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Happy! – Stagione 1: Tipo “La vita è meravigliosa”, però sotto acido


Quando un’idea è
buona, di solito funziona anche se adattata in un formato diverso da quello
ideale, certo, non basta solo un ottimo soggetto, però, ammettiamolo: quello che
sta alla base di Happy!, il fumetto
scritto da quel geniaccio di Grant Morrison e disegnato dal grande Darick
Robertson è un’idea dannatamente buona!


Per chi non
avesse voglia di leggere del fumetto originale, mettiamola così: Nick Sax un tempo era il miglior poliziotto
della città, un vero prima della classe, poi la sua vita è finita zampe
all’aria, la moglie lo ha mollato ed ora fa il sicario, beve troppo, dice un
sacco di parolacce ed oltre ad un cuore malandato è dipendente da tutte le
sostanze, insomma un vero signore.

Dopo aver seccato
i quattro figli di Katie Elder mamma Scaramucci, si ritrova alle
calcagna il sadico Smoothie (Patrick Fischler visto anche in Twin Peaks 3) quando ad aiutarlo nella
fuga arriva il più improbabile degli alleati, un cavalluccio azzurro, con
alucce e corno rosa sulla fronte che dice di chiamarsi Happy, un cosino
tenerello che sembra uscito dai cartoni animati che nella serie parla con la
voce di Patton Oswalt e che solo Nick riesce a vedere.



Care lettrici e cari lettori, vi presento il vostro nuovo personaggio preferito della tv.

Happy è l’amico
immaginario della piccola Hailey (Bryce Lorenzo) rapita da un trucido Babbo
Natale poco prima del 25 Dicembre, la bimba ha poco tempo prima di fare una
brutta fine ed Happy ha bisogno dei… Beh, talenti di Nick Sax per fare piazza
pulita di cattivi e salvare il Natale a tutti.

Ora, io mi
chiedo, con una premessa del genere, chi non avrebbe voglia di leggersi subito
il fumetto, oppure di guardare la serie tratta
dal lavoro di Grant Morrison che, per altro, oltre ad essere produttore
esecutivo della serie prodotta dal canale SyFy, collabora anche alla
sceneggiatura di una parte degli episodi.
Aggiungiamo un
po’ di guacamole: lo showrunner della serie è Brian Taylor, lo stesso Brian
Taylor che una volta insieme al suo socio Mark Neveldine ci ha regalato
cosucce tipo “Crank” (2006) e il suo folle seguito “Crank: High Voltage” (2009),
il ragazzo da poco si è messo in proprio, ma a giudicare dal soggetto che ha
scelto, non ha certo perso il vizio di trovarsi compari fuori di testa.



Primo minuto, del primo episodio. Se il buongiorno si vede dal mattino…

Il fumetto
originale era molto figo, grazie ad un ottimo ritmo riusciva a sfruttare al
meglio il soggetto iniziale, infatti era una lettura agile e veloce, ma,
parliamoci chiaro, del tutto inadatta a diventare una serie televisiva, questa
storia così circoscritta alle poche ore prima di Natale, al massimo sarebbe
potuta diventare un film, oppure una miniserie di pochi episodi, come
inizialmente avevo capito avrebbe dovuto essere questa “Happy!”, poi con mia
somma sorpresa, la serie è stata confermata per una seconda stagione, il che
può essere sia una buona che una cattiva notizia insieme.

No, non sarà per niente un buon Natale!

Sì, perché
grossomodo per i primi cinque episodi la serie tv funziona benissimo, Christopher
Meloni il mitico Keller di Oz, è
semplicemente perfetto negli sfattissimi panni di Nick Sax, uno che fa
colazione con il Jack Daniels e fantastica su idee suicide dai colori
acidi, decisamente un ruolo con cui Meloni si rimette sulla mappa geografica
dei talenti del piccolo schermo troppo spesso passati inosservati.



“Vola da Beecher e digli che sono tornato!”.

Inoltre, insieme
al tenero cavalluccio alato Happy, uno che non riesce a dire le parolacce
nemmeno se si sforza, forma un coppia da Buddy Movie micidiale, sono una specie
di Eddie Valiant e Roger Rabbit (grazie fperale!) senza il visto per famiglie, davvero bastano loro due a fare tutta la
serie, ad esempio, l’episodio 1×04 lì vede entrambi impegnati ad indagare a
Chinatown e le loro dinamiche da personaggi agli antipodi sono lo scheletro
della serie. Quando hai due personaggi così riusciti i dialoghi vengono fuori
da soli, ad esempio, Nick allude in maniera molto viscida ai centri di massaggi cinesi con “happy ending” ed il cavallino, nel suo essere totalmente naif
afferma entusiasta «I like happy ending!», il gioco di parole non ve lo spiego,
siete grandi dai!

“Happy!” è una
serie esplosiva, se i due protagonisti sono mitici in coppia, quello che si
muove attorno a loro è decisamente all’altezza di una premessa che vede un
sicario trucido e un tenero cavallino alato che può vedere solo lui, non
mancano esplosioni di violenza volutamente esagerate, condite da battutacce
degne dei film d’azione, tipo Nick che si avventa su un sicario con un’ascia
snocciolando freddure tipo: «Accetta e sarai ricompensato», oppure la ancora più
clamorosa «Hocus Pocus Motherfuckers», insomma a “Frasi maschie” nella serie
siamo ben messi!



“Quando avrò finito con te, saremo certi che Babbo Natale non esiste!”.

Una serie così
colorata sfrutta al meglio anche l’ambientazione natalizia, quindi ci sta che
Nick si ritrovi ad ammazzare brutti ceffi sulle note di “Feliz Navidad”, in
questo frullatore pop non mancano nemmeno le citazioni cinematografiche, nel
già citato episodio 1×04 Nick fa il verso a Jack Nicholson quando dicendo “Odio
Chinatown” con tanto di coltello puntato al naso come nel filmone di Polanski, ma
non manca nemmeno il simpatico Happy impegnato a fare il verso alla scena della
roulette russa de “Il cacciatore” (1978), oppure in una scena di tortura se la
balla sulle note di “Stuck in the middle with you” come Michael Madsen ne “Le
Iene” (1992), insomma un frullatore molto divertente!

I casini iniziano
ad arrivare nelle ultime tre puntate, ci sono delle trovate divertenti, come il
reality show sulle mogli dei boss mafiosi che vengono tirate un po’ troppo
alla lunga ed alcuni elementi risultano parecchio fuori luogo (qualcuno ci ha
capito qualcosa di quello strambo rituale di resurrezione?) che aggiungono
elementi strani (orge di gente in tuta di latex e maschere da insetto,
personaggi che tornano come… Zombie?), intendo dire strani anche per la media
di una serie che ha un unicorno parlante dei cartoni animati come
protagonista!



“No sul serio, questi usano anche più droga di me, andiamo sul pesante”.

Negli ultimi tre
episodi risulta tutto piuttosto sfilacciato, alcuni misteri non trovano una risoluzione,
s’intuisce quali siano le motivazioni dietro al rapimento dei bambini, ma
molte trame sembrano venir dimenticate (la famigerata password che solo Nick
conosce, ad esempio), insomma la sensazione che ho avuto è che “Happy!” nata per
essere una miniserie televisiva, sia diventata improvvisamente un successo e,
quindi, SyFy abbiano dovuto cambiare direzione in corsa per non esaurire la storia
già alla prima stagione.

Infatti, non solo
il finale della prima stagione è molto diverso dal fumetto (non lo rivelo per
non rovinare a nessuno visione o lettura), ma lascia fin troppi punti aperti e
con addosso una strana sensazione. Certo, è chiaro che molte trame verranno
continuate e si spera approfondite nella stagione due e considerando quanto Christopher
Meloni faccia scintille nei panni di Nick Sax, non è male sapere che vedremo di
nuovo sia lui che l’adorabile Happy in azione.



Nick e Happy si esibiscono nel saluto ufficiale della Bara Volante.

Ma il dubbio
generale resta: siamo sicuri che una soggetto, micidiale quanto volete, ma nato
per essere una storia breve, possa davvero funzionare allungato oltre la
lunghezza del fumetto originale? Non lo so, sono un po’ dubbioso. Per ora posso
dire che, malgrado lo sbandamento degli ultimi episodi, “Happy!” è una delle
serie più divertenti in circolazione, merita assolutamente di essere vista
perché Nick Sax ed Happy sono una gran coppia, quindi per ora va bene così, ma
teniamo tutte le dita incrociate per la stagione numero due, nel dubbio anche
quelle dei piedi.

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