Chris Chibnall ma io cosa ci devo fare con te? Ti posso
utilizzare per condire l’insalata? Sei biodegradabile almeno? Ti devo buttare nel
bidone della carta, in quello della plastica oppure posso usarti per il
compost?
“Praxeus” sembra il classico episodio che serve alla
produzione di una serie televisiva per tirare il fiato, suddividere il cast in
giro per il globo è sempre il modo migliore per poter girare più scene in
contemporanea, chiedendo anche ai protagonisti uno sforzo minore, in termini
anche solo di minuti sullo schermo (e battute da imparare a memoria). Ma se la
parte più interessante di un episodio è notare questo tipo di dettagli,
chiamiamoli logistici, vuol dire che siamo messi abbastanza male.
ad un pericolo rientro sul pianeta, per recuperarlo si smobilitano le forze
armate di più nazioni, ma sul pianeta arriva anche un pericoloso virus che si
manifesta attraverso violente metastasi plastiche sul corpo. Una minaccia
globale che richiede l’intervento immediato del Doctor, correre ad accaparrarsi
le ultime mascherine non servirà a nulla, se non a favi somigliare a tanti brutti
sosia di Michael Jackson. Sto ancora parlando della puntata? Non lo so, andiamo
avanti.
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| Giuro, mai visto un virus fare così! |
Doctor e la sua “Fam” (meglio noti come i tre marmittoni) si
separano tra Madagascar, Hong Kong e qualche altro posto che nemmeno mi ricordo,
perché mi sono fatto distrarre dall’inquadratura dell’aereo in volo sopra la
città, presa di peso dal primo “Bad Boys” (1995). Forse un tentativo di distrarmi
in questo mare magnum di spiegazioni pseudo scientifiche applicate al nulla
cosmico quasi totale.
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| Ha telefonato Michael Bay, rivuole indietro la sua inquadratura. |
“Praxeus” è desolante come un sacchetto di plastica
abbandonato sulla spiaggia, ma in compenso ha una morale di fondo meno
significativa di quella di un episodio a caso di “Capitan Planet”. Posso capire
la volontà (sacrosantissima) di parlare di un tema ecologista, puntato il dito
sul nostro modo disgraziato di utilizzare la nostra casa (il pianeta Terra)
come se fossimo inquilini abusivi di passaggio, tanto poi a pulire ci penserà
che so, Greta Thunberg.
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| Un tempo il mullet alla MacGyver andava forte in tv. |
Il problema che “Praxeus” parla del problema delle plastica
negli oceani, più o meno come “Blink” (3×10) parlava dei pericoli di muoversi
per casa con gli occhi chiusi, non so se ho reso l’idea. L’immagine dei pennuti
intrappolati, oppure peggio uccisi, dalla plastica abbandonata ha fatto il giro
del mondo, ma qui utilizzare i corvi migratori ripieni di plastica come
portatori del virus, è una trovata che in teoria dovrebbe smuovere le
coscienze, in pratica risulta l’ennesimo tentativo di sfruttare le dinamiche create
da Alfred Hitchcock nel suo “Gli uccelli” (1963), ma con un risultato
paragonabile a tutti quelli che ci hanno provato negli anni, una roba che se va
bene, è buona per il cinema di serie Z.
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| Alfred Hitchcock presenta: Doctor Who. |
Ancora una volta Thirteen finisce per fidarsi della prima
che passa, e ancora una volta invece di agire, al massimo riesce solamente a
reagire davanti alle situazioni, senza fare poi molto per impedire che le
persone muoiano malamente uccise dal virus. Alla faccia del buon vecchio «Everybody
lives!» che un tempo era un po’ il motto di questa serie.
sono tanti dettagli, a partire dalla sua collocazione a questo punto della
stagione, la natura della puntata, così divisa in varie parti del mondo, poteva
starci bene in coda ad un episodio di “spionaggio” (virgolette obbligatorie)
come Spyfall, ma dopo che la trama
orizzontale è esplosa in maniera così straripante nello scorso episodio, “Praxeus” sembra davvero fuori posto.
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| Non so voi, ma io “Baywatch” lo ricordavo abbastanza diverso. |
Inoltre la puntata manca proprio di creatività, “Praxeus” è
un titolo che attira, perché non credo che questa parola abbia un significato
in nessuna qualche lingua (terreste almeno), ma scegliere prima di chiamare il
virus letale con questo nome e poi di utilizzarlo per battezzare l’episodio, è
un notevole esercizio di pigrizia, che aggiunge zero all’iconografia della
serie.
che sono sempre andate mano nella mano con “Doctor Who” (almeno dal suo
rilancio nel 2005)? Chris Chibnall si è beccato anche delle belle accuse, per
aver dedicato morti violente a personaggi omosessuali durante la sua gestione, ecco
perché forse qui ha deciso di dedicare il finale eroico, all’astronauta Adam e al
suo compagno. Una trovata che personalmente non mi ha smosso poi molto, perché
sono profondamente convinto che se a livello narrativo, l’orientamento sessuale
di un personaggio dell’immaginario, sia anche la sua unica caratteristica
memorabile, beh forse quel personaggio non ha molto da raccontare no?
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| Si vede che ci stiamo avvicinando a San Valentino. |
Il capitano Jack Harkness (per citare uno da poco riapparso nella serie) è un personaggio
memorabile per cui viene voglia di fare il tifo che vabbè, è anche Pansessuale
e perennemente arrapato, ma è una delle sue caratteristiche, non l’unica.
Quindi possiamo dire che nella stessa puntata Chris Chibnall è riuscito a
trattare in modo superficiale sia il tema dell’omosessualità che quello ecologista,
per di più in una puntata noiosissima… Un trionfo!
nel capire cosa fosse questo misterioso “Praxeus” del titolo, ora sono sicuro
che lo dimenticherò molto velocemente, se avete bisogno di me, sono laggiù che
cerco di capire in quale bidone vada gettato Chibnall, in attesa della prossima
puntata, si spera migliore di questa. Sarà da gettare nel vetro forse? Questo
Showrunner mi manca più in crisi del cartone del latte da riciclare.









