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Deadpool – Presidenti Morti: Dead Kennedys (chi è stato il 41° presidente?)

Con il
successo cinematografico, anche per il mercenario chiacchierone arriva l’inevitabile
sovraesposizione, nel senso che nelle mensole di qualunque edicola o fumetteria
vedrete gli occhioni neri della maschera di Wade Wilson ovunque.

“Presidenti
morti” mi ha attirato un po’ perché si tratta di un volume (quasi) autoconclusivo che riassume il primo arco di storie del rilancio Marvel NOW! del
personaggio, un po’ perché… Bah, lo ammetto: mi suonava bene il titolo!
Per fortuna
anche questa volta il mio “Senso di Nerd” mi ha consigliato bene, ad Ovest
della sua serie regolare, che trovate ovunque in formato spillato, D-Pool
continua ad essere protagonista di storie spassose che si lasciano davvero
leggere ed, ora come ora, pur essendo una scheggia impazzita dell’universo
Marvel e l’unico personaggio della Casa delle Idee consapevole di essere
un personaggio dei fumetti, è anche quello che incarna meglio la vervè comica
dei Marvel film, ma è giunto il momento di giustificare il titolo del volume,
quindi… Trama!
Un negromante che
fa parte di una sezione speciale dello S.H.I.E.L.D. (l’agenzia di spionaggio
della Marvel, per quei due che non avessero visto la serie tv, o qualunque film
Marvel), giunge alla conclusione che per salvare l’America da se stessa, il Paese ha bisogno di leader forti in grado di riportare gli Stati Uniti di
Yankeelandia agli antichi valori e splendori, per farlo attraverso un
sortilegio riporta in vita tutti gli ex presidenti spirati che di solito troviamo
stampati sui dollarazzi, quello che succede dopo è una roba che fa rima con “Dollarazzi”.


Tipo la dichiarazione di indipendenza, ma con un mercenario chiacchierone in più.
Sì, perché i
presidenti zombie ritengono il Paese marcio e preferiscono distruggerlo per
rifondarlo da capo, cattivissimi e inarrestabili hanno anche un vantaggio
tattico non da poco: nessun Americano che vota e paga le tasse vorrebbe vedere
che so, Capitan America, rompere la mascella a George Washington con un pugno
durante il telegiornale del mattino, quindi per fermare la minaccia, non si può
far venir giù i grossi nomi, tipo Avengers o Fantastici Quattro, ci vuole
qualcuno più sacrificabile e propenso a fare il lavoro sporco… Avete già capito
di chi sto parlando!
Brian Posehn e
Gerry Duggan mandano a segno una storia brillante, impreziosita dai disegni di
Tony Moore, quello che è stato il primo disegnatore della serie a fumetti The Walking Dead e che qui torna a
disegnare degli zombie. Visto il tono drammatico della serie creata da Robert
Kirkman, personalmente ho sempre trovato le matite di Moore ottime, ma fuori
luogo, resta il fatto che il buon Tony, zombie, mostri e sbudellamenti li sa
davvero disegnare, anche se il suo tratto molto fumettoso è più adatto ai
super eroi che ad una serie drammatica.
La
serie regolare dedicata a “Venom” (anzi, agente Venom) era poca cosa, ma le matite
di Tony Moore erano davvero belle, qui il disegnatore pare aver trovato
la sua dimensione, spero di rivederlo presto alle prese con il mercenario
chiacchierone.


Il vento, il Deadpool e il leone.
Brian Posehn e
Gerry Duggan non prendono davvero prigionieri e si fanno beffe di tutti i
presidenti, maggiore è la vostra conoscenza dei vari politici che hanno dormito
alla casa bianca (e dei loro tick) più vi divertirete a leggere la
caratterizzazione fornita da Posehn e Duggan su questi cattivissimi “Ritornati”.
Dalla
fissazione per le donne di JFK, alla dentiera di legno di Washington, passando
per l’imbranataggine congenita di Gerald Ford i due sceneggiatori non le
mandano a dire, ci sono riferimenti espliciti anche ai presunti brogli
elettorali in Florida, di George “Dabliù” Bush.
I dialoghi
sono davvero spassosi, per darvi un’idea del livello di politicamente scorretto
del volume, vi dico solo che il primo ad affrontare Deadpool è Franklin Delano
Roosevelt, con il mercenario chiacchierone che si giustifica urlando ai quattro
venti: “… Ha cominciato il tipo in carrozzella!”, così, giusto per farvi capire
come “Presidenti morti” ha nel suo menù.


“Lincoln?”, “Ah-ah. Alto, braccia lunghe… I magri si battono fino a spappolarsi.” (Cit.)
Da un Roosevelt
all’altro, ho apprezzato moltissimo anche lo scontro con Teddy, che da noto
fissato di caccia e animali impagliati, trasforma il duello in un safari dove
Deadpool è la preda più ambita!
Ospite
speciale del volume il mago supremo della Marvel, il Dottor Strange,
prossimamente anche lui avrà un film personale (dove sarà interpretato da Benedict “Sherlock” Cumberbatch), per ora si limita ancora a fare da spalla, non solo a
Deapool, ma anche allo spirito di Benjamin Franklin: i due hanno un battibecco
sulla fidanzata del mago, Clea, concupita dal noto inventore in una vecchia
storia degli anni ’70 scritta da Steve Englehart e Gene “Il decano” Colan…
Complimenti a Posehn e Duggan per la cultura generale Marvel!

Insomma, continuo
ad essere convinto che una bella storia autoconclusiva di Deadpool scritta come si deve, sia sempre una gioia fumettistica che ogni tanto è bello
concedersi, per fortuna “Presidenti morti” continua questa buona tradizione.
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