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Grosso guaio a Chinatown (3 di 3): far tremare i pilastri del cielo

Come dicevo sempre alla mia ultima moglie, io mi rifiuto di
leggere più veloce di quanto possa scrivere, e a parte questo è solo questione
di riflessi.

Ci ho messo il mio bel tempo a mettere le mani sul terzo ed ultimo volume, del seguito a fumetti del capolavoro del Maestro John
Carpenter, Grosso guaio a Chinatown,
ma ci tenevo a completare la lettura, e bisogna dire che la Cosmo editore, che
pubblica qui da noi queste storie, deve aver pensato lo stesso, visto che
questo volume conclusivo è un “balenottero” da 244 pagine!
Dopo gli enormi casini temporali visti nel volume precedente, questa volta Fred Van Lente fa fare al mitico Jack Burton e a
Winona, un ulteriore viaggio indietro nel tempo, fino alla San Francisco dell’anno
1906. Un luogo in cui la comunità cinese della futura Chinatown muoveva i primi
passi, e dove i due si ritrovano a fare la conoscenza di un signore distinto e
ben vestito di nome… David Lo Pan!
Winona ha brillantemente preso il posto di papà Wang Chi,
visto che sa alla perfezione difendersi ed è una spalla ideale per un eroe come
Jack Burton, anzi, è il nostro Jack a fare da spalla a lei, esattamente come
faceva per papà, quindi tutto nella norma.
Winona, con un vestitino da fare invidia anche a Wonder Woman.
I disegni passano da quelli di Brian Churilla, impegnato
sulle pagine di Hellboy & B.P.R.D.
al nuovo disegnatore Victor Santos, che malgrado un tratto più grezzo rende
bene il nostro Jack Burton, disegnandolo anche più grande e grosso di quanto
non facesse Churilla, insomma tutto sommato nel cambio non ci abbiamo perso
troppo.
La conclusione della prima metà della storia, di fatto
diventa l’origine della maledizione di David Lo Pan, quella per cui, avrò
bisogno di una (ma meglio due) ragazze con gli occhi verdi per tornare ad
essere umano, un finale che dovreste conoscere molto bene, altrimenti potete lasciare questo blog immediatamente
senza farvi mai più ritorno.
A questo punto Jack deve solo trovare il modo per tornare al
suo amato 1986 da cui è stato strappato a forza, ed in effetti con l’aiuto
della magia (e di un po’ di “sangue nero della terra”) ci riesce anche, ma con
un piccolissimo problema, ovvero ritrovarsi nel 1986, mentre il sé stesso del
passato, si trova ancora lì, non avete capito? Perché non state pensando
quadrimensionalmente!
Quella che segue è la classica situazione in stile Ritorno al futuro parte II, in cui il
protagonista rivive le scene che ben conosciamo, ma stando molto attento a non
farsi vedere dal sé stesso del passato, per non creare il solito paradosso
temporale, dai tanti anni a sentirlo ripetere a Doc Brown, ormai dovreste
saperlo.

“Ehi Wang, quelli là i Sing sing, si insomma, hanno dei nemici? Che portano turbanti rossi?” (tutto ve lo posso recitare, tutto!)
L’occasione è ghiottissima per mostrale tra le pagine dei
fumetti, un po’ delle scene di culto del film di Giovanni Carpentiere, che ammettiamolo, è sempre cosa buona e
giusta!
Il finale poi lascia la porta aperta per altre avventure del
personaggio, che in effetti sono già arrivate, anche se nel frattempo Jack, è
diventato un Old Man Jack, quindi è
abbastanza sicuro che vedremo altre storia con il personaggio, fino a quel
momento, voi state qui calmi, tenete il fortino, conservate vivo l’amor di
patria e se non torniamo per l’alba… Chiamate il Presidente!
Per aggiornamento quotidiani sul Maestro John Carpenter, vi
ricordo la pagina Il Seme Della Follia – Fan Page italiana dedicata a JohnCarpenter, e lo speciale della Bara Volante dedicato al Maestro!
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