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Dottor Strange & Dottor Destino – Trionfo e Tormento: “C’è un Dottore a bordo?”

Dopo 25 anni
dall’ultima ristampa, Panini Comics offre al pubblico la possibilità di leggere
nuovamente il celebre incontro tra i due Dottori della Marvel Comics: Dottor
Strange e Dottor Destino, in un albo cartonato di grande formato per meglio
apprezzare le tavole di Mike Mignola e Mark Badger.

“Dottor
Strange & Dottor Destino: Trionfo e tormento” è stata scritta nel 1989 da
un ispirato Roger Stern e per Mike Mignola ha rappresentato la storia con cui
ha fatto il salto di qualità: da talentuoso chinatore a super Star del fumetto.
In questa storia in particolare, il futuro papà di Hellboy si occupa
solo dei disegni, mentre chine e colori sono affidate al mitico Mark
Badger.
Badger è
sempre stato celebre per il suo caratterino che levati (ma levati proprio), ma
il suo lavoro con china e colori è stato una delle principali fonti d’ispirazione per la maturazione artistica di Mignola. I due sul finire degli
anni ’80 erano grandi amici, passavano le giornate a farsi
rimbalzare dalle ragazze, cose che capitano se parli SEMPRE di fumetti…
La storia
inizia con l’anziano stregone Genghis che raduna tutti i più potenti maghi del
mondo, al fine di determinare chi più di tutti meriti il titolo di “Stregone
Supremo”. Se il Dottor Strange, il celebre mago di casa Marvel, è il
personaggio che ti aspetti di vedere durante una contesa di questo tipo, un po’
meno pronosticabile è la presenza del Dottor Destino, sovrano del regno di
Latveria, ma soprattutto storico avversario dei Fantastici Quattro.



La guardabile copertina alternativa di Mike Mignola.

Destino è più
famoso per essere uno scienziato, ma essendo figlio di una strega, Victor Von
Doom si è impegnato in eguale misura ad apprendere i segreti della scienza e della magia, con la sua solita dimostrazione supera in talento tutti
i suoi colleghi, tranne uno, il Dottor Strange, che viene nominato Stregone
Supremo. In quanto più meritevole tra gli sconfitti, Destino ottiene il diritto
di poter chiedere un favore al nuovo Stregone Supremo appena nominato, Victor
dimostra di avere le idee chiare: Strange lo accompagnerà in un viaggio
all’inferno, l’obiettivo è quello di liberare l’anima di sua madre dalla
grinfie di Mefisto.

Anche se il
nome del Dottor Strange compare per primo, il vero protagonista della storia è
Destino, Roger Stern riassume alla grande le origini di entrambi i personaggi,
ripercorrendo attraverso un sapiente (e non invasivo) uso dei flashback, il
percorso che ha portato il celebre e arrogante chirurgo Stephen Strange a
diventare il lisergico Stregone Supremo.
Il Dottor
Destino tecnicamente non è nemmeno un dottore, si è autonominato così,
ma resta uno dei personaggi più incredibili e sfaccettati di tutto l’universo
Marvel, a mio avviso, è il cattivo più riuscito della Casa delle Idee, ma la
bellezza del personaggio non sta (solo) nella corazza con cui nasconde le
cicatrici, ma soprattutto nei suoi paradossi.



“Ciuffus!! Deciuffus!” (Cit.)

Destino è un
despota e un tiranno, è impossibile non porsi dei quesiti etici leggendo le
storia di cui è protagonista, ma allo stesso tempo è un leader amato dal suo
popolo, un uomo dal pugno di ferro (letteralmente!) che utilizza il suo
intelletto e la sua eccellenza in campo scientifico per garantire il benessere
del suo popolo. Dittatoriale, arrogante, uno che parla di se stesso in terza
persona, per assurdo se mai riuscisse a sconfiggere i Fantastici Quattro,
trasformerebbe il mondo in un’utopia tecnologica, tutta roba degna di
riflessioni più alte rispetto ad un normale fumetto di super eroi.

In questa
storia Destino dimostra tutto il suo spessore morale e la sua profondità, un
uomo orgoglioso che ha l’umiltà di presentarsi ad una gara di maghi, ma che ha
anche la preparazione per eccellere. Un personaggio tragico ed epico, che Roger
Stern riassume alla grande nella scena in cui chiede aiuto al suo collega il
Dottor Strange, chiede il suo aiuto, senza chiedere aiuto, perché Destino non
ha bisogno dell’aiuto di nessuno. “Trionfo e tormento” è la storia che
qualunque giovane di scrittore dovrebbe rileggersi prima di utilizzare Strange o
Destino in una storia… Questo discorso vale anche per gli sceneggiatori
cinematografici, anzi, soprattutto per loro!

La pagina che qualunque scrittore che volesse utilizzare Destino in una storia, dovrebbe imparare a memoria.
Quando parlo
di fumetti, finisce troppo spesso che la parte grafica, occupa l’ultima parte
del commento, quasi come se i disegni fossero qualcosa di accessorio, non è mai
così, tanto meno per “Trionfo e tormento, perché Mignola e Badger portano in
scena tavole epiche e spettacolari, se conoscete Mike Mignola per il suo
(favoloso) lavoro sulle pagine di Hellboy, non aspettatevi quel capolavoro di
ombreggiature e di assoluti neri abissali, a cui siete abituati, lo stile di
disegno che Alan Moore è arrivato a definire come un incrocio tra le tavole di
Jack Kirby e l’espressionismo tedesco. In questa storia Mignola inizia a far
intravedere il talento del tavolo da disegno che sarebbe diventato da lì a
poco.

Il lavoro di Badger con le chine e i colori è spettacolare, in tanti hanno disegnato l’inferno nei fumetti, pochi sono riusciti a colorarlo in questo modo. Tutto questo lusso sia in fase di scrittura, che nei disegni di Mignola e soprattutto nell’edizione italiana del fumetto e poi…. Sfiga! I ragazzi della Panini mi ciuccano il lettering di due ballon, che risultano invertiti… Un errore banale (ma vista l’attesa per il volume, non da poco) che rappresenta veramente l’unica nota negativa in un fumetto altrimenti bellissimo.
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