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Doctor Who – The power of the Doctor (2022): Chris Chibnall il tuo tempo è scaduto, addio!

Penso che a questo
punto, dopo tutte le puntate trattate, non abbia nemmeno più senso elencare
ancora quali sono stati i principali difetti della gestione di Chris Chibnall
alla serie “Doctor Who”.
Parliamo di quella cominciata con l’aria di chi avrebbe dovuto spaccare il mondo, ma che
con il tempo ha collezionato risate, trame sempre più banali o pasticciate,
pochissimi episodi davvero memorabili, ascolti in caduta libera e non ultimo,
il primato di essere riuscito quasi del tutto a togliermi la gioia di seguire una
serie che tra alti e bassi, mi ha sempre messo di buon umore. Bravo “Doppia C”,
un trionfo.
Si, sto parlando con te Chibnall, il giorno è arrivato.
Giunti all’ultimo
degli speciali per il 2022, non serve davvero stare a criticare momenti
scemoni, come Doctor e la sua FAM che per salire a bordo del super treno preso
d’assalto dai Cyber-Master (la versione potenziata dei Cybermen) non può
atterrarci sopra, ma deve calare una scaletta di corda (sigh!), oppure di Dan (John
Bishop) che a metà del primo atto fa come il benzinaio di “Il bisbetico domato”
(1980): «Basta, io mollo tutto, me ne vado», così, senza troppe motivazioni.

Di fatto “The power
of the Doctor” ha tutte le caratteristiche del classico episodio della
rigenerazione: minacciona gigante, sacrificio del Doctor, magari qualche faccia
nota se il budget lo permette e saluti finali. Chris Chibnall svolge il compito
per assurdo, regalando uno degli episodi meno peggio della sua gestione,
succede se ti affidi ad una formula ultra collaudata, in cui infilare appunto
la minaccia dei Cyber-Master e la temporanea alleanza con un Dalek ribelle, ma anche
qui, non ha più senso nemmeno infierire sullo “showrunner” che aveva dichiarato
che per la sua gestione, non avrebbe utilizzato i nemici classici della serie,
ultimo giorno di scuola anche per me, inutile ripetersi.

«Lasciami ancora qualche minuto per godermi la scena di Chibnall che svuota la scrivania»
L’approccio serio e
musone di “Doppia C” cerca di aprire al futuro, anche Russell T. Davies (nome
NON citato a caso) aveva fatto gigioneggiare il Master in uno dei suoi finali
di stagione, l’idea di far giustificare alla storia stessa il ruolo del
personaggio di Sacha Dhawan, nascosto per anni in Russia con le fattezze di
Rasputin, sarebbe anche sfiziosa, ma se poi ti giochi la banalità di farlo
ballare sulle note di Rasputin, poi mi tocca andare a recuperare due
parti molto importanti del mio corpicino, rotolate sotto il divano.

Tirandosi fin sotto
il naso la coperta calda del classico canone da puntata delle rigenerazione, Chris
Chibnall si rifugia nel fan-service più spudorato (allargato anche a
tutti i companion), funzionale non lo nego, ma spiattellato e come
sempre legato a quella seriosità congenito alla sua gestione.

Facce note.
L’idea della “rigenerazione
forzata” si descrive da sola, un espediente da poco che se non altro porta Thirteenth
(Jodie Whittaker) a colloquio con alcune delle sue precedenti incarnazioni, il
primo Dottore (ormai assegnato d’ufficio a David Bradley), il quinto (Peter
Davison), il sesto (Colin Baker), il settimo (Sylvester McCoy) e l’ottavo (Paul
McGann), quasi una rarità vederlo sullo schermo, lui che era il dottore delle
avventure alla radio.

Tutti i precedenti
dottori fanno riflettere l’ultima incarnazione, prima di gettarsi di testa nel
baratro di una nuova identità tutta da scoprire, ancora una volta sotto la
gestione “Doppia C”, questa versione di Doctor si fa rubare la scena da
chiunque e deve essere salvata da interventi esterni fuori dal suo controllo,
il tutto mentre la lunga sotto trama di Vinder (Jacob Anderson) viene conclusa
nel modo più banale possibile, senza essere mai iniziata per davvero, ennesimo
personaggio gettato nel mucchio e poi utilizzato poco e male.

Facce molto note.
Fa in tempo a fare l’ultima
grande entrata in scena la “Fugitive Doctor” di Jo Martin, che come al solito
arriva, sparge carisma e poi sparisce, destinata forse, a diventare una delle
tante promesse non mantenute della gestione Chibnall, oltre ad una delle poche
novità che mi sarebbe piaciuto vedere utilizzata di più e meglio, magari
proprio per sostituire Jodie Whittaker, che resta la grande sacrificata.
Povera e sfortunata Jodie, “Infernet” non è mai stato tenero con te.
Accolta tra le
pernacchie dai soliti fresconi di “Infernet”, resta senza colpa, un talento
sprecato il suo, per un Doctor che ha messo in discussione l’italico utilizzo
dei pronomi (e non farò battute facili e al passo con i tempi su questo, giuro),
caricandosi sulle spalle le colpe di una gestione che prima ha voluto un
dottore donna e poi non ha saputo come utilizzarlo, quando sarebbe bastato
sfruttare meglio il talento di Jodie Whittaker, che mi auguro non verrà
ricordata solo per la pagina dimenticabile della storia di questa lunga serie.
«Annamo a pijà er gelato?» (cit.)
La sua Thirteenth è
stata un Doctor leggero, capace di affidarsi alla sua FAM meglio del suo
showrunner, oculata anche nel decidere di uscire fuori dal TARDIS prima di
rigenerarsi (ma solo dopo la mossa alla Secco), però è inutile
girarci attorno, per quanto le notizie fossero già trapelate, in questa brutta epoca
dove lo “Spoiler pilotato” sul web, viene usato come campagna promozionale, ho
fatto lo stesso un salto sulla poltrona quando ho sentito quell’accento scozzese,
quando è tornato quel ciuffo (e quei denti).
Facce notissime!
Sapevamo che David “più
grande attore del mondo” Tennant sarebbe stato coinvolto nel primo speciale
della nuova (vecchia) gestione della serie, che vedrà il ritorno di Russell T.
Davies, ma non immaginavo sarebbe stato il grande protagonista, in attesa della
quattordicesima rigenerazione ufficiale del Dottore, il già annunciato Ncuti
Gatwa direttamente da Sex Education.

Insomma, senza
lasciare il tempo a Chris Chibnall di sgombrare la scrivania (mi sembra giusto,
di tempo quello ne ha rubato a noi spettatori anche troppo), Russell T. Davies
sembra già prometterci un episodio post rigenerazione diverso dagli altri, voglio
tenere le aspettative sotto le scarpe, ma per la prima volta dopo anni, sono di
nuovo curioso di vedere la prossima puntata di “Doctor Who”, una gioia che “Doppia
C” mi aveva tolto, quindi Chris… PRRRRR! Circolare!

Non sai da quanto lo tenevo in caldo per te Chibnall. 
Come sempre vi
ricordo la pagina dedicata a Doctor Who!
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