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Hellboy & B.P.R.D. – Il ritorno di Effie Kolb e altre storie: nuove indagini per il diavolo di Mike Mignola

Come vi dicevo qualche post fa, ultimamente leggere le avventure di Hellboy mi dà ancora più gioia, sarà che dopo tanti anni di letture è come ritrovare un vecchio amico. Grosso, burbero e con l’aria lugubre, insomma uno con cui mi riconosco.
Istruzioni per l’uso: quando Hellboy viene disegnato con il logo del B.P.R.D. sulla maglietta, vuole dire che siamo davanti alle sue avventure giovanili, messo in chiaro dal titolo del volume “Hellboy & B.P.R.D”. Le cinque storie qui raccolte spaziano dagli Appalachi alla Russia, fino all’Inghilterra, per affrontare nuovi ma soprattutto vecchi nemici già precedentemente presi a pugni con la sua mano destra di pietra. Le vediamo nel dettaglio? Via!
Il ritorno di Effie Kolb 
Con i disegni di Zach Howard, la storia scritta da Mignola ci porta negli Appalachi nell’anno 1967. Qui Hellboy ritrova il vecchio Tom, occasione perfetta per ricordare la loro precedente avventura, tangenzialmente anche una delle più celebri del personaggio, la bellissima “L’uomo deforme”, disegnata dal leggendario e mai abbastanza compianto Richard Corben. 
 
Quella pala, se avete letto “L’uomo deforme” non potete dimenticarla.
Un ritorno sul luogo del delitto per una nuova (recalcitrante) aiutante, la giovane Sara May Blackburn, personaggio che sicuramente rivedremo anche in futuro, che qui aiuta il rosso protagonista contro una che torna, ma non lo farà più in futuro, visto che lo spettro di Effie Kolb, rientra in scena per vendicare l’uomo deforme e non credo sia un caso se Mignola abbia voluto aggiungere un tassello proprio a quello storico racconto.
 
Una strana coppia per uno strano caso.
 
Da poco è stato annunciato un terzo film, un terzo rilancio al cinema dopo l’incompiuta di del Toro e la versione di Marshall. La prossima sortita al cinema di Hellboy pare, sarà proprio un adattamento di “L’uomo deforme”, gran racconto ma troppo stringato per un film, quindi bene avere altro materiale aggiuntivo. In questo volume la storia, attira perché sparata nel titolo del volume, ma il meglio arriva ora. 
 
Lunga notte alla stazione di Goloski
Con i disegni di Matt Smith andiamo nella Russia del 1967, nella stazione di Goloski il nostro rosso indagatore ha un appuntamento con il Professor Onchukov, professione cacciatore di lupi mannari e bestie paranormali varie. 
 
Ultima notte a Warlock Goloski.
 
Dopo aver fatto saltare un occhio a revolverate a Baba Yaga, il nostro Hellboy non è tanto gradito in Russia, molte creature sono pronte a fargli la pelle pur di ringraziarsi quella vecchia strega. Ecco perché alla stazione Goloski arriveranno tre loschissimi figuri mostruosi, che Hellboy e Onchukov affronteranno, ma all’alba, dopo una bottiglia di Vodka. 
Come combattete lo stress voi russi? (cit.)
 
Assedio, Vodka, mostri e lo stile di Mignola nel raccontare il dramma di un personaggio come Onchukov, tostissimo, uno che si porta la sua croce sulle spalle, una sorta di Baltimore russo, il tipo di personaggio che al vecchio Mike viene proprio bene, come questo racconto. 
 
L’ora fatale
A portarci nel Connecticut dell’anno 1979 ci pensano le tavole di Tiernen Trevalion, anche se Hellboy non ci vorrebbe proprio andare, lui vorrebbe solo dormire. 
Anche oggi Hellboy, si dorme domani.
 
Sogni contorti da cacciatore di mostri, interrotti da Nadya, che con un mamozzo di legno con le sue sembianze e un incantesimo evoca il diavolone trasportandolo in casa sua. Dopo avergli fornito una comoda (ma ben poco “maschia”) vestaglia con i fiorellini, la donna gli spiega il perché del magico teletrasporto: Nadya è la figlia di Violca, che ha curato Hellboy dalle sue ferite, dopo la lotta corpo a corpo con la bestia di Vargu. Morta la donna il debito passa in automatico alla figlia, che ha seriamente bisogno di aiuto. 
 
L’uomo che ha sposato non era un uomo ma un demone, non è una metafora, intendo proprio un demone, scacciato temporaneamente per beh, dieci anni, allo scadere dei quali il demone ha minacciato di tornare per prendersi l’anima della recalcitrante moglie. Problema: i dieci anni stanno per scadere tipo, adesso, al prossimo rincontocco di pendola.
 
Bisogna dire che gli sganassoni non mancano mai nei fumetti di Hellboy.
 
Hellboy quindi rappresenta l’estrema linea di difesa, l’ultimo appello dell’ultimo secondo, dopo una vita, quei dieci anni non raccontati ma che dalla storia traspaiono tutti: illusione di pace, lo scetticismo, ma anche notti insonni a contare quanto tempo manca al ritorno del mostro. Spesso Hellboy nei suoi racconti non è nemmeno il vero baricentro della trama, ma vengono fuori comunque storie belle come queste o la prossima in arrivo.
L’inviato
Tiernen Trevalion ci porta nell’Inghilterra del 1991, lo zio ha lasciato una biblioteca segreta alla nipote, ma con essa anche un minaccioso mostro, un fantasma stile mummia con un braccio legato al petto, sotto le bende. 
 
Lucius, questo grimorio islandese è roba tua!
 
Hellboy scoprirà che l’origine del problema è un libro rubato… Ehm, peso in prestito dallo zio in Islanda. Purtroppo il grimorio Farnham ha evocato una delle streghe già uccise da Sir Edward Grey. Cosa dicevo io sulla centralità non obbligatoria di Hellboy nelle storie di Hellboy? Ecco, qui il palcoscenico passa al vecchio Harry, studioso di libri antichi che suggerisce al Diavolone come liberarsi di questa strana mummia fanatica di libri antichi.
 
Il club delle sette mogli
Per l’ultimo racconto, arriva un disegnatore ospite cinque stelle extra lusso, il mitico Adam Hughes. Savannah in Georgia nel 1992, Jane è stata accusata di aver ucciso il suo ragazzo Tommy, la loro colpa? La passione per visitare case stregate, come quella di Walter Wakeman, che negli anni ’20 ha radunato le sue sette moglie (sparse per la città, all’oscuro una dell’altra) e le ha uccise.
Quando nemmeno il divorzio può servire per davvero.
In quella casa qualcosa è accaduto, Jane sostiene di aver sparato per difendersi dal fantasma di Walter Wakeman, non per uccidere Tommy, ovviamente Hellboy le crede e inviato dal B.P.R.D. indaga insieme alla procace agente Pauline Raskin, perché se le tavole sono disegnate dal grande Adam Hughes, una protagonista femminile ci deve essere per forza.
Si vede che il disegnatore ospite è Adam Hughes no?
Così come femminile è la minaccia, anzi, minacce visto che il club delle sette mogli del titolo è composto da altrettante infermiere, che nel nome delle donne uccise, hanno messo le mani sul cadavere di Walter Wakeman, per finire ad evocare il suo spettro. Una perfetta storia di fantasmi con rituali e mistero da risolvere per il nostro diavolone.
Insomma, altro giro, altro volume, altra ottima lettura, anche questa potenzialmente per tutti, anche per chi non ha letto tutti i numerosi volumi del “Mignolaverse”, non male visto che ormai la produzione legata ad Hellboy e il suo universo di personaggi è vastissimo. Da parte mia, vi ricordo lo speciale dedicato al personaggio!
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