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Fatto da Dio di Craig Clevenger:

Ho trovato il
libro di Craig Clevenger in un bancarella, lo ammetto mi ha attratto il nome
Chuck Palahniuk in locandina, e il protagonista chimico come Walter White. Il
dubbio era che gli ultimi romanzi di Palahniuk non erano proprio pesche e
crema, però mi sono buttato lo stesso…

Eric Ashworth
è un chimico, dotato di genio imprenditoriale e con una grande passione per la
sperimentazione delle droghe più improbabili. Un giorno si risveglia gravemente
ustionato, in un ospedale di Los Angeles.
Non ricorda
nulla del suo passato se non un nome, Desiree. Purtroppo non sa come
ricollegarlo alla sua vita precedente, e non ricorda di essere stato una grosso
produttore di droghe sintetiche e un pezzo grosso della malavita. Rilasciato su
cauzione, vive in un albergo da due soldi, e scopre che assumendo dosi massicce
di un nuovo allucinogeno può avere accesso a frammenti di ricordi provenienti
dal suo passato…
Il titolo
originale “Dermaphoria” diventa un generico “Fatto da Dio” poi lamentatevi se
in uno strambo paese a forma di scarpa, questo bravo autore non è conosciuto.
Certo bisogna dire che il romanzo non è proprio per tutti.
La storia
potrebbe sembrare già vista, ma il romanzo è letteralmente un viaggio (nel
senso tossico del termine) nella mente del protagonista.



Chuck Palahniuk ha parlato bene di me? mi frego le mani!

Clevenger
utilizza la prima persona per farci immedesimare con Eric, il risultato è che
tutto il romanzo sembra una lungo diario/confessione, si passa dai momenti di
delirio lisergico ai monologhi sull’onnipotente, tutta la prima parte del libro
risulta un po’ criptica, ma nelle ultime 60/70 pagine Clevenger mette la quinta
e porta la storia nel vivo, nel finale tutte il mistero della prima parte trova
una spiegazione, ma capisco che molti lettori meno testardi del sottoscritto
potrebbero gettare la spugna.

In teoria
dovremmo parlare di un romanzo Thriller/Noir condito da parecchie drogucce
mescaline, facendo un paragone, sembra un incidente stradale tra “Memento” di
Nolan e un romanzo di Welsh. Non scomoderei Hunter S. Thompson perché lui gioca
proprio in un’altra categoria.

Malgrado la
complessità della prima parte, ogni singolo capitolo e scritto molto bene Clevenger
imprime un buon ritmo al romanzo e gioca con le parole, quindi anche se la
trama inizialmente è oscura, ogni singolo capitolo risulta interessante. Se
siete in vena di qualcosa di un po’ intricato, troverete sicuramente un romanzo
originale e ben scritto, tutto dipende da quanto vi sentite disposti a perdervi
in questo casino lisergico.



P.S. Ho appena scoperto che da questo libro hanno tratto un film con… Ron Perlman e Walton Goggins! giubilo!
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