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Freddo a Luglio: Don’t mess with Joe R. Lansdale

Non si può parlare di questo film, senza
parlare dell’autore del romanzo da cui è tratto: Joe R. Lansdale, scrittore,
marzialista (gestisce una sua palestra insegnando una sua arte marziale), ma
soprattutto Texano come il chili.

Il Texas è un luogo a parte degli Stati Uniti, ha le grandi città (Houston) e quelle così piccole, che sembrano paesini presi di peso dal Messico e portati oltre confine
(San Antonio). Il Texas è talmente grande che ha tre squadre di basket NBA! Un posto unico, con una sua musica, una sua
cucina, una sua cultura e ovviamente… I suoi scrittori!

Per assurdo, Big Joe è quasi più famoso in
questo strambo paese a forma di scarpa che in patria, ho avuto l’onore di farmi
autografare la mia copia di “Mujo Mocho” da lui, in una delle sue tante
trasferte torinesi (sincero momento di emozione, credetemi), perché è un mito? Facile:
prolifico
come se avesse due e tre cloni di se stesso, una prosa talmente liscia e
sicura, da renderti appassionante anche la sua lista della spesa (probabilmente
composta da Dr. Pepper e biscotti alla vaniglia), nessun limite nel mescolare,
omaggiare, rimestare e dare nuova vita ai generi, senza freni inibitori o
distinzioni tra cultura alta e cultura bassa, nei romanzi di Lansdale ci trovi
da Robert E. Howard e Sam Peckinpah, trovi Mark Twain e i fumetti della EC Comics,
perché quando si parla di cultura, non esiste distinzione tra serie A e serie B e Joe lo sa bene.

“Ciao, mi chiamo Joe, sono il tuo prossimo scrittore preferito”
Malgrado tutto questo, è stato praticamente
ignorato al cinema, per questo “Freddo a Luglio” è un film importante per Joe
Lansdale, perché la sua bibliografia è un pozzo di San Patrizio pieno di ogni tipo di generi:

Western polverosi? Puoi adattare per il grande schermo “La Foresta”. Romanzo di formazione? “La sottile linea scuro”. Steampunk
con personaggi storici All-Star, tipo versione americana de “La lega degli
Straordinari gentlemen”? (il fantastico fumetto di Alan Moore, non il film
pezzente che ne hanno tratto…) niente di meglio di“Fuoco nella polvere”. La psichedelica trilogia del “Drive-In”, storie su Batman, Conan e Tarzan, fino a capolavori grossi così come “In fondo alla palude”.


Non è un caso se dopo questo film, è stata già
annunciata per il 2016, una serie TV su Hap & Leonard, il fiore all’occhiello
delle letteratura di Big Joe, chi si occuperà dell’adattamento? Jim Mickle e Nick
Damici, proprio gli autori di “Freddo a Luglio”:


Richard
Dane (Michael Hall) fa il corniciaio, ha moglie e un figlio, una notte viene
svegliato da rumori sospetti in casa, da buon texano mette mano al ferro e nel
soggiorno trova un ladro, lo secca con un fortunoso Headshot in mezzo agli
occhi, la polizia derubrica tutto a legittima difesa, ma la cosa non finisce
qui.
“Non ho paura di farmi i capelli in questo modo, figuriamoci di spararti”
Il padre
del ragazzo ucciso Ben Russel (Sam Shepard) è una testa calda che vuole
vendetta, e inizia a prendere di mira Richard e la sua famiglia, ma Richard fa
un’altra scoperta: quello a cui ha sparato, non è il figlio di Russel, allora perché
la polizia lo sta facendo credere a tutti? Cosa c’è sotto? I due uomini
dovranno collaborare controvoglia con l’aiuto di un certo allevatore di maiali
che arriva su una fiammeggiante auto rossa (e se avete letto qualche romanzo di
Big Joe, già sapete di chi sto parlando).
Jim Mickle
si sta facendo un nome, costruendo una carriera su del buon artigianato
cinematografico, “Stake Land” era un ottimo Horror Post-Apocalittico con
Vampiri (Lansdale approverebbe), ha anche fatto un remake (“We are what we are”
che però non ho visto), non mi stupisco che per esordire con il Noir o Crime
Drama (fate voi) abbia scelto proprio uno scrittore di genere come Lansdale.
L’Intelligenza
di Mickle sta nel capire che una storia di Lansdale, sta in piedi da sola, di
fatto “Cold in July” è privo di chissà quale volontà autoriale, è la storia che
tiene banco. Con i suoi colpi di scena, infatti, il film fila liscio come il
romanzo, quasi come la magica prosa di Big Joe, perché Mickle orchestra tutto
molto bene, adattando alla perfezione lo script allo schermo e lasciando spazio al suo
trio di attori:

“Ti sembra questa l’ora di arrivare?”
Michael
Hall, sfoggia i baffi e un Mullet che grida (vendetta) anni ‘80, i fan di
“Dexter” faranno fatica a vederlo nei panni del mite omino immerso in una cosa
più grossa di lui; a mio avviso funziona alla grande, i suoi due soci però, gli
mangiano gli spaghetti in testa e, ai fini della trama, ci sta che sia così.
Sam Shepard
è minaccioso, sembra davvero uno che può esplodere in scatti d’ira violenta, il
suo Ben Russel si immerge nei chiari/scuri di una storia che trascende i ruoli
classici buono/cattivo, dividendo i personaggi come spesso fa Lansdale nelle
sue storie: c’è chi fa la cosa giusta e chi no. Se sei un uomo, ad un certo
punto devi fare la cosa giusta, questo Shepard lo rende molto bene, e anche il
film.
La Guest
Star è Don Johnson, nei panni di Jim Bob Luke (Yeah!) ora, potrei tenervi qui un’ora
a parlarvi di Jim Bob Luke, a dirvi che è uno dei personaggi più fighi e ricorrenti
nei romanzi di Lansdale (i Fan di Hap & Leonard lo conoscono molto bene),
Don Johnson non somiglia all’immagine che ho di Jim Bob Luke nella mia testa, è
sicuramente più un “Bell’Uomo” (si dice così no?) di Luke, però è totalmente
calato nel personaggio, quindi risulta un duro vecchio stampo, tutto cuore,
revolver e Cadillac Rossa: avercene di personaggi così.



Se devi fare una cosa in Texas, falla con stile.
C’è poco
altro da dire, questo film lo fa tutto la storia e i suoi tre protagonisti, se
non conoscete le svolte, meglio, vi godrete il film, se conoscete la storia, è
perché leggete Lansdale, quindi già sapete, siete persone come si deve e non
vi devo spiegare altro.
Insomma, se
conoscete Big Joe, “Freddo a Luglio” è una gioia doppia: quella di vedere un
bel film e quella di vedere un bel romanzo adattato bene per il grande
schermo. Se invece non avete mai sentito parlare dello scrittore texano, allora
è un buon punto di inizio, se tutto va bene, presto sarà un nome che vedremo
spesso al cinema, fate scorta di biscotti alla vaniglia, Big Joe Lansdale è qui
per restare!
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