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Cooties (2015): Nuggets of the Dead

Pare che la
carne rossa faccia venire il cancro, probabilmente ne avrete sentito parlare, la
notizia è stata enfatizzata (appena appena) da tutti i media di questo gnocco
minerale che ruota intorno al Sole.

La cosa veramente
tragicomica è l’eccesso di enfasi con cui la notizia è stata riportata
(inesatta) che ha scatenato il panico a livello mondiale. Questo ha avuto
come risposta da parte dei media una seconda ondata di news e servizi, in cui
sedicenti esperti illustravano quello che potremmo tranquillamente riassumere
come: “Se magari non vi ammazzate di salsicce, costine e Fiorentina a pranzo
cena e colazione, magari è meglio.”.
In tutto
questo affanno generale nel cercare prima di riportare la notizia con più
livello di dramma possibile e poi fare di tutto per cercare di limitare i
danni mi sono chiesto… Ma i polli con l’Aviaria? Che fine hanno fatto?



“Che ti guardi, hai paura? Po-Po-Po-Pollo!”.
Ve la
ricordate la storia dei polli con l’aviaria? C’è stato un momento in cui la
fine del mondo sembrava imminente, i portatori dell’apocalisse avevano becco e
piume, me lo ricordo come se fosse ieri, i giornalisti del pianeta impegnati ad
aggiornarci sulla posizione dei pennuti, tutto il pollo minuto per minuto,
anchorman con il panico negli occhi tuonavano: “I polli con l’aviaria stanno
arrivando dalla Turchia! I polli stanno arrivando!”. Nella mi testa non
riuscivo a fare altro che vedere questo esercito di polli con gli occhi
iniettati di sangue, tutti in fila a marciare come i martelli di “The Wall”, all
in all it’s just, another chicken in the wall
I giorni
passavano, le notizie si facevano sempre più drammatiche: “I polli infetti hanno
raggiunto il Mar Nero!”, non riuscivo a non pensare ad altro che a questo
esercito di non-polli, uscire dal pelo dell’acqua guidati da un capo pollo
vestito da benzinaio, land of the Chicken.
Ero ancora lì
con il martello in mano impegnato a cercare di inchiodare la prima asse di
legno sulla porta di casa e… Niente, hanno smesso di parlare dell’Aviaria, un
eroe senza nome aveva salvato la situazione? Eravamo al sicuro? O forse i polli
sono ancora là fuori pronti a conquistare il mondo? Ci sono pollo-agenti
dormienti nei piatti serviti da sui voli Lufthansa, in attesa di esplodere? I
polli non i piatti…
Purtroppo non
ho risposte, ma evidentemente non sono stato il solo a farsi dei problemi sui
pericoli dell’influenza Aviaria, di sicuro anche John Layman e Rob Guillory
hanno riflettuto sulla cosa, il risultato è stato Chew, uno dei migliori
fumetti che vi possa capitare di leggere nella vita. Il soggetto di Chew parte
proprio da una pandemia responsabile della morte di 116 milioni di persone, il
governo americano dichiara fuorilegge il pollo, ma è solo l’inizio, le cose si
fanno molto (ma molto!) più complicate.



Dalle pagine di Chew, Poyo! Uno che l’influenzia aviaria l’ha fatta quando era pulcino.
Evidentemente il virus dei pennuti ha
l’effetto collaterale di sollecitare le menti creative, perché anche Leigh
Whannell (Saw, Insidious 3) e Ian Brennan (Glee, Scream Queens) hanno voluto
dire la loro nella sceneggiatura di “Cooties” affidata alle mani dei registi
esordienti Jonathan Milott e Cary Murnion. Un film che ha parecchio in comune
con Chew, non solo il tema di fondo, ma anche il tono provocatorio, di storie
popolate di personaggi sopra le righe e piene di morti-ammazzamenti
irriverenti.
Clint Hadson (Elijah
Wood) è un aspirante scrittore di New York alle prese con il suo romanzo
relativo ad una nave posseduta, è costretto a tornare nella sua cittadina
natale Fort Chicken, per coprire un ruolo di supplenza nella scuola dove
lavora la sua amica d’infanzia Lucy (Alison Pill), che al momento è fidanzata
con il trucidissimo insegnante di ginnastica Wade Johnson (Rainn Wilson). Se la
situazione non fosse già abbastanza complicata, ci si aggiunge anche un carico di
crocchette di pollo infette, che trasformano gli adorabili (si fa per dire)
bambini nella scuola in zombie affamati di carne umana. Ok, lo so, tecnicamente
sono persone (piccole) infette, ma le dinamiche sono le stesse… Nuggets of the
Dead.



“Ohmiodio un bambino! Che schifo!”.
I titoli di
testa di “Cooties” dettano subito l’andazzo di tutta la pellicola: in pochi
minuti ci mostrano la vita, la morte e l’infezione dei polli, nel processo che
li porta direttamente dal produttore al consumatore… Una roba in grado di far
diventare vegano anche Ronald McDonald.
Il film non
inventa davvero molto, la sua principale caratteristica è quella di sfoggiare
un gran numero di bambini morti ammazzati (male) tutti giustificati dalla
trama. Ora, io non odio i bambini, diciamo che la mia posizione nei loro
confronti è quella di Sam Neill in Jurassic Park. Gli unici che mi ritrovo a
dover frequentare sono i figli dei miei adorabili (lascio il tempo per le risate
registrate) vicini di casa. Ecco, diciamo che questo film aiuta molto ad
esorcizzare le volte che mi hanno tirato giù dal letto la domenica mattina…



Quando mi tirano giù dal letto nel week end, anche io metto mano alle armi.
Jonathan
Milott e Cary Murnion fanno tutto sommato un buon lavoro. La prima parte di
“Cooties” è tutta virata su colori molto accesi, tanto da sembrare (quasi) una
versione live-action di Chew, il vero divertimento sta nel vedere che la massa
di invasori che assedia il gruppo di nevrotici insegnanti, sembra quasi una
parodia degli zombie. Usare dei bambini per questo ruolo fa leva sull’effetto
parodia, non credo sia un caso se in una scena (piuttosto riuscita) una delle
piccole Cooties pedala su un triciclo rosso, che ricorda tanto quello del
pupazzo di Saw, il più celebre film di uno dei due sceneggiatori, Leigh
Whannell.
Proprio la
sceneggiatura è il vero punto forte: ci sono scambi di dialoghi
davvero frizzanti e spassosi, in questo non posso non vedere lo zampino di Ian
Brennan. Il tipo di sfottò tra i protagonisti e la presenza di Nasim Pedrad (la
Gigi di Scream Queens) mi fanno capire ch il buon Ian è responsabile della buona
riuscita di molte delle battute… Ovviamente, non ne manca una sugli
Hobbit, inevitabile quando il tuo protagonista è interpretato da Elijah “Frodo”
Wood. Per altro, passano gli anni, ma il buon Elia Bosco resta sempre uguale…
Siamo sicuri che lo abbia distrutto davvero l’Anello del potere?



“Gandalf? C’è una cosa che volevo dirti da parecchio tempo”.
Ian Brennan ci
mette letteralmente la faccia, interpretando anche uno dei personaggi: il Vice
preside Hippy che mette al bando tutti i cellulari. Una trovata molto
intelligente per togliere ai protagonisti la possibilità di chiamare aiuto, se
non altro non assistiamo alla solita scena “Il cellulare non prende!” vista in…
TUTTI i film Horror.
Tra le facce
note è molto facile riconoscere Jorge Garcia nei panni del fattissimo Rick. Il
celebre cicciotto di “Lost” è protagonista di siparietti davvero divertenti (la
scena della giraffa, ad esempio), ma purtroppo totalmente fini a loro stessi.
Peccato, avrei preferito vedere anche lui in prima fili contro i mini-zombie.



Pubblicità progresso a favore della vasectomia.

Il resto del
cast fa un ottimo lavoro. Clint il professorino interpretato da Elia Bosco
risulta un fighetto fastidioso al punto giusto, quando dice: “Non
sono un eroe, sono uno che ha un blog e che ama i prodotti Apple!” sono
scoppiato a ridere. Lucy ne esce benissimo: a tratti risulta davvero
un personaggio indeciso e petulante, però devo dire che Alison Pill è davvero
molto brava, ha i tempi comici giusti e di riffa o di raffa, ogni volta che la
vedo comparire in una pellicola, finisce sempre che il film risulta di mio
gradimento… Quindi, confermata la striscia vincente aperta di successi della
bionda.

Il personaggio
più strambo uscito dal mazzo, però, è quello che inizia come il classico stronzo
odioso, e con il passare degli ammazzamenti riesce a diventare quello più
memorabile, con tanto di punch-line da duro. Sto parlando, ovviamente, di Wade. Rainn
Wilson ha la faccia come il culo, nel senso migliore del termine, il risultato
è che ogni volta riesce a riempire la scena con i suoi personaggi trucidi e
stronzi. Anche in “Cooties” si conferma il vero mattatore della pellicola.



Tipo la scena iniziale di Trainspotting, ma con molti più bambini…
Il film è
facile facile, l’ideale “Porcata di Mezzanotte” come piace chiamarla a me, un
film leggero, ma ben fatto. Rischiava di andare sotto nel mare magnum dei titoli
che sfruttano variazioni sul tema Zombie, in realtà grazie agli ottimi dialoghi
si lascia davvero guardare. Ideale se siete alla ricerca di una serata leggera…
O se avete dei vicini di casa come i miei.
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