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Crossed +100: La fantascienza secondo Alan Moore

Quando ho
occhieggiato che il maestro delle fintestorie Alan Moore si sarebbe dedicato a
“Crossed” mi sono detto: “Sterco! Questa è una cosa cinematica! Il modo miglior
per convincermi a leggere una fintastoria che mi ha fantasmato…”. No, non sono (completamente) impazzito, mi sono solo adattato alle lettura di “Crossed +100”.

Per chi non lo
conoscesse, “Crossed” è una serie di genere Survival/Horror Zombie, creata da
Garth Ennis (il papà di Preacher) e Jacen Burrows. Un fumetto dedicato a tutti
quelli che sostengono che Ennis si sia addolcito con il tempo, la storia di
“Crossed” racconta di un’epidemia scoppiata sulla Terra il 27 Luglio del 2008,
un virus misterioso trasforma le persone in “Scrociati”, nome che deriva dallo
sfogo sulla viso a forma di croce segno distintivo dell’avvenuto contagio.
La cosa “fantasmante” è che questo branco di appestati inizia a sviluppare il tratto più
distintivo degli zombie, ovvero: la voglia di nutrirsi di carne umana cacciando
i sopravvissuti. Essendo umani a tutti gli effetti, non hanno il problema
della lentezza nei movimenti, ma la marcia in più di una cattiveria senza
confini. Una volta infettati gli “Scrociati” si trasformano in degenerati senza
controllo che uccidono, stuprano dando libero sfogo alle più basse forme possibili di
perversione umana. Finire divorati vivi è la cosa più piacevole che
ti possa capitare…
Ora, io non
sono propriamente uno stomachino debole e nemmeno uno che si lascia turbare
facilmente dalle “Fintestorie”, ma la lettura del primo volume di “Crossed” è
stata una mezza agonia, ancora oggi se ripenso alla scena del sale (Brrrrr…)
mi viene voglia di andare a fare una doccia. Non ho seguito tutti i volumi di
“Crossed”, un po’ il cambio di spacciatore di fumetti, un po’ il fatto che i
volumi successivi non siano stati scritti direttamente da Garth Ennis, mi sono
un distratto. Ma per leggere “Crossed + 100” è sufficiente conoscere quello
che vi ho appena raccontato… Vi risparmio la scena del sale.



Alan Moore il mago delle Fintestorie.
Moore per
essere uno che ha lasciato il mondo del fumetto è piuttosto attivo, è risaputo
che il Mago di Northampton non risponde bene alle avance delle grandi case
editrici, evidentemente Garth Ennis ha saputo come prenderlo (lo avrà portato
al Pub…), perché le dichiarazioni di Moore su “Crossed” sono state il classico
punto di vista di un genio su un’opera, la visione che ti cambia per sempre il
modo di vedere l’opera stessa. Secondo Moore “Crossed” è il paradiso della
razza umana, la malattia degli scrociati rappresenta quello che l’umanità
vuole, efferatezze senza confini, sesso estremo violento e senza conseguenze…
Se ve lo state chiedendo: sì, Alan Moore è un grande fan della razza umana.
Il suo
approccio a “Crossed” è completamente diverso, Moore non è interessato a
scrivere una storia di efferatezze alzando l’asticella della violenza mostrata
nei fumetti, badate bene “Crossed +100” non è una passeggiata in un parco in un
pomeriggio di sole da questo punto di vista, però è un approccio tutto nuovo,
come se Stanley Kubrick decidesse di dirigere un capitolo della saga dei morti
viventi di George A. Romero e lo facesse alla sua maniera.
Il “+100” del
titolo è presto spiegato: la storia di Moore è ambientata 100 anni nel futuro
dopo “La sorpresa”, ovvero lo scoppio della mortale infezione. Gli scatenati
“Scrociati” sono ridotti a sparuti gruppi malnutriti, fiaccati dal loro stile
di vita, troppo sesso e cannibalismo alla lunga logora…
La razza umana
si è riorganizzata ricostruendo sulle rovine della vecchia società, Moore ci
offre un’occhiata ad un mondo dove la natura ha ripreso possesso delle città
abbandonate, dove gli animali chiusi negli Zoo vagano liberi e non è
improbabile incontrare degli elefanti a Memphis.
La storia è
narrata dal punto di vista di Future, un’archivista addetta a collezionare
informazioni del mondo-prima, con un ristretto gruppo di compagni, attraversa
il Midwest Americano a bordo di un “Bus” una specie di locomotiva a vapore su
ruote corazzata, che sembra una versione steampunk del “Dead reckoning” visto
in “La terra dei morti viventi” di Romero.



Ciuff Ciuff acciuffami…Tu ciuff-ciuff acciuffi me.

Future ha una
passione per le “fintestorie” (in originale Wi-Fi, che sta per wishful fiction,
letteratura dell’illusione, ovvero la versione aggiornata della classica
Sci-Fi), nel suo viaggio colleziona libri di fantascienza, Moore sottolinea il
tutto intitolando ogni capitolo del volume, con un titolo che omaggia i
classici della fantascienza e dei racconti di fantasia, ma non sarebbe il genio
che è se si limitasse a semplici strizzate d’occhio: i titoli vengono scelti in
base agli eventi del capitolo, la parte del viaggio si intitola “il Ritorno del
Re” (di Tolkien), oppure “La via della gloria (di Heinlein), la parte dedicata
alla sopravvivenza prende il titolo di “La tigre della notte” (come il romanzo
di Alfred Bester), e uno die capitoli più interessanti per capire il mondo
pensato… Scusate volevo dire capocciato da Moore s’intitola “Un cantico per
Leibowitz” e mostra la comunità di sopravvissuti dove resiste l’ultima
religione della Terra, ovvero l’Islamismo, unico culto ad essere sopravvissuto
(evolvendosi e progredendo) alla degenerazione mostrata dai leader religiosi
del mondo dopo essere stati infettati.

Il lavoro di
Alan Moore è certosino, quello che rende il primo volume di “Crossed +100” è
anche il suo scoglio più grosso, ovvero: la lingua utilizzata dai protagonisti.
Se ci pensate
è molto logico, le forme verbali sono in costante evoluzione, sono sicuro che
anche voi durante le vostre giornate siete circondati da persone che utilizzano
parole (a mio avviso atroci) come “Schedulare”, “Ci aggiorniamo”, “Googlare” o
la terrificante “Mandatorio”, bene (cioè bene, si fa per dire…), è logico che
tra 100 anni nel futuro, la lingua comune sarà del tutto diversa dalla nostra.



L’Archivista Future, nella tavola preparatoria di Gabriel Antrade.
Moore fa un
lavoro degno di Brugess di “Arancia Meccanica”, inventandosi una parlata fatta
di neologismi non isolati, ma parte del linguaggio comune dei sopravvissuti.
Una lingua fatta di ricordi ormai perduti (Air Play-In che sta per “Airplane”),
oppure significati simbolici (“To Casper” che ha sostituito spaventare, nella
traduzione italiana dell’albo reso così così con “Fantasmare”). Un tripudio di
“Occhieggiare” e “Capocciare”, in cui il “Cinematico” ricorda molto il
“Cinebrivido” utilizzato da Alex e i suoi Drughi.
Una delle mie invenzioni
preferite è stata “dispiaciutato” che in un particolare momento della storia
riesce ad rendere il dolore del personaggio e allo stesso tempo il senso di
sollievo per il gesto a cui ha assistito, non aggiungo altro per non rovinarvi
la lettura. La prima storia del volume l’ho letta a rallentatore, sbattendo il
naso con questi neologismi, ma vi assicuro che dopo qualche pagina, passata a
comprendere i rudimenti di questa lingua, riuscirete a muovervi agilmente tra
le definizioni, abbiate un po’ di pazienza per apprezzare l’ennesimo fumetto di
Moore che chiede di utilizzare quelle rotelline del cervello che si usano
poco e sono tutte ricoperte di polvere… Anche se a fine volume ho ancora il
dubbio su quale sia il giusto corrispettivo per “Facciadichiesa”.
Se avete
familiarità con i lavori di Moore saprete che non è nuovo a queste cose, in
“Swamp Thing” ha scritto intere storie in lingua aliena (storia vera), si è
inventato la parlata di “Skizz” (la versione di Moore di E.T. ma uscito PRIMA
del film di Spielberg!), per non parlare del primo capitolo del suo romanzo “La
voce del fuoco” con la narrazione in prima persona di… Uomo di Neanderthal.



Anche io mi perdo tra i libri, ma nel mondo di “Crossed” è meglio non distrarsi…
Ovviamente,
tale livello di genio è applicato anche alle svolte della storia… Ma non vi
rivelerò nulla, a mio avviso anche questa volta il Mago di Northampton ha
dimostrato di poter far fare il salto di qualità a qualunque “Fintastoria” su
cui mette le mani.
Alle matite
troviamo Gabriel Antrade (quello di “Ferals”), uno a suo agio sia con le
efferatezze che con il tratto realistico e se i disegni di un fumetto di Moore
vi sembrano anche solo buoni, ricordatevi sempre che i disegnatori che collaborano
con lui devono fare gli straordinari. Moore è noto per le sue sceneggiature
iper dettagliate, una valanga di dettagli e informazioni scaraventate sui
disegnatori che si ritrovano a dover tradurre tutto in immagini… E qui Moore ha
ricreato il mondo quasi da zero, quindi immaginatevi che razza di “Tomi” sono
arrivati sul tavolo da disegno di Antrade.

L’unico
difetto di “Crossed +100” è che dovremo attendere il prossimo volume per
vedere l’evoluzione della trama orchestrata da Alan Moore, la cosa bella è che
a breve il Mago tornerà ad allietarci con altre storie, attendo moltissimo “Providence”
il ritorno di Moore alle ambientazioni tipiche di H.P. Lovecraft… Non vedo l’ora!
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