
La prima stagione di Daredevil – Rinascita è stata falcidiata dai manifesti problemi di riscrittura, che come scrivevo, più che una rinascita, hanno fatto sembrare la serie una faticosa ripartenza. Devo dire invece che con la seconda annata è andata meglio, Dario Scardapane, ormai responsabile dell’andamento delle trame e delle sceneggiature della maggior parte degli otto episodi della stagione, ha potuto lavorare – seppur non esente da problemi – almeno senza troppe influenze esterne, tenendo a mente un’antica e sempre valida massima di Stan Lee: la Marvel è il mondo che vedi quando guardi fuori dalla finestra.
Il sindaco Fisk (Vincent D’Onofrio) governa la città di New York con il pugno di ferro e con il supporto di chi lo ha votato, perché il “Leader forte” non è mai davvero passato di moda, la sua Task Force anti-vigilanti è una forza di polizia privata, sopra tutte le regole che però piace, malgrado la legge marziale in città. Quando la nave mercantile Northern Star (che trasporta segretamente armi militari per la guerra privata di Fisk) viene affondata, la colpa viene fatta ricadere tutta su Daredevil (Charlie Cox), ormai assorto ad eroe della rivolta anti-Fisk, sempre più KINGpin (… scritto volutamente così) che semplice sindaco. Ora, togliete l’acronimo della TaskForceAntiVigilante e sostituitela con un altro acronimo a caso, vi suggerisco che so… ICE, ed ecco che avrete il mondo che vedete fuori dalla finestra.

A tutto questo aggiungete la sottotrama aperta che ruota attorno a Benjamin “Dex” Poindexter (meglio noto come Bullseye e ancora impersonato da Wilson Bethel), l’uomo che ha brutalmente ucciso Foggy, sui cui Matt ha messo gli occ… Ehm, ha messo il suo mirin… No niente, non se ne esce, però dai, ci siamo capiti. Da qui in poi vi avviso, seguono moderati SPOILER, niente di drammatico per la visione della serie, ma vado un po’ a ruota libera nella trama degli episodi.

Il primo episodio, ad esclusione di una fotografia che ci fa immedesimare in Matt (non si vede niente) è ben ritmato e come al solito, molto ben diretto dai “miei” Aaron Moorhead e Justin Benson, eroi del cinema Horror più indie, in forza alla Marvel (per finanziarsi i loro Horror a bassissimo costo). Va detto poi che il buon andamento della serie prosegue anche con l’episodio successivo (2×02 – Shoot the moon), con la resistenza che diventa sempre più un fattore, la sorella di Tigre Bianca e la rivolta, generata dall’arresto di una bimba per mano delle forze dell’ICE… TFAV! Volevo dire la Task Force. Un inizio non ancora al livello della prima (inarrivabile) stagione Netflix, ma comunque molto interessante.
Eliminare Foggy dall’equazione è stato un grosso rischio, Karen Page non ha ancora lo stesso peso, anche se Deborah Ann Woll è sempre stupenda, in compenso il terzo episodio (2×03 – The Scales and the sword) ha ritmo ed è piuttosto riuscito, non tanto per la presenza dello Spadaccino, quanto per la lunga sequenza d’azione con i prigionieri liberati dalle loro gabbie e spero non vi sfuggirà il fatto che il costume nero con la “Doppia D” rossa del nostro Cornetto, arriva dritto dal ciclo di storie scritte da Charles Soule e disegnate da Ron Garney, lo stesso ciclo di storie dove aveva esordito Muse, che qui aleggia sulla serie, anche grazie agli effetti che lo psicopatico ha avuto sulla sua psicologa, non proprio una trovata originalissima quest’ultima, ma sempre efficace.

Va decisamente peggio con il quarto episodio (2×04 – Gloves Off), tenuto su dall’azione, la buona fotografia e quei cinque minuti finali con colpo di scena allegato, che vedono Daredevil e Kingpin nuovamente opposti. Peccato che l’arrivo di Jessica Jones sia più che altro una concessione ai fan, visto che la nostra svolge il compito di snocciolatrice di nozioni che in una trama scritta meglio, potevano essere fornite agli spettatori in modo meno grossolano, per non parlare del fatto che tutto l’arco narrativo di Matt… Dove sarebbe esattamente? Bisogna aspettare l’ultimo episodio per vederlo tornare, ma per buona parte di questa seconda stagione di “Rinascita”, il personaggio si limita a sfornare la versione locale del costume disegnato su carta da Garney e poco altro.

Per la seconda volta, la serie chiamata “Born again” NON pesca da Daredevil Born Again, ma da un sacco di altri cicli di storie del personaggio, l’episodio 2×05 (The Grand Design) inizia proprio come Amore e guerra per poi gettare le basi per una versione su piccolo schermo di “Devil’s reign”, che al momento, è anche l’ultimo gran ciclo di storie di Cornetto, scritto da Chip Zdarsky e disegnato dal bravissimo Marco Checchetto, che quando hanno lasciato la testata, non sono più stati sostituiti da altrettanti talenti, dita incrociate per l’attuale serie in corso di pubblicazione negli Stati Uniti.
Gli episodi 2×06 e 2×07 li ho trovati meno riusciti, anche perché gettano via tutta la sottotrama con più potenziale, quella dedicata a Daniel Blake (Michael Gandolfini), ma tra scivoloni e soluzioni narrative non proprio raffinatissime, la serie si rialza in piedi grazie ad un finale che rimette Matt al centro della storia, anzi, rimette proprio l’avvocato Murdock dove dovrebbe stare, in aula a combattere il suo avversario in uno scontro verbale in odore di “Codice d’onore” (1992) con Vincent D’Onofrio al posto di Jack Nicholson e senza minimamente sfigurare nell’ideale cambio, perché se il livello della recitazione di questa serie è medio alto, D’Onofrio sta due spanne sopra tutti e non solo per motivi fisici, da applausi, questa seconda “Rinascita”, più riuscita della prima, meriterebbe già solo per la sua prova.

Il finale di stagione non è solo un modo per rimettere in piedi i Difensori, più che altro è la giusta conclusione per lo scontro tra Daredevil e Fisk, il secondo si è nascosto, presentandosi come sindaco ha rivelato le sue vere intenzioni messo all’angolo in tribunale, Matt invece come sempre, ha dovuto fare molto di più. Perché si ama Daredevil? Perché è il personaggio che per quante botte possa prendere, non andrà mai a terra e se dovesse anche andarci, stati sicuro che anche sanguinante e sofferente, si rialzerà sempre. Tutto il personaggio di Matt ha più evoluzione in questo singolo episodio che in quasi tutta la serie, la sua conclusione è nota per i lettori del fumetto e inevitabile, giusta, l’unica davvero possibile per il personaggio, ovviamente ci sarà anche la terza stagione, se i margini di miglioramento sono quelli visti tra la prima e la seconda “Rinascita”, spero che arrivi molto, ma molto presto. Intanto, a stretto giro, parleremo anche del ritorno del Punitore, a breve su queste Bare!


Creato con orrore 💀 da contentI Marketing