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Fast & Furious – Hobbs & Shaw (2019): É più forte Hulk, la Cosa o The Rock?

Non mi sono dimenticato di “Fast & Furious – Hobbs &
Shaw” semplicemente ho avuto bisogno di tempo per digerire l’idea che il film
che avrebbe potuto essere “Tango & Cash 2.0” alla fine si sia rivelato essere altro. Ma già dall’enorme martellamento televisivo, avrei dovuto
nasare la fregatura.

Oh! Poi di Fast & Furious non mi perdo nemmeno un capitolo, ero qui quando il
remake non ufficiale di Point Break
con le automobili al posto delle tavole da surf, ha fatto emergere una
generazione di tamarri con le Uno Turbo modificate e con le lucine sotto, non
mi ripeto perché il processo di pacificazione tra me e la saga è stato lungo e già raccontato in precedenza.

Che dalla costola dei film principali, arrivasse questo
“spin-off” era inevitabile, visto che i trascorsi tra Vin Diesel (coadiuvato da
Tyrese Gibson) e The Rock sono ormai noti, ma al netto del risultato finale, io
mi sono ritrovato a pensare ad altro, sono un vecchio lettore di fumetti, il
mio cervello spesso si rifugia tra le pagine in cerca di risposte.
«È più forte Hulk o la Cosa?».
Ogni appassionato di fumetti di super eroi conosce questa
fatidica domanda, anzi, ha passato del buon tempo a rifletterci sopra, ogni
tanto la Marvel aizza il fuoco sfornando un nuovo capitolo del duello tra i due
colossi della Casa delle Idee, ma per i lettori Italiani, questa domanda sarà
sempre il simbolo del fascino naif del leggere fumetti, del lasciarsi incantare
dalla loro magia, passatemi il romanticismo.

Il romanticismo per un lettore di fumetti.

Guardare “Hobbs & Shaw” è un po’ come chiedersi «É più
forte The Rock o Jason Statham?», anche sapendo del famigerato contratto che impedisce agli attori di “perdere” in un
duello sul grande schermo, notizia che ha fatto storcere qualche naso, come se
non fosse sempre stato così. Avete mai visto Donnie Yen venire sconfitto sul grande schermo?

No la verità è un’altra, la verità è che “Hobbs & Shaw”
va oltre e ci fornisce anche la risposta alla domanda naif di noi vecchi
lettori, chi è più forte tra Hulk e la Cosa? Facile, The Rock! Questo film non
fa altro che ribadire questo concetto per 137 minuti.

Una foto a caso di Eiza González, perché mi pare cosa BONA e giusta.

The Rock è più forte…
della struttura del film

Non so se per via del citato contratto, non so se perché
mosso da brillante intuizione, tutta la parte iniziale di “Hobbs & Shaw”
introduce il cattivone di turno Brixton Lore (Idris Elba) e poi si dedica ad
una diligente “Split screen” in modo da mantenere sullo schermo per lo stesso
numero di minuti sia The Rock che Jason Statham, e allo stesso tempo
raccontandoci le loro differenze: uno indossa la canotta dei Mötley Crüe
l’altro la vestaglia in seta, uno è un rozzo americano l’altro un fighetto
Inglese, ma entrambi menano come fabbri e hanno a cuore la famiglia. Da una
parte rappresentata dalla figlia di Luke Hobbs con cui fare amorevolmente
colazione a base di Pancakes, dall’altra mamma Helen Mirren, che dalla prigione
racconta al figlio Deckard Shaw dei bei tempi andati con la sorellina Hattie
Shaw. Lo ammetto il nome delle “mosse” segrete, sembra un roba uscita da un
film di Guy Ritchie (ovvero da dove proviene Jason Statham) che però mi ha
fatto ridere, il fanatico degli Who in me non può che apprezzare una cosetta
che prende il nome da Keith Moon.
Proprio la sorella di Shaw fa cominciare la trama, con tutta
la faccenda del virus rubato, il MacGuffin per far incontrare e scontrare Hulk
e la Cosa
Hobbs e Shaw. Tra battibecchi, insulti anche a sfondo nerd (Jason
Statham che chiama “She Hulk” The Rock, un vero spasso) ed una divisione di
tempi e spazi quasi democristiana, per assurdo tutta la prima parte del film
funziona, anche benino. Poi entra in gioco il “Fattore Rock” è la pacchia
finisce.

Eccolo che se ne va, il film se ne va… Andato!

Ormai è chiaro che Dwayne “The Rock” Johnson utilizzi i film
per sponsorizzare la sua immagine, un’industria umanoide che domina i Social
Network e pare non sbagliare mai una dichiarazione, nemmeno quando si prende in
giro. Il prezzo da pagare è che ormai Johnson invece di migliorare un film con
la sua simpatia, oppure quel corpo da fumetto (di super eroi) che si è
costruito con fatica, cosa fa? Si divora le pellicola trasformandole tutte nella
sua personale campagna elettore. The Rock bravo padre di famiglia, The Rock
bravo americano, amante, ambasciatore mondiale, quello che vi pare a voi (ma
soprattutto a lui), con lo schermo cinematografico usato come account di
Instagram, solo proporzionato alle dimensioni fisiche di Johnson.

Pagano il prezzo tutti i suoi film, che prima ti attirano con la simpatia congenita
che The Rock scatena, e poi ti tediano con
la sua ossessione di farci credere che Dwayne Johnson sia Mr. Perfezione,
indistruttibile, inossidabile e ultra patinato. Ma per assurdo i film invece
che migliorare con la sua presenza, vengono divorati, masticati e risputati dalla
sue ambizioni. The Rock, ti vorrei alla Casa Bianca al posto di Mr.
Arancione, se potessi ti voterei, però cazzarola candidati in politica, diventa
il primo presidente palestrato d’America, ma poi smettila di usare i film come
campagna elettorale dai!

Ok adesso sbattete il pugno uno contro l’altro, e avete fatto il saluto ufficiale della Bara Volante.

The Rock è più forte…
di David Leitch

Ero abbastanza sicuro che non avremmo visto un Atomica Bionda 2.0, Charlize Theron ha
capito che per brillare, doveva affidarsi al talento di David Leitch, The Rock
invece ha pensato bene di piegarlo alle sue esigenze. Avrei messo la firma per
una caciara organizzata come in Deadpool 2, invece David Leitch qui sembra uno che cammina sulle uova, quando resta
dentro le imposizioni del contratto, riesce a girare scene grosse e ignoranti
(nel senso divertente del termine) distribuendo numero di inquadrature e
minutaggio tra i due protagonista, poi ad un certo punto sembra che Dwayne
Johnson afferri la sua macchina da presa e come Tupac gli dica: All eyes on me.

Scuola guida, in via Artom si fa così.

The Rock è più forte…
di Jason Statham

Questo spiega perché nella seconda parte del film ambientata
a Samoa, Jason Statham scompaia dalla trama, indossando per tutto il tempo la
giacca (… avevo caldo io a guardarlo) come se ormai sapesse benissimo che il suo Deckard
Shaw è diventato uno dei buoni per acclamazione popolareun vero passaggio da “heel” a “face” per usare le espressioni del
Wrestling che Rock conosce bene. Anche se poi il personaggio qui viene sprecato, cosa che all’attore
Inglese sembra andare benissimo, sempre meglio di un altro anonimo Mechanic. Il problema è che poi il super ego di The Rock vuole
prendersi tutto il cucuzzaro e dominare su tutta la linea, e questo ci porta al
prossimo capitolo.

Birra, la soluzione al 99% dei problemi.

The Rock è più forte…
dei supereroi!

La saga di “Fast & Furious” aveva già un po’ preso
l’andazzo dell’esagerazione a tutti i costi (ricordate la pista d’atterraggio
infinita del quinto capitolo?), ma “Hobbs & Shaw” abbraccia proprio le
dinamiche dei film di supereroi, anzi, diciamo che le prende per il collo più
che abbracciarle.
Diventa chiarissimo dalle parole del cattivo di turno, «Sono Superman
nero!» afferma Idris Elba, uno che in quanto cattivo, ha bisogno di essere
potenziato per tener testa a THE ROCK e Jason Statham  perché
bisogna portare avanti il messaggio: Siamo umani, abbiamo il cuore, e vinceremo
contro le fredde macchine (The Rock è più forte di Walt Disney!) ma soprattutto
Dwayne Johnson deve dimostrare che lui può tenere testa e vincere, contro tutti
questi tizi in calzamaglia che vanno tanto di moda al cinema, tzè ‘sti buffoni!

Sarà una dedica a Spider-Man per caso?

Infatti nel film i protagonisti fanno quello che fanno gli Avengers, senza la giustificazione dei
super poteri, ma essendo cresciuto con eroi d’azione che sudavano, faticavano
ed infine vincevano, vedere Hobbs & Shaw fare qualunque cosa bah, era una
roba che sopportavo già poco nel 2007,
figuriamoci adesso.

Se John McClane abbatteva un aereo a mani nude, Rock non può essere da meno!

Ma se parliamo di super eroi e della struttura del film, la
presenza di Ryan Reynolds – che continua imperterrito ad interpretare Deadpool
anche senza la maschera – sembra un modo per dire che anche i tizi in
calzamaglia sono sul libro paga di The Rock e possono giusto fare le spalle
comiche nei suoi film. Se non fosse che tra l’infinito blaterare di Ryan
Reynolds e l’inutile entrata in scena del solito Kevin Hart (un altro che
lavora solo grazie a Dwayne Johnson) quando un comico compare in questo film,
il ritmo crolla e i battibecchi divertenti tra i due “Maschi dominanti” che
danno il nome al film, vengono azzerati da un inutile parlare a vanvera, male,
molto male.

The Rock è più forte…
dei confini e del tempo che passa
Si perché non basta la sua campagna elettorale per essere
nominato “Americano modello”, vuoi porti dei limiti? Ma va! Qui bisogna correre
anche per il titolo di “Samoano modello”, ecco perché inizia tutta la parte
ambientata a Samoa, con Cliff Curtis (che sarebbe neozelandese, ma tanto per
gli Yankee è tutto uguale) ad interpretare suo fratello e la scena della Haka,
con cui The Rock ambisce a battere da solo anche tutti gli All Blacks.

Make Samoa great again!

Ma dopo che Rock ha dominato lo spazio con le geografia,
perché non piegare al suo volere anche il tempo? Lui che nei film è stato padre di Alexandra Daddario (hanno gli
stessi ehm, pettorali), il lavoro sporco lo lascia fare a Giasone Statham, uscendo
di conseguenza vincitore.

Si perché Statham (classe 1967) dovrebbe passare come uno di
poco più grande di Vanessa Kirby (classe 1988), una roba meno credibile del
modo in cui i personaggi del film non si curano di cosette tipo, la forza di
gravità (The Rock più forte di Isaac Newton!). Per altro lasciatemi aggiungere
solo che Vanessa Kirby è tanto caruccia, ultimamente si sta dedicando ai film d’azione, però
dovrebbe decidersi se da grande vuole essere mora oppure bionda, la ricrescita
che sfoggia in questo film non si può guardare, roba da preferire quasi la
pelata di Dwayne Johnson (The Rock più forte dei parrucchieri!). Se posso permettermi
Vanessa, mora, come in The Crown, molto meglio, e questo ci porta dritti al
prossimo punto.

“Ti richiamo, sto leggendo uno su un blog che fa troppo il furbo”

The Rock è più forte…
del femminismo

Si perché va bene il personaggio di Vanessa Kirby che ti
strangola usando le cosce, però è The Rock che spiega che lei è una donna forte
ed emancipata, che può fare sesso con chi vuole, poi se volesse farlo con The
Rock meglio. Anch se poi i precetti del femminismo è Dwayne Johnson ad elencarli nel
film, perché The Rock è talmente femminista, che può spiegare alle femministe
come essere femministe migliori. Insomma siamo al delirio di onnipotenza, roba
che a confronto il METAFORONE sulla forza dell’unità familiare, che si traduce nel “trenino” di auto assemblate insieme stile Supercar Gattiger è la roba più normale che vi possa capitare di
vedere qui.

A lezioni di femminismo con The Rock.

The Rock è più forte…
di Vin Diesel

Si perché alla fine, non solo The Rock (che non è mai
riuscito a crearsi un SUO franchise redditizio) si è preso “Fast & Furious”,
ma è anche riuscito a far slittare di un anno l’uscita di “Fast & Furious 9”,
proprio per dare priorità a “Hobbs & Shaw”, per altro arrivando ad
incassare anche piuttosto bene, con tanto di dedica a chi gli vuole male (Vincenzo Gasolio).

Un pensiero al caro e vecchio Vin.

Posso aprire l’angolo del piccolo complottista? Anche noto
come: a pensare male si fa peccato, ma raramente si sbaglia? Considerando che
questa storia della rivalità a distanza tra The Rock e Vin Diesel sta diventando
uno dei pezzi forti dell’ex Wrestler (ho un film in arrivo su queste bare, in
cui l’argomento sarà ancora caldo) vuoi vedere che è tutta una roba degna della
WWE per moltiplicare il numero dei “Fast & Furious” (e quindi degli
incassi)? Una specie di piano a lungo termine per arrivare un giorno a far
scontrare i due filoni, quello della famiglia Toretto, contro quello della famiglia
che The Rock tirerà su con altri due o tre “Hobbs & Shaw”? Una specie di “Fast
& Furious: Endgame”. Oh è un titolo buttato lì, però se piace, Rock, Vin,
voglio una percentuale sugli incassi!

Insomma, “Hobbs & Shaw” non è il “Tango & Cash 2.0”
che sognavo, è una roba molto caciarona che con qualche aggiustamento, potrebbe
diventare un altro appuntamento fisso insieme a “Fast & Furious”, il
problema però restano i piani di conquista mondiale di The Rock, che purtroppo
ormai sono un fattore che azzoppa tutti i suoi film, invece di essere quello
che li rende mitici. In questo senso The Rock dovrebbe imparare da qualcuno, uno
in particolare… Arnold Schwarzenegger che è più forte di The Rock, e di Hulk e
secondo me anche della Cosa.

Non sappiamo cosa si siano detti, ma da allora Rock ha iniziato a perdere i capelli.
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