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Daredevil – Episodi 1×08 / 1×13: Super Recap (Parte 2)

Ultimo appuntamento di questa tre giorni dedicata da Daredevil, è il momento del recap degli episodi dal numero 8 al 13 (la prima metà la trovate QUI), come sempre conditi dal solito punto di vista Nerd, ovvero Occhio di Cassidy. Se vi va trovare anche un commento completo alla prima stagione (SENZA SPOILER) QUI… Buona lettura!


Daredevil:
Episodio 1×08 – Shadows in the Glass

Se i due
episodi precedenti non sono stati propriamente esaltanti, questo riporta la
serie nei territori che conosce e che hanno sempre funzionato meglio, ovvero: il
parallelismo tra Matt e Wilson Fisk.
Le abitudini
mattutine di Fisk sono una routine costante, da buon ossessivo qual è, omelette
e scelta dei vestiti, il suo buon gusto non può che essere sottolineato da un
pezzo di Bach. A mio avviso Fisk andrebbe molto d’accordo con un altro
personaggio di una serie tv: Hannibal.
Ma riflesso
nello specchio anche noi spettatori vediamo Wilson come lui vede se stesso: un
bambino grassoccio sporco di sangue… Visto di peggio come Cold open!



Un saltino dallo psicologo? Brutto?
Nel flashback
scopriamo qualcosa del passato del grosso antagonista: suo padre Bill Fisk era
un politicante fallito dalle cinghiate facili, interpretato da Domenick Lombardozzi,
quello che interpretava Herc in “The Wire”, accento e faccia da bastardo giusta
per il ruolo. Quando un giorno Mr. Fisk Senior esagera con le mazzate alla
moglie, Wilson si ribella e lo accoppa a martellate, mettendo in atto
praticamente l’unica lezione paterna ricevuta in tanti anni.
La madre non
si scompone, gli regala i gemelli del padre (dando il via alle sue ossessione
compulsive e ad un Edipo che levati…) e poi fa sparire il cadavere, buttandolo
nel fiume. Un pezzo alla volta.
Ok quindi, il
quadro davanti a cui abbiamo incontrato Fisk la prima volta, ricordava al
personaggio il muro che il padre lo obbligava a fissare per punizione… Ma
perché bisogna spiegare sempre tutto? Il male non è più pauroso quando resta
inspiegato? Se non altro torna anche la Zuppa Inglese, unica costante nella
vita di Fisk.
La parte
fumettistica di me stesso dovrebbe essere imbestialita, perché il futuro
Kingpin di questa trasposizione cinematografica si conferma un mollissimo pezzo
di creta facilmente malleabile da tutti, specialmente da Vanessa, che pare una
versione mora di Claire Underwood, il modo di essere l’anima d’acciaio che
sostiene la coppia, è la stessa dell’altra famosa serie Netflix.
In questo
episodio Fiskcentrico vediamo come il futuro Boss per ora sia molto dipendente
da tutti: lo vediamo prendere ordini da Leland (Vedi: Occhio di Cassidy 1 – Il Gladiatore), è incapace di prendere una
decisione senza chiedere il consiglio di Wesley (Vedi: Occhio di Cassidy 2 – Mr. Rigoletto), è nella scena con la Signora
Gao, però, che le differenze tra il Kingpin cartaceo e quello televisivo sono
riassunte. Qui lo vediamo ribaltare il tavolo, nel fumetto, probabilmente lo
avrebbe spaccato con un pugno, o magari sulla testa della Gao.



“Il mio papà ha fatto The Wire, e picchia più forte del tuo”.
Perché non
sono furioso allora? Per due ragioni: la prima è l’interpretazione di Vincent
D’Onofrio (MVP! MVP! MVP!), a livello di presenza è magnifico e riempie lo
schermo, a livello di talento poi, modella Fisk utilizzando anche la voce,
passa da quella controllata di chi è troppo educato per infuriarsi, ad un
tremolio di fondo nelle sue parole, che sottolinea tutti i suoi traumi
infantili. In un paio di passaggi, poi, la serie sottolinea la formazione del
personaggio: proprio come Matt, lo vediamo bere dell’alcool offerto dal padre
e quando inizia, grazie a Vanessa, ad essere sicuro di se
stesso, rivelando ai media la sua volontà di dare nuova vita al quartiere di
Hell’s Kitchen (rendendo completamente inutile l’articolo di Ben Urich) Fisk
abbandona i suoi amati completi neri, in favore di una giacca grigia… Ci stiamo
avvicinando a quello che sarà il suo colore definitivo, ovvero il bianco che
sfoggia nei fumetti.
L’altro grande
motivo per cui sto apprezzando queste differenze è sostanzialmente perché
questa prima stagione è l’esordio, sì, di Devil, ma anche di Kingpin: entrambi
non sono ancora diventati i personaggi che conosciamo, ma li stiamo vedendo
crescere di episodio in episodio e, si sa, la natura di un eroe si misura sulla
forza dei suoi nemici, non stupitevi se in certi momenti, patteggerete per
questo gigante traumatizzato dai modi educati.
Per il resto,
in questo episodio si vedono anche Matt, Foggy e Karen, ma poco… In pratica è
tutto un enorme Vincent D’Onofrio Show.
Occhio di Cassidy
Ovvero: un
Nerd miope vi parla di una serie su un super eroe cieco…. Se avete a portata di
mano un cane guida tornerebbe molto utile.
1.Il
Gladiatore
Dopo essere
stato nominato, finalmente vediamo Melvin Potter (interpretato da Matt Gerald),
ovvero quello che i lettori della serie conoscono come Il Gladiatore, uno dei
classici avversari del Diavolo Rosso. Potter si vede per pochissimi secondi, ma
il suo cameo gronda citazione.
Nella prima
inquadratura si vede in primo piano una sega circolare, arma prediletta del
Super Criminale.
Appeso ad una
parete del suo laboratorio, vediamo il poster del film “Revenge Of The
Gladiators” con un gladiatore Blu su sfondo giallo, ovvero i colori
caratteristici del personaggio.



…Mi scusi, non ho capito chi sta cercando, potrebbe ripetere per cortesia?
2. Mr. Rigoletto
Per la seconda
volta nella serie si parla di Mr. Rigoletto, nome mutuato dalla famosa opera
lirica. Di fatto è un accenno al passato fumettistico di Kingpin, che ha
esordito come guardia del corpo di Don Rigoletto, salvo poi tradirlo, ucciderlo
e prendere il suo posto come Boss di New York.

Daredevil:
Episodio 1×09 – Speak of the Devil
Il finale di
questo episodio è abbastanza figo, i siparietti con Matt (in costume nero)
contro un Ninja (in costume rosso) sono una bomba, peccato che nel mezzo, ci
sia l’episodio più (inutilmente) verboso di tutta la serie…
Matt proprio
non ce la fa a non iniziare la giornata sussurrando frasi sul bene e sul male
in chiesa con il prete, il lungo dialogo (quasi sei minuti) serve solo a far
citare la parola “Devil” quante più volte possibili e, onestamente, rispetto ai
primi episodi, dove le cose venivano mostrate più che dette, qui
parlano fin troppo…
Parlano anche
Matt, Foggy, Karen e Ben, mentre spiegano in favore di telecamera come faranno
ad incastrare legalmente Wilson Fisk, che intanto si gode la sua nuova fama di
cittadino a cui sta molto a cuore Hell’s Kitchen, il quartiere non il programma
televisivo con i cuochi… Basta con ste battute sul peso di Fisk! Dai fate i
seri su… Guardate Nobu, lo vedete ridere mentre Fisk gli propone di occuparsi
del problema del vigilante mascherato?



Tu mettici un Ninja, che sei sicuro che non sbagli mai…
Ora, lo so che
può sembrarvi strano vedere un cieco in una galleria d’arte, intenzionato a
comprare un quadro e può sembrare ancora più strano che Fisk non abbia ancora
collegato Matt (non vedente) al vigilante (con gli occhi coperti), però come
mossa io l’ho trovata molto in linea ad uno che è uno “Scavezzacollo”, che per
altro in Inglese si dice Daredevil…
Con la faccia
come il culo e sfoggiando tutto il suo talento di stracciamutande, Matt punta
dritto al vero punto debole di Fisk, Vanessa, infatti in tempo due nano
secondi, Wilson compare nella galleria d’arte dicendo “Passavo di qui” che è la versione ufficiale di “Ho 200 uomini che controllano ogni mossa di Vanessa e
se un uomo si avvicina gli piombo addosso come una mandria di bufali”.
Siccome
nell’episodio non hanno parlato abbastanza, ci dobbiamo puppare altri 5 minuti
di dialoghi sui massimi sistemi tra Matt e il Prete, così, giusto per gradire…
Poi è la volta
del trio all’erta e pieno di Brio Foggy-Matt-Karen dare ancora un po’di aria alla
bocca, tutto il loto avvocatizio entusiasmo viene meno alla notizia della
morte della Signora Cardenas, che scatena una gara di bevute da Josie’s e una
di sbadigli da parte del pubblico…
Quando il
vigilante torna in azione, lo fa per torturare il tossico utilizzato per far
diventare la Signora Cardenas un ex personaggio di questa serie, il drogatino
dichiara che i veri mandanti dell’omicidio si trovano al Molo 81, in effetti
qui trova Nobu, con la sua tenuta rossa da Ninja (Vedi: Occhio di Cassidy 1 – Nano Mano, la tua Mano) e dopo un tempo
infinito dedicato a parlare inutilmente, la serie fa quello che le riesce
meglio: mazzate!

“Non credo che a catechismo ti abbiano insegnato ad andare in giro vestito da diavolo”.
Lo scontro è
super violento, Devil riporta una serie di ferite non da ridere, ma è Nobu a
pagarne le spese: il Giapponese finisce in modalità Carbonella. Per Matt le
rogne non sono finite, proprio in quel momento arriva Fisk, a gonfiarlo ancora
un po’ di botte, lasciando, però, il compito di finire il lavoro a Wesley, dalle
cui grinfie Matt riesce a sfuggire con un salto dalla finestra dritto in acqua.
Nel finale,
Foggy giunto all’appartamento di Matt, trova il vigilante ferito e sanguinante
sul pavimento, gli toglie la maschera e: “Matt?”
Per la
seconda volta un Boss, con l’occasione di smascherare (e uccidere) Matt, non
coglie la palla al balzo, dopo Leland, è la volta di Fisk di fare questo
errore.
L’episodio ha
dei difetti fin troppo evidenti, però il bel combattimento contro Nobu e la
rivelazione finale non fanno di lui il peggiore della prima stagione, quel
primato resta nelle mani dell’episodio 1×06, ma spero vivamente in un
miglioramento in vista del finale.
Occhio di Cassidy
1. Nano mano, la
tua Mano
Si capisce
dalla sua tenuta Ninja ed è chiaro quando dichiara di essere stato chiamato da
alcuni suoi misteriori “Superiori” Nobu è il primo Ninja del letale Clan de La
Mano di questa serie. Storici nemici di Devil, i Ninja rosso vestiti hanno
imperversato sulle pagine del fumetto da quando esiste, sono sicuro che nella
seconda stagione avranno molto più spazio.



Daredevil: Episodio 1×10 – Nelson vs. Murdock


Le identità
segrete si portano dietro una piccola, ma significativa rogna: è molto difficile
proteggerle, lo scopre in questo episodio Matt, che per una gran porzione di
minutaggio, dovrà rendere conto al suo migliore (e incazzato) amico Foggy, del
grande segreto di cui lo ha tenuto all’oscuro.


Come sempre
questa serie ricorre ai flashback per rafforzare la narrazione, in questo
episodio assistiamo al primo incontro tra i due futuri soci di affari e
“Avocados” della Nelson e Murdock.


Negli anni
passati alla Columbia University, Foggy mostrava già il suo interesse per la
pecunia e le belle ragazze e vede Matt come la possibilità di fare nuove
conquiste femminili, tipo la bella Greca del corso di Spagnolo (Vedi: Occhio di Cassidy 1 – Elektra). Non so
se ridere o alzare i pollici di fronte al look “Grunge” di Foggy in versione
giovanile.



I due “Avocados” Maverick e Goose nei loro anni Grunge…
Per la prima
volta Elden Henson, ci mostra di essere un attore quasi completo e non solo
la spalla comica della serie, riesce a tirare fuori una convincente prova da
amico tradito, anche se secondo me funziona meglio vederlo citare “Top Gun”,
quando paragona se stesso e l’amico a Maverick e Goose. Qualcuno gli dica che
sono i due personaggi, con l’amicizia maschile più ambigua della storia del Cinema, uno così battagliero in campo di conquiste femminile dovrebbe
saperlo…


Matt vede (si fa
per dire) Claire per l’ultima volta (in questa serie? In questa stagione
sicuro…) i due hanno l’occasione di tirare le somme del loro rapporto, la bella
infermiera gli suggerisce che con un costume più adatto, riuscirebbe ad evitare
tante ferite. Ciao Rosario, ci vediamo nella stagione numero due…


Un’altra porzione
dell’episodio è dedicata alla indagini di Karen e Ben Urich sulle relazioni
criminali di Wilson Fisk, il reporter fa una cosa molto americana: usare le
carte da gioco per dare importanza ai bersagli (Vedi: Occhio di Cassidy 2 – Bullseye) per mettere su dei bei tabelloni
in puro stile “The Wire”, a distanza di anni quella serie fa ancora scuola e
proseliti.



“Se avessi saputo che mi avrebbero maltrattato così, avrei continuato a fare Downtown Abbey”.

Ultima parte
dell’episodio con protagonista proprio lui, Wilson Fisk, alla prese con i suoi
“Colleghi” criminali, dopo la morte di Nobu e la dipartita dei Russi,
giustamente gli altri criminali della città iniziano a pensare che lavorare per
Fisk porti un pelino di sfiga. Ad un galà di beneficenza, però, succede
l’inaspettato: Vanessa e svariati altri ospiti sono vittime dello
Champagne avvelenato… Vedete cosa succede ad andare dietro a queste mode da
ricchi?


Ho notato una
flessione nemmeno leggera rispetto ai primi episodi della serie, diciamo che
tutto quel bel “Mostrare invece di parlare” è decisamente andato perso
dall’episodio numero 6 in poi, viene quasi da pensare che 13 episodi da 50
minuti l’uno, siano fino un po’ troppi per la storia che ci stanno raccontando,
meglio così che fare le cose a tirar via, però il ritmo è calato di brutto,
spero sia solo una flessione prima del balzo finale…

Occhio di Cassidy
1.Elektra
Questa è
facilissima dai!
La Greca non
può che essere Elektra Natchios, figlia di un diplomatico Greco, compagna di
Università (e di letto) di Matt, è stata una delle sue più celebri (e letali)
conquiste. Creata da Frank Miller, è sicuramente il miglior personaggio, ad
ovest di Devil, uscito dalla pagine del fumetto. Spero davvero di vederla in
questa serie, il personaggio si merita un adattamento degno, non come quella
porcheria inguardabile del suo film omonimo con Jennifer Garner.



Bill Sienkiewicz ci spiega come si disegna Elektra.
2.Bullseye


Ogni volta che
si vedono delle carte da gioco in questa serie, il mio cuoricino di Nerds
sobbalza. Sì, perché la carte sono il marchio di fabbrica di Bullseye, il più
letale assassino di casa Marvel, nemico giurato di Devil. Qui vediamo le carte
usate da Ben per tratteggiare la mappa del crimine di Hell’s Kitchen, ma si
sono viste anche nella scatoletta del pronto soccorso di “Battling” Jack
Murdock, in uno dei primi episodi della serie.

Daredevil:
Episodio 1×11 – The Path of the Righteous
L’episodio
scritto da uno dei curatori della serie, Steven S. DeKnight, a mio avviso
sottolinea l’andazzo preso da questa seconda metà di stagione… Parole, parole
parole. Se non altro nel finale, succede una cosa piuttosto grossa, che
potrebbe essere il via ufficiale al finale di stagione esplosivo che mi aspetto
(e spero).
Senza
ascoltare il consiglio di Leland Owlsley, Fisk resta al capezzale di Vanessa
che sta ancora combattendo con gli effetti letali dell’avvelenamento subito.
Vediamo anche
Foggy ricadere nelle vecchie abitudini: dopo la delusione per la scoperta su
Matt, il nostro si è rifugiato tra le braccia (diciamo braccia) della sua ex,
Marci Sthal. Per fortuna a tenere su la baracca di pensa Ben Ulrich, il
reporter scopre che la madre di Fisk, è ancora viva, al contrario di quanto
pubblicamente dichiarato dal corpulento benefattore di Hell’s Kitchen. Ma il
vecchio reporter sa che Fisk ha agganci nei media e che una rilevazione come
questa, ora non lo scalfirebbe neppure… Gli basterebbe dire che è tutta una
macchinazione della sinistra e dare la colpa ai giornalisti Comunisti, una
tattica che come sappiamo in uno strambo Paese a forma di scarpa paga i suoi
dividendi.
Matt, ispirato
dalla parole di Claire, rintraccia Melvin Potter, l’uomo viene costretto da
Fisk a creare per lui un’armatura in una lega sottilissima, minacciando ritorsioni
verso la famiglia dell’uomo che nel fumetto è noto con l’identità del
Gladiatore.



“Signorina Page, questa è la sua occasione per dimostrare come se la cava nel ruolo di damigella in pericolo”.

Ho trovato
abbastanza toccante l’approccio con cui Matt rassicura l’uomo, disperato per un
certa Betsy (Moglie? Figlia? Sorella? Non è dato sapersi, ma tanto basta), i
deficit cognitivi di Potter non lo rendono un malvagio, questo Matt lo capisce,
ma solo dopo essersi dovuto difendere dalla lame rotanti che avranno
sicuramente fatto sorridere gli appassionati del fumetto originale.

Per effetto
delle (200) ore di conversazione con Padre Lantom, Matt promette protezione per
Betsy, in cambio di un costume più adatto ai combattimenti, qualcosa che sia
anche un simbolo… Tutto quel parlare di “Devil” con il prete alla fine è
servito a qualcosa.
In un altro
episodio molto parlato (anche troppo), sono gli ultimi 100 metri i più
importanti. Wesley di sua iniziativa, abbandona Fisk e rapisce Karen, l’unica
ancora convinta che sia possibile incastrare Fisk per via legali. Portata in
uno stabile isolato, la bionda viene minacciata da Wesley, che però la
sottovaluta, dopo avergli rubato la pistola, la Signorina Page dimostra di non
essere la principessina in pericolo che ci aspettavamo: sei colpi al petto e
Wesley diventa un ex personaggio di questa serie.

L’episodio in
sé non ha grossi difetti, ma questa serie la preferivo quando sfoggiava delle
belle ellissi narrative e soprattutto quando si parlava meno e si agiva di
più, “The Path of the Righteous” sembra tanto un episodio di preparazione in
vista del finale, nulla da aggiungere, la serie mantiene tutto il suo fascino,
ma c’è stata una normalizzazione dopo i primi 5 (bellissimi) episodi.



Daredevil:
Episodio 1×12 – The Ones We Leave Behind
Si tratta di
una legge non scritta: se lasci in sospeso gli spettatori con un cliffhanger,
nei primi minuti della puntata successiva devi confermare la strada intrapresa
con l’episodio precedente. Infatti, questa puntata si apre con il funerale di
Ben Urich, che sono sicuro avrebbe apprezzato la scelta musicale di “Many
rivers to cross” di Jimmy Cliff, ma forse avrebbe apprezzato di più restare in
vita, invece vediamo lo scatolone con cui tutta la sua roba viene sgomberata
(Vedi: Occhio di Cassidy 1 – Scatoloni Uniti!)
Scelta molto
coraggiosa quella di fare fuori un personaggio fondamentale della serie a
fumetti, per altro gli sceneggiatori e l’attore Vondie Curtis-Hall hanno saputo
fare un gran lavoro con il personaggio del Reporter. Personalmente apprezzo
sempre molto quando un adattamento si emancipa dal materiale originale, quindi
possiamo aggiungere un’altra tacca alla cintura di “Daredevil”.



“I’m too old for this shit”.
Quello che
resta è una Karen Page sempre più sconvolta e siccome la “Coppia di fatto”
composta da Matt e Foggy è ancora ai ferri corti, la bionda è davvero sola,
sembra che nessuno abbia più le motivazioni per tentare di ostacolare Fisk.
L’altro grande
(e grosso) protagonista della serie, ha a sua volta i suoi bei problemi con
Vanessa ancora convalescente e Wesley ancora defunto (lo sarà per un bel
pezzo…), Fisk capisce chi ha truccato i suoi conti all’estero: ovviamente è
stato quel simpaticone di Leland Owlsey, che ha sistematicamente spillato denaro
dai conti di Fisk, convinto che avere Hoffman sul suo libro paga, sia un’arma
sufficiente per convincere Wilson a non reagire…. Sbagliato!



“Ben? Ma da quando sei diventato nero?” , “Potrei farti la stessa domanda”.
Fisk lancia
Leland giù per la tromba dell’ascensore e poi sguinzaglia i suoi sulle piste
di Hoffman. Bisogna dire che ci hanno mostrato il cadavere (per di più
sanguinante) di Owlsey, ma sono sicuro che se avessero bisogno del personaggio
in una futura stagione di questa serie, lo vedremo ritornare.
Matt, intanto,
si mette a sua volta sulle tracce di Hoffman, dopo aver appianato i problemi
con il suo storico amico e collega. La scena in cui Matt salva Hoffman è come
al solito notevole, mentre lo sbirro corrotto chiude gli occhi in attesa del
colpo che metterà fine alla sua vita, Matt stende tutti e lo salva… Oh yeah!
Episodio che
alza di nuovo il ritmo, preparando il campo per quello finale, dopo qualche
puntata un po’ fiacca, ci voleva questo.
Occhio di Cassidy


1.Scatoloni
Uniti!

Tra le cose di Ben Urich che vengono portate via, anche un articolo che
parla di New York e dei Vendicatori, scopriamo ufficialmente che il reporter
che si è occupato di parlare della battaglia tra Avengers e alieni Chitauri,
vista alla fine di “Avengers” per il New York Bullettin, è stato proprio il
nostro Ben.

Daredevil: Episodio 1×13 – Daredevil
Dopo la
confessione di Hoffman, la stretta intorno al collo di Wilson Fisk si fa
letale: il poliziotto corrotto confessa tutto, dando il semaforo verde alle
autorità per arrestare il benefattore di Hell’s Kitchen (Vedi: Occhio di Cassidy 1 – Scuola di polizia).
Sono le note del terzo atto della Turandot di Puccini (Nessun dorma) a
sottolineare il trionfo dello studio Nelson & Murdock.
Fisk fa giusto
in tempo ad allungare l’anello di fidanzamento a Vanessa, prima di essere
portato via dalla polizia, tutto finito? No, perché manca ancora più di metà
episodio!
Nel blindato
dell’FBI adibito a trasporto prigionieri, assistiamo all’ultimo passo
dell’evoluzione di Wilson Fisk, in un monologo tratto dalla Bibbia, che deve qualcosina
(giusto un po’) al famoso “Ezechiele 25.17” di Pulp Fiction, Fisk comprende il
suo ruolo nei confronti della città e in un attimo gli agenti sul libro paga
del Boss lo fanno evadere dopo una clamorosa sparatoria sul ponte. Vincent
D’Onofrio si mangia abbondanti porzioni di schermo, se non fosse chiaro a tutti
che è un attore pazzesco ora abbiamo le prove.



“Ezekiele 25.17, il cammino dell’uomo timorato è minacciato…”.
Ovviamente
Matt non perde tempo, appena giunta la notizia della fuga di Fisk, il nostro si
lancia all’inseguimento, ma prima è necessaria una tappa da nel laboratorio di
Potter (Vedi: Occhio di Cassidy 2 –
Stilt Man
). La nuova armatura di Devil sembra convincere Matt, ma Potter
non perde tempo per ricordargli la sua promessa sulla misteriosa “Betsy”, per
ora la sottotrama finisce qui, anche se sono sicuro che nella prossima stagione gli autori
ritorneranno su queste piste…
A questo punto
dell’episodio finale, succede una cosa che a me piace sempre molto vedere: il
pilota del camion che dovrebbe portare Fisk da Vanessa, dichiara che il tempo
di arrivo è previsto in 15 minuti, che poi è anche il tempo effettivo che manca
alla fine dell’episodio.

Ovviamente a
rompere le uova nel paniere ci pensa Devil, che manda fuori strada il camion e
sfoggia il suo nuovo costume con i caratteristici cornini sopra la testa, lo dico
subito… Fa Schifissimo!
Non siamo ai
livelli di inguardabilità della giacca in pelle vista nel film del “2003”, però
quasi. La cosa che ho apprezzato è il fatto che si tratta palesemente di un
costume temporaneo, un primo abbozzo diciamo, infatti, dopo la fine della stagione,
hanno iniziato a girare in rete i concept per il costume definitivo, con la
famosa doppia D sul petto (Vedi: Occhio
di Cassidy 3 – Pigiamino
), anche perché questo è veramente inguardabile…
Matt, ma come ti sei conciato? Cosa sei? Cieco?



“E’ solo un costume provvisorio! Quante volte ve lo devo dire!?”.
Lo scontro
finale (per ora) tra Matt e Fisk avviene in un vicolo, diciamo che è chiaro che
Vincent D’Onofrio non ha molta esperienza come marzialista e la cosa si nota
appena appena, infatti, questo scontro finale risulta uno dei più lenti (e
goffi) di tutta la stagione. Se non altro, i dialoghi funzionano e
rappresentano l’apice dell’evoluzione dei due personaggi: entrambi protettori
della città, ormai definitivamente sui due lati opposti della barricata.
L’arrivo di Manohey, testimonia che c’è un nuovo eroe e finalmente
ha anche un nome… Daredevil (Vedi: Occhio
di Cassidy 4 – Dove ho già visto quel ritratto?).
Il cerchio si
chiude anche per Wilson Fisk, che nella sua cella si ritrova a fissare di nuovo
il muro… Meditando vendetta.
In 13 episodi
abbiamo assistito alla genesi dell’eroe e della sua nemesi, che proprio in
questo episodio arrivano ad indossare i loro colori ufficiali: il rosso per Matt
e il bianco per Fisk. Il loro personale romanzo di formazione si completa qui,
così come la prima stagione di “Daredevil”… Visto di peggio in vita mia, non è
vero Mark Steven Johnson!?!?!??!
  
Occhio di
Cassidy
1.Scuola di
Polizia
Quando Hoffman
arriva al distretto e trova l’agente Mahoney a raccogliere la sua deposizione,
avete visto chi è l’agente di polizia ritratto nella foto appesa al muro dietro
di lui?
Quando dico
che gli autori di questa serie sono scemissimi, si capisce anche dal fatto che
una scena seria e intensa come questa, è “supervisionata” dalla foto di Stan
Lee, travestito da polizotto, ovviamente con l’immancabile sorrisone che ormai
è un marchio di fabbrica. Provate a notarla e a restare seri se ci riuscite…



To protect and serve…EXCELSIOR!

Sul fatto che
il poliziotto amico di Matt e Foggy si chiami Brett MAHONEY ne vogliamo
parlare? Se non è una citazione a “Scuola di polizia” mi mangio il bastone da
non vedente di Murdock!

2.Stilt Man
Sullo sfondo
del laboratorio del future “Gladiatore” fanno bella mostra delle gambe in
metallo che i fan del fumetto conoscono bene: sono i super trampoli di Stilt
Man, un altro antico (e comicissimo) avversario di Devil, visto il tono
realistico della serie Netflix, non credo che lo vedremo mai in azione, per ora
gustiamoci questa strizzata d’occhio ai fan di vecchia data.
3.Pigiamino
Gli autori di
questa serie hanno dimostrato di avere le palle in fatto di adattamenti, hanno preso decisioni coraggiose per portare Daredevil come si deve sul piccolo
schermo, quindi davvero non me la sento di criticargli nulla. Se avessero
voluto essere Nerds fino al midollo osseo, avrebbero fatto indossare a Matt un
costume Rosso e… Giallo.



Sapete come lo chiamo io questo? Un gran modo per concludere una storia!
Sì, perché il
primissimo costume di Devil, sfoggiava proprio questi vistosi colori, prima di
optare per il look Rosso con cui tutti lo conosciamo. Diciamo che, però, apprezzo
molto che ci sia stata un’evoluzione nel look del personaggio, esattamente come
riassunto nella doppia Splash Page finale disegnata da John Romita Jr. nella
miniserie “The man without fear”, ovvero il singolo fumetto da cui gli autori
hanno attinto di più per questa prima stagione della serie. Non credo sia un
caso che quel fumetto e questo episodio, terminino entrambi con Matt, nel suo
costume rosso, che salta giù da un palazzo…
4.Dove ho già
visto quel ritratto?
Ovviamente il
disegno che ritrae Matt nel suo costume rosso, sulla prima pagina del New York
Bullettin, è la famosa copertina di Daredevil Vol. 2 #60, firmata dal grande
Alex Maalev, molto nota ai fan del fumetto.

Un tipo alto, vestito di rosso e con le corna sulla testa…

Pensavo che
Drew Goddard e soci, avrebbero giocato molto di più con il nome “Daredevil”,
che viene pronunciato per la prima volta solo in questo episodio, di fatto è un
giochino di parole intraducibile, che grossomodo significa “Scavezzacollo”, ma
ovviamente gioca con la parola Devil al suo interno. Devil era anche il
soprannome da pugile di Jack Murdock, ma soprattutto il nomignolo con cui i
bambini dell’orfanotrofio chiamavano Matt, non vedente sì, ma non propriamente
un tipo tranquillo…
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