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Gremlins (1984): Un pestifero classico di Natale

Anno 2088,
interno notte. Vigilia di Natale.

«Nonno Cassidy ti
lasciamo i bambini, non farli stare in piedi fino a tardi a guardare i film
violenti come tuo solito, una favola e poi a letto, ok?»



Sì, sì e poi
magari non gli do da mangiare dopo mezzanotte, la fanno facile loro, escono a
festeggiare e poi tocca al vecchio Cass badare a ‘sti mostri, ma poi guarda che
schifo “Il tenero elfo puccioso di Natale”, “Rudolph la renna alla grandi
manovre Natalizie”, ma sono storie di Natale queste? Per fortuna ho la
dentiera, altrimenti con tutto questo zucchero avrei già i denti cariati.
Ma figurati se mi
metto a leggergli ‘sta roba a quei mostriciattoli, ora gli ficco due dita di
Jack nel latte e sogni d’or… Furiosa! Bella di nonno! Tu e tuo fratello
CarpenPlisskenberg non state già dormendo, vero? Mannaggia a voi, eh la storia
di Natale lo so lo so, ma tra questi libri c’è solo robaccia troppo tenera,
dannato politicamente corretto! Aspetta, però, questo cos’è? Roald Dahl, ecco lui
sì che sapeva come scrivere una storia per bambini come si deve, questo s’intitola, “I Gremlins” anno 1943, ecco
finalmente iniziamo a ragionare! Bambini è ora della storia di Natale di Nonno
Cassidy!



“Storia di Natale! Storia di Natale! Vogliam la storia di Natale! Storia di Natale!”.

Pensate che
questo racconto qui è nato quasi per scherzo, quando durante la Seconda qualche
aereo alleato precipitava per colpa di un guasto i soldati alleati davano la
colpa ai Gremlins, dei mostriciattoli pestiferi che si divertivano a
rosicchiare i cavi… Cosa c’è CarpenPlisskenberg? La Seconda, la Seconda
mondiale, sì, lo so che hanno fatto altri due sequel nel frattempo, dannati Yankee! Ma non ti distrarre.

Questa storiella
dei Gremlins è diventata parte della cultura popolare anglofona, nel
1943 la Warner Bros sfornò un corto molto famoso, in cui Bugs Bunny era alla
prese proprio con uno di quei orecchiuti mostriciattoli, ve lo ricordate? Lo abbiamo anche visto!

Insieme ad un “Terminator privato” (cit.) il regalo
che avrei sempre voluto ricevere da bambino.

Per molti anni la
Disney ha cercato di portare al cinema il racconto di Dahl, per nostra fortuna,
senza riuscirci mai (storia vera), a rendere decisamente più natalizia questa
storia, ci pensa l’entrata in scena di una nostra vecchia conoscenza, Chris
Columbus, sì, Furiosa! Brava proprio quello dei Goonies, ecco perché sei la preferita di Nonno! CarpenPlisskenberg
tu no. E Togliti quel dito dal naso!

Columbus
ispirandosi al racconto originale, tira fuori una prima bozza con un tono da
commedia horror molto marcato, roba che la mamma di Billy nel suo scontro
domestico finiva decapitata, il cane di famiglia veniva ucciso e non solo
appeso come un addobbo natalizie e i Gremlins facendo irruzione in un McDonald’s
si facevano uno scorpacciata, ma di umani non di hamburger (storia vera).



“Humanburger?
GNAM GNAM Mangiare!”.

Ok, mettiamo un
po’ di spirito natalizio in questa storia, facciamo entrare in scena l’uomo più
buono del mondo, ovviamente dopo il vostro adorato nonno, non un fiato
CarpenPlisskenberg ti avviso, sto parlando di Steven Spielberg che aveva già
nasato sia il talento di Columbus che la bontà del suo lavoro, fu proprio lui a
stemperare parecchie parti della sceneggiatura, tipo fu proprio Spielberg a
pretendere che Gizmo non si trasformasse nel malefico “Stripe”, il
bastardissimo capo dei Gremlins come da idea originale di Columbus, perché
voleva un personaggio buono con cui il pubblico potesse immedesimarsi (e magari
vendere tanto ottimo merchandising, aggiungo io), basta dire che quello
stramaledetto Furby, uno spudorato plagio dei Mogwai ciucciabatterie è stato
venduto a dodici generazioni di bambini! Che poi ancora dopo tanti anni mi
chiedo come nel doppiaggio italiano siano riusciti a far funzionare il labiale
di “Stripe” trasformandolo nell’azzeccato “Ciuffo bianco”, magari i doppiatori
parlavano velocissimo a quei tempi… Bah, vai a capirlo, sono troppo vecchio per
questa roba.

Ciuffo Bianco,
uno dei più grandi cattivi della storia del cinema!

Con la
sceneggiatura pronta e la data di uscita fissata per Natale del 1984, a questo
punto ci voleva solo qualcuno che riuscisse a destreggiarsi tra la pucciosità
di Spielberg e la fiaba nera, quasi horror di Columbus ed è qui, bambini, che
entra in gioco l’uomo che ha salvato, o distrutto, fate voi, il Natale, l’uomo
con il nome più bello del mondo, quel gran mito di Joe Dante!

Colui che mi ha insegnato ad amare il cinema (ma anche il piccoletto verde ha avuto il suo peso).

Dante, cresciuto
alla scuola di Roger Corman, trova il modo, come avrebbero detto i nostri amici
Yankee, di distillare il lampo in una bottiglia, proprio lui che è stato quello
che ha capito meglio la lezione Spielberghiana girando con pochissimi mezzi la
migliore risposta a Lo Squalo, ovvero
il bellissimo Piranha.

Joe Dante non si
discute, è una fede, è uno che ha un amore per il cinema e i vecchi film che
traspare ad ogni pellicola, infatti riesce a fare la barba al suo produttore,
facendo contento il suo ego e riempiendo il film di quanti più omaggi a Spielberg
possibili, il cartellone pubblicitario del DJ Rocky Ricky Rialto con il Fedora come Indy ed un quantitativo
esagerato di strizzatine d’occhio ad E.T., la più evidente è quella del Gremlin
che strappando i cavi del telefono fa il verso al tenero alieno dicendo «Telefono…
casa!».
Dante sa muoversi
talmente bene che nella scena della convention delle invenzioni a cui partecipa
il padre di Billy, in un paio di inquadrature riesce a far fare un cameo a
Spielberg, al compositore Jerry Goldsmith e a Robby il Robot, quello del film, “Il
pianeta proibito” (1956).



Jerry là dietro con il cappello, Steven invece passa qui sotto sfrecciando.

Poco importa che
poi la Warner Bros per paura di non incassare uscendo proprio sotto Natale con
questa favola cattivella, abbia imposto a Joe Dante un’uscita anticipata ed
ecco perché un film uscito nelle sale americane l’8 giugno del 1984 (lo stesso
giorno di Ghostbusters dalla padella
alla brace!) sia comunque ambientato a Natale: Dante cresciuto sotto l’ala
protettiva di Roger Corman non si spaventa di niente, tiene duro, si destreggia
abilmente tra tutte le richieste e sforna un film che senza il suo tocco
sarebbe stato probabilmente dimenticato, invece praticamente da solo ha riportato
nuova linfa al genere dei Monster Movies. Basta dire che i Critters sono nati sulla scia del successo del film di Joe Dante,
successo non da poco, perché al netto di un budget di 11 milioni di ex
presidenti spirati stampati su carta verde, il film ne ha portati a casa quasi
150 nei soli stati uniti, gioco, partita e incontro signor Dante!

Ma poi bambini,
parliamoci chiaro: non esiste un film più natalizio di “Gremlins” perché il
vostro nonno in tutti questi anni qualche film lo ha pure visto, ma ogni volta
che si riguarda questo è un po’ come tornare a casa, sì, Furiosa cocca di nonno
sto per raccontare della tessera della videoteca…  CarpenPlisskenberg non mi frega che hai già sentito questa storia un milione
di volte, ok? Adesso la sentirai per un milione più una!



La cucina della signora Peltzer, il posto dove ho conosciuto lo Slasher.

Quando ancora
esistevano i videoregistratori e le VHS, vostro nonno aveva più o meno la
vostra età e non c’erano due film che preferiva guardare più di Terminator e di “Gremlins”, la vecchia
tessera del videonoleggio ormai è scomparsa come un Gremlin al sole, ma una
volta l’elenco dei titoli noleggiati era tutto un: Gremlins, Terminator,
Terminator, Gremlins, Gremlins, Terminator. Almeno finché non sono arrivati i
seguiti dei due film, a quel punto la tessera è diventata Gremlins, Terminator 2, Gremlins 2, Termi… CarpenPlisskenberg?
La vuoi la Play station 487 per Natale? Allora smettila di sbuffare!

“Gremlins” è un
film totalmente a dimensione di bambino, a partire da quelle di tre cacchio di
regole ch… Sì, Furiosa tesoro il nonno cacchio lo può dire, dicevo quelle tre
cacchio di regole base che Billy (Zach Galligan) ci mette circa 22 minuti per
infrangere tutte e tre, con lo zampino di Corey Feldman, che nei film di quel
periodo non mancava MAI.



Oh voi intrusi
guai a voi, dolori cocenti e morte, intrisi nel sangue aspettano, chi si
impossesserà di questa mappa
bagnerà un Mogwai (Qausi-Cit.)

Quando ero
piccolo, come voi, mi lambiccavo il cervello nel cercare di capire cosa volesse
dire “Non dargli da mangiare dopo mezzanotte” tecnicamente ogni minuto del
giorno viene dopo la mezzanotte di ieri, ma la bellezza di “Gremlins”, chiunque
veda il film per la prima volta, finisce a farsi le stesse domande dei
poliziotti che non credono alla storia di Billy sui mostri che si moltiplicano
con l’acqua, anche tra cento anni il pubblico si chiederà se il metabolismo dei
Mogwai si adatta al fuso orario dove vivono, oppure al cambio dell’ora da legale
a solare, perché Chris Columbus dietro a queste tre semplici regole, manda il
messaggio che è bene ascoltare i consigli degli adulti, ma allo stesso tempo
porta avanti la sua poetica natalizia, per cui bisogna dimenticare il lato
consumistico e tornare a passare questa festa per stare con le
persone a cui vuoi bene, di solito la tua famiglia, che sia quella di Kevin
di “Mamma, ho perso l’aereo” (1990), quella allargata composta da Billy e il
Mogwai, oppure da Holmes e Watson in “Piramide di paura” (1985)… Cacchio! Ora
che ci penso Columbus è l’unico a stare più in fissa con il Natale di Shane Black, ho già detto che io cacchio
lo posso dire, vero bambini?

Basta togliere neve
e gli addobbi e mettere “The power of love”.

Ed è proprio qui
che Joe Dante mena il suo colpo più duro! Con un approccio quasi Punk Rock
prima ci mostra la vostra perfetta cittadina di provincia americana, la
cui piazza principale solo l’anno dopo diventerà quella del municipio di Hill
Valley di Ritorno al Futuro (storia
vera!), un posticino che sembra uscito da una cartolina di auguri natalizia dove, però, sotto sotto sono tutti un po’ colpevoli: Billy di non essere ancora
pronto a gestire la responsabilità anche se lavora come un matto in banca per
mantenere le stramberie di un padre inventore assente che tiene tutta la
famiglia in ostaggio delle sue buffe invenzioni e trova che sia perfettamente
normale regalare un cucciolo di Mogwai comprato in un negozio che pare uscito
da Grosso guaio a Chinatown per
Natale. Lo sanno tutti gli amanti degli animali che i cuccioli regalati a
Natale finiscono morti o abbandonati entro Capodanno!

“L’uomo
coraggioso ama sentirsi la natura sulla pelle”, “…Sì, e l’uomo saggio ama rispettare
tre semplici regole!”.

La loro bella
dose di colpe la hanno anche gli uomini di scienza (il professore a cui Billy
porta uno dei Mogwai) e la polizia, la cattivissima Signora Deagle (Polly
Holliday) è solo la più rappresentativa, ma a ben pensarci non si salva nemmeno
nessuno, nemmeno la bella Kate, anche perché già per il solo fatto di essere interpretata
da Phoebe Cates, è per lo meno responsabile di aver fatto perdere parecchie diottrie
ad un sacco di maschietti con un paio di suoi film che voi non potrete vedere
almeno finché non sarete maggiorenni, ok?

“Cassidy non avrà fatto una battutaccia su di me spero?” , “Chi Cassidy? Ti sembra uno che fa battute di cattivo gusto?”.

Il film di Joe
Dante è una favola con messaggio anti consumista e per certi versi anche molto
ecologista, pronunciato nel finale da Mr. Wing (il mitico Keye Luke) conciato
come se fosse il cugino ipovedente di Fu Manchu che, però, in maniera dispettosa
ed irriverente si diverte a sabotare dall’interno tutti i cliché buonisti. A
ben guardarlo, il film di Dante è un tenero Mogwai che ti guarda con i suoi
occhioni tutti carini e pucciosi, per poi trasformarsi in un bastardissimo Gremlins
che ti lancia pop-corn, si soffia il naso sulle tende del soggiorno e ti
insegue con una motosega che per altro è un omaggio voluto da Joe Dante a Non aprite quella porta (storia vera!).

“Daaaai fatti
tagliare come un abete di Natale! Dopo ti porto a casa e ti addobbo daaaaaaiii!”.

Joe Dante riesce
in questo miracolo Natalizio pensato per scardinare la maschera di falsa
perfezione della società, usando tutto il suo mestiere e il suo amore per il
cinema e i vecchi film come solo lui ha sempre saputo fare per tutta la carriera. Dante mescola scene prese da “L’invasione
degli ultracorpi” (1956) per mostrarci i bozzoli e li inquadra con fumo
verdastro come se fossero usciti da un film di Mario Bava.

“Ripley, sto cercando Ellen Ripley! Le dica di portare anche il lanciafiamme!”.

Una dichiarazione d’amore
verso il cinema totale, non a caso la resa dei conti finale avviene proprio in
una sala cinematografica, dove i Gremlins in coro cantano la canzoncina dei
nani di “Biancaneve e i sette nani” (1937), perché se devi nasconderti dalla
luce e sei un appassionato di cinema, non esiste posto migliore al mondo di
una sala buia per rifugiarti!

Ai Gremlins piace
andare al cinema…

“Gremlins” è
un film che ancora oggi ti fa mordere le nocche, perché nell’era del buonismo a
tutti i costi abbiamo perso storie rivolte ai ragazzi che, però, non trattavano
voi bambini come dei lobotomizzati, Joe Dante arrivando da film dell’orrore
(che sono sempre la migliore palestra) mette su un piccolo horror a misura di
bambini, consapevole che le favole erano i primi racconti del terrore e che un
paio di brividi non hanno mai fatto male a nessuno, anzi sono formativi!

… E sfondarsi di
birra, ecco perché mi stanno così simpatici!

La scena della
mamma di Billy che con coltello ed elettrodomestici sola in casa fa fuori
quattro Gremlins  (complimenti signora!) è
uno slasher in miniatura con dovizia di mostricci spappolati in favore di macchina
da presa il motivo per cui il vostro nonno amava così tanto questo film quando
aveva la vostra età, ma pure adesso che è un vecchio catorcio, sono proprio queste
parti uguali di horror e divertimento infantile, come vedere un fumetto della
EC Comics prendere vita sul grande schermo, con tanto di Dick Miller che urla «C’è
un Gremlins nel mio spazzaneve!».

“La Bara Volante, speriamo non ci sia dentro un Gremlins, dannati Blog stranieri”.

L’orrore e il
divertimento da favola nera, tutto riassunto nel monologo di Babbo Natale di Phoebe
Cates, un momento che Spielberg voleva tagliare mentre Dante si è opposto per
tenere, proprio perché riassume tutto il tono del film, il racconto della
ragazza è di fatto la cronaca di “Darwin Award” che, però, ti ricaccia la risata
giù per la gola e che riesce ad essere scemo e drammatico in parti uguali ed
il film è davvero un miracolo di equilibrismo in tal senso.

Molti hanno
scoperto che CoFF CoFf!
Babbo Natale non esiste CoFF CoFf! con questo monologo.

I momenti di
esaltazione non mancano, ad esempio, lo scontro finale tra Gizmo e Ciuffo Bianco
è esaltante, Dante ci suggerisce che il tenero Mogwai abbia imparato a guidare
la macchina di Barbie solo guardando Clark Gable in “Indianapolis” alla
televisione ed è proprio lui, forse davvero l’unico personaggio buono e puro
di cuore a fare fuori il cattivone che muore squagliato con effetti speciali
invecchiati molto bene, ma non prima di un ultimo piccolo brivido, una finta
degna di un Jason Voorhees, però
verde e con le orecchie sovradimensionate.

Gizmo romba verso
uno dei finali più fighi di sempre!

Persino le
musiche del grande Jerry Goldsmith sono un modo per farsi gioiosamente beffe
del Natale, tanto che ad un certo punto, in un trionfo totale del cinema sulla
finzione, i Gremlins cantano il tema del loro stesso film in versione canto
natalizio davanti alla casa della Signora Deagle, ma se volete proprio saperla
tutta bambini, il tema musicale di “Gremlins” è ancora quello che il vostro
nonno si canticchia tra sé e sé con più frequenza ad ogni occasione utile,
anche se ormai è passato tantissimo tempo dalla mia vecchia tessera del
videonoleggio.

La-La-La-Laaa
Laaa Laaaa! La-La-La-Laaa Laaa Laaaa! 
(occhio che posso cantarvela tutta eh?).

Beh, bambini, la
storia è finita… Tra poche ore sarà Natale e “Gremlins” è il Classido perfetto
per festeggiarlo con chi volete bene, con il vostro cane o gatto che di sicuro
amerà stare sul divano come Gizmo, o anche solo per farvi beffe della festa in
cui tutti dicono di dover essere più buoni e poi pensano solo a consumare, il
vero regalo ce lo ha fatto tanto tempo fa Joe Dante ed io non posso che
ringraziarlo a mio modo!

Ora bambini prima
che vostra madre mi spedisca in casa di riposto tutti a letto, la fiaba di
Natale l’avete ascoltata, ma se per caso le luci dell’albero dovessero
impazzire di colpo, oppure se il televisore dovesse oscurarsi all’improvviso,
prima di chiamare un tecnico, accendete tutte le luci, guardate in tutti gli
armadi, non si sa mai… Può darsi che a casa vostra sia capitat… CarpenPlisskenberg!!
Quante volte ti ho detto di non arrampicarti sull’albero di Natale! Mannaggia a
te quasi quasi preferivo i Gremlins!

Intanto passate a fare gli auguri anche agli altri colleghi Blogger che prendono parte all’evento “Cinevigilia”:

SOLARIS: A casa per le vacanze
MOZ O’CLOCK: Batman Returns
NON C’E’ PARAGONE: Gremlins (eccone un altro che ha mangiato dopo mezzanotte!)
IL BOLLALMANACCO DI CINEMA: S.O.S. fantasmi
LA COLLEZIONISTA DI BIGLIETTI: Nightmare Before Christmas
PIETRO SABA WORLD: Santa Clause
LA STANZA DI GORDIE: Parenti serpenti
DIRECTOR’S CULT: Very Murray special

Ok, gente, qui
alla Bara Volante ci prendiamo qualche giorno di ferie, ci rivediamo con
qualche post sparso per ingannare l’attesa, ma più o meno fino ai primi di
Gennaio se mi cercate, mi trovate sul divano a guardar film come Gizmo, o a
mangiare schifezze come un Gremlins. Passate buon Natale e buone feste e non
mangiate dopo mezzanotte! Al massimo bevete e basta, così non sbagliate!



Old man Cassidy,
cavalca verso il tramonto e le mangiate di Natale… Buon Natale a tutti!
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