Home » Recensioni » Feud – Stagione 1: Bette Davis (and Joan Crawford) eyes

Feud – Stagione 1: Bette Davis (and Joan Crawford) eyes

Quel matto di
Ryan Murphy come l’impero, colpisce ancora, l’uomo con il vizio della serie
antologica questa volta si è superato facendo davvero il colpaccio, la prima
stagione di “Feud” rischia di essere meglio di tanto cinema, che poi è anche
l’argomento principale.

Mi rendo conto
che ho sviluppato una predilezione per le serie che sanno fare fiction partendo da fatti reali, immaginatevi se
i fatti in questione, coincidono con la storia del cinema, non posso che
andarci a nozze con una serie così!
L’idea di base di
“Feud” è micidiale, ogni stagione una nuova faida e qui s’inizia forte con
quella tra Joan Crawford e Bette Davis, nata sul set del film di Robert Aldrich,
quella bomba di “Che fine ha fatto Baby Jane?” (1962). Sembra davvero che
Murphy abbia trovato la quadratura del cerchio tra la voglia di trattare il
cinema e i suoi generi di American Horror Story e l’aderenza quasi giornalistica ai fatti reali di American Crime Story, al netto dei
risultati, Murphy questa volta si è davvero superato.
Lo vediamo anche
in questa serie, sono passati i tempi in cui gli attori di Hollywood si
tenevano lontani dalla televisione per non rovinarsi la carriera, ormai la
tendenza sembra quasi invertita, la Tv sembra in grado non solo di riflettere
sul suo cuginone grande (il cinema), ma pare potersi permettere anche di dare
spazio ad attrici che ad Hollywood non ne trovano più, che poi è il sottotesto
per niente velato di tutta la prima stagione di “Feud”.



Nell’angolo rosso Bette, nell’angolo blu Joan, che il massacro cominci!

Questa serie è
strapiena di cinema, fin dai titoli di testa in pieno stile Saul Bass, che
strizzano l’occhio ad Alfred Hitchcock, che con il successo del suo “Psycho”
(1960) ha di fatto sdoganato i thriller in odore di horror, di cui “Che fine ha
fatto Baby Jane?” è diretta conseguenza.

Murphy e la sua
squadra di registi (molte delle quali donne, mi sembra pure giusto)
ricostruiscono l’epoca d’oro di Hollywood, regalandoci un ottimo spaccato di
tanti miti cinematografici quando ancora sgomitavano per emergere come Robert
Aldrich (un ottimo e azzeccatissimo Alfred Molina), ma anche le due protagoniste
non ancora pronte ad imboccare il viale del tramonto.



“Prossimo film di guerra, e nel cast solo uomini!”.

Proprio la Crawford
si aggrappa con tutte le sue forze al progetto su Baby Jane, scegliendosi
regista e protagonista da affiancare, quella Bette Davis (Susan Sarandon, giù
il cappello!) che si barcamenava nei teatri di Broadway.

Da appassionato
di cinema ho amato moltissimo il modo in cui Murphy ha saputo ricreare intere
porzioni del film di Aldrich, ci sono dei momenti in cui viene quasi un senso
di dejà vu a vedere la Lange e la Sarandon al posto di Bette e Joan in alcune
scene. Inoltre, per uno come me che va matto per storielle e addettoti legati
alla produzione dei film, questa serie è stata un’autentica gioia, posso dire
che quello che sapevo della travagliata produzione (passatemi l’eufemismo) di “Che
fine ha fatto Baby Jane?” è stato riprodotto molto fedelmente sullo schermo.



Provate ad indovinare che film ho voglia di rivedermi adesso?

Ma la serie non
si limita a questo, assistiamo al successo del film e il modo in cui le due
dive lo affrontano in modo totalmente opposto una rispetto all’altra, uno degli
apici emotivi della serie è sicuramente l’episodio 1×05 (“And the Winner is…
The Oscars of 1963”), non voglio rovinarvi la sorpresa, nel caso non sapeste
com’è andato il film di Aldrich con le statuette, ma questo è quello che
intendo quando parlo di fare dell’ottima e coinvolgente fiction, partendo da
fatti reali, quando arrivi a dimenticarti come sono andate le cose nella realtà
perché sei troppo preso dalla storia, allora vuol dire che è stato fatto un
ottimo lavoro.

Clamoroso e Fantozziano caso di non da la mano.

Ho apprezzato
moltissimo anche l’episodio successivo (“Hagsploitation”), dove la
recalcitrante Joan Crawford prova a cavalcare il successo lanciato dal
maledetto “Baby Jane” diventando la star di “5 corpi senza testa” (1964), ho
trovato una chicca davvero brillante quella di far interpretare il regista e
produttore di tanti film di genere William Castle, a quel mito di John Waters,
a sua volta regista di tanti film indipendenti diventati di culto.



“Ma tu non sei quello dei fenicotteri?” , “Disse quella del gorilla”.

La prima stagione
di “Feud” riesce alla perfezione a far arrivare allo spettatore il concetto
arci noto, ma spesso dimenticato, che la gloriosa Hollywood è sempre pronta a
rendere chiunque un mito, per poi masticarlo e sputarlo con la stessa velocità
e se un attore può permettersi di diventare interessante, carismatico, o Sean
Connery invecchiando, alle colleghe donne questa prerogativa non è concessa.

Da una parte
abbiamo Joan Crawford, che combatte con Padre Tempo un duello impossibile, in
memoria di quando era considerata la donna più bella del mondo, dall’altra, Bette
Davis molto più talentuosa perché beccami gallina se mai qualcuno ha provato a
definirla bella. Opposte, ma legate dall’unico metro di paragone con cui le
attrici si misurano: l’avvenenza fisica.
Dalle mie parti
si dice più furbo che bello, modo di dire che vale anche per Murphy che ha già
abbracciato il talento di Jessica Lange (due premi Oscar in carriera) dove
proprio in alcune stagioni di AHS
aveva dato sfoggio di bravura, ma anche quello di Kathy Bates che qui compare
nei panni di Joan Blondell.



Guardate un po’ chi si rivede, queste due mi pare di conoscerle.

Per una serie che
parla di attrici di talento non più nel fiore degli anni, che faticano a
trovare ruoli degni della loro fama e del loro talento, ci vogliono proprio
attrici di questo tipo, ad esempio Olivia de Havilland, qui è interpretata
dalla rediviva Catherine Zeta-Jones, spero che sia una precisa scelta stilistica
quella di non aver fatto nulla per provare a fingere l’invecchiamento del
personaggio, tutto il cast indossa trucco e parrucco per mostrare gli effetti
degli anni che passano, la Zeta-Jones no, immagino che sia un voluto omaggio
alla straordinaria longevità di Olivia de Havilland.

Ma staremmo qui a
parlare della fuffa se non fosse per la scelta geniale di dare a Susan Sarandon
il ruolo di Bette Davis. Che la Sarandon sia fenomenale non lo scoprite certo
qui oggi da me, ma in questa serie si supera, in certi momenti sembra davvero
di stare guardando Bette Davis, anche grazie ad uno straordinario lavoro sulla
voce, motivo per cui dovreste vedere tutti questa serie, in rigorosa lingua
originale.



Finalmente un ruolo all’altezza del talento di questa signora, era ora!

Per certi versi,
però, ho trovato Jessica Lange anche più brava della sua collega, per il
modo in cui ha saputo dare corpo alle ossessioni e alla solitudine di Joan
Crawford, senza mai scadere nel banale, anzi in certi momenti ci si ritrova a
patteggiare per lei, anche se delle due attrici al centro della faida, è molto
probabilmente quella più avvezza ai peggiori colpi bassi.

Menzione speciale
per Jackie Hoffman, la sua Mamacita è chiaramente il personaggio di culto di
questa stagione e anche se è un periodo pienissimo per guardare serie tv (tiri
un calcio al muro ne cascano dieci che meritano di essere viste), cercate di
trovare il tempo e non perdetevi questa perché è davvero notevole, nella
prossima stagione, che è già stata confermata, si cambia per passare ad una
nuova faida, quella tra Carlo e Diana, mica male no?



Mentre aspettiamo, spin-off su Mamacita. Subito!!
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Film del Giorno

    Fallout (2024): né buoni né cattivi, vince chi sopravvive

    Abbiamo tirato fuori dal Vault il nostro vagabondo solitario Quinto Moro, in rappresentanza di chi ha speso infinite ore giocando ai tanti capitoli della saga ludica, e questa serie un [...]
    Vai al Migliore del Giorno
    Categorie
    Recensioni Film Horror I Classidy Monografie Recensioni di Serie Recensioni di Fumetti Recensioni di Libri
    Chi Scrive sulla Bara?
    @2024 La Bara Volante

    Creato con orrore 💀 da contentI Marketing