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Dimensione Terrore (1986): A 70 km all’ora gridando come licantropi

Come tanti delle mia leva, ho un enorme debito affettivo nei confronti di “Notte Horror”, la serata passate a seguire i consigli dello Zio Tibia, sono state una bella spallata al mio amore per la settima arte e il nome di Fred Dekker mi riporta alla mente tanti bei film scoperti in quelle nottate estive.

“Night of the creeps” che in questo strambo Paese a forma di scarpa diventa “Dimensione terrore” sacrificando il palese
riferimento ad un certo film di Romero piuttosto famoso (appena appena), in
favore di un titolo comunque azzeccato. Si tratta dell’esordio alla regia di
Dekker, un ragazzo che fino a quel momento aveva scritto la sceneggiatura di un
altro bel titolo orgoglio di “Notte Horror”, ovvero Chi è sepolto in quella casa?

Cresciuto a pane, fumetti (in particolare
quelli della EC Comics) e film di mostri, Dekker andava a scuola con un altro
che a scrivere sa il fatto suo, Shane Black (giù il cappello!), la passione
condivisa da questi due, li ha portati a produrre insieme quella bomba di
“Scuola di mostri”, ma questa è un’altra storia di cui parleremo a breve, oggi
è il turno di “Night of the creeps”, un cult in cui lo stile di Dekker era già
abbondantemente visibile.


Fred Dekker analizza al microscopio il girato del giorno.

Forse non è poi così famoso come meriterebbe,
ma di sicuro il film ha i suoi fan, tra i quali va annoverato oltre al
sottoscritto (che conta come il due di picche), James Gunn che nel 2006
con “Slither”, sfornò forse il più grosso omaggio al film di Dekker.

Rassegnatevi perché il nome di George A.
Romero spunterà spesso da qui alla fine, quindi iniziamo subito: sempre in quel
film appena appena famoso di cui sopra, Zio Romero ci ha insegnato che la
minaccia zombie per fare paura, non ha bisogno di un’origine spiegata e per
decenni la sua lezione è stata replicata fedelmente, infatti, Dekker apre
il film con una scena assurda, in cui un alieno brutto come la morte, in fuga
da due suoi simili di uguale bellezza, lancia nello spazio un’arma
sperimentale: un contenitore con delle specie di larve dentro…Lasciatemi l’icona
aperta…


Cos’è quel coso? E perché ha rubato una spada Laser!?

Cambio, anche repentino, anni ’50 e il film
diventa di colpo in bianco e nero, il giovane poliziotto Ray Cameron (lo
ripeto, CAMERON, il mitico Tom Atkins) incrocia la sua ormai ex ragazza,
parcheggiata con un tipo in stile “Happy Days” nel classico parcheggio del
pomicio che pare non poter mai mancare quando gli anni ’50 vengono mostrati al
cinema, anche se non è un posto poi così romantico, visto che si trova a due
passi dal manicomio criminale Corman (lo ripeto, CORMAN) e proprio da lì arriva
un maniaco armato di ascia. Vi ricordate il bussolotto spaziale dell’icona
lasciata aperta? Ecco, le due cose tornano prepotentemente di moda. Titoli di
testa. Sì, perché tutta ‘sta roba succede nei primi 5 minuti e spiccioli del
film

Sunday, Monday, happy days! Tuesday, Wednesday, happy days! 

Saltone in avanti fino ad un college americano
del 1986. Come ci ha insegnato “Animal House”, nei college americani ci sono quelli
fighi, quelli sfigati e le confraternite. Gli sfigati di questo film sono Jason
Lively (fratello maggiore di Blake) nei pettinati panni di Chris Romero (lo
ripeto, ROMERO) e il suo migliore amico, James Carpenter Hooper detto JC (lo
ripeto, Carp, no dai è talmente bella che se non l’avete capita vi tolgo il saluto!). JC dei due è quello con la
parlatina, si muove su due stampelle e quello che gli manca in funzioni motorie
lo compensa con la faccia da schiaffi che userà per aiutare l’amico a
conoscere una carina per cui ha perso la testa, che di nome fa Cynthia ‘Cindy’
Cronenberg (Lo ripet.. Ok, basta avete capito l’andazzo). Cosa c’entrano gli
alieni, le larve spaziali, un maniaco con ascia degli anni ’50 e le beghe
amorose di uno sfigato degli anni ’80? Guardatevi il film e scopritelo.

Romero senza occhiali, Cronenberg più carina di come ricordavo e Carpenter senza baffi.

Sì, perché Fred Dekker da fanatico di fumetti
qual’è, sforna un film che pur avendo quasi trent’anni si è mantenuto proprio
bene (quasi come il cadavere congelato al centro della storia), un film
volutamente e spudoratamente citazionista (potreste averlo notato), volutamente
sopra le righe e che non prendendosi mai sul serio, azzecca una gran quantità
di trovate. Il risultato è davvero uno spasso, ah! Per la nuda cronaca: nel
film trovate anche personaggi che si chiamano Miner, sergente Raimi e detective
Landis.

Dekker pesca a piene mani dai filmacci che ha
amato, omaggi i suoi registi preferiti e manda a segno un prodotto post
moderno che sprizza amore da tutti i pori per il materiale originale, slasher,
fantasie adolescenziali, fantascienza anni ’50 e commedia scollacciata da film
di college, il tutto con dialoghi efficaci e davvero divertenti, qui avere
come amico uno come Shane Black aiuta. Non dico che Black abbia contribuito
alla sceneggiatura, ma è difficile non credere che il rapporto tra Chris e JC
non fosse simile a quello tra Fred e Shane.
Alcune trovate sopra le righe (il campus
universitario ha una cella criogenica? Il lancia fiamme tra le armi confiscate?
Il cameo del mito Dick Miller!) aiutano a rendere “Night of the creeps” un
perfetto adattamento cinematografico dell’atmosfera dei fumetti della EC
Comics e Dekker dimostra di conoscere così bene il cinema Horror, da potersi
permettere di prendere in giro alcuni dei suoi clichè.

Il bullo scolastico in odore di Nazionalsocialismo, Dekker mette una lapide su questa tipologia di personaggio.

Ad esempio, la ragazza occhialuta alle prese
con il gatto nero, è una gag che si ripete per almeno tre volte durante il
film, ogni volta giocando sulle attese degli spettatori, ma la mia parte
preferita sono alcuni delle frasi snocciolate da JC. Non vi rivelo nulla per
non rovinare la visione, ma prestate orecchio a cosa dice il ragazzo, il
ragazzo fa un paio di battutacce che sembrano quasi degli Spoiler sul resto
della trama, tutto dettagli che puoi gestire solo se hai mestiere e conoscenza
del genere e Dekker abbonda di entrambi.

“Scendi! C’è un drogato alla porta che ti cerca”.

Anche se il mio di culto è quando Tom Atkins,
per tutto il tempo del film, non fa altro che rispondere a tutte le domande in
tono sarcastico “Stupiscimi” (in originale “Thrill me”), una di quelle frasi
che nella vita mi sono ritrovato ad utilizzare spessissimo, una citazione a
questo film regalata dal mio inconscio cinefilo!

Fun Fact: Il film preferito in cui Tom Atkins ha recitato? Questo!

Anche se le svolte di trama non sono
impossibili da prevedere (JC permettendo), ai personaggi ci si affeziona subito
perché sono ben scritti e credibili malgrado gli eventi e l’atmosfera sopra le
righe, gli effetti speciali hanno retto bene la prova del tempo, quelli più
comici invecchiando hanno accentuato il lato umoristico, mentre i vermazzi
spaziali continuano ad essere schifosi al punto giusto!

Ok i vermoni sono orribili, ma la scritta l’avete notata?

“Dimensione terrore” intrattiene ancora alla
grande, è bello perché è orgogliosamente “De panza”, drittissimo e ignorante
nel senso buono del termine, è un film capace di tirarti dentro al suo giochino
grazie all’entusiasmo, il finale, poi, è una chicca, anche se è stato imposto
dalla produzione per lasciare la porta aperta ad un possibile seguito. In
realtà, Fred Dekker voleva fare lo stesso, ma optando per una soluzione molto
più grossa, in linea con la scena di apertura del film, in ogni caso,
nell’edizione in DVD li trovate entrambi.

La soluzione molto più grossa che Dekker sognava.

Sarebbe bello vedere più film horror con
questo tipo d’inventiva e questa “Joie de vivre” cinematografica, ci sono
quelli che vedono le commedie horror come IL MALE, personalmente molte sono
pessime, ma quando vengono fatte con questo livello di passione per il genere,
da gente di talento e non solo da dispensatori di citazioni fini a loro stesse,
ci si diverte tutti, non solo noi horror-maniaci.

Alla fine siamo composti (anche) da una decina
di metri di intestino, da diversi litri di sangue e dai film che abbiamo amato,
che siano quelli con gli zombie, i mostri o gli alieni, o magari i film che
passavano durante “Notte Horror”. Io alla mia monnezza pop ci tengo un casino,
quindi non posso che ringraziare Fred Dekker, magari un giorno, qualcuno farà
un film, in cui uno dei personaggi di cognome fa Dekker (lo ripeto, DEKKER)
sarebbe fantastico!
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