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Dead Snow 2: Total Eclipse of the Splatter

Il primo “Dead Snow” era una cosa di cui si è parlato
anche troppo secondo me, di fatto era la stessa trama di “Cold Prey” (arrivano entrambi
dallo stesso Paese: la Norvegia) si salvava in corner per una sola idea: “E se
il mio assassino Slasher fosse uno Zombie, ma vestito da Nazista?”.

Da qui si è aperta la diga, è venuta fuori una delle
Tag Line più fighe di sempre (“
Ein! Zwei! Die!”) e il regista, Tommy
Wirkola, si è reso conto di due cose: la prima di avere per le mani dei nemici
idiotissimi, la seconda di essere una gran fan di Sam Raimi. Il risultato si
vede negli ultimi 10 minuti di quel film, tanto cartonesco splatter che omaggia
Raimi (ma anche il primo Peter Jackson, quei due sono cugini alla lontana se
chiedete a me…) ad ogni fotogramma. Buttandola in caciara porta a casa almeno
il Premio Simpatia.
Ora, il suo “Hansel & Gretel Cacciatori di Streghe” è stato
ingiustamente massacrato secondo me, era generalmente bruttarello, ma comunque
un film che al pari dei 10 minuti finali di “Dead Snow”, anche qui Wirkola capisce che i Fratelli
delle fiabe dei Grimm, che danno la caccia alla streghe è una vera scemenza
quindi… Caciara.
Forte di questa nuova consapevolezza (soggetto scemo = caciara =
Premio Simpatia) Tommy Wirkola torna a casina sua in Norvegia, riprende le
fila di “Dead Snow”, ci aggiunge un 2 e un sottotitolo.
Se devi dare un sequel al tuo film con gli Zombie Nazisti, cosa ti
inventi? Facile, Zombie Comunisti: “Dead Snow 2 – Dead VS Red”



Nell’angolo rosso i compagni della squadra RED

L’unico sopravvissuto del primo film si risveglia in ospedale (il
braccio mozzato con la motosega era un omaggio a Raimi?). Benissimo, allora qui
il braccio viene ricucito… Sfiga! Non è il suo braccio, ma quello del capo dello
squadrone delle SS, Herzog (sarà una citazione anche questa? Mah…), quindi i
primi 20 minuti di film sono ancora un omaggio al regista de “La Casa”. Il
protagonista si ritrova a combattere contro la sua stessa mano che vorrebbe
uccidere tutti, mossa da una vita propria (o forse dovrei dire una Non-Vita
propria!).

“No! non voglio fare la fine di Ash!”

Penso che il soggetto di questo film, sia stato gestito da Wirkola con
un
Brainstorming, l’idea successiva nata da questa sessione di lavoro è
un’altra occasione per fare una citazione/omaggio:

La “Zombie Squad” che arriva dagli Stati Uniti,
contatta Martin, il protagonista e corre in suo soccorso al grido di “Siamo
Professionisti”, anche se in realtà sono tre Nerds.
Una delle quali (quella con la maglietta “It’s a
Trap!”) parla facendo SOLO citazioni a Star Wars,



“Lui non aveva mai visto Episodio I”

cosa che esalta i fan della Saga (come me) al primo
minuto, ma alla lunga stanca e una volta capito l’andazzo la trovata perde
tutta la sua simpatia; anche quando la ragazza tira fuori un binocolo identico
a quello che Luke utilizzava su Hoth, oppure quando spiega che “L’Impero” è
stato girato in parte in Norvegia…

Tra l’amico gay non dichiarato e un museo della
Seconda Guerra Mondiale, ci vengono spiegate anche le motivazioni del gruppo di
Nazi-Zombie guidati da Herzog (concludere una missione affidatagli dal Fuhrer).
Il nostro regista con il cognome da punteggiatura
piazza forse l’unica trovata davvero originale, in un film che vive (e
prospera) di citazioni: il nuovo braccio di Martin può far resuscitare i morti,
Zombie “Buoni” pronti a combattere con lui… Dopo un’idea così, la strada per il film è tutta in
discesa!
Ovviamente vengono resuscitati i RED del sottotitolo,
ma anche un adorabile ex paraplegico che diventa un fedele Zombie, nei credits
etichettato con il nome di “Sidekick Zombie” (vi dico solo che si rivolgono a
lui dicendo “Good Boy” e lui fa la guardia come un cagnone fedele).



Qualcuno qui deve aver visto Shining

Dove il film funziona è di nuovo nella parte finale,
molto più lunga questa volta, con molti più zombie e con alcune “Zombie Kills
of the Weeks” da sottolineare: proiettile tra i denti dello Zombie-nazi e
martellata sul percussore, oppure… Beh posso dirvi che c’è di mezzo un carro
armato (Oh Yeah!).

Le idee sceme sono variegate come il gelato, ad
esempio il Dottore Zombie-nazi che “aggiusta” i feriti usando uno
sturalavandini al posto di una gamba mozzata e altre cosucce gustose del
genere.
Ora, nel mondo di noi Nerds, serpeggia una teoria: in
caso di un outbreak Zombesco, i primi ad adattarsi alla nuova condizione
sarebbero proprio i Nerds, più mentalmente pronti ad accettare lo strano
evento.
Ok, potrebbe essere, ma secondo me sarebbero anche
quelli come adatti dal punto di vista fisico, spossati da una vita di non-sport
e attività da fermi (Film, videogames e fumetti)..
Anche il capo della Zombie Squad è un fautore di
questa teoria, infatti nel film, si auto nomina esperto di Zombie, forte del
fatto di aver visto TUTTI i film del genere, salvo poi restare spiazzato
davanti ad un braccio che fa rivivere i morti, solo perché è una cosa che non
si è mai vista in un pellicola Horror. 
Caro Tommy PuntoeWirkola, va bene, però darsi le
pacche sulla spalle (con la mano non-morta) da solo, così palesemente, no dai
su, fai il bravo…

Ein! Zwei! Die!
I Norvegesi hanno imparato a mettere su dei prodotti
commerciali del tutto professionali, il make Up degli Zombie non è magnifico, ma
comunque di qualità, le idee sceme letteralmente sostengono il film, fino alla
prossima scena splatter, il risultato, è una perfetta “Porcata di Mezzanotte”.
Un film leggero, scemo e consapevole di esserlo che
alla fine ti tira dentro il suo mood e ti fa divertire, anche perché il nostro
Tommasino Punteggiatura ci mette la scena finale più scema vista nel 2014.
Come definirla… Ehm… Romantica? Necrofila? Non so,
lascio a voi la definizione, ma vi dico solo che il sottofondo musicale per l’ultima
sequenza del film è “Total Eclipse of the Heart” di Bonnie Tyler. Colpo di
Genio! Beccatevi il contributo audio/video.



Ora, se sei così matto, da avere il coraggio (o
l’assenza della anche minima forma di buon gusto) per fare una cosa del genere,
allora il premio Simpatia te lo meriti, anzi, te lo stra-meriti! Poi magari un
giorno farai anche un film con un’idea vera, ma per ora, Tommy Wirkola è uno
che sa come buttarla in caciara e non farsi mandare a quel Paese (e ora come ora,
non è nemmeno poco), se continua così diventerà il Re delle “Porcate di
Mezzanotte”.
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