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Focus – niente è come sembra: Le gioie dell’apicoltura

Ah!
L’apicoltura! Svegliarsi la mattina, indossare una bella tuta gialla protettiva
e sentirsi un po’ Walter White. Essere confortato dal costante e confrontante
Bzzzzz delle mie piccole amiche nere e gialle. Passare le giornate ad ammirare
l’organizzazione del piccolo e operoso impero che si forma dentro un’arnia popolata
da centinaia di api.

Volete mettere la soddisfazione di raccogliere il miele prodotto dalle vostre api? Ma voi
avete idea di quanto siano importanti le nostre operose amiche nell’equilibrio
dell’ecosistema? Lo sapete che se mai le api dovessero estinguersi, l’intero
pianeta Terra rischierebbe il collasso in brevissimo tempo? Come dite? Lo
sapete perché avete visto “Bee Movie”, ecco! Siete sempre i soliti! Sempre con
‘sti film, non fate altro che parlare di film!
No, no, va
bene, volete che parliamo di film? Dai parliamone allora! L’ultimo che ho visto
si intitola “Focus” e in uno strambo Paese a forma di scarpa è stato condito
dal sottotitolo “Niente è come sembra”, forse per non scambiarlo per la
trasposizione cinematografica di una nota rivista scientifica che guarda caso
questo mese parla di api…
Vi do qualche
informazione generale: il film è costato 100 milioni di ex presidenti Yankee defunti
stampati su carta verde e ha avuto un casting travagliato.
In origine i
protagonisti avrebbero dovuto essere Emma Stone e Ryan Gosling che hanno
semplicemente dato picche a questo progetto. Successivamente è stata scelta Kristen
Stewart, ma con l’arrivo di Will Smith, la ragazza ha pensato bene di mollare
l’incarico, facendosi scudo dietro l’eccessiva differenza di età tra lei e
Smith. Sarà… Ma secondo me dopo i Vampirla di “Twilight”, non voleva doversi puppare
pure l’ex Principe di Bel Air…



“Ancora con quella storia del Principe di Bel Air?”

Negli USA la
pellicola si è pure beccata il vietato ai minori di 17 anni a causa del
contenuto sessuale, il che farebbe ben sperare, visto che alla fine il ruolo
della protagonista è andato alla guardabile Margot Robbie (vista in “The Wolf
of Wall Street”).

In generale,
penso che Will Smith sia bravino, ma è diventato un attore grazie a Michael
Mann, uno che ne ha fatti recitare tanti nella sua carriera. Ultimamente il
divo pare aver perso il tocco, scegliendo un’infilata di titoli fregatura (Io
sono leggenda, Sette anime, After Hearth) a cui possiamo tranquillamente
aggiungere anche questo “Focus”:
Nicky Spurgeon
(Will Smith) è il classico truffatore fascinoso dei film, al comando di un’organizzazione iper strutturata che si occupa di traffici illeciti a tempo
pieno. Il nostro protagonista decide senza motivo apparente di spiegare tutti i segreti del
suo mestiere alla giovane Jess Barrett. L’unico motivo probabilmente è che Jess
ha la forma di Margot Robbie, altre spiegazioni non ne vedo…
Ovviamente in
un tempo ridicolmente breve, la ragazza diventa una ladra professionista degna
del miglior Lupin, beh! d’altra parte si chiama Margot…



“Cosa ci fa un divo come te in un film come questo…”

Dopo i primi
20 minuti di film abbiamo già assistito a tre spiegoni da parte di Will Smith.
Basta il primo per capire tutto l’andazzo della storia, sentire Nicky che parla del
suo lavoro, ti fa subito pensare ad uno di quei dialoghi posticci che esistono
solo nei film (quelli brutti), perché nessuna persona normale, tanto meno un
truffatore professionista, farebbe tutta quella inutile filosofia parlando di portafogli
e orologi sfilati alla gente…

Il film
scritto e diretto da Glenn Ficarra e John Requa, se ne sbatte di mostrare ladri
stilosi e carismatici per cui viene voglia di fare il tifo. I due non si curano
nemmeno di cavalcare l’inutile sottotitolo italiano, facendo un film in cui ti
ritrovi a sospettare di tutti i personaggi, con il risultato di lasciarti
incollato allo schermo per vedere come andrà a finire la storia.
No, Ficarra e
Picone Requa, non fanno niente di tutto questo, ma spendono 100 milioni di
petrol-dollari per far fare spiegoni ai protagonisti.
A metà film
piazzano una scena ambientata durante una partita di football a New Orleans,
dove Nicky scommette duro con un cinese che sembra il fratello di Mr Chow di
“The Hangover”.
Anche se
questa è l’unica scena un minimo riuscita del film (un minimo, niente di
trascendentale), si risolve comunque con Will Smith che per 10 minuti buoni ci
spiega per filo e per segno tutti i trucchi utilizzati. Non siamo nemmeno a
metà film e ho già perso il conto del numero di spiegoni snocciolati da Nicky…



“Laggiù vedo Will Smith, sta facendo un altro spiegone”

Nella trama
poi subentra anche Rodrigo Santoro che di solito è il vero barometro del fatto
che le cose stiano per andare male. Probabilmente molti di voi staranno ancora
ridendo del suo Serse in “300”, ma chi si ricorda del suo utilissimo
personaggio nella serie tv “Lost”, sa bene che quando arriva Rodrigo, potete
tranquillamente smettere di guardare il film, perché con la sola presenza è una
vera e propria garanzia di boiata…

Non è tutta
colpa di Rodrigo bisogna dirlo, l’intreccio è talmente banale che, con svariati
minuti di anticipo, è possibile capire come finirà il film. Voi direte, ma il
contenuto sessuale che ha fatto censurare il film? Vuoi vedere che il buon
vecchio Willy alla fine spiegherà la storiella delle api e dei fiori alla bella
Margot? Le scene di sesso ci sarebbero anche ma è tutto censuratissimo e
banale e comunque il personaggio di Will Smith non riesce a trattenersi da
spiegare la rava e la fava nemmeno dopo l’amplesso!



“Le api, i fiori, ora ti spiego io l’apicoltura”

Il risultato è
un film banale, palloso ed eccessivamente verboso, una di quelle pellicole che
non ti spieghi dove volesse andare a parare o come sono stati spesi i soldi
del budget. “Focus” non è un brutto film, è qualcosa di molto peggiore, è
anonimo e noioso. Ma siccome nella sua locandina (che sembra uno spot per gli
occhiali da sole…) c’è Will Smith, in uno strambo Paese a forma di scarpa di
mia e vostra conoscenza, sta incassando soldoni. Italia, Paese di santi, poeti
e Divo-Dipendenti…

Da parte mia che penso di essere appassionato di cinema, “Focus” è una
di quelle pellicole così inutili che ti fa venir voglia di comprarti una tuta
gialla e dei vasetti di vetro, di costruire un’arnia e di iniziare ad ammirare
le api tutto il giorno, Ah! Le gioie dell’apicoltura! Quello sì che è tempo
impiegato bene, non ‘ste sottospecie di filmastri brutti!
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