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Daredevil – Episodi 1×01 / 1×07: Super Recap (Parte 1)

Ieri ho parlato della prima stagione della serie Netflix dedicata al Diavolo Rosso (trovate tutto QUI, SENZA SPOILER). Ma questa serie è talmente bella che mi sono sentito in dovere di fare di più, oggi troverete tutti i recap degli episodi fino al numero 7, e domani, la seconda metà con gli episodio conclusivi. Trattandosi di un analisi puntata per puntata trovate qualche Spoiler, ma per farmi perdonare ho aggiunto anche Occhio di Cassidy, ovvero tutti le citazioni fumettistiche e Easter Eggs vari che ho notato, un modo per darvi un punto di vista aggiuntivo (e molto nerd!) su questa serie… Buona lettura!


Daredevil – 1×01 –
Into the Ring

Il fatto che
Netflix abbia applicato la sua esperienza e la sua qualità alla classica
struttura della serie tratta da fumetto, è una cosa chiara fin dal primo minuto
di “Into the Ring”.
Con
l’inquadratura che io chiamo NUCam, seguiamo Jack ‘Battling’ Murdock (John
Patrick Hayden) che corre in soccorso del figlio. Per la prima volta lontano
dai fumetti, assistiamo all’incidente che ha tolto la vista a Matt, dal punto
di vista di suo padre (Vedi: Occhio di
Cassidy 1 – Barili di robaccia tossica
). In un
attimo capiamo che Matt ha salvato un anziano dal camion fuori controllo, ma ha
pagato caro questo atto di coraggio, siamo al primo minuto, abbiamo il primo
dramma della vita di Matt e l’imprinting alla serie è già stato dato: niente
spiegoni, monologhi, una serie cruda e diretta che ti butta in mezzo
all’azione, mai come questa volta, less is more.



Siamo al primo minuto e già cominciamo con i drammi…

Cambio scena,
una piccola ellissi sugli occhiali da non vedente di Matt, che è ormai un
adulto, lo troviamo nel confessionale di Padre Lantom (Vedi: Occhio di Cassidy 2 – Padre Lantom), confessandosi
scopriamo
altre cose del personaggio: il passato di pugile di suo padre, il
“Devil” che scorre nel sangue delle famiglia Murdock e poi una cosa che può
sembrare ovvia, il nostro Matt… E’ cattolico. Non male per uno che va in giro
vestito da Diavolo.

Non sono
passati nemmeno cinque minuti e abbiamo un quadro generale di tutto il
personaggio, o almeno, molte delle sue caratteristiche principali, sono già sul
tavolo. Cosa manca? La sua altra vita, quella notturna.
Un vigilante
vestito di nero, attacca un gruppo di schiavisti Russi al porto (Vedi: Occhio di Cassidy 3 – Costume nero ne vado
fiero!
), per mia somma gioia… Volano già le mazzate! Per fortuna siamo
lontani anni luce dai balletti all’acqua di rose di in Agents of S.H.I.E.L.D.
(detto Agents of P.I.R.L.A.) che ci spacciano per combattimenti. Charlie Cox
risulta convincente, quando ho letto la notizia che ci sarebbe stato lui dentro
il costume di Devil (scusate, ogni tanto mi leggerete chiamarlo così, anni da
lettore non si cancellano facilmente) mi sono esaltato, sì, perché solo sulla
base del suo ruolo in “Boardwalk Empire” ho capito che era l’uomo giusto. In
quella serie interpretava Owen Slater, Irlandese, picchiatore, con un bel
faccino e la propensione naturale a orizontalizzarsi le protagoniste femminili
della serie. Se non fosse per la differenza di cognome, Slater avrebbe potuto
essere un antenato di Matt Murdock. Di suo Charlie Cox ci mette un’interpretazione misurata e credibile nei panni del non vedente e ha anche il
“Fisico di ruolo” giusto per la parte del Ninja metropolitano, compatto e
agile: un pugile.
Due parole
sulla (bella) sigla: con tutto quel sangue grondante, mi ha ricordato un po’
quella di “Hannibal” devo dire che non è affatto male, anche se speravo in un
tema musicale un po’ più incisivo. Drew Goddard è accreditato come “Creator”
accanto ai creatori veri del personaggio, ovvero: Stan “The Man” Lee e Bill
Everett (sempre sia lodato).
Ma non si può
fare una serie su Daredevil senza il suo storico socio: Foggy Nelson. Elden
Henson che lo interpreta è paffutello, biondiccio, bruttarello e perfetto per
fare da spalla a Matt, un caratterista che in questo primo episodio si aggira
pericolosamente in zona “Macchietta”, ma che funziona molto bene. Ma se Foggy è
fondamentale, ancora di più lo è Karen Page.
Deborah Ann
Woll è una bella ragazza senza essere la classica bellona da cinecomics, quando
la incontriamo è praticamente sfatta, il lacrime e sporca di sangue, viene
arrestata per un omicidio che lei non ricorda di aver commesso e sarà anche
il primo caso dello studio legale Nelson & Murdock. Debora Anna Muro riesce
a rendere bene la fragilità del personaggio, senza scadere dell’over acting da
Soap Opera… Siamo a tre su tre con le buone scelte di casting per questa serie.



“Vi rendete conto? Mi hanno dato la parte della protagonista in una serie Netflix!”.
Proprio con il
caso di Karen Page, iniziamo ad introdurre la trama orizzontale, ovvero: una
speculazione edilizia su larga scala, che vede il quartiere di Hell’s Kitchen
come la vacca da mungere per tutte le gang criminali della città.
Tra i
cattivoni abbiamo Toby Leonard Moore, nella parte del braccio destro di un
misterioso Boss criminale, ok è il segreto di Pulcinella, visto che si tratta
dell’arci nemico di Daredevil, ma ne parleremo a tempo debito (Restate
Tonnati!). Tra i ragazzacci che vediamo in questo episodio, assistiamo ad una
riunione tra i Russi, Madame Gao a capo della triade Cinese e un tale Leland,
nome che accende più di una lampadina della testa dei lettori del fumetto
(Vedi: Occhio di Cassidy 4 – I Cattivoni)
Dove
l’episodio trova il suo apice è nello scontro finale con il killer inviato per
far fuori Karen Page.
Matt, per ora
solo un vigilante nero vestito, si scontra con l’uomo in strada, sotto la
pioggia, usando tutto quello che ha per batterlo, mani pugni, calci, torna
buona anche una catena appesa trovata per caso. Questo è esemplificativo di
cosa dobbiamo attenderci dalla serie: Daredevil è un eroe urbano, violento,
anche uno “Scavezzacollo” che le dà e spesso le prende, ma ogni volta si
rialza, perché sono le motivazioni a tenerlo in piedi e a continuare a farlo
combattere. Non è un caso se questo combattimento, sia inframezzato da scene
flashback con il giovane Matt e suo padre. In una serie di minor valore
risulterebbero un momento strappalacrime un po’ ruffiano, qui servono a
sottolineare le motivazioni che spingono Matt, la sua forza interiore. Il focus
è sul personaggio, non sui suoi poteri, infatti il suo famoso “Senso Radar” non ci viene mai mostrato, il messaggio è chiaro: Matt è un eroe anche senza
dover contare sui suoi super poteri (se così possiamo chiamarli), non importa
quante legnate gli darà la vita, lui sarà sempre pronto a rialzarsi. La voce di
suo padre gli dice “Wake up Matty, you have a work to do”, il suo sangue si
mescola alla pioggia battente, mentre si alza di nuovo in piedi pronto a
combattere… Se non avete voglia di fare il tifo per uno così, non so chi
potreste tifare.



Uno per cui vale la pena fare il tifo.

Karen decide
di ripagare la sua parcella lavorando per la Nelson & Murdock, in un attimo
abbiamo ricreato la condizione che caratterizzava le primissime storie di
Devil, quelle disegnate da Bill Everett, ovvero una specie di triangolo
pseudo-amoroso tra i tre, che allo stesso tempo sono amici e colleghi di lavoro
(Vedi: Occhio di Cassidy 5 – Ma che je
fai tu alle donne
)

Ultimi minuti
dedicati ad un montage finale, Matt entra nella palestra del padre (Vedi: Occhio di Cassidy 6 – Let’s get Physical)
chiede di tenere le luci spente, a lui non servono e il proprietario è solo
contento, almeno risparmia sulla bolletta.
Mentre Matt
tira pugni al sacco, vediamo le gang di Hell’s Kitchen impegnate nelle loro
attività, i russi rapiscono un bambino… Matt, altro lavoro per te.
Occhio di Cassidy
Ovvero: un
Nerd miope vi parla di una serie su un super eroe cieco…. Se avete a portata di
mano un cane guida tornerebbe molto utile.
1.Barili di
robaccia tossica
I barili
ripieni di porcherie radioattive degne di Gomorra, che sono l’origine dei
poteri e della cecità di Matt Murdock, riportano stampata sopra un numero di
serie: 0464XXXX.
Potrebbe
essere un riferimento alle origini del personaggio, perché il primo numero di
Daredevil, uscì negli Stati Uniti nell’Aprile del 1964.
2.Padre Lantom
Il clerico è
una vecchia conoscenza dell’universo Marvel, è comparso nella serie a fumetti
“Runaways” e viene spesso citato nelle storie di altri due eroi urbani della
Casa delle Idee, ovvero: Cloack (Tyrone “Ty” Johnson) e Dagger (Tandy
Bowen). Netflix ha in programma dopo Daredevil delle serie su Pugno D’acciaio,
Luke Cage e Jessica Jones, ma non mi stupirei un giorno di vedere anche i cari Cloack
& Dagger.
3. Costume
nero (ne vado fiero!)
Una delle mie
storie preferite di Devil si chiama “L’uomo senza paura” / “The man without
fear” che poi è anche il soprannome del personaggio. La amo molto per un paio
di ragioni, non è sicuramente una delle storie migliori del personaggio (da
quel punto di vista per fortuna siamo ben messi), ma è stata sfornata da due
autori allora in stato di grazia: Frank Miller ai testi e John Romita Jr. alle
matite. Il motivo per cui credo sia una storia fondamentale, è perché penso lo consiglierei a chi non ha mai letto un fumetto di Devil o della
Marvel, ma anche a chi non ha mai letto un fumetto e basta.


Racconta le
origini del personaggio, da un punto di vista molto realistico, tanto che il
celebre costume Rosso di Devil, in quella storia si vede solo nell’ultima
(bellissima) splash-page finale. Per tutto il tempo Matt indossa un costume
nero del tutto simile a quello sfoggiato in questa serie, prova che i ragazzi
di Netflix, hanno eletto “The man without fear” come IL fumetto di riferimento
per la genesi di questa serie tv. La cosa curiosa è che anche nella sua
precedente apparizione televisiva, Devil indossava un costume nero, sì, perché
il celebre avvocato della Marvel, ha difeso l’incredibile Hulk in tribunale,
nel film “processo all’incredibile Hulk”, film del 1989 con Bill Bixby e Lou
Ferrigno, nato sulla scia della celebre serie tv del Golia Verde.



Quando la Marvel non era propriamente quella milionaria di adesso…

La prima scena
di lotta al porto, invece, pesca a piene mani da “Daredevil no. 159” in cui il
personaggio di Turk Barrett, viene steso dal Diavolo Rosso, esattamente come
abbiamo visto nella serie tv.

4. I Cattivoni
L’attore Bob Gutton interpreta il villain Leland Owlsley, nel corso della stagione
probabilmente non indosserà i famosi (e improbabili) panni del suo equivalente
fumettistico, però è chiaro che si tratta dello stesso personaggio, il Boss del
crimine noto come Il Gufo, uno dei primissimi avversari di Daredevil, apparso
per la prima volta nel 1964.
Nel
laboratorio di Madame Gao, alcuni operai ciechi (i sindacati avranno qualcosa
da ridire…) impacchettano l’eroina, stampando su ogni confezione, un simbolo
del tutto simile al Serpente, di Iron Fist / Pugno d’acciaio, uno dei prossimi
personaggi Marvel protagonista di una serie Netflix. La continuity scorre
potente in questa serie…



La riunione di condominio dei cattivi.
5. Ma che je
fai tu alle donne
Foggy afferma: “Se
c’è una donna splendida, con carattere discutibile, Matt Murdock finirà
attratto da lei”. Sì, perchè il nostro Matt è un discreto stracciamutande,
ma è anche attratto da donne con qualche rotella fuori posto (Sigmun Freud,
analize this…). Tra la lista delle sue Ex troviamo: Elektra (Killer Ninja), la
Vedova Nera (quella degli Avengers spia e killer), Typhoid Mary (Sicaria con
sdoppiamento delle personalità), Karen Page (non dico nulla per non rovinare la
visione delle prossime stagioni della serie tv) e volendo potremmo anche
aggiungere Milla Donovan (rinchiusa in manicomio). Insomma, anche il Diavolo ha
il suo bel punto debole…
6. Let’s get
Physical
Non vorrei
entrare troppo nel dettaglio per evitare di rovinarvi gli sviluppi futuri della
serie tv, però la palesta Fogwell è uno dei luoghi più importanti della vita di
Matt Murdock, oltre ad essere la palestra dove si allenava suo padre, è il
luogo dove il nostro eroe si tiene in forma, o si riallinea il Karma a colpi di
cazzotti sul sacco. Inoltre, è stato teatro di alcuni dei momenti più importanti
della sua vita. Quindi, se pensate di essere dei fissati della palestra, ne
dovete ancora mangiare di gallette…
7. Questo
consideratelo un piccolo extra
Negli special
Thanks finali, compaiono i seguenti nomi:
Brian Michael Bendis,
Gene Colan, Klaus Janson, Alex Maleev, David Mazzucchelli, Roger McKenzie, Frank
Miller, Joe Orlando, John Romita Jr. e Johnny Romita Sr.


Dovessi raccontarvi qualcosa di ognuno di loro finirei tra 8 anni, vi dico solo che voglio bene a tutti questi signori e che non avremmo questa serie senza il loro talento. Altro che Special Thanks!

Daredevil – 1×02 –
Cut Man

Violenza! Sangue!
Botte! Bambini che bevono Whiskey! … Grazie Netflix, ti voglio bene!
No sul serio,
la prima cosa che mi preme dire è questa: smettete immediatamente di
guardare qualunque altra serie, interrompete quello che state facendo è
iniziate SUBITO a guardare “Daredevil”. Voi direte: “Ma devo accompagnare i
figli a scuola!”. Non importa! Si diplomeranno alla scuola delle vita, ci sono
cose più importanti! Ora che ho fatto il mio appello possiamo iniziare.
Daredevil è il
tipo di super eroe che piace a me, ho sempre amato di più gli eroi urbani e
“realistici” di Casa Marvel, piuttosto di che so, quelli spaziali (che comunque
apprezzo moltissimo). Questa serie ha deciso di abbracciare un approccio
realistico al personaggio, ma anche di essere schietta e diretta, senza stare
troppo a girare intorno alle cose. Insomma, Netflix anche questa volta, è
entrata a gamba tesa sulla caviglia dei vari Arrow, Flash, Agents of
S.H.I.E.L.D. e Gotham di questo mondo, facendo letteralmente il vuoto.
La raccolta
differenziata di Hell’s Kitchen non prevede un bidone per i Super Eroi, non
ancora almeno, perché troviamo Devil sdraidato in un cassonetto, ferito e
agonizzante. Grazie ad una bella ellissi, la storia ci ripresenta il nostro
Scavezzacollo malconcio, dopo essersi messo sulle piste dei Russi, colpevoli di
aver rapito un bambino. Qui lo trova Claire Temple (Rosario Dawson), un’infermiera che lo rattoppa salvandolo da un collasso polmonare (Vedi: Occhio di Cassidy 1 – L’Infermiera di notte). Netflix non tira via la mano sui dettagli di feriti, suture e in generale
sul livello della violenza (Olè!).



“Solita sfiga, mi chiamano quelli della Marvel, e mi tocca fare il lavoro sporco!”.
Ho apprezzato
moltissimo Rosario Dawson, mi sembra molto azzeccata per la parte, ma sono
proprio le dinamiche tra Claire e Matt che tengono banco. Il nostro smascherato
gli fornisce un’identità falsa, facendosi chiamare Mike (Vedi: Occhio di
Cassidy 2 – Like Mike
) e in pochissimo tempo trova una valida
alleata, capace di adattarsi velocemente alla sua nuova condizione di side-kick.
Ovviamente, i
Russi fanno presto a rintracciare Matt, il nostro stende lo sgherro mandato a
seccarlo inventandosi un uso alternativo dell’estintore (MVP! MVP! MVP!).
Subito dopo arriva una scena per la quale, sono sicuro, moltissimi Marvel Fans
Talebani stropicceranno le loro magliette di Spider-Man battendo i piedini a
terra. Piccola parentesi: avete visto che cazzo di casino è venuto fuori con
l’account Twitter di Joss Whedon? Non è la sede per parlarne, però quello è
proprio un esempio di quei “fumettari” (è un dispregiativo che uso
volontariamente) ottusi che si meriterebbero solo calci sui denti… Sono in
modalità violenza Netflix anche io.
Matt per
scoprire dove il bambino è stato portato, pesta e letteralmente tortura lo
sgherro. Li sento già da qua piagnucolare sul fatto che “Devil non tortura i
cattivi”, onestamente mi viene da dire: chissenefrega! Non l’ho trovata una
soluzione narrativa che snatura il personaggio, anzi, alla fine Matt stende il
tipo, ma si assicura che sia ancora vivo (la fantastica scena in cui si ferma
ad ascoltare il battito del suo cuore). Per altro ho amato molto il modo in cui hanno giustificato il fatto che, malgrado tre costole rotte, Matt stesse ancora
in piedi, gli basta un dialogo per mandare in archivio la questione, quando
dicevo che questa serie non si perde in chiacchiere…
Nel frattempo
vengono poste le basi per il triangolo amoroso Matt-Karen-Foggy: i due colleghi
e amici del protagonisti escono a berne un paio, Foggy porta la biondina nel
suo bar di fiducia Josie’s (Vedi Occhio di Cassidy 3 – Tanto Josie riapre,
prima o poi
).



Tema: “Che lavoro fa il mio papà”, svolgimento…
L’episodio ci
regala anche un’interessante serie di Flashback sull’infanzia di Matt. Lo
vediamo assecondare la richiesta del padre passando le giornate a studiare
(anche il braille) e veniamo a conoscenza dei guai del vecchio Jack
Murdock. Che cavalcando un moto di orgoglio, ma soprattutto cercando di
garantire un futuro al figlio, si gioca una carta degna del Butch di “Pulp
Fiction”. Invece di dire ai Boss locali “alla quinta il mio culo andrà al
tappeto” scommette su se stesso come vincitore e con l’aiuto di qualcuno (la
madre di Matt?) intesta la vincita al figlio. Il malcapitato che subisce
l’ultima vittoria sul cartellino di Battling’ Jack Murdock è il favorito Carl
“Crusher” Creel (Vedi: Occhio di Cassidy 4 – But I’m a Creel).
Sto
apprezzando moltissimo questo modo di presentare il personaggio e le sue
origini, invece di dividere in due tronconi la serie, presentando la prima
parte dedicata alle origini, qui scopriamo Matt pian piano, seguendo la sua
evoluzione come uomo e come Super Eroe. Il tutto in maniera molto
realistica, distaccandosi volontariamente da ogni tipo di trovata “Fumettosa”,
il che è un approccio molto interessante alla materia, perché considerando
quanto tutti i questi prodotti televisivi tratti da fumetto, sembrino fatti con
lo stampino, ci voleva davvero qualcosa che desse una scossa di questo tipo.
Però, non vi
avrei consigliato di lasciare i vostri bambini in attesa all’uscita dalla
scuola se non fosse anche per il finale di questo episodio, tenetevi forte…
Cinque minuti
finali in cui Daredevil affronta i Russi nel loro covo, un unico piano sequenza
(anche se ho notato un paio di passaggi sospetti, dove secondo me c’è stato un
piccolo aiuto da parte del digitale) tutto ambientato dentro un corridoio, che
rappresenta un’unica grande tirata. Attacco di Devil, risposta dei Russi e
sofferta vittoria finale, un’azione incessante che ti lascia esausto e senza
fiato esattamente come il Cornetto alla fine della sua battaglia.



Tanta violenza, in puro stile Coreano.
Impossibile
non credere che il riferimento per questa scena sia stato sicuramente “Oldboy”,
anche perché ci sono molto punti in comune. Uno solo contro molti: la camera
che si muove su un carrello (quasi) laterale. C’è anche un buon uso dei colori,
vediamo una predominanza di colori gialli e verdi sparati al massimo che
vengono interrotti dal rosso proveniente dall’interno della stanza, dove è
imprigionato il bambino, le interpretazioni le lascio a voi, il rosso potrebbe
essere un richiamo ai “Colori di guerra” di Devil, anche il fatto che salvi
proprio un bambino, crea un ideale parallelismo con il flashback, su suo padre,
che si è scaricato per il piccolo Matty.
Di solito i
primi episodi di una serie tv non sono mai ottimi, appesantiti dal compito di
dover introdurre i personaggi, creando trame e dinamiche, “Daredevil” ha svolto tutto questo lavoro sporco nel primo episodio e già con
“Cut Man” riesce a fare un passo in avanti. Telefonate alla nonna, ditele di
andare a prendere i bambini a scuola, ci sono altri 11 episodi così…
Occhio di Cassidy
1.L’Infermiera
di notte
Ha un nome che
sembra preso in prestito da qualche romanzaccio porno di terza categoria, ma
nell’universo Marvel, quando un eroe ha bisogno di essere rattoppato, l’unico
modo che ha per evitare gli ospedali (e il rischio di venire smascherato) è
l’ambulatorio dell’Infermiera di notte. Nella storia ci sono state diverse
ragazze a ricoprire questo delicato ruolo, Georgia Jenkins e Linda Carter. Il
personaggio di Rosario Dawson, Claire Temple, è stato inventato apposta per la
serie Tv, ma la rivedremo presto, molto probabilmente legata al personaggio di
Luke Cage. Ok ed ora smettiamola di fare battute sul giocare al Dottore e l’infermiera
con Rosario, dai, qui stiamo parlando di cose serie, si parla di fumetti…
2. Like Mike (If i could be like Mike)
Il nome Mike
Murdock rieccheggia ad un famoso arco narrativo del 1966, nel quale
l’avvocato cieco fu costretto a inventarsi un’altra identità segreta, per
preservare la sua doppia vita. Il problema fu che il trucco funzionò così bene,
che il nostro avvocato, per tornare ad essere Matt, fu costretto a far morire
(con tanto di funerale) il suo alter-alter ego Mike… Ho già mal di testa,
chiamate Rosario Dawson.
3. Tanto Josie
riapre, prima o poi
Josie’s è una
costante nelle storie di Daredevil, un locale malfamato dove il nostro eroe
spesso si reca in cerca di informazioni, o anche solo per bersi qualcosa…
4. But i’m a Creel (I’m a weirdo).
L’Avversario
di Jack Murdock altri non è che Carl “Crusher” Creel, colui che è
destinato a diventare un potente super criminale dell’universo Marvel, ma anche
uno dei più sfortunati. Sì, perché anche se i suoi poteri gli permettono di
assorbire le proprietà dei materiali che tocca, il suo nome di battaglia, lo
rende lo zimbello di tutti, non sei molto credibile se ti presenti come: L’Uomo
Assorbente!
Vi lascio il
tempo per fare tutte le battute che volete…



Venghino! Signore e Signori per il grande Match della serata!


Visto già
nell’episodio 2×01 di Agents of S.H.I.E.L.D. di fatto Creel aveva già fatto la
sua comparsa (con un altro nome ma con gli stessi poteri) anche in un altro
film Marvel: l’Hulk di Ang Lee, dove era interpretato da Nick Nolte.
Daredevil:
Episodio 1×03 – Rabbit in a Snow Storm
Il terzo
episodio della serie Netflix dedicata al Cornetto (non Algida) porta in scena
due personaggi fondamentali della vita del Diavolo Rosso, un grande alleato, ma
soprattutto, un grande (in tutti i sensi) nemico…
Vi piace il
Bowling? Alla vittima del sicario professionista John Healy un po’ meno, anche
perché l’uomo finisce con la testa spappolata sul parquet della pista… E siamo
solo al minuto tre della puntata!
Il caso di
Healy viene passato allo studio legale Nelson & Murdock da James Wesley, il “Mr. Wolf” del misterioso Gangster che si sta facendo strada ad
Hell’s Kitchen (segreto di pulcinella, si tratta di Kingpin, ma per ora non
possiamo chiamarlo così). Al faccendiere basta mettere sul tavolo un po’ di
soldi per convincere Foggy, mentre Matt, pur sentendo puzza di bruciato,
accetta lo stesso l’incarico.
Dopo il primo
incontro con l’assassino, Foggy capisce che le cose non tornano, mentre Matt è
ancora un passo avanti al suo amico e compare, l’avvocato cieco ha già intuito
che attraverso Healy potrà scoprire qualcosa sul misterioso Boss criminale di
cui nessuno vuole parlare.
Nel frattempo
anche la bella Karen Page ha i suoi casini: i legali della Union Allied
Construction le offrono un sacco di ex presidenti spirati stampati su carta
verde, per vincolarla a non parlare mai più pubblicamente dello scandalo della
società per cui lavorava. Karen si rivolge quindi del Reporter del New York
Bullettin, Ben Ulrich (Vedi: Occhio di
Cassidy 1 – BEN fatto!
).
Ulrich si è
fatto una fama di duro e puro dall’etica professionale impeccabile, senza
perdersi in spiegoni, la serie tratteggia il passato del personaggio, in pochi
dialoghi ben scritti veniamo a sapere della moglie malata, della mancanza di
soldi per pagare le cure mediche e, in generale, della decadenza del lavoro di
Reporter, in favore dei nuovi media, come i Blogger, che scrivono da casa in
mutande… Ciao Ben, ti voglio bene anche io!



“Una laurea, un premio Pulitzer, e poi devo leggere ‘sto scemo della Bara Volante…”.
Ulrich ha
capito che la Union Allied Construction è solo la punta dell’Iceberg dello
scandalo, a Hell’s Kitchen ci sono dei nuovi giocatori, un Boss e un vigilante
mascherato che rappresenta davvero qualcosa di mai visto per questa città.
Il finale è
dedicato proprio ad un altro match del duello a distanza tra i due sfidanti.
Matt fa
scagionare in tribunale il killer, ma è nei suoi altri panni (quelli più neri e
dotati di maschera) che metterà in atto le minacce solo accennate durante la
sua arringa difensiva. Raggiunto Healy in un vicolo, tra i due comincia un
grezzissimo e tostissimo combattimento che si conclude con la confesione
dell’assassino e finalmente Matt ottiene il nome che stava cercando: Wilson
Fisk…
Ta-Na-Na-Na!


Il singolo fotogramma più bello di tutta la stagione.

Ma l’ombra di
Fisk è talmente lunga, che il Killer preferisce suicidarsi (male) piuttosto che
vivere nel terrore di aver tradito il Boss, per altro, questa serie riesce a
mettere in scena omicidi grondanti sangue, senza scadere mai nel tragicomico,
il che è una grande cosa!

L’ultima scena
è bella almeno quanto il combattimento nel vicolo.
Vanessa
Marianna (Vedi: Occhio di Cassidy 2 –
Enter the Kingpin
) titolare di una galleria d’arte, si avvicina ad un
enorme uomo, che vediamo solo di spalle davanti al dipinto intitolato “Rabbit
in a Snow Storm”. La donna in relazione alla tela gli chiede “How does it make
you feel?”, l’uomo, quasi sussurrando risponde solamente “It makes me feel
alone”. Vi presento uno dei più colossali cattivi dell’Universo Marvel, uno che
ha fatto suo l’adagio, parla piano, ma porta con te un grosso bastone.
Una puntata
che per gran parte è sembrata un classico “Legal Thriller”, per un 10% giocava
a fare “The Wire” e per il resto un po’ di Daredevil, basta dire che il costume
Matt lo indossa dopo 35 minuti e lo fa per meno di 5. Per il resto, mi fa
impazzire come stanno mostrando la città di New York in questa serie, Devil non
può esistere senza la sua città e qui la vediamo bene, ci sono i palazzi e i
vicoli che facevano tanta paura a Frank Miller, quando arrivato a NYC dal
Vermont, veniva rapinato in continuazione. Giusto per non alimentare ancora un
po’ il razzismo del noto scrittore…
Occhio di Cassidy
1.BEN fatto!
I lettori di
Devil conoscono il Report Ben Ulrich, non rivelerò nulla sulla sua (bellissima)
storia per non rovinare gli sviluppi futuri, quello che posso dire è che sono
molto soddisfatto della scelta di Vondie Curtis-Hall per la parte, l’attore
riesce ad essere dolente e determinato proprio come Ulrich dovrebbe essere. Il
personaggio è quello selezionato per l’inevitabile “Cambio di etnia” che ormai
è un fatto negli adattamenti televisivi e cinematografici (devono esserci
buoni e cattivi, in parti uguali, pescando da tutti i gruppi etnici), questo
vuol dire che presto anche nei fumetti Marvel Ulrich diventerà nero come
successo recentemente a Nick Fury??
Tornando a
cose serie, potreste aver notato che Ben Ulrich non lavora per il “Daily
Bugle”, probabilmente perché il nome del giornale, in cui lavora anche Peter
Parker, è ancora soggetto ai problemi legati tra Marvel e Sony, quindi per non
saper né leggere né scrivere, è stato sostituito dal “New York Bullettin”.
Quando le due Major faranno la pace sarà sempre troppo tardi…
2.Enter the Kingpin
Kingpin
interpretato da Vincent D’Onofrio, è talmente una scelta facile da sembrare un
“No Brainer”.
L’Ex soldato
Palla di Lardo non avrà il “Fisico di ruolo” di Michael Clarke Duncan che
interpretò il personaggio in quella monezza di film del 2003, ma ha sicuramente
il background attoriale giusto per la parte e di fronte alla tela di “Rabbit
in a Snow Storm” sfido chiunque a non scambiarlo per il colosso che è nei
fumetti. Oltre alla sua celebre interpretazione nel film di Stanley Kubrick,
ha la capacità di vestire i panni dei giganti (tipo Orson Welles) con grande
disinvoltura e poi è nato a Brooklyn, poco lontano da Hell’s Kitchen.



“Avete anche dovuto pensarci prima di chiamare il mio agente?”.

A proposito di
buon lavoro di casting: l’attrice che interpreta Vanessa Marianna, ha lo stesso
identico taglio di capelli della sua controparte cartacea. Vanessa è un altro
personaggio importante per i fan della serie, non è uno SPOILER che vi rovinerà
la visione, quindi posso dirvelo: un giorno il personaggio rinuncerà al suo
cognome di chiare origini italiane, in favore del più coinciso “Fisk”.



Daredevil:
Episodio 1×04 – In the Blood
“Nel sangue” è
il titolo dell’episodio, ma anche il modo in cui comincia e finisce, nel
sangue, appunto. Schizzi di sangue, fiotti di sangue, sui corpi, sui volti,
sulle portiere delle auto…
L’episodio si
apre con un flashback sul passato di Anatoly e Vladimir che inventano un uso
alternativo delle costole del loro compagno di cella defunto (giusto perché si
parlava di sangue). Nel presente i due russi sono sotto pressione, Fisk per
voce di Wesley, li sollecita ad eliminare il vigilante vestito di nero (Vedi: Occhio di Cassidy 1 – Avengers). I
russi scoprono dove si trova Claire e la rapiscono, Matt corre a salvarla,
facendo saltare la corrente del magazzino dove l’infermiera è tenuta prigioniera
(tanto per lui il buio non è un ostacolo). Nel frattempo Karen mette in scena
un goffo tentativo di indagine sulla Union Allied e riceve l’appoggio politico
(e qualche consiglio investigativo) da parte di Ben Ulrich, riuscendo anche a
portarsi a casa qualche vecchia stampante per l’ufficio (Vedi: Occhio di Cassidy 2 – Vita da ufficio).
Ma il centro
di tutto l’episodio è sicuramente Wilson Fisk, alle prese con una cosa molto
importante, qualcosa che deve fare in prima persona… Invitare a cena Vanessa. Quando
il loro appuntamento viene interrotto da Anatoly, la furia del Boss si scatena,
il russo viene pestato a sangue usando la portiera della porta, vi giuro che
quando ho visto quella capoccia staccarsi non ci potevo credere… La Marvel è
diventata grande.
In ogni storia
dove troviamo un protagonista, ci deve essere anche una nemesi, in questo
episodio, Matt si vede per poco più di 15 minuti (non consecutivi), a tener
banco è proprio il suo antagonista Fisk.
Un personaggio
che è stato costruito per assenza, gli altri personaggi parlavano di lui, ma
senza mai pronunciare il suo nome (clichè? Pazienza, è figo lo stesso). Nello
spettatore è cresciuta l’attesa per questo Boss tanto cattivo da terrorizzare,
tutti, il contrasto lo abbiamo avuto nella scena d’esordio, dove lo abbiamo
visto impegnato a parlare di arte e solitudine, non propriamente temi da
Gangster.



Wilson Fisk, “Gigante in completo” olio su tela, cm 190×130
Qui la cosa
viene portata ad un livello ancora superiore: per tutto il tempo Fisk sembra un
ragazzino imbranato al primo appuntamento. Vincent D’Onofrio giganteggia
sottolineando tutti questi aspetti, usa un tono di voce tirato e strozzato che
fa percepire il suo senso di inadeguatezza di un personaggio a disagio, che si
tocca costantemente i gemelli della camicia cercando conforto e che non sa che
vino scegliere senza consultare il suo assistente. Per altro, evidentemente
complessato dal suo peso, visto che confessa la sua passione per la Zuppa
Inglese (pronunciata “Supa Inclesi”) come se fosse una colpa gravissima. Vanessa e Wilson sono bellissimi, sono talmente fuori posto che
utilizzano i bicchieri da acqua per bere il vino, è un dettaglio, ma questa
serie è piena di dettagli di questo livello.
Un personaggio
che ci viene mostrato nella sua umanità, la sua distanza da Vanessa è
sottolineata anche dai colori: lei in un candido vestito bianco, lui avvolto in
un completo nero funebre, come se volesse nascondersi. Quando poi Wilson parte
di cervello, ormai ci ha già conquistati, ha già tutta l’empatia degli
spettatori e il suo gesto violento, violentissimo, grondante sangue è quasi… Giustificabile. D’altra parte siamo gli stessi che facevano il tifo per Tony
Soprano e Walter White no?
Nel finale
Fisk dice “Dì al signor Potter che ho bisogno di un nuovo completo”, quel nome
fa suonare qualche campanello in testa lo so, ma ne parliamo più avanti,
tranquilli.
Occhio di Cassidy
1.Avengers
Wesley
parlando con i russi si fa beffe di loro, non si capacita come un uomo
mascherato, possa averli stesi, non si tratta mica di un tizio con un armatura
di ferro, o armato con un martello magico… Proprio non capisco a chi si stia
riferendo.
2.Vita da ufficio
Vicino allo
studio legale Nelson & Murdock, è visibile un altro ufficio che risponde al
nome di Atlas. Il logo riportato sulla porta è identico a quello
della Atlas Comics, ovvero il nome della casa editrice che successivamente
adottò il nome di Timely Comics e, in seguito, Marvel Comics.


Mentre Matt,
Foggy e Karen, sulla porta del loro ufficio, per ora non possono permettersi
una vera targa, ma solo un cartello scritto a mano, che per altro copre
(malamente) il nome del precedente proprietario dell’ufficio, ovvero “Van Lunt
Real Estate”, un riferimento a Cornelius Van Lunt, leader del gruppo criminale
noto come “Zodiac” con l’identità segreta di Taurus, questa era difficile da
notare…

Daredevil:
Episodio 1×05 – World on fire
Wilson Fisk ha
ridotto a zero i problemi di capelli bianchi di Anatoly ed è anche riuscito a
convincere Vladimir, desideroso di vendetta per il fratello, che il colpevole è
in realtà il vigilante mascherato. L’espressione che state cercando è Divide et
impera
. Matt, intanto, scopre che il capo dei Russi è proprio Vladimir, i due si
trovano nel finale dell’episodio… Oh se si trovano…
Nel frattempo,
però, Hell’s Kitchen affronta i suoi problemi di gentrificazione. Foggy e Karen
fanno la conoscenza della Senora Cardenas e del suo insopportabile spanglish.
La donna vive in un fatiscente palazzo di proprietà di Tully, pedina chiave
nello scontro Fisk/Russi. Proprio i due compari di Matt, si impegneranno in
prima fila a difendere i diritti della signora, aggiustandole il rubinetto
della cucina, ma soprattutto, attraverso un incontro preliminare con gli
avvocati difensori di Tully, ovvero il potentissimo studio legale da cui Foggy
si è licenziato. Vederlo rientrare dalla porta principale, mi ha ricordato un
episodio di Better Call Saul.
A metterci il
carico, il fatto che l’avvocato che li “accoglie” è la Ex di Foggy, che per
tutto il tempo lo chiama “Foggy Bear” nel tentativo di delegittimarlo. Ma il
nostro rubicondo principe del Forum non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.



Lo so che non sembra, ma questa è Rosario Dawson…
Matt
indaga sui Russi, attraverso un poliziotto corrotto e il suo cellulare
prepagato, raggiunge una delle basi dei Mafiosi, proprio mentre Foggy e Karen
sono alle prese con una cena pseudo-romantica (passata a parlare di Matt…
Foggy, non è cosa, lascia stare).
In
contemporanea si svolge anche un’altra cena, ovvero il secondo, tesissimo,
appuntamento tra Vanessa e Wilson Fisk. Come al solito Vincent D’Onofrio ci
offre una prova magistrale nei panni del Boss, quando Vanessa gli parla di un
ex spasimante, vestito di bianco e con un vistoso foular al collo, Fisk si
chiude in se stesso. Secondo voi è un caso che un giorno il futuro Kingpin,
vestirà proprio in quel modo?
Per altro,
Matt (non ancora Devil) e Fisk (non ancora Kingpin) in questa serie non vestono
ancora i loro colori ufficiali, rosso per il primo e bianco per il secondo. La
cosa che è chiarissima in questo episodio, è il fatto che Matt e Fisk sono due
facce della stessa medaglia, come ci hanno insegnato tanti fumetti di Super
Eroi, il buono e il cattivo sono spesso molto simili (ricordate “Unbreakable”?),
ma divisi dai modi utilizzati per ottenere i risultati. Qui la sceneggiatura si
gioca addirittura un colpo alla John Milius, ovvero: mettere in bocca ai
personaggi la stessa identica frase, pronunciata in due momenti diversi
dell’episodio. Sia Matt che Fisk si ritrovano a dire che ciò che fanno, lo
fanno per “rebuilding this city” e proteggere le persone che ne fanno parte.
Ora, siccome io (e non solo io) considero John Milius un grandissimo
sceneggiatore, ho appena fatto un enorme complimento a questa serie tv.



My city of ruins…

Le due cene,
però, vengono interrotte dall’esplosione del covo della mafia Russa, il piano di
Fisk per eliminare tutti insieme i suoi avversarsi. Foggy fa in tempo a toccare
il viso di Karen e i due si ritrovano sbalzati via dall’esplosione (Foggy,
certi messaggi che ti manda il cosmo, dovresti iniziare a coglierli…), mentre
Vanessa e Wilson, guardano le fiamme in lontananza, come dei novelli Helena
Bonham Carter e Edward Norton nel finale di Fight Club.

Ultima scena?
Devil viene fermato dalla polizia, mani in alto. Per fortuna questa è una serie
Netflix, non bisogna aspettare una settimana per vedere come continua la
storia.
Ma il titolo
dell’episodio a cosa si riferisce? Ad una frase di Matt, mentre cerca di
descrivere a Claire (sempre più cotta di lui) il suo modo di “vedere”. Per la
prima volta, abbiamo una messa in scena della famosa “Vista Radar” di Devil, in
pratica un mondo in fiamme… Fiiiiiiigo! 



Daredevil: Episodio 1×06 – Condemned
Siccome questa
è una serie Netflix, so che non avete fatto passare tanto tempo tra il
cliffhanger dell’episodio precedente e l’inizio di questa puntata, che però mi
ha anche dato una (brutta) conferma: ora ho capito perché ai giornalisti, hanno
mostrato solo le prime cinque puntate in anteprima…
Wilson Fisk
controlla quasi totalmente la polizia, tra gli sbirri corrotti ci sono i fidati
Hoffman e Blake. Nella sua guerra contro i Russi, Matt riesce a mettergli i
bastoni tra le ruote salvando Vladimir (facciamo una petizione perché i Russi
al Cinema non si chiamino tutti così?) e portandolo in un magazzino abbandonato
per curarlo. Con l’aiuto di una telefonata a Claire e di un bengala, trovato
grazie al suo super fiuto, Matt cauterizza le ferite del Russo, mentre Claire
dall’altra parte della linea si gode le sue urla di dolore…



“Non ti preoccupare, farà più male a te che a me”.

Matt cerca di
ottenere dal suo compare qualche informazione su Fisk, il Russo all’inizio è
recalcitrante, ma dopo aver attraversato di faccia, quattro o cinque piani del
palazzo in caduta libera (Best Scene!) il cattivone si scioglie un po’,
rivelando addirittura a Matt dove trovare le prove per incriminare Fisk e  Leland Owlsley. Nel finale, poi, i due trovano
una via d’uscita attraverso il condotto fognario e qui Vlaidimir si sacrifica
(!!!) trattenendo la polizia, consentendo al vigilante di fuggire illeso, anche
se la colpa delle esplosioni di Hell’s Kitchen ricadrà proprio su di lui.

Il rallenty
iniziale ci mostra il futuro Devil mentre si libera dei poliziotti, ma da qui
in poi le cose vanno così così. Wilson Fisk in questa stagione non è ancora il
minaccioso Gangster che conosciamo nei fumetti, vederlo comandato a
bacchetta da Wesley mi sembra un’esagerazione per sottolineare questa parte
della caratterizzazione del personaggio, anche se D’Onofrio fa un lavorone,
davvero, giù il cappello!
Per dirla in termini
Marveliani, il Team-Up tra Matt e Vladimir sarebbe anche un’idea interessante,
che sfrutta il classico topoi narrativo del buono e del cattivo, insieme per
forza. Quello che non mi ha convinto affatto è stata la repentina redenzione
del Russo, che prima lotta come un toro contro Matt, poi in un tempo a mio
avviso eccessivamente breve, arriva a sacrificarsi per colui con cui, fino ad
un minuto prima, si stava prendendo a calci sui denti.



A vederli così non si direbbe, ma questo due sono grandi amici…


Ho apprezzato
molto il fatto che “Condemned” sia un episodio di sopravvivenza, sporco,
ferito, coperto di polvere come i due protagonisti, ma è anche una puntata fin
troppo interlocutoria. Analizzando gli episodi uno per uno è una cosa che si
nota, ma nell’ottica di un lungo film di 13 ore ci può anche stare una puntata
come questa. Per altro priva di “Occhio di Cassidy”, insomma le tentano proprio
tutte per non farmi andare giù questo episodio!

Daredevil: Episodio 1×07 – Stick
Se leggendo il
titolo dell’episodio, avete pensato che in Inglese vuol dire bastone, vuol dire
che siete persone tutto sommato normali. Se, invece, avete fatto un salto
carpiato triplo sulla sedia, vuol dire che siete lettori abituali del fumetto
da cui questa serie è tratta.
Dove avrà
imparato Matt a prendere a botte la gente, nei panni di un ninja urbano?
Facile: da un ninja urbano non vedente, molto, ma molto bravo a prendere a
calci la gente, no, non Rutger Hauer di “Furia Cieca”, ma da Stick.

“Ragazzino, quante volte te lo devo dire, non sono Rutger Hauer, cosa sei? Cieco?”.
In questo
settimo episodio non scopriamo davvero chi sia Stick, però la puntata, tutta
giocata su due piani temporali, ci racconta cosa rappresenta per Matt. Nella
porzione di episodio ambientata nel passato, vediamo le suore dell’orfanotrofio
dove vive Matt (Vedi: Occhio di Cassidy 1
– La Pinguina!
) chiamare questo misterioso anziano cieco, con l’idea di
dare una guida per il giovane Murdock, qualcuno che possa insegnarli a gestire
la sua cecità. Di fatto il rapporto tra i due diventa più complesso, nemmeno
mangiare un gelato è una cosa normale, quando hai i sensi rimanenti super
potenti…
Inoltre, Stick
fornisce un ottimo allenamento a Matt, fatto di mazzate, pugni e un
addestramento spaccaossa in vista (che per due non-vedenti è un po’ ironico) per
una misteriosa missione. Galeotta fu la carta del gelato, però, quando Matt fa
l’errore di regalare a Stick un innocuo braccialettino fatto appunto con la
carta, il Maestro abbandona l’allievo, colpevole di aver cercato una figura paterna
sostitutiva.
Nel presente
le cose per Matt non vanno alla grande, viene steso anche dal taser di Leland
Owlsley. Ora, io non sono un boss criminale con un vigilante mascherato alle
calcagna, ma se mai dovessi riuscire a stenderne uno, molto intenzionato a
mandarmi in galera a vita, io per non saper né leggere e né scrivere gli
pianterei anche una pallottola in testa, chiamatemi paranoico se volete.
Oltre a
questo, il futuro Diavolo Rosso, ha bisogno di un po’di aiuto, proprio da
parte del ritornato Stick, per mettere termine ai loschi affari della Yakuza
giù al porto. Una misteriosa e potentissima arma chiamata Black Sky (Vedi Occhio di Cassidy 2 – Misteri Misteriosi),
in un tripudio di dialoghi passivo-aggressivi Matt e Stick arrivano ai ferri
corti quando scoprono cos’è davvero Black Sky, ovvero un ragazzino spaventato
dotato di immensi poteri.



“Credete a chi vi dice che stare troppo vicino alla tv non fa bene alla vista”.
Stick vorrebbe
ucciderlo per non lasciarlo nelle mani della Yakuza, Matt si oppone
categoricamente alla soluzione del suo Maestro, ma mentre è impegnato a prendere
a cazzottoni alcuni mafiosi Giapponesi, Stick raggiunge il ragazzino e completa la sua opera…
Si tratta
della classica goccia che fa traboccare il vaso, dopo una serie di accuse e
rinfacciamenti di vecchi attriti, Stick e Matt si pestano come due fabbri, sono
botte da orbi (tra ciechi), ma qui è l’allievo a superare il maestro, Stick
resta a terra e viene cacciato via da Matt, che resta desolato a frugare tra i
cocci del suo appartamento, dove ritrova… Il vecchio braccialetto, colpo di
scena alla Mario Merola finale!
L’ultima scena
è dedicata a Stick a rapporto da un misterioso figuro dalla schiena sfregiata
(Vedi: occhio di Cassidy 3 – Like a
Stone
), qui si sta già iniziando a preparare il terreno per la stagione
numero due.
Occhio di Cassidy

1.La Pinguina!
Nel dialogo
tra Stick è una delle suore, l’uomo chiede della madre del ragazzo, la Sorella
fa finta di nulla, ma è probabile che sappia. Assisteremo ad un’apparizione di
Suor Maggie? La madre di Matt creduta morta che i lettori del fumetto conoscono
bene?
2. Misteri
Misteriosi
Black Sky mi è
sembrato un collegamento con la serie “Agents of S.H.I.E.L.D.”, ma potrebbe
anche essere il primo passo per il progetto segreto che comprende
uomini-super-potenziati, che sarà sicuramente centrale nella serie tv Netflix
dedicata a Luke Cage.
3 – Like a
Stone
Nell’ultima
scena Stick parla con un misterioso uomo con la schiena piena di cicatrici. Non
lo chiama mai per nome, ma potrebbe tranquillamente essere Stone, membro del
clan Ninja die Casti, uno dei (tanti) altri allievi di Stick. Sapete come si
chiama il Clan nemico dei Casti? La Mano… Che non è quella degli Adams però!

Che dite? Siamo abbastanza fedeli al fumetto?

Per altro
Scott Glenn, mi è sembrato abbastanza convincente nel ruolo di Stick, anche se
secondo me è stato scelto perché un po’somiglia a David Carradine, che a mio
avviso era la scelta numero uno, due e tre per la parte, se le cose fossero
andate diversamente.

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