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Flash Gordon (1980): FLASH!… A-aaaaaah!

Ci sono film universalmente derisi e presi per i fondelli da tutti, pellicole così brutte da provocare stropicciamenti di naso al solo pronunciare il titolo. Eppure per un ragazzo come me che vede la poesia nella me… Rce (CIT.) alcuni di questi film sono piccoli pezzetti di cuore, cult generazionali che fanno parte della mia formazione di cinefilo. Questa rubrica nasce con intenti RI.RI.RI. (Rivedere, rivalutare e riscoprire) e ho deciso di intitolarla…. I Bruttissimi di Rete Cassidy!

Avete presente le trashissime presentazioni di Emanuela Folliero, roba del tipo “Il film di questa sera è ‘Insomnia’ di Christopher Nolan, la storia di un Detective in crisi di sonno alle prese con una serie di efferati delitti… Se non volete anche voi avere le occhiaie di Al Pacino, compratevi il materasso Dormibenix…” ecco, una roba così… Per altro realizzo ora, che probabilmente sono l’unico al mondo che stava pure ad ascoltare cosa diceva la Folliero presentando i film, potevo limitarmi al guardarle le poppe come tutti.

Il film in questione è talmente brutto da aver fatto un giro completo su se stesso, assorgendo allo status di Cult, talmente mitico da aver a suo modo ridefinito i canoni di assurdità, tanto da diventare un termine di paragone per le altre pellicole, puntate i vostri motociclorazzi verso l’anno 1980, oggi si parla di “Flash Gordon”, o per dirla meglio: FLASH!… A-aaaaaaaah! He’ll save everyone of us…

Dietro al personaggio di Flash Gordon ho notato una certa confusione generale, fate sì con la testa se anche voi nella vita avete sentito qualcuno dire qualcosa tipo “Ma cosa sei Flash Gordon” in riferimento a qualcosa fatto a gran velocità (tipo scappare lasciando il conto da pagare), forse per via del nome, il personaggio a fumetti creato da Alex Raymond viene spesso confuso con il velocista della Distinta Concorrenza. Peccato perché il fumetto originale è pura pop-art, purtroppo per noi ben poco diffuso in uno strambo Paese a forma di scarpa, personalmente ricordo di aver letto un volume da bambino, trovato tra gli scaffali della biblioteca, non chiedetemi altro, perché di quella lettura ho giusto qualche Flash (….A-aaaaaaaah!).

Un Flash (…A-aaaaaah!) di quando passavo le ore nel reparto fumetti della mia biblioteca.

Le versioni cinematografiche del personaggio sono state molteplici, la più recente anche una serie Canadese, dove per altro Sam Jones ha fatto un piccolo cameo. Proprio come visto in “Ted”, dove Seth MacFarlane ha basato quasi tutte le gag più riuscite del film sull’omaggio, della più celebre versione del personaggio, ovvero il film del 1980 diretto da Mike Hodges.

La leggenda vuole che il giovane George Lucas, dopo aver scoperto che i diritti di sfruttamento del fumetto “Flash Gordon” erano già saldamente nella mani del produttore Dino de Laurentiis, abbia deciso di lasciar perdere e mettersi a scrivere Guerre Stellari, ora, se questo non predispone bene il piccolo nerd che c’è in voi nei confronti di questo film, non so cosa possa farlo…

De Laurentiis è stato un personaggio “Larger than life” come direbbero gli Americani, produttore con fama di essere super-invasivo, con idee esagerate nei confronti del Cinema e un portafoglio da fare invidia a quello di Nucky Thompson, ma soprattutto: nessuna paura di usarlo.

Tutto si può fare quanto può costare? Un milione due milioni o forse tre…il problema non c’è! (cit.)

Il fatto che un film costato 35 milioni di dollari, dopo averne incassati meno di 20, sia comunque assorto a status di Cult dovrebbe già darvi degli indizi. Pare che per questo film, De Laurentiis abbia cercato di tirare dentro chiunque, salvo poi cambiare idea al primo accenno di “Dissidi artistici”. Nicholas Roeg è stato licenziato per via della sua idea di rappresentare il protagonista come una specie di messianico Gesù, non riuscendo a convincere Federico Fellini (storia vera) ha optato per il più malleabile mestierante Mike Hodges, già regista del secondo “Omen” e del ottimo Get Carter.

Anche per la scelta del protagonista, c’è stato un discreto bagno di sangue: Kurt Russell ha declinato l’offerta ritenendo Flash un personaggio privo di personalità, molto meglio la canotta nera di Jena Plissken che quella “nominativa” del povero Gordon… Al netto dei risultati, direi che va benissimo così Kurt. Invece, Arnold Schwarzenegger venne bocciato da De Laurentiis per via del suo marcato accento, un odio mai finito quello tra il produttore e le origini Austriache di Arny… Ma questa è un’altra storia.

Ho sempre sperato che sul retro di quella maglietta, in rosso ci fosse anche scritto GORDON.

Alla fine come protagonista venne scelto Sam Jones, un passato da Marines e da giocatore di Football, il biondo (con la riga nel mezzo) si beccò anche più pernacchie del necessario per la sua interpretazione del personaggio, a mio avviso Jones pur senza brillare, ha saputo azzeccare tutte le espressioni giuste al momento giusto.

Pensate che De Laurentiis, aveva idee talmente bellicose che per la colonna sonora del film, voleva addirittura i Queen, un nome talmente gigante che sembrava impossibile coinvolgere e infatti i Queen, ovviamente, accettarono dando ragione al vecchio Dino. Avendo capito perfettamente l’andazzo di tutta l’operazione, il celebre gruppo Inglese non si limitò ad un solo pezzo, ma curò tutta la colonna sonora, sfornando nello stesso anno un disco omonimo che ancora oggi è una delle cose più ricordate di tutto il film (FLASH!…. A-aaaaaaaah!), per altro i Queen fecero lo stesso scherzetto qualche anno dopo con il film Highlander.

Dai che anche voi a casa avete questo disco, non fate i timidi su.

La risicata trama del film è identica a quelle del primo ciclo di storie a fumetti del personaggio. L’imperatore Ming da Mongo (Max Von Sydow) è così cattivo che per puro diletto si diverte a scatenare sulla Terra uragani, terremoti, scioperi dei Bus ed altri disastri naturali. Per altro usando una macchina con dei grossi pulsanti con su scritto “Hurricane” o “Earthquake”…. Per la nuda cronaca: tutto questo succede PRIMA dei titoli di testa del film.

Chi ci può salvare? Facile: il biondo Flash Gordon (Sam Jones), quaterback della squadra di Football dei New York Jets (inspiegabilmente tradotto Rugby nel doppiaggio italiano del film), di ritorno da una vacanza con la sua futura fidanzata Dale Arden (Melody Anderson) fa la conoscenza dello sciroccato Dottor Zarkov (Chaim Topol), l’unico ad aver capito le vere origini dei continui disastri. Pistola alla mano costringe la coppia a salire su un razzo, direzione Mongo, per fare cosa non si sa, comunque intanto salite a bordo sennò vi sparo…

Il soprannome Flash è la normalità per i giocatori di Football fumettistici, chiedete all’amico nemico di Peter Parker, Flash (…A-aaaaaaaah!) Thompson, ma se volessimo portare tutto ai giorni d’oggi, è come se a salvare la Terra avessero chiamato Lebron James. Comunque se vi sembra un’idea scema, ricordatevi che qualche anno fa, è stato Michael Jordan a salvarci tutti dalla schiavitù dei Monstar, quindi ridete pochino.

«Passaggio a sinistra, passaggio a sinistra…. Mai fidarsi di un terreste!» (cit.)

Dall’arrivo su Mongo, il film si trasforma in un fusissimo delirio visivo, fatto di astronavi di cartone che svolazzano davanti e cieli dai colori lisergici, botte e battutacce degne di un film di Bud Spencer e Terence Hill, il tutto condito da personaggi tanti iconici quanto mal vestiti.

La cosa più semplice guardando “Flash Gordon” in età adulta, è scoppiare a ridere di fronte ai datati e trashissimi effetti speciali, se pensiamo che nello stesso anno, con la metà dei soldi (18 milioni di ex presidenti defunti, per la precisione) Lucas usciva nelle sale con “L’impero colpisce ancora”, allora è chiaro che nel confronto diretto “Flash Gordon” va sotto bevendo dall’idrante. Se non fosse per le musiche dei Queen (FLASH!…. A-aaaaaaaah!) e qualche faccia nota, sembrerebbe un film a colori degli anni ’50 ed è proprio qui che “Flash Gordon” assorge al suo status di Cult movie.

Se vi è capitato di vederlo da bambini, sono sicuro che conserverete nella mente il ricordo di un film grandioso, riguardandolo mi ha fatto piacere scoprire che ancora oggi, ricordavo grandi porzioni della trama e anche alcuni passaggi dettagliati (tipo la Muti che urla “No! I vermi carnivori no!”).

Prego signora Muti, questo è il suo momento per la battuta sui vermi carnivori.

Solo che l’esercito degli alati soldati di Vultano, rivisti oggi fanno tenerezza, con quel loro modo di sbattere le ali a rallentatore e sono ancora più assurdi, quando se ne vanno in giro sulle loro gambe, sfoggiando delle alucce palesemente di cartone indossate tipo zainetto.

«Cassidy, prova a fare un altra battuta sulle mie ali, e ti ritrovi impagliato nel mio soggiorno»

Al netto di tutti questi (oggettivi) difetti, “Flash Gordon” ha conservato intatta la capacità di portarvi in un mondo completamente alieno, esattamente come faceva quando guardavate il film seduti per terra davanti alla tv durante la vostra piccolezza. Sì, perché il misto di cieli rossi e i costumi esageratissimi creano uno stacco netto tra la porzione (piccola) di film ambientata sulla Terra e quella ambientata su Mongo. I costumi saranno pure barocchi e roccoccò, ma trasmettono alla perfezione la differenza tra umani e razze aliene, in maniera tanto efficace da farti dimenticare, anche solo per qualche minuto, che tre Americani possano comunicare senza alcun problema, nella loro lingua nativa con popoli che abitano a milioni di anni luce da noi e che ci guardano anche un po’ con schifo, diciamolo.

Greetings from Mongo.

Certo, poi bisogna fare i conti con alcuni personaggi vestiti in maniera imbarazzante, come gli uomini-lucertola: dei poveri sfigati costretti a camminare gobbi, indossando un pigiamino (con denti finti e coda) verde… Imbarazzo, oltre i livelli di guardia.

Il cobra non è un serpente, ma un costume pezzente che diventa indecente (quasi-cit.)

Ma per ogni costume da “Facciapalmo”, troviamo un personaggio riuscito, come il braccio destro di Ming, una specie di Darth Vader dorato, o Mariangela Melato che interpreta Kala. La Melato avrebbe dovuto essere quella più fuori casting di tutti, invece dimostra anche qui che attrice di razza era, tirando fuori una cattiva memorabile, almeno quanto la sua morte: il sangue nero che scorre sui gradini me lo ricordavo bene fin dalle mie bimbo-visioni del film.

Mariangela Melato, con la sua allitterazione nel nome, era già la più fumettistica di tutti.

L’uso dei colori poi è micidiale: Ming e i cattivi sono quasi tutti vestiti di rosso e nero, lo scontro di colori si fa netto quando Flash gordon e la principessa Aura (Ornella Muti), raggiungono il pianeta natale del principe Barin (Timothy Dalton in un altro ruolo Cult della sua carriera, per altro anche qui conserva tutto il suo talento senza perdere un colpo, bravo Timmy!). Di fatto sembrano atterrati in una versione Low cost della Luna boscosa di Endor de “Il ritorno dello Jedi”: le case sugli alberi, sono praticamente identiche a quelle dei famigerati Ewoks. Ma qui troviamo anche la scena della prova di coraggio della bestia nascosta nel tronco d’albero, considerando che la venerata (e letale) creatura è una specie di palloncino di gomma con denti finti applicati sopra, il film riesce comunque a farti sospendere l’incredulità quel tanto che basta per percepire il tutto come una vera prova di machismo da parte dei protagonisti.

Stessa cosa possiamo dire della piattaforma oscillante, con tanto di punte retrattili (in gomma) su cui Flash e Barin vengono costretti a combattere: a guardarla sembra una roba uscita da “Giochi senza frontiere”, ma la messa in scena è così volutamente retrò, da riuscire a tirare dentro all’operazione lo spettatore.

Attention…, trois, deux, un…Fiiit!

Quello che non ricordavo affatto dalle mie visioni infantili era l’enorme componente sessuale della pellicola, che probabilmente resta invisibile ad occhi innocenti, ma guardando il film da adulti, è chiaro che “Flash Gordon” se uscisse oggi, si beccherebbe come minimo un Rated-R per linguaggio sessualmente esplicito.

Il personaggio più esplicito è senza ombra di dubbio la Principessa Aura, interpretata da Ornella Muti, forse nel tentativo di distrarre dalla sua agghiacciante pronuncia delle battute in Inglese, Aura si ripassa tutti gli uomini del film, o almeno ci prova. Ad esempio Flash viene sottoposto ad un corteggiamento esplicito degno dello Stalking, solo che il nostro eroe, in quanto biondo, non capisce proprio immediatamente le intenzioni della bella Principessa, che intanto tira la corda anche con il principe Barin, chiaro esempio di servo della gleba intergalattico.

Lo so che sembra la porno-parodia, ma è proprio una scena del film.

Sorvolo sull’inevitabile catfight tra Aura e Dale Arden, che in una scena si prendono addirittura a cuscinate vestite come due geishe (storia vera), per passare al matrimonio tra Ming e la futura fidanzata di Flash (i due passano dal non sopportarsi al volersi sposare nel giro di tre dialoghi). L’imperatore Ming(ione) colpisce la giovane con un raggio del suo anello tutto fare, la reazione di Dale è, beh chiamiamo le cose con il suo nome, un orgasmo. Ming vedendola così dice “Mi ricorda mia figlia” e dopo questa frase super-ambigua decide di sposarla… Malgrado tutto questo, Max Von Sydow è talmente un signore, da riuscire ad essere palesemente il migliore del cast mangiandosi varie volte la scena, anche se costretto a recitare passaggi di trama del genere, questa si chiama classe.

«Speriamo che Ingmar non veda mai questo film»

A parte il fatto che vedere il potente cattivo alle prese con il proprio matrimonio, ma soprattutto relativa notte di nozze, mi ha fatto avere non pochi deja vù con “Grosso guaio a Chinatown” (e questo è un ENORME complimento!), ma il film è strapieno di doppi sensi a sfondo sessuale… Ah ah! Ho detto sfondo! Ehm, scusate mi sono fatto prendere la mano.

Uno in particolare è enfatizzato dal doppiaggio Italiano: il personaggio interpretato dal mitico Richard O’Brien, si chiama, beh…. Fico. Lo vediamo la prima volta impegnato a suonare una specie di piffero (dajè!) mentre parla con lo sconsolato Principe Barin che ha ricevuto l’ennesimo due di picche da Aura. Fico, doppiato in Italiano in maniera molto (tanto) effemminata, consiglia a Barin di lasciar perdere le donne… Ecco, ‘sto film è TUTTO così.

Dopo avervi torturato per un intero commento, volutamente farcito di FLASH!…. A-aaaaaaaah! È impossibile non parlare delle musiche, perchè se l’uso dei colori vi sembra lisergico, aspettate di ascoltare come i vari pezzi firmati dai Queen, sono stati mescolati assieme durata l’arco della pellicola.

Il classico dum-dum-dum-dum FLASH!…. A-aaaaaaaah! Viene utilizzato in maniera assolutamente casuale per tutto il film, il martellante tamburellare serve a sottolineare momenti di tensione, ma anche momenti felici ed ogni tanto parte a caso un FLASH!…. A-aaaaaaaah!

Ditemi cosa volete, sarà pure datato e Trash, ma la capacità di coinvolgimento di “Flash Gordon” è rimasta immutata negli anni, ancora oggi, sono riuscito ad esaltarmi nella scena in cui, Dale dice ad Aura che nessuno verrà a salvarla, stacco, Sam Jones in piedi sul suo motociclorazzo (di cartone) su uno sfondo rosso acido e ovviamente in sottofondo un bitonale… FLASH!…. A-aaaaaaaah!

Su questa scena scatto in piedi con il pugno alzato ad esultare… Ogni volta (storia vera)

Insomma, “Flash Gordon” è bruttarello, farcito di dialoghi imbarazzanti e situazioni da commedia italiana scollacciata degli anni ’70, sembra più vecchio della sua effettiva età e nel confronto con altri film dello stesso periodo va sotto con perdite. Ma allo stesso tempo è un esempio di un modo di fare film esagerato e forse anche utopistico, ma ancora capace di coinvolgere, a mio avviso il suo status di Cult è del tutto meritato, proprio per la sua capacità di portare lo spettatore in un mondo alieno (e alienato).

Non ne farei nemmeno una questione di Budget, perché il film non costò affatto poco e se volete un esempio, l’ottimo (secondo me) “John Carter da Marte” ha floppato malamente, anche se aveva moltissimi punti di contatto con “Flash Gordon”. Vuoi vedere che alla fine è un problema di noi spettatori? Forse siamo un po’ troppo limitati e abituati a vedere sempre le stesse rappresentazioni di mondi spaziali al Cinema? Sapete che vi dico? Chissenefrega! Slanciate via le ciabatte, mettetevi comodi e godetevi questo bellissimo casino! FLASH!…. A-aaaaaaaah!

Sepolto in precedenza venerdì 4 settembre 2015

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  1. Che… Flash! Lo ricordo da bimbo e nulla più, dovrò rivederlo, ma non so se il tuo post lo devo prendere come un invito a farlo o a non farlo! X–D

    (applausi per Mariangela Melato nome fumettistico!!!)

    • Ogni allitterazione in un nome accende il lettore di fumetti in me e Flash è tratto da un fumetto, quindi tutto torna 😉 Cheers

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