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Hellboy – Il seme della distruzione: 25 anni per il diavolo di Mike Mignola

Sabato 23 marzo 2019 è stato ufficialmente battezzato come l’Hellboy
Day, un po’ perché a breve vedremo il diavolone tornare al cinema diretto da
uno dei miei preferiti, Neil Marshall (daje Neil!), ma soprattutto perché
bisogna festeggiare i venticinque anni di pubblicazione del primo fumetto di
Mike Mignola. Pensate che il vostro amichevole Cassidy di quartiere possa
tirarsi indietro davanti ad un’iniziativa così? Proprio no, perché la mia
passione per la più famosa creatura del vecchio Mike, ha radici profonde.

Vi riporto le parole dello stesso Mignola, che ci riportano indietro fino al 1993:
«Questo è il primo disegno di quello che sarebbe diventato
Hellboy. Mi ricordo perfettamente il momento in cui lo disegnai. Dovevo fare un
disegno per una convention e mi chiesero di disegnare qualcosa. E dato che al
tempo non ero conosciuto per nessun personaggio in particolare, ideai questa cosa
sgraziata e in un secondo momento ci scrissi sopra il nome Hellboy. Pensai che
fosse la cosa più dannatamente divertente che avessi ideato. Non avevo alcuna
intenzione di fare un fumetto su questo tizio. Ma un paio di anni dopo, quando
venne il momento di fare una mia serie, ci tornai sopra e pensai che mi era
piaciuto disegnare quel mostro e che il suo era l’unico nome che avessi mai
inventato che pensavo fosse divertente, così… eccoci qui.»

La primissima volta che Mignola si è ritrovato con un grosso diavolone a fissarlo dalla pagina.
Ma a dirla proprio tutta, il design del personaggio ha avuto
una gustosa evoluzione tutta Italiana, sulla copertina del numero 4 di “Dime
Press” disegnata da Mignola, accanto a Nathan Never, faceva bella mostra di se
una delle prime apparizioni di un Hellboy ancora tutto da definire.

Il crossover a fumetti che non ti aspetti.
Ma con il suo look così azzeccato definito per sempre, il
vero esordio per il ragazzo dell’Inferno di Mignola, arriva in un paio di
storie brevi, create a scopo promozionale, e successivamente ristampate come
extra nel primo volume di Hellboy, “Il seme della follia” che esce negli stati
uniti nel marzo del 1994.
Come ho conosciuto il personaggio io? Ve ne ho già parlato qui,
ad attirarmi dalla rastrelliera dove erano esposti i fumetti in edicola, fu il
look del personaggio, qualcosa che non avevo mai visto prima in vita mia. Bisogna
ammetterlo, Mignola ha avuto un’intuizione geniale, il suo personaggio è
aderente alla classica iconografia del diavolo, zoccoli, coda, corna, pelle
rossa, ma con alcune piccole variazioni che lo rendono estremamente accattivante,
quella grossa mano destra di pietra ad esempio, per non parlare delle corna
limate sulla fronte, che abbinate al cappotto e al cinturone danno al
personaggio un aspetto da eroe dei vecchi fumetti Pulp, che poi sono una delle
massime ispirazioni di Mignola.

“Con te ci verrà fuori un’insalata di polipo notevole”.
Al resto ci pensano le sue matite, ad una prima occhiata
rozze ma immediatamente riconoscibili, lo stile di Mike Mignola è minimale ma
efficacissimo, ed Hellboy il piano inclinato lungo cui scivolano tutte le
principali passioni dell’autore, fumetacci Pulp, B-Movie, H.P. Lovecraft,
storie del folklore e soprattutto mostri, mostri come se non ci fosse un
domani, uno più figo e demoniaco dell’altro.
L’idea stessa di avere un diavolo come eroe della storia,
ribalta tutto il punto di vista, un indagatore del paranormale, che sembra
tenere a mente il vecchio adagio per cui ci vuole un ladro per beccare un ladro
e di conseguenza un mostro per beccarne un altro.

Ra ra Rasputin, lover of the Russian queen (Cit.)
I disegni di Mignola uniscono quei neri assoluti da cui
sembra possa spuntare qualunque orrore, a dei disegni che strizzano l’occhio in
parti uguale al cinema espressionista tedesco e alla potenza delle tavole di Jack
“The King” Kirby. Per la prima storia del personaggio “Il seme della
distruzione”, Mignola non ancora del tutto sicuro del suo talento di
sceneggiatore, si fa affiancate da John Byrne per i dialoghi, un suo collega
visto che insieme a Frank Miller, avevano fondato il marchio “Legend” per la
Dark Horse Comics, e sotto questa etichetta ancora oggi escono le storie del
personaggio e del B.P.R.D.
“Il seme della distruzione” ha un inizio che potrebbe far
appassionare al personaggio chiunque, nel 1944 una pattuglia di soldati
americani di stanza in Inghilterra, collaborano con il neonato Bureau for
Paranormal Reserche and Defense (B.P.R.D.), l’ufficio per la ricerca e la
difesa dal paranormale rappresentato dal dottor Bruttenholm, ribattezzato “Brutto”
dagli scettici soldati.
Il loro compito è sventare i loschi piani voluti dall’alto
comando del partito nazista, su ordine di Hitler in persona, il famigerato
Rasputin si sta preparando ad evocare dei demoni con un rituale magico, dal
portale aperto su un mondo Lovecraftiano, fa in tempo solo a passare un piccolo
diavoletto, dalla mano destra gigante, che viene adottato da Bruttenholm e
battezzato dai soldati americani con il nomignolo di Hellboy. La scena della
prima foto del battaglione con il nuovo ospite, viene scolpita dalle matite di
Mignola nell’iconografia del personaggio.

Foto di gruppo, quelli alti dietro e quelli provenienti dall’Inferno davanti!
Salto in avanti nel tempo, Hellboy è diventato grande,
grosso burbero ma aderente al canone del duro dal cuore d’oro, ma soprattutto è
il diavolo l’uomo di punta del B.P.R.D. anche se questo non fa di lui il
più strambo della compagnia, visto che i suoi compagni sono l’anfibio Abe
Sapien e la pirocineta Elizabeth Sherman. Personaggi che diventeranno
fondamentali nella lunga storia di Hellboy e che a livello di design, poteri e
caratterizzazione, diventeranno qualcosa di più che semplici comprimari.
Questo trio piuttosto variopinto si ritrova ad indagare
sulla storia della famiglia Cavendish, e sulla maledizione a loro legata, ma soprattutto
a fare a cazzotti con la creatura che da il titolo al volume, un mostro
linguacciuto e pericolosissimo, battezzato proprio il seme della distruzione e
legato a filo doppio non solo al vecchio Rasputin. I Cavendish possono
trasformarsi in creature anfibie, ribattezzati per comodità “rane”, anche se molto
più letali di qualunque rospone abbiate mai visto nella vostra vita,
letteralmente il primo seme di un’invasione che ancora oggi tiene banco nella
storia del “Mignolaverse”.

Da 25 anni, il modo preferito di Hellboy per risolvere i problemi.
Mignola si è sottovalutato, perché come dimostrerà nei
volumi successivi, non aveva certo bisogno di essere affiancato da John Byrne per
la sceneggiatura, “Il seme della distruzione” è l’esordio perfetto per il
personaggio di Hellboy, ma non si avvicina nemmeno ai migliori volumi del
personaggio, eppure ha davvero tutto per far perdere la testa a chiunque per
questo grosso diavolaccio rosso.
Con me ad esempio ci è riuscito benissimo, il fatto che io
sia qui per questo “Hellboy Day” a parlarvi del personaggio, direi che basta
per consigliarvi la lettura, e visto che ci siamo, sappiate che Hellboy tornerà
a trovarci su questa Bara. Tanto fino all’11 di aprile in qualche modo il tempo
lo dobbiamo passare no?
Auguri Hellboy! Ci rivediamo qui per il tuo compleanno numero 50!

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