Home » Recensioni » Free Guy – Eroe per gioco (2021): salvate il PNG Ryan (Reynolds)

Free Guy – Eroe per gioco (2021): salvate il PNG Ryan (Reynolds)

Tutto possiamo dire, ma non che il cinema non stia cercando di appropriarsi del linguaggio tipico dei videogiochi, secondo me ci era già riuscito egregiamente con “Ralph Spaccatutto” (2012) e il suo brillante seguito, ma soprattutto con Ready Player One. Ma sapete come sono laggiù ad Hollywood no? Appena trovano un filone nuovo decidono di spolparlo.

Quindi sotto con “Free Guy” – come al solito appesantito da un
inutile sottotitolo italiano – sceneggiato da Matt Lieberman e Zak Penn che non
a caso era proprio quello che ha aiutato Ernest Cline ad adattare il suo
romanzo per il cinema, prima di affidarlo a Steven Spielberg. Per “Free Guy” dietro alla macchina da presa, nessun regista con
gli occhiali tondi ma una vecchia lenza come Shawn Levy, uno che ha firmato
parecchie commedie piuttosto quotate, anche se l’unico sui film che riesco a
riguardare è proprio lo Spilberghiano “Real Steel” (2011).

Shawn Levy insieme al montatore e al direttore della fotografia del film (credo…)

Anche se tutti questi bei nomi passeranno in secondo piano
di fronte al protagonista, perché parliamoci chiaro, “Free Guy” si vende da
solo piazzando sulla locandina Ryan Reynolds, in un altro ruolo da “Deadpool
senza maschera”, che sono quelli che ormai caratterizzano tutta la sua carriera
e ammettiamolo, anche quelli che gli riescono meglio. Mi concedete una piccola
partentesi sui Ryan? Breve giuro.

Potrebbero quasi passare per fratelli visto quanto si
somigliano, ma Ryan Reynolds ha trovato il modo di farsi pagare replicando
sempre la stessa tipologia di personaggio, il mercenario chiacchierone di casa Marvel. Stessa cosa per Ryan Gosling, se non fosse che lui ha trovato il modo di farsi dare un assegno ogni
volta che nei film sta immobile a fissare il vuoto, in maniera molto espressiva, nel suo essere del tutto non espressivo. Lo dico in maniera positiva, bravo lui anche a
trovare ruoli in linea con il vecchio principio di Steve McQueen: «Non darmi
una battuta, dammi un primo piano» (storia vera), fine della parentesi sui
Ryan.

“Hai visto la parentesi che carina?”, “Non male, ma ne avrei preferito una quadra”.

Per tornare al canadese Ryan “Doppia R” Reynolds invece,
potremmo dire che il suo motto pare essere: «Non darmi una battuta, dammi una
battutaccia», infatti anche questa volta il principio è lo stesso, solo che il
ragazzo di nome beh, Guy, che interpreta qui è una sorta di “trucido candido” a cui
se scappa qualche battutaccia è solo perché non ne capisce il doppio senso,
perché Guy è solo un PNG (Personaggio Non Giocante) in un videogioco
popolarissimo chiamato Free City.

Ora ve lo dico subito, “Free Guy” è un filmettino scemino,
simpatichino, stupidino e divertentino che vi intratterrà per 115 minuti, in
base al vostro livello di sopportazione di un titolo che sembra tanti altri
film mescolati insieme: i già citati “Ralph Spaccatutto” e Ready Player One, ma metteteci dentro anche un po’ di The LEGO Movie (ho seriamente pensato di
vedere “Doppia R” iniziare a cantare «È meraviglioso!»), anche se la sensazione
che ho è che “Free Guy” sia un Boss Level
con più santi in paradiso, ennesima dimostrazione che Joe Carnahan ha le idee
migliori, ma poi viene superato sempre a destra dalla storia e da colleghi più
fortunati.

Buongiornissimo Caffè?

La storia è quella di Guy (Deadpool senza maschera, Ryan “Doppia
R” Reynolds) che ogni giorno si sveglia, si prende un caffè, timbra il
cartellino per il suo lavoro in banca e viene puntualmente rapinato da qualcuno
dei giocatori in rete di “Free City”, il videogioco più caldo del pianeta con
centinaia di utenti collegati ogni giorno. I giocatori sono facili da
riconoscere, hanno gli occhiali da sole (per vedere punteggi e missioni) e sono
vestiti come comparse di Mad Max, inoltre sono quelli che per raggiungere i
loro obbiettivi, uccidono e fanno saltare per aria i PNG come Guy, esattamente
come facevamo noi giocando a GTA con i passanti…

… Il fatto che io abbia citato GTA mi etichetta quasi come “vecchio
di merda”, perché in teoria avrei dovuto dire Fortnite. Ma già i videogiochi
non sono il mio campo, concedetemi almeno questa attenuante dài!

Sarà per questo che c’è sempre qualche blogger / Che mi investirebbe come a Frogger… (cit.)

Il solito tran tran sveglia-colazione-morte di Guy viene interrotto
dal più classico dei “Un ragazzo incontra una ragazza”, che poi è come potremmo
riassumere tutto questo film. La ragazza in questione è Milly (Jodie Comer che mi dicono recitasse in L’ascella di Skywalker ma non la ricordo, la conosceranno gli
appassionati della serie Killing Eve)
che fuori nel mondo reale, è una delle programmatrici originali di “Free City”,
che vaga all’interno del gioco nei cazzutissimi panni di Molotov Girl per rispettare
il canone moderno di Hollywood per cui i personaggi femminili devono avere le
palle e i maschi bianchi eterosessuali attorno a loro debbano per forza essere
degli idioti in camiciola
ritrovare il codice sorgente originale nascosto
nel gioco, quello che il viscido Antonie (un Taika Waititi che recita dodici metri sopra le righe, lasciatemi l’icona
aperta su di lui che più avanti ci torniamo) ha rubato per rendere il gioco un
successo mondiale e fare soldi a palate.

Lo stato dell’arte del cinema americano anno di grazia 2021, riassunto in una sola Gif (vi pare poco?)

Nel mondo reale, tra i programmatori originali del gioco
fregati da Antonie, troviamo anche Keys interpretato da quello di Stranger Things Joe Keery, perché se non
hai un che viene dal cast di “Strane Cose” non sei abbastanza alla moda presso
i g-g-g-giovani oggi. Ovviamente il principio “Un ragazzo incontra una ragazza”
vale dentro e fuori dal gioco, con il doppio incrocio di romanticismo, tutti
cotti di Jodie Comer. Fermatemi quando vi sembra che la trama abbia tanto di
già visto, anche se io non ho colpa, sono solo un BNG (Blogger Non Giocante).

La forza dell’aMMMore spingerà Guy fuori dai suoi tracciati
da PNG, il mondo per lui cambierà completamente quando metterà le mani su un
paio di occhiali da giocatore, in quello che io mi auguro almeno sia un omaggio
a Essi Vivono di John Carpenter
(voglio sperarci). Indossati gli occhiali alla John Nada, Guy diventerà un’anomalia
nel gioco, un PNG in gradi di evolversi spinto dal desiderio di ritrovare Molotov
Girl e aiutarla nella sua missione, per farlo però prima dovrà essere “skillato”
continuando a “livellare” come un pazzo, il tutto prima della “release” di “Free
City 2: Carnage” con cui Antonie vuole fare ancora più soldi, cancellano per sempre
le prove del suo plagio.

Questa vale come citazione Carpenteriana, non accetto discussioni in merito.

Che cacchio sto dicendo? Non lo so nemmeno io, so solo che
il film è pieno di termini in inglese presi di peso dal linguaggio dei
videogiocatori o Players? Sto scivolando nelle sabbie mobili, o in una swamp?
Arrrrgh! Mi rendo conto che non avrebbe avuto senso provare a tradurre in
italiano un linguaggio che nasce così, mezzo e mezzo, però le mie orecchie
hanno sanguinato copiosamente lo stesso, anche perché alcuni giochi di parole
restano non tradotti, comprensibili certo, ma solo abbozzati, come il
tormentone: «Togliti la Skin», «Ma come faccio a togliermi la pelle?» che di
sicuro funzionava meglio in lingua originale, così come lo scontro finale tra
il protagonista Guy (ragazzo) e un energumeno di nome Dude (tizio? Tale?). Insomma se mai Doppiaggi Italioti dovesse mettere le mani su questo
adattamento, finirebbe per “Killarlo” che poi è un po’ come quando i miei
colleghi mi chiedono di “Shiftare un meeting per un overlapping nel loro
calendar”, di norma io risposto: «Se vuoi spostare una riunione per la
concomitanza con un’altra va bene se me lo chiedi in italiano, altrimenti
fottiti, anzi fuck you così capisci» (storia vera).

“Doppia R” nella parte di me, mentre guardo strano i miei colleghi e la loro buffa lingua.

“Free Guy” è un film tutto sommato divertente che mi ha
intrattenuto il giusto, perché l’ho trovato un tutto sommato riuscito insieme di elementi già
visti altrove, il secondo atto rallenta parecchio per portare in scena l’inevitabile
storia d’amore tra i personaggi, ma in generale mi ha urticato il fatto che nel
corso degli anni, ho letto commenti al vetriolo contro ottimi film come “Ralph
Spaccatutto” (2012) e Ready Player One,
quando sono sicuro che probabilmente un film derivativo come “Free Guy”, porterà
a casa entusiasmi giocandosi il fattore “Doppia R” e una buona dose di
paraculaggine nel finale. Senza rovinare la visione a nessuno, basta dire che
con la sigla di “Ralph Supermaxieroe” che parte a caso e l’apparizione di un
certo Capitano, sono sicuro che buona parte del pubblico si scioglierà.

Questo non vuol dire che “Free Guy” sia un pessimo film,
tutt’altro, solo poco originale e anche indeciso nell’andamento, come se
volesse mordere il freno sulle battutacce per non imbattere nel visto censura,
anche se in certi momenti per il film sembra impossibile non farlo, infatti ho
trovato del tutto inspiegabile (e anche abbastanza insopportabile) l’apparizione di Channing
Tatum e il suo “calzino speciale”, un momento che rallenta inutilmente la trama
per permettere a Tatone Tatum di fare il pirla in maniera piuttosto immotivata.

“Hai visto? Noi facciamo di tutto per avere Tatum e questo scemo della Bara Volante guarda cosa scrive!”

Per nostra fortuna, posso chiudere quell’icona lasciata
aperta su Taika Waititi che mi è sembrato quello che ha saputo interpretare
meglio l’atmosfera del film, Ryan Reynolds non lo conto nemmeno, lui è sempre
Deadpool-senza-maschera. Il suo cattivo è un personaggio al limite della
macchietta, il malvagio che crede solo ai numeri e ai soldi che può fare, uno
che si atteggia e parla a mitraglietta per citazioni (lo sentiamo lanciarsi
anche in una «Che cavolo stai dicendo Willis?» che per motivi anagrafici capiranno
quelli che per età non giocano a Fortnite), talmente esagerato e tronfio del
suo essere cattivo da risultate tutto sommato funzionante, finalmente abbiamo
una nemesi con delle motivazioni, il che visto l’andazzo dei film moderni non è
affatto poco.

Amatelo, odiatelo, ma Taika Waititi fa reparto da solo.

“Free Guy” funziona perché sa replicare al cinema dinamiche
(e dialoghi) tipici del mondo dei videogiochi, quando si tratta di fare cinema
gioca sul velluto di situazioni rodate e collaudate, quindi non mi stupisce che
sia uno dei pochi film usciti in sala (e non sala più streaming, come è
consuetudine ormai) che ha incassato quel tanto che basta da poter già
annunciare un secondo capitolo, in cui Mr. Bravo Ragazzo, “camiciola Guy” che
vince comportandosi come un boy scout, rovesciando al contrario il concetto
di un vecchio pezzo dei Green Day (di quando Fortnite non esistava e forse
nemmeno GTA), tornerà di sicuro per un’altra avventura cinematografica. In film studiato a tavolino ha raggiunto il suo obbiettivo e può passare al prossimo livello.

Insomma per una dose doppia, non tripla di Ryan Reynolds
che “Ryan Reynoldeggia” mettetevi comodi e godetevi lo spettacolo, se inoltre
siete appassionati di videogiochi sicuramente lo apprezzerete molto, di mio
continuo a pensare che lo sfortunato Boss Level fosse più nelle mie corde, ma forse perché non ho mai giocato a Fortnite.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Film del Giorno

    World Trade Center (2006): su per le scale, dentro il fuoco

    Il cielo stava cadendo e si macchiò di sangue / Ho sentito che mi chiamavi, ma sei scomparso nella polvere. Su per le scale, dentro il fuoco / Su per [...]
    Vai al Migliore del Giorno
    Categorie
    Recensioni Film Horror I Classidy Monografie Recensioni di Serie Recensioni di Fumetti Recensioni di Libri
    Chi Scrive sulla Bara?
    @2024 La Bara Volante

    Creato con orrore 💀 da contentI Marketing