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Game of Thrones: 5×04 – The Sons of the Harpy



Benvenuti alla
nuova puntata settimanale di “Giocotrono”, la scorsa settimana siamo rimasti in
ansia per il destino di Tyrion (trovate tutto QUI), vediamo che fine ha fatto
il Folletto…

Il rapitore
del più simpatico dei Lannister apre l’episodio prendendo in prestito una barca,
pagandola al legittimo proprietario il suo giusto prezzo in cazzottoni sul
naso. Legato e imbavagliato Tyrion si risveglia a bordo della gondoletta e,
siccome è un dritto, ci mette pochi secondi a riconoscere nel suo rapitore
quello sfigato di Jorah Mormont. Con il suo solito modo di fare, il Folletto
sottolinea quanto sia un piano da disperato servo della Gleba, quello di
cercare di riconquistare la fiducia di Daenerys Targaryen, portandogli in dono
un Lannister ricercato. Jorah, noto per il suo senso dell’umorismo, tira una
clamorosa papagna a Tyrion e lo manda nel mondo dei sogni. La Soluzione Jorah a
tutti i mali del mondo: un cazzottone ben assestato e passa la paura!



“Questo è per quel cavolo di programma sui nani di Real Time!”.
Jamie
got a Gun è in viaggio per Dorne con il suo nuovo compare Bronn, i due si sono
imbarcati su un mercantile nel tentativo di passare inosservati, anche se la
giacchetta trendy del Lannister lo rende subito riconoscibile: è l’unico
vestito Dolce e Gabbana in tutti i Sette Regni.



“Quando manca a Dorne? Tutta questa salsedine mi rovina il giubbottino firmato”.

Siccome il
viaggio sulla “Love Boat” è lungo, Bronn coglie al volo l’occasione per ribadire
ancora una volta, quanto sia motivato a seguire di nuovo un Lannister in una
grande avventura che lo…
I soldi gente, lo fa per i soldi, Bronn è uno
molto pratico avesse un’alternativa valida avrebbe già scaricato tutti,
citofonare Tyrion per conferma (ore pasti).

“Preferibilmente contanti, ma accetto anche assegni in bianco”.
Intanto, ad
Approdo del Re, Cersei Trentasei è ancora alle prese con le difficoltà del suo
nuovo governo e le tensioni con la nuora Maggy, che si fa allegramente beffe di
lei.
Nel tentativo
di ridurre lo SPREAD e rientrare nei parametri imposti dai Sette Regni, Cersei
spedisce il suo baffuto Maestro del conio a Braavos (Graazies!), con la speranza di ottenere
un prestito migliore del solito 2%.
Ma il problema
vero per Cersei è rappresentato dai Passeri (la smettiamo di fare battute! Vi
sento voi lì dietro nelle ultime file): grazie ad un accordo tra la Regina
Madre e l’High Sparrow (interpretato da Jonathan Pryce, lo ricordo solo perché
ogni volta che lo vedo mi esalto tantissimo!) la setta religiosa ha ottenuto
supporto e armamenti e in breve tempo si è trasformata nella versione scalza
dell’ISIS.
Di fatto, i
nostri clerici sono in grande forma: ad Approdo del Re nessuno può
più farsi una scappatella senza che loro sfondino la porta gridando
“A.D.R.P.D.! Mani in alto!” (Approdo Del Re Police Departement), interrompendo
ogni scena di sesso. I Passeri stanno facendo quello che la censura
non è mai riuscita ad imporre alla HBO, maledetti conservatori!



Maledetti bacchettoni! Non toglieteci la nostra razione di HBO settimanale!
Siccome per la
Chiesa quasi tutto è illegale, immorale (o fa ingrassare), a farne le spese
come al solito sono gli omosessuali e quando si parla di Gay in questa serie,
tutti puntano il dito verso il Cavaliere dei Fiori: il giovane Tyrell viene
portato in cella per via dei suoi gusti sessuali. Onestamente io l’avrei chiuso
al gabbio per quegli orribili mantelli fioriti che sfoggia, ma questo è solo un
mio punto di vista….
La regina
Margaery Tyrell è giustamente un filino incazzata come una bestia per il fatto
che suo fratello sia finito in prigione, ora non ha più nessuno a consigliarle
come abbinare le scarpe alla borsetta. Quindi fa valere la sua presa sull’altro
grande servo della Gleba della serie: Re Tommen l’ormonale, portatore sano di
arrapamento, che scatta sull’attenti ogni volta che la sua nuova mogliettina muove
un sopracciglio.
Seguendo
l’antico adagio che recita “Moglie felice, vita felice”, Tommen si reca
dall’High Sparrow per trattare il rilascio del Gaio fratellino. Ma di fronte alla
guardia Svizzera del clerico, viene colto da un sub movimento intestinale anche
noto come “Cagarsi addosso dalla fifa”.



“Non sentite anche voi un odore, come dire di… Ehm, beh io vado, tante care cose a tutti!”.

Ovviamente Maggy Tyrell reagisce
magnificamente alla notizia. A mio avviso nel giro di tre puntate finiremo tutti
quanti a fare da spettatori ad un clamoroso Cat Fight tra Margaery e Cersei e,
se i Passeri non mettono i bastoni tra le ruote al canale televisivo, l’HBO ha
già pronta la vasca di fango e i bikini per farle combattere…



“Lo sapevo che avrei dovuto fargli firmare un contratto pre-matrimoniale”.
Ma chissà cosa
sta combinando il Premier dei guardiani della Notte su a Pontida, sede della
Barriera.
Il bastardo
Jon Snow dimostra fedeltà a Stannis, ma il Re non riesce a controllarlo come
vorrebbe, poichè Jon è troppo legato ai suoi giuramenti. Se c’è un personaggio che ha
capito che tutti gli uomini, anche i più risoluti, sono sensibili all’antico
richiamo della patata, quella è sicuramente la sacerdotessa del Fuoco. L’amante
di Re Stannis, aveva già iniziato le grandi manovre di approccio al giovane
Snow, essendo però il Bastardo degli Stark un po’ duro di comprendonio, la
donna rossa deve ricorrere all’arma segreta: le poppe!

“Hai il fodero della spada in tasca o sei solo contento di vedermi?”.
Jon Snow
inizia a valutare seriamente i vantaggi del suo nuovo ruolo di Leader, per
altro lui è uno che con le rosse ha anche un certo successo, ma risoluto come
non mai, il giovane resiste alle sirene della Sacerdotessa Cougar. Che stizzita
lo etichetta anche lei con un “You don’t know nothing Jon Snow”, equivalente
Nordico dello STACCE.
In un episodio
caratterizzato dai filler, trova spazio anche un momento di tenerezza tra Re
Stannis e sua figlia: la bimba lucertola. La poveretta viene costantemente
bullizzata dalla madre naturale che non fa altro che ricordarle il suo
gravissimo problema di acne. Il Re dal canto suo, dimostra alla piccola di
volerle bene. Un raro segno di affetto è meglio di nessun segno di affetto.
Momento “Mario Merola” che manda il lacrimometro a fondo scala.

“Papà ti vuole bene assai”.
Sansa
è intenta ad accendere un cero ai sette Dei, sperando che almeno qualche forza
superiore possa salvarla dal suo matrimonio con Gordon Ramsay Bolton. Occasione
ghiottissima per Ditocorto per continuare la sua opera di convincimento nei
confronti della ragazza. Il Nord ha bisogno del suo protettore, sì ok, ma
perché non ci vai a letto tu con il Bolton caro il mio Ditocorto?
A toglierci da
questo momento di imbarazzo ci pensa il cambio di scena: Jamie got a gun e
Bronn sono approdati a Dorne. Ah! La bellissima Dorne, nota per i suoi dolci
meravigliosi, le sua grandi spiagge assolate, per l’efferatezza delle sue
guardie armate. In assenza di dessert e tintarella, i due vengono beccati da un
gruppo di soldati Dorniani, desiderosi di dimostrare la terza grande
caratteristica del luogo di villeggiatura. A salvarci dal torpore dell’episodio
segue un po’di sana ultra violenza.



Un caloroso benvenuto in puro stile Dorniano.
Jamie non
padroneggia ancora molto bene la spada con la mano sinistra, ma sopraffatto da
un soldato Dorniano, intento a colpirlo con la sua scimitarra, scopre un
utilizzo alternativo della sua EX mano preferita. I muscoli involontari gli
fanno sollevare di colpo la mano d’oro al grido di “Un gioco è bello quando
dura poco, con te non gioco più. Pugno!”, l’arto finto para clamorosamente il
colpo di spada letale. Galvanizzato dalla scoperta, Jamie si riprende e finisce
l’avversario, cantando a squarciagola il tema musicale di “Goldfinger”.

“Io ti SPIEZZO in due”.
E di filler
in filler, approfondiamo la conoscenza dei parenti di Oberyn Martell, l’ex
Trapano di Dorne passato malamente a miglior vita durante la scorsa stagione.
Dopo aver incontrato il fratello e l’acidissima sorella, è il momento di conoscere
la figlia.
L’adorabile
ragazza ha lo stesso carattere dolce e l’amore per il massacro di massa del
padre, considerando quanto è stato attivo Oberyn in vita, secondo me avrà
seminato in giro per i Sette Regni più figli di Bob Marley, se hanno intenzione
di mostrarceli tutti, questa serie arriverà facile a nove o dieci stagioni.
Chi manca
all’appello tra i personaggi della serie? Ah sì! La nostra amica: la Regina
Shakira Targaryen. Il popolino continua a chiederle che vengano ripristinate
le fosse con i combattimenti tra gladiatori. Evidentemente il corso gratuito di
taglio e cucito non ha riscosso il successo sperato.
La regina
vorrebbe organizzare un cineforum di Rom Com con Kate Hudson, ma i
Mee(eeeeeee)riniani sono gente sanguigna che ama cose semplici: un aperitivo al
bar con gli amici, due parole sulla partita e i loro massacri grondanti sangue
e farciti di arti mutilati, che ci volete fare, sono fatti così!



“Perchè non possiamo guardare tutti insieme i film di Kate Hudson e vivere in pace?”.
Tra i problemi
di intrattenimento e i grattacapi creati dai figli dell’Arpia, Daenerys non sa
più cosa fare, quindi ancora una volta chiede consiglio a Lord Babbo Natale. Il
saggio guerriero Natalizio si lancia in un monologo che sa tanto di saluti
finali, una di quelle cose che puzza di ultimo discorso del Maestro prima di
venire ucciso, non fa in tempo a finire di dire che “Da grandi poteri derivano
grandi responsabilità” che gli Arpia Boys passano all’attacco. Quindi
l’episodio ci regala un altra bella dose di ultra violenza, Dany Targaryen
dovrebbe valutare di far abbonare il suo popolo ad HBO.
Verme Grigio
malgrado la privazione fisica dei maroni, resta il più cazzuto degli
Immacolati e vende cara la pelle contro gli Arpia Boys, motivati e in numero
maggiore. In suo soccorso arriva proprio Lord Babbo Natale: volano mazzate,
spadate, calci, pugni e un paio di dita in un occhio e nella mattanza
generale, sia il canuto Guerriero che il capo cannoniere degli Immacolati
restano a terra, feriti o morti? Solo tra sette giorni avremo una risposta…


“Ma tu guarda alla mia età cosa mi tocca fare…”.
Non mancano
gli eventi in questa quinta stagione, a questo punto (avendo letto i libri) mi sarei aspettato episodi
più noiosi, per fortuna non è così, anche se la presenza massiccia di scene
Filler inizia a farsi notare. L’unico che non avverte la pressione
dell’avanzare della serie è il suo creatore: Giorgio Ruggero Roberto Filippo
Massimo Michele Martino, lui continua con il suo ritmo (lento con brio) a
scrivere i nuovi romanzi. Siamo seriamente a rischio che lo scrittore di Santa
Fe venga doppiato dalla versione televisiva dei suoi stessi personaggi! In ogni
caso, ci rivediamo la prossima settimana, con un nuovo episodio di
“Giocotrono”.
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