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Halloween 5 – La vendetta di Michael Myers (1989): Ad Haddonfield sei tu la legge, qui sono io

In attesa di vedere il nuovo “Halloween” diretto da David
Gordon Green, ripassiamo tutti i capitoli della festa preferita di Michael
Myers, quindi benvenuti al nuovo capitolo della rubrica… I remember Halloween!

Il produttore Mustafa Akkad non aveva tutti i torti, perché
alla fine Halloween 4 è stato un
successo tale da convincere a mettere in cantiere un seguito immediatamente ed
essendo ormai l’unico detentore dei diritti di sfruttamento della saga, Akkad
fa il bello e il cattivo tempo, tanto da decidere anche il nome del regista
senza bisogno di ulteriori consulti, la scelta ricade sullo svizzero Dominique
Othenin-Girard, il suo precedente film “The Hospice” (1987) passato anche al
Sundance Film Festival aveva colpito il produttore, risultato: Assunto! Ora vai
a dirigere.

Toh! Abbiamo già aggiunto il “5” nel titolo, dai veloce diamoci un’accellerata!

Dominiq… Dominiqui… Aspettate proviamo così, Othenind… Othe…
Oh, insomma quello lì, pare avere le idee chiare: ci vuole un film violento,
splatter, pieno di sangue, che riporti la saga alle sue origini. Va bene tutto
caro Domenico, però il film di John Carpenter non mostrava nemmeno una goccia
di sangue, sei sicuro di aver noleggiato il titolo corretto? Non ti sarai mica
confuso con Venerdì 13 pure tu,
veeeeero?

Sta di fatto che esattamente come Halloween II, questo
quinto capitolo comincia subito dopo il film precedente, riprendendo la scena in cui Michael Myers viene impallinato
come un tordo dalla polizia di Haddonfield, spara tu che sparo anch’io il
vecchio Mike fa un bel capitombolo di sotto precipitando in una vecchia miniera
e da qui rotola e sgomita fino al vicino fiume nemmeno fosse Leonardo Di Caprio
in Revenant, dove viene soccorso da
un vecchio eremita, la cui unica compagnia è un pappagallo, inteso come
pennuto, non come quell’affare che ti rifilano nelle corsie degli ospedali.

“Almeno Di Caprio ha vinto un Oscar per stare a mollo al freddo!”.

Qui “Halloween 5 – The Revenge of Michael Myers” piazza il
primo MACCOSA Ortolaniano, balzo in avanti di un anno della storia e Mickey si
risveglia e uccide il vecchio eremita. No, fermi tutti! Time out Cassidy!

Ma che cosa ha fatto? L’eremita si è ha tenuto Myers
sdraiato nella sua capanna per un anno così? In stato vegetativo? Cosa faceva
lo utilizzava come fermacarte? Comodo un Michael Myers da mettere sulla
scrivania per tenere ferme che so le bollette ricevute ancora da pagare,
potrebbe essere un buon regalo, magari non di Natale, ma di Halloween sì.

Non sei nessuno se non hai un ferma carte Myers, comodissimo anche come appendi abiti.

Il film non è nemmeno iniziato e già sfoggia il suo primo
buco, sì, perché nelle intenzioni iniziali a soccorrere Myers avrebbe dovuto
essere un giovanotto ribattezzato solo “Dr. Death” che con rune elfiche e
altre diavolerie avrebbe dovuto riportare in vita “The Shape” la notte di
Halloween, peccato che la scena sia stata brutalmente tagliata e il giovane
sostituito con un vecchio attore, risultato finale: un buco nella
sceneggiatura, ma un’ottima idea regalo per amici con scrivanie molto
disordinate.

Il risveglio di zio Mike coincide con la piccola Jamie Lloyd
(Danielle Harris) che gentilmente ospitata in una clinica, si risveglia
urlando da un incubo, la connessione mentale con lo zio è la novità del film,
quello di cui invece non troviamo quasi più traccia è il dettaglio (da niente)
che il film precedente si concludeva con Jamie vestita da clown ad accoltellare
mezza famiglia, una cosetta che viene citata poco e frettolosamente,
come se prendere a coltellate i familiari sia stato depenalizzato se prima ti
metti su un bel costumino da pagliaccetto… Ah beh, buono a sapersi.

“Tutto, ma non un’altra festa con i parenti vi prego!”.

Anche qui, una svolta ben poco logica della trama è
giustificata da una pre-produzione frettolosa, perché Danielle Harris in
varie interviste ha sempre dichiarato che avrebbe gradito un ruolo da piccola
assassina, magari come spalla di zio Mike, ma il produttore Mustafa Akkad padre
padrone era seriamente intenzionato a dare più spazio all’attore più famoso del
suo cast, ovvero Donald Pleasence e il suo Dott. Sam Loomis. Scelta non gradita
dalla mamma e agente dell’allora dodicenne Danielle, il risultato scontenta
quasi tutti, sicuramente noi spettatori, perché sul finale del quarto capitolo, questo seguito fa
spallucce e va avanti.

In compenso, Loomis ormai non è più uno psicologo, ma una specie di sciamano omnisciente che sa tutto di tutti ed impedisce che venga fatta una tracheotomia a Jamie soltanto dicendo «Deve ancora dirci qualcosa», ma soprattutto Loomis ormai si manifesta senza nemmeno bisogno che qualcuno lo invochi, avete presente in “Rambo” (1982) quando il colonnello Trautman arriva nella cittadina per fornire il suo aiuto? Ecco, uguale! Io avrei fatto le cose per benino, con una bella citazione del tipo: «Io non sono qui per salvare Michael Myers da voi. Io sono qui per salvare voi da lui» e se questo paragone con “Rambo” vi sembra una cazzata è perché lo è, ma voi tenetemi comunque l’icona aperta
sull’argomento che più avanti torna buona.

“Sta mano po esse fero e po esse piuma…”.

Da qui in poi, [CTRL+]Dominique Othenin-Girard[CTRL+V] (da
qui in poi solo Domenico), quello che millantava di aver capito tutto di “Halloween”
e di volerlo riportare alle origini, decide che la parte più interessante della
storia sono le vicende di Rachel Carruthers (Ellie Cornell) e la sua amica Tina
Williams (Wendy Kaplan), ma mettiamoci dentro pure il suo doberman Max. La cosa
più importante pare essere: “Oh ma cosa facciamo ad Halloween?”.

Qui il film perde un quantitativo di tempo infinito nel suo
ruotare intorno alle due ragazze, Loomis che, come detto, ormai tutto sa e tutti
vede, telefona a Rachel per avvertirla che Michael Myers sta per tornare… “Esci
subito di casa! Vai dai vicini! Chiama la polizia!”… E la ragazza prontamente
cosa fa? Lo ascolta, in maniera fin troppo solerte, visto che era sotto la doccia
quando è suonato il telefono, quindi la biondina coperta solo da un asciugamano
corre dal vicino di casa.
Se ve lo state chiedendo: sia sotto la doccia che quando
dopo la grande paura, la bionda s’infila dentro un maglione, NON si vede niente,
insomma “Halloween 5” è uno di quegli horror in cui possiamo ammazzare tutti
sul grande schermo, cani e opossum compresi, ma vigliacca se possiamo mostrare
scene di nudo!

“Presto, c’è un maniaco in casa! Si spogli ed esca per la gioia dei maniaci fuori”.

In compenso, questo simpatico siparietto con il vicino di
casa e la biondina poco vestita, permette di far entrare in scena i due
poliziotti che arrivano sulle note di un tema musicale circense (Eh!?) e sono
di fatto due imbecilli incaricati di alleggerire l’atmosfera. No, aspetta: caro
Domenico, ti abbiamo pagato per fare un seguito di Halloween di John Carpenter e tu mi citi i due poliziotti comici,
con tanto di musichetta scena che Wes Craven aveva già inserito in “L’ultima
casa a sinistra” (1972)? Ma tu l’hai mai visto un film di Halloween benedetto
figliolo?

Anche la musica del “Benny Hill Show” sarebbe stata adatta per questi due.

Voi pensate che sia possibile prendere sul serio un film
dove una giovane biondina mezza nuda corre da un vecchio con l’aria da maniaco
a chiedere aiuto e quello serissimo senza battere ciglio chiama la polizia
come se ogni giorno vedesse dieci o undici persone in fuga dal box doccia sul
prato di casa sua a chiedere ospitalità? No, sul serio, ma cos’è questa roba? Considerando che il classico tema di Halloween risuona molto strano, come se
fosse stato suonato da qualcuno impegnato a prendere a pugni la tastiera, sono
sempre più convinto che Domenico prima di accettare la regia, abbia scambiato
Halloween con Venerdì 13: guarda che
stanno su due diverse pagine del calendario Domenico, uno è 13 l’altro 31! Vedi
che sei un casinista, avresti bisogno di un Mike Myers fermarcarte.

Braccia rubate all’agricoltura.

Sta di fatto che “Halloween 5 – La vendetta di Michael Myers”
scivola in una noia mai finita, la tensione latita e persino Danielle Harris
che si era dimostrata così brava nel film precedente, viene sprecata nel recitare continue scene in cui “vede la
gente morta” anzi, vede la gente tornata in vita, ovvero suo zio Myers. Capisco
tutto, ma alla terza crisi di panico viene pur da pensare: “Eh, ma che palle!”.

Michael Myers, com’è chiaro fin dal titolo, si vuole
vendicare, eppure le sue motivazioni sono ben poca cosa, inoltre guardando il
film mi è diventato quasi impossibile pensare a Myers come la creatura di Frankenstein
tornata in vita e Loomis nei panni del suo creatore, l’allucinato “Mad Doctor”
dalla sguardo spiritato che cerca in ogni modo di fermarlo.
Anche perché il buon Michael non prende prigionieri, l’omicidio
più riuscito è quello del tamarro fissato con la sua decapottabile, al quale Mike
prima riga la macchina con un arpione e poi gli riga il cranio, sempre con l’arpione,
alla faccia della costatazione amichevole!

“Ma no guarda ci ho ripensato, un po’ di pasta abrasiva si sistema tutto”.

Guarda caso, l’unica scena davvero memorabile (e probabilmente
anche l’unica che ha davvero aggiunto qualcosa all’iconografia di questa saga)
vede protagonista Myers e Danielle Harris che cerca di scappare infilandosi
nello scarico della roba sporca, uno scivolo angosciante grazie al quale la bimba gli sfugge
per il rotto della cuffia, senza dimenticarsi di produrre circa un milione di
decibel tutti espressi in urla… Quando dico che Danielle Harris è una delle più
mitiche “Scream Queens” della storia del cinema horror, intendo anche per
potenza degli acuti!

Ma vi ero debitore di un’icona lasciata aperta o forse mi sbaglio?
No no, non mi sbaglio, perché se ho citato il colonnello Trautman una ragione c’è:
quando Loomis raggiunge Michael Myers, parte un momento di bravura di Donald
Pleasence, impegnato a cercare di convincere l’assassino a fermare la sua
carneficia… Ma allora lo vedete che questo film è davvero Rambo!

“Questa missione è finita! Guardali là fuori. Guardali! Se non la smetti subito ti uccideranno. È questo che vuoi? È finita Mickey. È finita” (Cit.)

No, sul serio, Loomis si gioca la carta dell’empatia, ma
nella mia testa ormai lo vedo solo dire «È finita» e Myers che gli risponde «Non è finito niente! Niente! Non è un
interruttore che si spegne! Halloween non era la mia festa, lei me l’ha chiesto
non l’ho chiesto io, ho fatto dolcetto o scherzetto e tutto quello che dovevo
fare per vincere e il giorno che torno a casa mia ad Haddonfield, trovo un
branco di baby sitter e ragazzini che m’insultano, mi sputano addosso, mi
chiamano assassino e dicono che ho ammazzato vecchi e bambini».

Capite che dopo un’immagine del genere mi diventa difficile
seguire il resto di questa noiosa trama, anche perché tutti finisce a
tarallucci e vino con Michael Myers arrestato e portato nella stagione di
polizia di Haddonfield, finché non accade una cosa che fa manda nuovamente in
tilt il “Maccosometro”, lo strumento che misura i “Maccosa”, una misteriosa
figura nero vestita apre la cella di Myers dando il via al massacro e liberando
nuovamente l’assassino. Un dettaglio totalmente inatteso che dimostra ancora
una volta che il produttore Mustafa Akkad aveva dei piani a lungo termine per
la saga, per capire qualcosa di questo misterioso personaggio vestito di nero,
vi toccherà aspettare il prossimo capitolo di questa rubrica, che arriverà la
settimana prossima.

You can leave your hat on (Ta na na na, na na).

Eppure, l’ultima scena, con Michael Myers che stermina poliziotti
della stazione, il tutto rigorosamente non mostrato, perché ormai siamo alla
fine del film e bisogna chiudere mi ha fatto pensare: “Domenico? Ma ora ti sei
messo in testa di rifare Terminator?
La scena in cui il T-800 massacra tutti i poliziotti? Ma possibile che hai
visto tutti i film tranne quelli di Halloween? E prima Wes Craven, poi Rambo
ora Terminator. Halloween! Dovevi
fare un seguito di H-A-L-L-O-W-E-E-N!”.

Insomma, pare che questo film in Italia non sia mai uscito,
forse, per una volta, non ci siamo persi poi molto… In ogni caso, tra una
settimana, saremo un capitolo più vicini ad Haddonfield, tra sette giorni qui
per un nuovo capitolo di questa rubrica!

Non perdetevi lo speciale di Halloween di Non c’è paragone

… Ma nemmeno quello del Zinefilo!

Perché nella blogosfera, ogni giorno è Halloween!

Invece, per notizie e informazioni quotidiane sul Maestro John Carpenter, fate un salto sulla pagine del Faccialibro de Il Seme DellaFollia – Fan Page italiana dedicata a John Carpenter!

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