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Halloween II – Il signore della morte (1981): a volte ritornano…

Lo avevo detto
che una delle rubriche più apprezzate dai lettori di questo blog (ancora
grazie!) sarebbe tornata sporadicamente a fare capolino, quindi quale modo
migliore per celebrare la notte di Halloween? Quella in cui Michael Myers torna
a casa, facendo tornare anche la rubrica… John Carpenter’s The Maestro!

Come sanno
anche le zucche intagliate, il capolavoro di Carpenter Halloween è stato oltre che una pietra miliare del cinema horror,
uno dei più grossi incassi al botteghino (al netto di un budget fatto di
spiccioli) di sempre, era inevitabile che arrivasse un secondo capitolo, con un
budget molto più sostanzioso e ovviamente John Carpenter alla regia… No,
aspettate, fermate tutto, niente Giovanni questa volta, eh lo so, è un brutto
rospo da mandare giù.

Sì, perché
malgrado la pressante insistenza del produttore Moustapha Akkad, il Maestro e
la mai dimenticata Debra Hill, non ne vogliono proprio sapere di avere qualcosa
a che fare con questo film, per loro Halloween
era da considerarsi come un figlio unico. Anche perchè John aveva un appuntamento con la storia del cinema, più o meno dalle parti di New York.


Voi non avete idea di quanto io voglia bene a questi due qui.
Alla fine
l’arte del compromesso ha la meglio, in cambio di un giusto quantitativo di ex
presidenti defunti stampati su carta verde, Giovanni Carpentiere e Debora
Collina decidono di restare a bordo in veste di produttori e sceneggiatori del
film, cogliendo l’occasione per fare luce su quello che forse è l’unico punto
oscuro del film del 1978: perché Mike Myers prende di mira proprio Laurie
Strode?
Forse mi avete
già sentito dirlo, sono vecchio e rincoglionito e dico sempre le stesse cose,
ma ho sempre avuto una predilezione per gli Slasher che cominciano un minuto
dopo il dramma grosso con la protagonista già in modalità “Final Girl”, quindi
pronta a tutto pur di salvare la pelle, “Halloween II” risolve un paio di
problemi pratici facendomi anche contento, visto che la celebe festa del 31 Ottobre
dev’essere presente nella storia, Carpenter e Debra Hill pensano bene di
continuare gli eventi del film precedente proprio da dove li avevamo
interrotti.


“Ecco da qui vai avanti tu, non mi fare casini eh?”.

E’ ancora la
notte di Halloween del 1978, come abbiamo visto nel capolavoro precedente Myers
è scomparso, niente può fermarlo, di sicuro non il revolver del Dott. Sam
Loomis e la successiva caduta dalla finestra, la personificazione del MALE non
si lascia certo impressionare da cosette come questa.

Loomis (il
solito mitico Donald Pleasence) cerca di convincere la polizia di Haddonfield
che Michael Myers potrebbe colpire ancora, mentre Laurie (Jamie Lee Curtis,
applausi please!) viene portata in ospedale per essere curata dalla ferite
riportate nello scontro con il letale assassino.
Sono profondamente
convinto che un film come Halloween, riesce ad essere un capolavoro proprio perché
non ha eccessivo bisogno di motivare il suo spettrale protagonista: se sei una
baby sitter e improvvisamente un pazzo maniaco mascherato ti prende di mira,
hai davvero bisogno anche di sapere perché vuole ucciderti per avere paura?
Secondo me, sono motivazioni più che sufficienti per correre a nascondersi
terrorizzati dentro l’armadio… No, magari l’armadio non è il posto migliore,
però avete capito il concetto, no?


Non la voleva uccidere… Era un innamorato timido!

Eppure,
guardando il film di Giovanni Carpentiere, la domanda sorge spontanea (sembro Antonio
Lubrano in questo momento): perché proprio Laurie? La risposta arriva in questo
film, dove si scopre che vi dico SPOILER!!! Solo per correttezza: Laurie Strode
in realtà è Cynthia Ann Myers, ovvero la seconda sorella di Michael che ha la
seria intenzione di dedicare anche a lei le stesse gentilezze che quindici
anni prima, aveva riservato alla sua prima sorella.

 
Questa
rivelazione rende tutto il loro rapporto ancora più sinistro, se già nel primo
film potevamo considerare “The Shape” come una forza devastante nata dalla frustrazione
sessuale, la sua propensione al Voyeurismo, risulta ancora più morbosa, visto
che il suo bersaglio non è solo una bella ragazza, ma anche sua sorella.
Ok, fine dello
SPOILER
, da qui in avanti dovrete preoccuparvi solo di Mike Myers e della mia
pessima costruzione delle frasi.


Puoi anche addormentarti davanti alla tv, alla cena ci pensa Michael…

Certo, non
tutto è andato proprio alla grandissima, altrimenti staremmo qui a parlare di
uno dei più grandi sequel della storia del cinema, per sua stessa ammissione il
Maestro Carpenter ha dichiarato che l’unica cosa che lo ha aiutato per superare
il processo di scrittura della sceneggiatura è stato il classico “Six pack” di Budweiser
che si scolava ogni giorno, per sopportare quello che lui considerava un lavoro
minore e pieno di pessime scelte.

Molto critico il nostro Giovanni, forse anche troppo, perché, in fondo, la trama di “Halloween II – Il signore della morte” non è così malaccio, anche se il difetto principale del film per me ha un nome, un cognome e un curriculum: Rick Rosenthal.

Abbiamo un problema, un problema con la barba.

Il buon Rick è
un onesto mestierante che ha diretto episodi per praticamente ogni serie tv vi
possa venire in mente, compresa Buffy – L’ammazzavampiri,
però non ha proprio scritto il suo nome a caratteri cubitali sul libro dei
capolavori del cinema, guardando “Halloween II” non è difficile capire il perché,
però deve averci preso gusto, visto che nel 2002 ha diretto anche “Halloween:
Resurrection” l’ottavo film della saga, l’ultimo prima del remake diretto da
Rob Zombie.

Bisogna dire
che Rosenthal era partito con le migliori intenzioni, la sua idea era quella di
omaggiare Carpenter, dirigendo un horror dall’atmosfera tesa proprio come
quella del primo film, ma dovette fare i conti con il Maestro in versione
produttore, perché proprio come per The Fog, Giovanni era preoccupato per la crescente popolarità degli
horror più smaccatamente splatter, per questa ragione la direttiva di scuderia
era chiara: sangue! Mettiamoci molto più sangue! La leggenda vuole che lo
stesso Carpenter abbia girato di suo pugno delle scene aggiuntive, ma dalle
indagini che ho fatto, non sono mai riuscito a capire quali, dovessi buttare
via un Euro, scommetterei sull’omicidio dell’infermiera tettona, il volto
bruciato nell’acqua bollente della vasca, potrebbe essere un omaggio al celebre
ammazzamento di “Pronfondo Rosso”, dell’amico Dario Argento, ma questa è una
mia teoria non prendetela come oro colato e soprattutto: non affogatemi!


“Non ti sto uccidendo, sto facendo un omaggio, dai non scalciare è e per Dario”.

Per questa
ragione in “Halloween II – Il signore della morte” c’è parecchia più emoglobina
rispetto al primo film, ci va anche poco visto che nel capolavoro di Carpenter,
il numero di piastrine mostrate equivaleva a, aspettate che controllo… ZERO!

Qui ci sono
sgozzamenti in primo piano, il giovane portantino dall’occhio ceruleo che
inciampa in una pozza si sangue, persino quando fanno le iniezioni di routine a
Laurie, al suo arrivo all’ospedale, la macchina da presa di Rosenthal alla ricerca
di una goccina di sangue, insomma, come cantavano Elio e le storie tese:
quintali di plasma!
Anche se il
mio preferito resta il bambino vestito da Cowboy che la madre porta all’ospedale
d’urgenza, dopo che il bimbo ha addentato la classica mela caramellata farcita
con una lametta da barba, un modo per farsi beffe della celebre leggenda
metropolitana, in fondo, gli horror servono anche ad esorcizzare le paure, no?
“Dolcetto o scherzetto?”.
La prima
stesura buttata giù da Debra Hill e John Carpenter, prevedeva come location il
lussuoso appartamento in cui avrebbe dovuto trasferirsi Laurie, ma un maniaco
che insegue una ragazza nella sua bella casa, era qualcosa che Carpenter aveva già fatto, quindi i due decisero
di ambientare tutto nella stessa notte e all’interno dell’ospedale, il che è
un’idea non male, uccidendo tutti uno dopo l’altro, Michael Myers trova il modo
di assediare la sua preda per poi darle la caccia comodamente, alla fine
Carpenter non riesce a stare troppo lontano da un assedio.
Quello che,
secondo me, proprio non funziona è la regia di Rick Rosenthal: l’idea di
mostrare il punto di vista di Myers non è altro che la versione espansa in
termini di minutaggio, della geniale trovata con cui Carpenter apriva il primo
film, ma questo da perfettamente l’idea di cosa sarebbe stato “Halloween” se
l’idea del personaggio di Mike Myers fosse venuta in mente ad un regista di
minor talento, che non rispondesse al nome di Giovanni Carpentiere.

“Preferisco il turno di notte, è più tranquillo e poi ad Haddonfield la notte di Halloween? Cosa vuoi che succeda!”

Ogni volta che
Myers fa la sua comparsa nel primo film, anche alla visione numero cento, è
impossibile non restare paralizzati ed essere ancora più in tensione, quando
non è in scena perché potrebbe comparire da ogni lato. In “Halloween II”, invece,
il nostro “The Shape” si muove fin troppo, non ha quell’implacabile fissità che
lo rendeva una presenza aliena e disturbante, Rosenthal lo inquadra troppo da
vicino, rendendo quasi impossibile credere che dietro alle orbite vuote di
quella maschera inespressiva, ci sia davvero la personificazione del Male, anzi
in certi momenti Myers è quasi buffo, anche perché l’attore è basso e smilzo e
con la maschera in testa ha un capoccione sproporzionato rispetto al corpo. Con
tutta la buona volontà del mondo, è davvero difficile prenderlo sul serio!

Dai produttori di Terror.org, dal regista de L’Ammazzatore, il ritorno di… Michael Capatonda.

Dick Warlock,
scelto da Rosenthal per interpretare il ripieno di Myers al posto di Nick
Castle, è l’attore più basso che abbia mai interpretato “The Shape”, inoltre,
anche la celebre maschera ha passato i suoi bei guai, perché, di fatto, è la
stessa utilizzata nel film del 1978, ricavata scolorendo con la candeggina e
dipingendo di bianco, una maschera con le sembianze del Capitano Kirk di “Star
Trek” (storia vera!), ma in questo film si vede che la mano di vernice è venuta
quasi tutta via, sgualcita dal fatto che Nick Castle, infilasse la maschera
nella tasca dei calzoni durante le riprese e dalla nicotina della casa di
Debra Hill che si è portata a casa il feticcio dopo le riprese, ma da
fumatrice accanita quale è sempre stata, ha contribuito anche lei allo scolorimento.


“Mi stai accoltellando o sei solo contento di vedermi?”

Inoltre, il
talento limitato di Rick Rosenthal ammazza certi passaggi. Ad esempio,
io trovo assurda la scena della morte del finto Michael Myers, posso anche
digerire che nella stessa notte di Halloween, un ragazzino di 17 anni vada in
giro con lo stesso identico costume, tuta da meccanico blu e maschera bianca,
indossata dall’assassino (eh vabbè!), trovo ancora meno credibile, però, che
intimato dalla polizia e inseguito da uno psicologo con una rivoltella in mano
(alla faccia dell’empatia verso il prossimo!), il tizio si allontani a passo
lento e deciso, invece di arrendersi e smascherarsi. Il fatto che venga preso
sotto da un’auto (della polizia, per altro) e che nell’incidente prenda fuoco,
sembra quasi una presa di posizione contro tutti i Cosplayer del mondo. Pensare
che la saga di “Scream” ha messo al mondo la parodia di “Scary Movie” per molto
meno!

Più che Mike Myers sembra un brutto travestimento da Billy Idol.

In tutto
questo, si salva il solito intensissimo Donald Pleasense che, malgrado si
ritrovi a recitare spesso dialoghi tirati per i capelli, ha sempre una grande
presenza scenica e qui idealmente conclude l’arco narrativo del suo personaggio. In fondo, il Dottor Loomis e Myers sono sempre stati legati a filo doppio, quindi
è anche giusto che sia proprio lui ad accendere la fiammella letale.

“Come tuo medico curante, ti consiglio di smettere, il fumo uccide”.

Jamie Lee
Curtis qui corona il suo ultimo ruolo da “Scream Queens”, dopo Halloween, The Fog, “”Non entrate in quella casa” e “Terror
Train” (1980), dopo tutto questo scappare, la nostra Jamie Lee ha
mandato a segno quel capolavoro di Una poltrona per due, dove in linea di massima è diventata celebre per un altro
utilizzo dei suoi, ehm… Polmoni (Wink wink nudge nudge, say no more).

Se vi sembra
che malgrado le ferite, il terrore e la fuga disperata da Myers, i suoi
capelli siano sempre impeccabili, è solo perché Jamie Lee ha dovuto
indossare per tutta il tempo delle riprese una parrucca, fuori
dal set aveva già optato per il celebre taglio di capelli corti che sfoggia
ancora oggi.


“No, no, mi sono appena rifatta la messa in piega!”.

Qualche
modifica è stata apportata anche al tema musicale di Halloween, in particolar
modo l’arcinoto cinque quarti composto dal Maestro alla tastiera, qui viene
ripreso utilizzando un sintetizzatore, il che da un effetto finale forse ancora
più martellante, ma meno sinistro. Poi ditemi cosa volete, dopo averlo sentito suonare dal vivo sono diventato
ancora più oltranzista nei confronti dei pezzi di Carpenter!

Sui titoli di
coda, invece, per la prima volta nella saga, fa ottima mostra di sé la celebre “Mr.
Sandman” dei The Chordettes, un perfetto esempio di musica che funziona
per contrapposizione, un motivetto allegro che parla di sogni, che sembra farsi
gioco dell’incubo ad occhi aperti in cui è intrappolata Laurie.


La dura gavetta di una vera Scream Queen.

Il film
funziona quasi come compendio al primo capitolo della saga, alla sua uscita
incassò un sacco di ex presidenti spirati stampati su carta verde, ma non tanto
quanto l’originale. In ogni caso, riuscì a battere negli incassi la diretta
concorrenza di un altro Slasher uscito lo stesso anno, Friday the 13th – Part 2 (L’Assassino ti siede accanto) che, guarda
caso, anche quello inizia un minuto dopo la fine del capitolo precedente, una casualità? Bah, chi può dirlo.

“Halloween II
– Il signore della morte” ha tanti PRO e parecchi CONTRO, mi sembra il titolo
ideale per celebrare la lunga notte in cui Michael Myers torna a casa, ma è un
film che ribadisce l’assoluta e totale supremazia di John Carpenter su tutti i
suoi colleghi. Prendete questo soggetto, mettetelo nelle mani del primo che
passa e avrete “Halloween II – Il signore della morte”, fatelo dirigere a John
Carpenter e state a guardare mentre lo manda dritto sparato nella storia del
cinema.
In ogni caso,
buon Halloween a tutti quanti voi, divertitevi, festeggiate, guardate un sacco
di Horror, e ricordatevi di chiudere la porta di casa a chiave stanotte… Non
che serva davvero a qualcosa per fermare il vecchio Mike.


Buon Halloween a tutti quanti voi creaturine della notte! Anche da parte sua…

Ricordatevi di fare gli auguri di buon Halloween anche ai ragazzi de Il Seme Della Follia – FanPage italiana dedicata a John Carpenter.

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