nella vita che mi danno più gioia che leggere i fumetti, quelli di Hellboy poi
non vi dico, voi datemi il nuovo fumetto di Hellboy e mi farete contento.
(termine odiatissimo dall’uomo da cui prende il nome) è sempre in movimento,
anche se la trame principale del personaggio sono finite da un pezzo, il
bello del diavolone di Mike Mignola è anche il suo essere un personaggio a suo
modo eterno, è spuntato sulla Terra nel 1945 e da allora non si è fermato mai, da
solo o in squadra con il Bureau for Paranormal Research and Defense (B.P.R.D). Inoltre trattandosi di un fumetto, si può sempre raccontare una storia mai narrata ambientata nel passato, o come in questo caso, che prima era stata un
libro scritto da Christopher Golden e illustrato da Mike Mignola, per fare ora il percorso inverso e tornare tra le pagine dei fumetti, dove il
personaggio è nato.
e il suo compare Abe Sapien, per somma sofferenza dell’anfibio e freddoloso
collega, vengono spediti nella gelida Svezia, dove dovranno vedersela con il
folklore locale e tutto il pantheon delle divinità Norrene, ed intendo proprio
tutte, quindi se siete abituati ai fumetti su Thor della Marvel dimenticateli,
perché qui Mignola e Golden, con le matite dell’ottimo Matt Smith, combinano
per regalarci una versione completamente in linea con lo stile gotico di “Hellboy”
di gnomi, giganti dei ghiacci e ovviamente lui, il Dio del tuono, Thor in
persona.
il ritrovamento del suo martello, un’arma piantata nel ghiaccio che come Excalibur,
nessuno può toccare o sollevare, anche perché ad ogni tocco attira dei letali
fulmini. Con il suo solito
spirito, tra il rassegnato e il sardonico, Hellboy impugna il martello con la
sua mano destra in pietra, un’accoppiata leggendaria che non solo gli permette
di sollevare l’arma appartenuta al Dio nordico, ma crea una combinazione
micidiale.
con la mano in pietra di Hellboy, che improvvisamente inizia a sentire la voce
di Thor nella sua testa, letteralmente posseduto dallo spirito del Dio del tuono. Con evidenti problemi a governare le personalità all’interno del suo corpo, il
rosso diavolone dovrà sopperire all’assenza di Thor ricoprendo il suo ruolo, infatti sulla Terra le creature più disparate hanno saputo della dipartita della
divinità e pensano di potersi prendere il pianeta. Un missione mitica,
leggendaria quasi, che Hellboy affronta con il suo tipico piglio da eroe
operario, quello di uno che nella sua ne ha viste tante, ma ancora gli sembra
assurdo ritrovarsi a combattere giganti dei ghiacci non morti, accanto ad un
gruppo di nani guerrieri, infatti Mignola e Golden si divertono a far esibire Hellboy nelle
peggiori freddure da eroe d’azione controvoglia.
| Più sono grossi, più fanno rumore quando cadono a terra. |
Probabilmente perché
da un pezzo, tutti i nuovi volumi di Hellboy (editi con puntuale ritardo ma con
encomiabile costanza dalla Magic Press) erano legati alle trame principali
sempre più apocalittiche, ma da un po’ non mi capitava di leggere un volume
così divertente, basta dire che quando Hellboy ed Abe “scroccano” un passaggio
in elicottero, il pilota indossa lo stesso gigantesco cappello da cowboy di R.J. MacReady. Omaggi giusti, li state facendo bene!
Malgrado sia uno
degli infiniti volumi che fanno parte della sconfinata produzione del “Mignolaverse”
(scusa Mike!), ed io stesso ormai abbia dovuto redare una lista per essere
sicuro di non aver lasciato indietro nulla (storia vera), “Hellboy – Le ossa
dei giganti” è un volume che può essere letto da chiunque, per fare la
conoscenza del personaggio o per approfondirla, infatti ci tenevo a
consigliarlo e cercherò di fare lo stesso con altri albi del mio Diavolaccio
preferito, tanto sul mio comodino non mancano mai.
| Voi questa la chiamate archeologia? |
Intanto, vi ricordo
lo speciale della Bara dedicato al personaggio!


