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Game of Thrones: Episodio 6×09 – Battle of the Bastards: Bastardi senza gloria (e tanta noia)

Quando abbiamo
realizzato che questa serie di bastardi non ne aveva uno, ma ben due, era
chiaro che lo scontro sarebbe arrivato, com’è andata? Vediamolo! Ma prima,
come al solito vi ricordo che se vi siete persi qualcosa trovate l’episodio precedente riassunto QUI e
gli SPOILER da questo punto in avanti!

L’inizio è
subito violento: quei brutti figli di Sultana (cit.) dell’Arpia, tengono sotto assedio
la piramide di Mee(eee)ree(eee)n, essendo persone poco educate, lanciano loro
delle enormi palle di cacca incendiate… Eh, ma che schifo!



“Ma che schifo! Ma cos’è quella roba?! No no non voglio saperlo!” (Cit.)
Nella piramide
Tyrion di fronte a Shakira Targaryen ha la faccia del vostro cane, quando
tornate a casa prima del tempo e lo beccate a dormire sul divano: “Ti lascio
solo cinque minuti e mi ritrovo la piramide sotto assedio!”.
Tyrion
minimizza, in fondo non si può governare avendo il pieno supporto di tutta la
popolazione, no? Citofonare Piero Fassino per conferma.



“Se questa Targaryen pensa di poter conquistare i sette regni, che fondi un esercito, e vediamo quanti la seguiranno”.
Siccome questo
è l’episodio in cui i grandi strateghi tattici sfoggiano le loro idee migliori,
analizziamo la situazione: gli Arpia Boys attaccano Daenerys Targaryen (madre dei
draghi, la non bruciata, che picchiò il cane che morse il gatto e tutto il
resto della filastrocca) con delle navi di legno, pretendendo che la bionda
uccida i suoi draghi e si arrenda… Bravi, bella idea!
Risultato:
finalmente il prediletto figlio squamoso di Shakira fa bella mostra di sè, il
simpatico Grisù entra in scena ed è anche in gran forma! Si vede che si sono
spesi tutti i soldi del budget per la computer grafica, d’altra parte hanno
tagliato su tutto, anche sulla morte del Pesce Nero e sul combattimento di Arya
nello scorso episodio, da qualche parte ‘sti soldi dovevano finire, no?
Risultato:
Grisù e i suoi fratelli (ma non erano ingovernabili? Com’è che ora rispondono
ai comandi senza problemi, vabbè non abbiamo tempo per questi dettagli!),
trasformano alcune delle navi in pire funebri galleggianti e gli Arpia Boys
nella portata principale disponibile in tre cotture: cotto, ben cotto e
croccante.



“Ma non diceva sempre che da grande avrebbe voluto fare il pompiere?”.
Ho la
sensazione che l’inevitabile scontro con l’esercito degli Estranei oltre la
barriera, che vedremo non so, nella stagione otto o nove di questa serie si
risolverà molto in fretta, a meno di colpi di scena, nessuno ha una potenza di
fuoco (nel vero senso della parola!) paragonabile a quella della bionda
Shakira.
Consolidato in
un solo colpo sia il dominio aereo che quello acquatico cosa manca? Solo il
dominio sulla terra, ma per quello avere un’orda di 3000 Dothraki a cavallo
incazzati come automobilisti bloccati in coda in tangenziale aiuta. Le
trattative per la resa (degli schiavisti) vengono risolti dalla parlantina di
Tyrion e dal coltello di Verme Grigio, fine delle trasmissioni!
Nottetempo a
Mee(eee)ree(eee)n sono arrivati anche i fratellini Greyjoy, Tyrion non perde
occasione per togliersi qualche sasso dalla scarpa, memore di tutte le volte
che Theon/Reek Greyjoy lo ha coglionato, scegliendolo sempre per ultimo quando
si facevano le squadre per giocare a Basket.
L’offerta è
chiara: i Greyjoy offrono le loro navi in cambio di un supporto (del draghesco
tipo) per riprendersi le Isole di ferro, Yara (che più la guardo più mi sembra
la Amy Farrah Fowler di “The Big bang Theory”), nel mucchio ci butta anche un po’
di solidarietà femminile, o almeno come viene intesa in questa serie Tv,
ovvero: “Biondina, basta che mi fai un cenno con il sopracciglio e potremmo
diventare moooooooolto amiche!”.



“Mah, sai che quasi quasi ci faccio un pensiero…”.
La Targaryen
non sembra dispiaciuta all’idea (HBO non perde un colpo!), ma impone il suo
volere: “Da oggi in poi: basta con i saccheggi, le razzie e la pirateria navale”,
viene da chiedersi di cosa dovrebbero vivere gli orgogliosi uomini di ferro:
pesca? Vendita di braccialetti fatti con le conchiglie? Escursioni in barca? Ma
non erano loro quelli che volevano tornare ai fasti di un tempo? Bah, dettagli
inutili che interessano solo a quel panzone di Giorgio Raimondo Riccardo
Martino (Luigi Michele Aldo) per farcire di pagine i suoi libroni, qui si va
dritti e sicuri verso la battaglia, non abbiamo tempo da perdere! Per celebrare
l’accordo le due donne si scambiano la stretta di mano segreta del telefilm “Hercules”.



Ecco! Quello si era un bel telefilm!
Si è tanto
parlato di questa battaglia, no? E allora parliamone! 

Gionsnò incontra il suo
avversario prima del match decisivo, avete presente la solita schermaglia tra
pugili prima dell’incontro? Ecco uguale, solo che Snow prova a giocarsi la
carta dello scontro uno contro uno, un bel duello tra di loro per evitare un’inutile perdita di vite. Gordon Ramsay Bolton valuta l’offerta e poi giunge
alla sua conclusione: “Io ho 6000 uomini, tu 62 quindi PRRRRRR! Circolare!”.



“Sono bastardo ma a differenza tua mica scemo!”.
La notte prima
della battaglia Snow e il suo entourage preparano la strategia per combattere
un avversario numericamente superiore, si giunge presto a citare “Rambo 3”: “Circondarli
lo escludo”.
Le alternative
sono una presa a tenaglia, qualcuno suggerisce: “No! Facciamogli gli occhi della
tigre!”. Oh, poi se va male c’è sempre la tattica dell’Opossum: ci fingiamo
morti e aspettiamo che se ne vadano.
Ma prima bisogna
fare qualcosa per salvare Rickon, a questo punto interviene Sansa, che
sottolinea quanto il fratellino Stark sia ormai spacciato. Voi direte: “Perché se
resta in vita Gordon Ramsay Bolton non potrà reclamare seriamente il suo
diritto al trono?”. Ma va! La verità è che Rickon si è visto sei minuti (non
consecutivi) in questa serie, quindi che sia vivo o morto non importa a
nessuno, in pratica è il gatto di Schrodinger della famiglia Stark.
Arriva il
momento della grande battaglia, vedremo quale geniale tattica metterà in campo
Giosnò per sconfiggere il suo avversario, ma prima bisogna cercare di non
cadere nei giochetti mentali di Gordon Ramsay Bolton, che prende il giovane
Rickon Gump Stark e gli dice: “Vai, corri da tuo fratello, corri Rickon Gump,
corri!”.


Nella scena
con meno suspence della storia, Snow si lancia a cavallo per salvare il
fratello e Bolton vince la freccia d’oro, il bacio di Lady Marion e tutta la
baracca centrando in pieno Rickon… Ma dai? Uno Stark morto? Non succede mai!



“Uno Stark morto? Wow questa si che è una novità”.
Immagino che
questo sia il momento in cui Snow furente di rabbia attacca il nemico, l’equivalente
della morte di Apollo Creed in “Rocky IV” per capirci, peccato che la strategia
di Giosnò non abbia alcun senso: attaccare frontalmente un avversario
numericamente superiore non ha nessuna logica, in compenso la battaglia si
gioca tutte le carte possibili per cercare di risultare più cinematografica
possibile.
Un mezzo piano
sequenza con parti aggiunte al computer, il gigante trasformato in un puntaspilli per frecce e un sacco di altra roba che normalmente mi gaserebbe
tantissimo, qui, invece, mi ha fatto solo venire male alle mascelle per il
tanto sbadigliare: come possono sperare gli autori che da spettatore possa fare
il tifo per qualcuno che non ha uno straccio di piano per affrontare una battaglia
del genere?



Questa sarebbe una battaglia? Io l’ho sempre chiamato pogo.
Il risultato è
che la battaglia è confusionaria, sembra una versione ordinaria (e con meno
sangue) del pogo sottopalco ad un concerto degli Slayer, non sono chiare
nemmeno le dinamiche, ad un certo punto si capisce solo che tutti scappano da
tutti. Normalmente sono il primo che si esalta davanti ad una bella battaglia,
qui è tutto talmente scontato (anche la risoluzione finale con l’arrivo a
NON-sorpresa dell’esercito di Ditocorto) che non ho fatto altro che sbadigliare
per tutto il tempo, rimpiangendo “Hardhome” (5×08), ma soprattutto
“The Watchers on the Wall” (4×09) che, guarda caso, era diretta da Neil
Marshall, uno che ha già ampiamente dimostrato di avere tutto un altro passo!
L’unica cosa
che resta da risolvere è vedere chi ammazzerà Bolton dopo tutti i casini che ha
combinato, la scelta del finale alla Hannibal
con Gordon Ramsey Bolton servito come piatto principale nella pappa dei suoi
cagnoloni. Cosa dire su questo ragazzo? Forse non è stato capito, in realtà era
un gran tenerone, un cuore d’oro che ci mancherà un sac…. Ma va! Il bastardo è
crepato! Peccato che la sua morte sia arrivata in uno degli episodi con meno
pathos della storia di questa serie.



“Ho appena capito perchè è meglio avere un gatto”.
Prossimo episodio,
il finale di stagione, avrà un minutaggio ancora maggiorato! Uh, che gioia, sono
tutto un fremito… Posso tornare a vedermi la quarta stagione di Orange is the new Black adesso? Ok, cia-ciao!
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