandosi ad ammirarne il prodotto finito.
A Calgary 88 solo quei Temerari sulle Macchine Scivolanti caraibici sono un evento piú grosso, simpatico, ammirato, sballato, intervistato, inseguito, colorato, piacione e divertente del Mito Nazionale John Candy, anfitrione sportmaniaco. E vorrei anche vedere, considerata la mole umana ma soprattutto artistica del personaggione su cui io e te non abbiamo certo bisogno di soffermarci, se non per l’inchino commosso in memoriam. Principe della Commedia nel decennio che volge a 90 verso la sua fine scoppiata, coglie subito lo stesso bagliore concettuale che aveva sfleshato Fitch: questa storia “Dalla Giamaica col Bobbone” sballa il cuore, bisognerebbe farci un Istant Movie spaccatutto.
Poi però riprende serafico a bere come un tombino e pippare quanto Tony MONTAGNA, mentre sulla nostra favola plana, perfettamente in stile, l’alato candido Pegaso montato a pelo da una Walkiria Wagneriana da Antologia.


NONÉLADISNEY


Se da quelle parti danno nomi di donna agli uragani è anche un po’ colpa sua.
Ex giornalista sportiva, ex macchina da milioni del settore gadgets (capace di far diventare i logo di riviste per soli uomini piú glam-chic e venduti di quello di Gucci, dopo aver messo quest’ultimo sui rotoli di carta da culo ma averne allegramente chiuso la conseguente causa Monstre a Moët & tarallucci), ex di un sacco di tipi ricchi e talentuosi, nel 1988 é giusto agli inizi della Tenzone Eroica che la porterà in carriera a cambiare piú Majors che paia di scarpe e produrre opere come Top Gun, Flashdance, Attrazione Fatale, Harry ti presento Sally e SisterAct2.
Purtroppo nemmeno il suo poliedrico carisma, il suo nome da Supereroe dei fumetti Indiano, l’intuito commerciale lucido come uno Specchio Incantato e la leggendaria volontà adamantina che ne fanno la Prima Originaria Crimilde della Storia delle produzioni Disney ben prima della Kennedy, la potranno salvare dall’ordalia dell’Operazione “BLUE MAAGA”. Dawn Steel aveva fiutato profumo di Blockbuster e ci crederà letteralmente fino alla morte, nonostante la Ventura della Signora PortaSventura alla quale dà stura, imprinting e la proverbiale banconota da un milione personalmente.

FINE SECONDA PARTE (Continua e finisce!)
Per la lettura completa, ecco i vari capitoli:

PARTE UNO
PARTE DUE
PARTE TRE

Sepolto in precedenza lunedì 14 agosto 2023

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